Un'applicazione per parlare con Jobs

Bug spinge uno sviluppatore ad utilizzare API private: l'app viene respinta dai controlli Apple, solo l'intervento del CEO sblocca la situazione

Roma – Lo sviluppatore Ram Arumugam, alle prese con il processo di approvazione necessario per entrare in App Store e con alcuni problemi di API, ha scritto via email a Steve Jobs e si è visto chiamare direttamente dal CEO per parlare del suo problema.

L’applicazione a cui lavorava, Economy for iPad , l’aveva fatto incappare in un bug che non faceva sparire la tastiera anche una volta concluso il suo utilizzo .
Approfondendo il problema aveva così scoperto che ciò era dovuto ad un bug di iPad SDK e che si poteva liberare della tastiera (come la definisce lui “zombie”) non con API pubbliche approvate da Apple, ma solo con un’API privata .

Tuttavia, una volta sottoposta ad Apple la richiesta di approvazione, si è visto rifiutare l’app proprio per l’impiego di queste API private, pur essendo state impiegate solo per aggirare il problema riscontrato nello stesso SDK di iPad. Che, pur essendo stato notificato a Apple, rimaneva.

Avendo fiducia nel sistema, quindi, Arumugam ha fatto appello chiedendo la revisione della decisione di Cupertino, ritenendo il suo caso meritevole di un’eccezione . Ma il comitato addetto alla scelta continuava a temporeggiare: da un lato la paura di creare un precedente per le API private, dall’altro l’effettivo problema non risolvibile con quelle pubbliche.

Per sbloccare la situazione, allora, Ram ha deciso di scrivere direttamente a Steve Jobs. E come in altre occasioni, il CEO di Apple ha risposto direttamente allo sviluppatore, stavolta chiamandolo sull’iPhone: “Ram, this is Steve”, ha sentito pronunciare dall’altro capo del telefono appena un paio di ore dopo l’invio della domanda.

Il dialogo con il carismatico CEO ha sbloccato la situazione: Ram ha trovato un modo per aggirare il bug senza utilizzare le API private (cambiando la UI dell’applicazione) e ha lusingato Jobs come manager appassionato, coinvolto nel lavoro della sua azienda e interessato ai particolari.

L’applicazione (al costo di 2,99 dollari) è diventata la numero uno tra quelle finanziarie vendute per iPad.

Claudio Tamburrino

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