USA, galera per chi gioca coi domini

Chi sfrutta un dominio dal nome innocente per deviare gli utenti su un sito a luci rosse rischia fino a quattro anni di carcere. Lo prevede una proposta di legge che si sta facendo largo al Congresso


Washington (USA) – Usare un nome a dominio “innocente” e scevro di riferimenti alla pornografia per promuovere un sito a luci rosse negli Stati Uniti sta per diventare reato, un reato che potrà essere punito con quattro anni di reclusione.

Non si tratta di un pesce d’aprile ma proprio della decisione della Camera dei Rappresentanti di includere in una normativa più ampia anche questa proposta, votata a grandissima maggioranza.

L’idea è che oggi come oggi nomi all’apparenza innocenti vengono utilizzati per catturare abusivamente l’attenzione del pubblico e, nel pubblico, anche dei minori, che verrebbero così esposti loro malgrado alla pornografia. Due anni di carcere sono previsti per l’uso “superficiale” di nomi a dominio, quattro invece per chi esplicitamente attira dei minori su siti a luci rosse.

Ma non c’è solo questo nel pacchetto di misure votate da uno dei rami del Congresso. Una seconda determinazione , infatti, intenderebbe, ancora una volta, mettere fuorilegge le immagini di pedopornografia che siano realizzate al computer e non frutto, dunque, di abusi commessi ai danni di minori.

Una questione scottante, come noto, vista anche la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti che in passato ha bocciato questa stessa misura sostenendo la sua incostituzionalità. Un conto, ha affermato la Corte, è difendere dall’abuso i minori, un altro è tentare di controllare il pensiero dell’essere umano. La libertà di pensare ciò che si crede, per quanto questo possa essere ributtante, secondo la Corte è garantita dal Primo Emendamento alla Costituzione degli USA. “Le libertà del Primo Emendamento – hanno scritto i massimi giudici americani – sono in grande pericolo quando il Governo cerca di controllare il pensiero o utilizzare le leggi per giungere a quel fine che non può essere permesso. Il diritto di pensare è l’origine della libertà e l’espressione deve essere protetta dal Governo perché è l’origine del pensiero”.

La nuova legge, denominata CAPA (Child Abduction Prevention Act), è passata alla Camera per 410 voti contro 14. Un provvedimento del tutto analogo, ma senza questa seconda misura, è già passato al Senato e una Commissione interparlamentare si occuperà ora di produrre un testo compromissorio per una più rapida approvazione. Dopodiché sarà solo questione di poco tempo prima che il presidente americano firmi la legge.

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  • AlexGatti scrive:
    E poi sono "legali"?
    Mah, vallo poi a dire alla guardia di finanza che il tuo cd masterizzato "on line" è legale, che hai speso "crediti", se vi ferma la GdF con quel cd in macchina secondo te ci crede?E i crediti per scaricare ma non masterizzare, oppure per ascoltare in streaming e basta (col rischio di ascoltare una cosa a pezzi perchè la banda va e viene) quanto ci vorrà a trovare il modo di masterizzare ugualmente quei pezzi, illegalmente questa volta?E il tristemente famoso bollino siae che adesso andrà su tutto, probabilmente anche sulle scatole da scarpe nelle quali tenete i cd più vecchi, risolve tutto, ormai è tutto legale purchè paghiamo la "protezione" della Siae?
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