USA, il tecnocontrollo non si può giudicare

La giustizia americana alza le mani e si dichiara incapace di giudicare il governo federale: lo spionaggio di NSA è segreto, quindi non si può stabilire se sia illegale o meno. Obama a Merkel: concedeteci il beneficio del dubbio

Roma – Un giudice federale della California ha chiuso nel mondo più inconcludente il caso Jewel vs. NSA, stabilendo in sostanza che non è possibile stabilire la legalità o meno del tecnocontrollo mondiale dell’intelligence USA per il rischio che ciò pone alla sicurezza nazionale.

L’attività spionistica di NSA, le intercettazioni a strascico delle comunicazioni digitali mondiali oramai nota come Datagate , è un fatto talmente segreto che non può essere dibattuto nei tribunali americani. Ciò non ne decreta la legittimità, ma in ogni caso non se ne può parlare.

La vicenda era stata portata avanti con il supporto legale di Electronic Frontier Foundation (EFF), e l’organizzazione non è ovviamente soddisfatta di come siano andate le cose: il caso non è chiuso, spiega EFF, e se il sistema giudiziario USA continuasse sulla strada del “programma troppo segreto” per essere confutato la giustizia si trasformerebbe in una parodia di se stessa.

E Barack Obama, il presidente che avrebbe dovuto incarnare la “speranza” di un cambiamento su tutti i fronti della politica USA? Obama, quando si tratta del tecnocontrollo della NSA, rilancia: alla cancelliera tedesca Merkel, da tempo bersaglio privilegiato degli spioni USA, il presidente americano ha detto che il popolo tedesco deve concedere il “beneficio del dubbio” alle iniziative statunitensi in virtù del passato di collaborazione fra i due stati.

Anche sul fronte della cyber-sicurezza Obama rilancia, aggiungendo l’ennesima sigla al già satollo carrozzone burocratico del governo federale con il nuovo Cyber Threat Intelligence Integration Center (CTIIC). L’organismo si incaricherà di coordinare le altre agenzie federali, fra le apprensioni di chi teme che la privacy dei cittadini dela Rete possa subire un’ulteriore erosione.

Alfonso Maruccia

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