USA, ritrasmettere è lecito?

Ivi, una piccola start-up, vuole che un giudice blocchi l'iniziativa legale delle emittenti statunitensi. Queste ribattono sostenendo che ritrasmettere in diretta i programmi televisivi è illegale

Roma – Nuovo caso della serie “Davide contro Golia” nel mercato televisivo statunitense: questa volta a darsi battaglia sono la Internet TV Ivi e l’associazione USA delle emittenti televisive (National Association of Broadcasters), entrambe concordi nel disaccordo sulla legittimità della ritrasmissione del segnale TV in rete da parte della succitata Ivi .

Il servizio di Ivi prevede la somministrazione “live” e in streaming delle programmazioni televisive USA trasmesse via etere: la dot.com offre un periodo di prova agli utenti interessati ai programmi di ABC, CBS, FOX e altri, scaduto il quale è previsto il pagamento di un canone fisso per continuare a fruire del servizio.

Ivi sostiene che i proventi realizzati grazie agli utenti servono anche a ripagare le emittenti per la ritrasmissione del segnale televisivo, ritrasmissione “secondaria” che nell’opinione della società è un caso espressamente previsto dal Copyright Act statunitense e non costituisce alcuna violazione del diritto d’autore come la NAB vorrebbe fare intendere.

Neanche a dirlo, l’associazione dei broadcaster giudica la vicenda in maniera diametralmente opposta: “È palesemente illegale rubare i lavori protetti dal copyright e i segnali trasmessi dalle emittenti”, dice il vicepresidente esecutivo di NAB Dennis Wharton. E in merito alla presunta eccezione prevista dalla Sezione 111 del Copyright Act di cui parla Ivi, sostiene l’associazione, Ivi “ha frainteso la Sezione 111 e i 30 anni di giurisprudenza che ne costituiscono la base”.

Ivi non può pretendere di giustificare le sue attività richiamando a sproposito il Copyright Act, continua a ribattere NAB, perché la Sezione 325 della legge prevede espressamente che la ritrasmissione del segnale televisivo venga fatta dopo la concessione del permesso da parte delle emittenti . Al che Ivi controbatte: “Siamo convinti del fatto che le accuse di infrazione del copyright siano insostenibili e rappresentino un camuffamento del tentativo di soffocare l’innovazione e la competizione”. La parola ora passa al giudice.

Alfonso Maruccia

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  • Mario Busana scrive:
    Attenti a INQ e a 3
    In italia 3 è l'unico a distribuire prodotti INQ.Bene: 3 non è in grado di fornire batterie per l'INQ1 e il servizio clienti mi ha detto di acquistarla su eBay !!!!!!! Siamo a livelli ridicoli ed è giusto che si sappia !!!Mi si è gonfiata la batteria e la durata è scesa a pochi minuti di conversazione... ed io devo buttare il telefono perchè non esiste la batteria di ricambio, che dovrebbero darmi GRATIS ricordando quello che ha fatto Nokia per le batterie gonfie.Diffondete la voce !!!
  • gargarozz scrive:
    Ma fatemi il piacere!
    Pagare l'adsl casalinga, pagare il contratto per lo smartphone e pagare anche un contratto per un aggeggio che ti faccia andare sul luogo più inutile del web dove già si può accedere perfettamente su un sacco di piattaforme..SUCXXXXX!ahahhaha
    • ces scrive:
      Re: Ma fatemi il piacere!
      - Scritto da: gargarozz
      Pagare l'adsl casalinga, pagare il contratto per
      lo smartphone e pagare anche un contratto per un
      aggeggio che ti faccia andare sul luogo più
      inutile del web dove già si può accedere
      perfettamente su un sacco di
      piattaforme..
      SUCXXXXX!
      ahahhahaQuoto, Facebook non è Internet.
  • an0nim0 scrive:
    L'italiano
    x l'autore dell'articolo: c'e' qualche problema con qualche link (codici html) e qualche frase in italiano ...
  • Una mamma preoccupat a scrive:
    secondo me facebook vuole
    mettervelo INQ
  • emanuelatom assetti scrive:
    emanuela
    ciao tutti noi
  • cippa lippa scrive:
    epic fail
    al max facebook può rimarchiare qualcosa di già esistente..sistema operativo proprietario? col piffero! ci vogliono anni..
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