Urrah! Netscape 6 arriva. Ma zoppica

Atteso, attesissimo, ieri è finalmente arrivato il nuovo browser Netscape. Una release che rappresenta una rivoluzione, che è proposta come tale e che si basa su un cuore open source. Ma è anche una release che non convince tutti


Roma – Ieri sera i server di Netscape hanno dato forfait per qualche tempo. Già, perché l’ultima release del browser dell’azienda, la prima release definitiva da due anni e mezzo a questa parte, era attesa e bramata da milioni di utenti in tutto il Mondo. Tanti, tantissimi, infatti, sono i “fan” di Netscape che hanno conservato in tutto questo tempo una incrollabile fiducia nelle capacità di sviluppo dell’azienda, oggi controllata da America Online.

E così ieri Netscape 6 è stato preso d’assalto, portando sui computer dei tantissimi che ancora mentre scriviamo lo stanno scaricando, un browser rivoluzionato e rivoluzionario rispetto alle release precedenti e anticipatore di nuove tendenze. Offerto in due possibili modalità grafiche, modern e classic, il browser dispone di una interfaccia a prima vista invidiabile e migliorata con qualche tocco rispetto alla preview rilasciate in precedenza.

Molte le cose da dire intorno al nuovo browser. Prima tra tutte il fatto che la sua costruzione ha girato attorno a Gecko, il cuore pulsante, orgoglio della comunità open source di Mozilla.org che sostiene lo sviluppo per Netscape, nonostante il poco sostegno ricevuto da AOL in questi anni. Gecko significa tante cose, tra queste anche la possibilità di interagire in modo nuovo e molto più easy con add-on e plug-in sviluppati da terzi, un plus significativo rispetto al rivale di sempre, il browser di Microsoft, Internet Explorer.

Tra gli elementi chiave del nuovo Netscape le funzionalità di “My Sidebar”, un’area sulla sinistra della pagina dove l’utente può posizionare un accesso immediato a informazioni web di prima mano da avere sempre a disposizione e continuamente aggiornate, come il calendario o l’andamento di Borsa. My Sidebar è altamente personalizzabile e gli sviluppatori puntano molto su questo per garantire la “user-friendliness” del prodotto.

Altre funzionalità di rilievo comprendono l’integrazione di funzionalità di ricerca, grazie alla partnership con Google, un gestore di password e un dispositivo che consente l’archiviazione dei dati dei form online, in modo tale da “ricordarli” all’occorrenza per nuovi form da riempire. Funzionalità, queste, già adottate dal browser rivale. Acquisito in Netscape anche il celebre “cookie manager” (celebre perché se ne è parlato molto), un sistemino di gestione dei cookies pensato per aumentare le possibilità dell’utente di gestire i piccoli file di “controllo” inviati sul computer dai siti Web visitati.


Da non sottovalutare le capacità di “Themes”, che consentiranno agli utenti di cambiare l’aspetto dell’interfaccia con modelli preparati da Netscape o sviluppati da terze parti indipendenti. Themes è basato su XUL (Extensible User Interface Language), un linguaggio pensato proprio per consentire la personalizzazione dell’interfaccia sfruttando il motore del browser e specifiche, come HTML e Cascading Style Sheets, più facilmente alla portata di tutti rispetto ai linguaggi di programmazione tradizionali.

Altre cosuccie da tenere presenti sono l’integrazione delle funzionalità di messaging in un unico ambiente compatibile con AIM e capace di gestire la posta elettronica, l’instant messaging e i newsgroup. Il tutto è scaricabile senza esagerate complicazioni, server di download permettendo, grazie allo “smart download” che consente di scegliere i “pezzi” del nuovo browser che si intendono installare, per limitare le dimensioni dello scaricamento (ma una installazione media difficilmente va sotto i 20 megabyte).

Il nuovo Netscape 6 porta aria di rivoluzione, dunque, ma non convince tutti, non ancora almeno. Fin dalla scorsa release, numerosi dubbi erano stati sollevati soprattutto sulla stabilità del browser in Windows, una stabilità che i primissimi collaudi di Punto Informatico, da non considerare come test completi, mettono nuovamente in dubbio.

Altri problemi che emergono di primo acchito sono una certa lentezza nell’apertura del programma e una pesantezza nel passaggio da una funzione all’altra, da una cartellina all’altra, nell’apertura dei messaggi e via dicendo. Inoltre si nota un certo insistente e fastidioso sfarfallìo ad ogni riposizionamento o ridimensionamento di finestra.

Ma il problema maggiore, ancora tutto da verificare in sede di sperimentazione, sembra notarsi proprio relativamente ad uno dei punti di forza del nuovo browser, la sua capacità di supportare gli standard di sviluppo dei siti Web. Basta navigare un poco per rendersi conto della scarsa compatibilità del browser con i siti costruiti, fino ad oggi, con gli artifici necessari a renderli “leggibili” da tutti i diversi browser in circolazione.

Si tratta naturalmente di prime impressioni ed è quasi certo che il lavoro di patching che seguirà la prima release spianerà il cammino al browser. Resta da vedere quali saranno i tempi di questi miglioramenti e quanto questi potranno davvero risolvere. Una cosa è certa: “Netscape è tornato”.

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