Utenti Linux: VIA apra i suoi driver

Un gruppo di utenti Linux ha avviato una petizione online che chiede al produttore taiwanese VIA di migliorare la qualità dei propri driver per Linux o, meglio ancora, divulgarne le specifiche tecniche

Roma – Riportando all’attenzione del pubblico e dell’industria l’annosa questione dei driver per Linux, un gruppo di utenti del Pinguino ha recentemente avviato una petizione ( qui il testo tradotto in italiano) in cui si chiede al noto produttore taiwanese VIA Technologies di migliorare il proprio supporto a Linux.

I promotori dell’iniziativa, nata da questa recente discussione, spiegano che oggi molti PC, sia desktop che portatili, sono basati su hardware prodotto da VIA: il problema, a loro dire, è che i driver per Linux forniti dall’azienda ” presentano molti errori, incompatibilità, scarse performance e bug di sicurezza “.

“VIA è sul mercato da un sacco di tempo e si vanta di supportare Linux, ma questo non è vero”, recita il testo della petizione. “VIA non supporta Linux (qualsiasi distribuzione), almeno per quanto riguarda il supporto dei chipset video, dal momento che i driver Linux forniti da VIA non permettono agli utenti di utilizzare l’hardware secondo quanto specificato dal produttore (cioè la stessa VIA). Tuttavia, utilizzando lo stesso hardware su sistemi Windows, le specifiche del produttore sono soddisfatte. Questo dimostra che gli sforzi attuali di VIA nello sviluppo dei driver sono univocamente orientati ai sistemi Windows (di nuovo, Linux *non* è supportato ma piuttosto “sopportato”.)”.

Nella petizione si afferma che la comunità open source ha cercato di trovare soluzioni alternative , avviando progetti per lo sviluppo di driver aperti non ufficiali, ma VIA non avrebbe fornito alcun tipo di aiuto o incoraggiamento a tali iniziative.

I firmatari dell’iniziativa chiedono che VIA migliori drasticamente la qualità dei propri driver per Linux , portandoli ad un livello di funzionalità comparabile a quello delle versioni per Windows o che, in alternativa, renda pubbliche le specifiche del proprio hardware, così che gli sviluppatori open source possano occuparsi della realizzazione dei driver. Nel caso in cui il produttore non voglia soddisfare alcuna di queste richieste, i promotori della petizione ritengono che VIA debba quanto meno rendere “chiaro ed evidente in tutti i mezzi di comunicazione impiegati (dal sito web alle confezioni dei prodotti) che non supporta Linux”.

“VIA ha un certo grado di responsabilità verso i propri clienti, e per rispetto nei loro confronti dovrebbe palesare in modo chiaro e inequivocabile la propria posizione in merito al supporto a Linux”, conclude il testo della petizione.

Un problema antico
La riluttanza di molti produttori di hardware a rilasciare il codice sorgente o i dettagli tecnici dei propri driver è una questione con cui la comunità open source si scontra ormai da molti anni. In passato sulla questione sono intervenuti alcuni dei principali esponenti del mondo open source , inclusi Richard Stallman ( Stallman: aprite i vostri driver ) e Free Software Foundation ( FSF: l’hardware non abbia padroni ), Theo de Raadt ( De Raadt: Intel è closed source ), e il gruppo di utenti italiano Free Software Free Society ( Linux e hardware, un rapporto difficile ).

Lo scorso anno alcuni degli sviluppatori del kernel di Linux si sono persino offerti di sviluppare gratuitamente i driver per conto dei produttori interessati, purché questi siano disposti, anche dietro l’eventuale stipula di un contratto di riservatezza, a divulgare le specifiche del proprio hardware. Un elenco dei driver attualmente sviluppati dal progetto si trova qui .

Tra i produttori di PC più sensibili al problema c’è Dell , che lo scorso anno si è impegnata a privilegiare, nei propri sistemi Linux-based, quei componenti per i quali esista un driver open source. L’azienda ha anche promesso di collaborare con i maggiori produttori di hardware per incoraggiarli a migliorare la maturità e la stabilità dei driver per Linux.

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