USA, troll senza diritto di parola

Un gruppo di senatori statunitensi vorrebbe anteporre la tutela da abusi e maltrattamenti alla protezione garantita dal Primo Emendamento. Al bando attività online come il flaming, così come i cosiddetti troll

Roma – Si intitola semplicemente Cyberbulling ed è un nuovo studio presentato da un gruppo di senatori statunitensi alle ultime Independent Democratic Conference . Una dettagliata analisi sul fenomeno del bullismo ai tempi del digitale, che ha fatto scalpore per alcune posizioni prese a proposito del Primo Emendamento della Costituzione a stelle e strisce.

In sostanza , fazioni politiche e tribunali avrebbero interpretato male i principi tutelati dallo stesso Primo Emendamento, dal momento che il libero pensiero rappresenterebbe più un privilegio che un effettivo diritto umano . La giurisdizione degli Stati Uniti potrebbe dunque anteporre la difesa da abusi e maltrattamenti alla protezione garantita dalla libertà d’espressione.

Di quali abusi parlano i senatori di New York? Innanzitutto di quei messaggi online che vadano a minare la sicurezza altrui, comprese quelle attività che in gergo digitale vengono definite flaming . La tutela del Primo Emendamento dovrebbe essere revocata a tutti quei soggetti che si preoccupano di caricare sul web filmati amatoriali relativi a maltrattamenti vari .

Stessa sorte per i cosiddetti troll, spesso animati dal desiderio di provocare – nel senso negativo del termine – negli altri reazioni emotive. I senatori statunitensi si sono scagliati contro la crudele esclusione di un soggetto da forum e comunità web , una pratica non sempre accettabile nella sfera del libero pensiero e dunque del Primo Emendamento della Costituzione.

Mauro Vecchio

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