Vint Cerf: il terrorismo e la rete

Internet è un'arma potentissima contro il terrorismo ed è linfa vitale per la democrazia. La reazione di uno dei padri della rete


Roma – “Cari amici, mi trovo a Chicago, per una volta immobilizzato in conseguenza degli attacchi terroristici pressoché incomprensibili lanciati contro gli Stati Uniti a New York e Washington. Le mie parole non valgono a fronte di tanta furia selvaggia”.

Comincia così il messaggio che Vint Cerf ha diffuso ieri attraverso la Internet Society, l’associazione internazionale che lui stesso ha contribuito a fondare.

“Ora più che mai – afferma l’inventore del protocollo TCP/IP, una delle più carismatiche figure tra i “padri” di internet – internet deve essere sfruttata, come gli altri media, per portare luce su tutti coloro che potrebbero distruggere la libertà nel mondo. L’informazione è la torcia della verità e il suo flusso libero è la linfa della democrazia”.

“Il prezzo di questo libero flusso – continua Cerf – può essere informazione che non ci piace o a cui non crediamo, ma l’antidoto alla malainformazione è maggiore informazione, non meno informazione”.

“I vostri pensieri e preghiere – conclude Cerf – dedicati alle vittime del terrorismo, a dove questo demone ha colpito le vite degli uomini, saranno tutti benvenuti e apprezzati. La vostra determinazione ad estirpare questa piaga dalla nostra società sarà necessaria se la cultura globale del 21esimo secolo dovrà evolvere in qualcosa che noi vorremmo lasciare in eredità ai nostri figli e ai figli dei nostri figli”.

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  • Anonimo scrive:
    superiorità degli uomini odelle macchine
    Ma siamo sicuri che il senso comune che le macchine non posseggono sia una superiorità dell'uomo sulla macchina?Non è lo stesso senso comune che ci ha fatto credere, dalle origini della nostra specie fino a circa 500 anni fa, che fosse il sole a girare intorno alla terra, e che questa fosse piatta?Non è lo stesso senso comune che oggi ci fa andare in guerra, sentirci superiori a chi la pensa diversamente, fregare i nostri simili per guadagnare un po di più.Siamo sicuri che un senso del genere ci renda superiori?Siamo sicuri che invece il senso comune non sia altro che una semplificazione dei pensieri, che li incaselli in un sistema ideativo per aiutare le nostre scarse facoltà intellettive, per rispondere a quello che ancora non conosciamo?Ricordiamoci che siamo figli di una evoluzione naturale che tende esclusivamente alla sopravvivenza, quindi ci serve un pensiero veloce e utilitaristico, non un pensiero profondo.Il nostro modello di pensiero si basa su semplificazioni, approssimazioni, quindi in natura è efficiente, ma mi sembra che già oggi, per gestire le informazioni di cui abbiamo bisogno per continuare a svilupparci con la velocità abituale o superiore stia già motrando seri limiti.Credo che sia ora di dare a Cesare quello che è di Cesare, riconoscere che senza l'intelligenza artificiale, nata per colmare le nostre lacune biologiche, non potremmo fare le stesse cose che facciamo oggi, non nello stesso modo, e che questo dovrebbe essere sufficiente per sentirci più umili e piantarla di sbandierare una nostra presunta superiorità.Non serve imitare un essere umano per essere intelligenti, è questo il principale errore delle esperienze di intelligenza artificiale!Un minimo di umiltà in più, oltre a non guastare mai, potrebbe almeno essre un barlume di vera intelligenza.
  • Anonimo scrive:
    dipende dal mercato
    Per quanto riguarda il mercato dell'automobile potremmo gia' viaggiare con un ecologica auto ad idrogeno, ma non e' cosi poiche' alle lobby che controllano il mercato dei carburanti non conviene.Sara' cosi' anche per il pc?Non credo che i processori potranno essere pagati poche lire poiche' semplicemente non verrebbero piu' prodotti per non diminuire il mercato di quelli performanti e costosi.
  • Anonimo scrive:
    E' già un problema anche se rispondono e non pensa
    Chissà perchè tutti i futurologi si dividono tra quelli che pensano che il computer non penserà (e quindi andrà tutto bene) e quelli che dicono che penserà (e quindi ci saranno disastri).I disastri (di tipo sociale, però) ci potrebbero essere comunque, perchè qualunque progresso rapido porta a scompensi sociali, come ci insegna la rivoluzione industriale.Un computer che non pensa, ma risponde a voce, già porterebbe ad una disoccupazione enorme. La maggior parte dei lavori di basso livello si basano sulla "cache delle informazioni". La segretaria mette in cache gli appuntamenti, il dattilografo fa da cache tra il dettatore e il documento finale, l'addetto all'on-line fa da cache tra le FAQ scritte e l'utenza. Tutte queste cache-umane potrebbero essere sostituite con dei risponditori anche non troppo intelligenti, ma questo corrisponderebbe ad un problema occupazionale enorme.C'è da considerare l'effetto domino. Siccome il "risponditore elettronico" costa parecchio meno dell'equivalente umano, chi lo usa può abbassare i prezzi e quindi togliere concorrenzialità a chi non lo usa, obbligando tutte le aziende a lasciare a casa uomini e passare ai "risponditori".Ora il problema è: quanto manca all'arrivo del risponditore elettronico? E cosa stiamo facendo per difenderci da questa eventualità?
    • Anonimo scrive:
      Re: E' già un problema anche se rispondono e non pensa
      Noi programmiamo "risponditori", come li chiami tu. Anzi, i più avanzati "risponditori" del mondo. Ci stiamo facendo un culo così da due anni, notte, vacanze e week-end inclusi. E finalmente il tempo è giunto...Il nostro progetto è chiaramente quello di conquistare l'intero pianeta e di dominare con il pugno di ferro masse sterminate di dattilografe e addetti di call center disoccupati e dediti al crack......Bwahahahahaha! Uhuhuhuhuhuhuhu! Muaaaahhhahaharghhh!PS ma ti rendi conto di come è ristretto, obsoleto e male-informato il tuo pensiero? Forse sei un "risponditore" tu stesso??? ;-)
  • Anonimo scrive:
    col kaku che c'arriviamo tra ventanni!
    ... se andiamo avanti di questo passo!
  • Anonimo scrive:
    "Fisica teoretica"?
    "Quantum computing"?"...di pensare a modo suo"?Questo sarà anche un fisico,ma di certo non è un programmatore.Tira certe ca//ate che la metà basterebbe!"La potenza è nulla senza controllo."I PC non pensano, né mai lo faranno,a meno che non si riesca a produrreun computer che immagazzina uno schemaneurale umano e lo fa evolvere...ma a quel punto sarebbe solo un uomodentro a un computer, e non una IA.
    • Anonimo scrive:
      Re: "Fisica teoretica"?
      - Scritto da: Alex.tg
      Questo sarà anche un fisico,
      ma di certo non è un programmatore.Tutti i più noti esperti di AI (almeno quelli che parlano in pubblico) sono fisici teorici o cibernetici. In Italia abbiamo Cammarata e Licata, per esempio... Si potrebbe citare quello che diceva il grandissimo matematico David Hilbert: "certe cose sono troppo serie per lasciarle in mano ai fisici" (e ingegneri e programmatori...).
      I PC non pensano, né mai lo faranno,
      a meno che non si riesca a produrre
      un computer che immagazzina uno schema
      neurale umano e lo fa evolvere...
      ma a quel punto sarebbe solo un uomo
      dentro a un computer, e non una IA.Non è così semplice. Ci sono questioni serie di architetture per il trattamento della complessità, approcci olistici vs approcci alla Russell-Norvig (che sicuramente a te piace di più - ed anche a me, dal punto di vista squisitamente meccanico ed euristico), battibecchi sulla coscienza e sul ruolo dei microtubili in essa, scuole e parrocchie assai differenziate. C'è perfino qualcuno, e non solo tra gli amatori della domenica, che ancora santifica quel mattone di Hofstadter scritto vent'anni fa "Godel, Escher e Bach" nonostante sia superatissimo ed inutilmente lungo, nonché zeppo di errori, ignorando bellamente che negli stessi anni Roger Penrose ha scritto libri uguali e contrari, utilizzando le stesse identiche argomentazioni (inclusa l'incomprensione pecoreccia dei teoremi di Godel e delle loro conseguenze) per giungere a risultati diametralmente opposti, ovvero "l'AI non s'ha da fare, è inutile e mostruosamente dispersiva". Aggiungerei solo che una dimostrazione di impossibilità, per quanto campata in aria, è comunque utile e benvenuta (come per tutti i problemi non computabili o irrisolvibili), ma la vaporosa dimostrazione di "fattibilità" data da Hofstadter lascia decisamente il tempo che trova. Il fatto che questi abbia vinto dei premi letterari è decisamente insignificante dal punto di vista del contenuto scientifico.In realtà, l'unica utilità di un sistema neurale modellato "ad immagine e somiglianza" dell'uomo sta nel conseguire una migliore conoscenza del cervello umano (paradossalmente). Le macchine quantistiche, che forse nel 2020 non saranno dovunque (e chissenefrega), risolvono sicuramente molti problemi computazionali, configurandosi teoricamente come strutture a parallelismo massivo con tempi d'esecuzione quasi nulli, ma non risolvono tutti i problemi già oggi noti in merito alla AI. Il resto delle affermazioni e previsioni sono pura responsabilità dell'emerito professore (come quelle di Hawking o di chiunque altro, del resto), ma tutto sommato non si può dire che abbia torto marcio.
  • Anonimo scrive:
    quest'uomo non sa nulla di AI
    Sarà un professore ma non sa nulla di Ai.Col comp quantico un cervello elettronico sarà ben piu' potente e veloce di un cervelllo umano.
  • Anonimo scrive:
    KAKU O NON KAKU?
    MICHIO MICHIO MIAO, IL DILEMMA DI NOI UTENTI INFORMATICI E'? TRA VENTI ANNI KAKU O NON KAKU?MICHIO NON LO DICE MA SIAMO TUTTI PREOCCUPATI.QUESTO E' IL DILEMMA.
  • Anonimo scrive:
    Le ultime parole famose
    La legge di Moore e`una legge assolutamente empirica e non dimostrata;e`tutt'altro che una legge e viene usataa sproposito da chi vende processori(come hanno fatto gia`notare qui su PI);di solito chi ha tentato di fare previsioninel campo dell'IT anche di soli un paio d'annie`stato sistematicamente smentito e messoin ridicolo;su quali misteriose basi questo tizio dovrebbeinvece azzeccare previsioni da qui a vent'anni?!?!Pino Silvestre
    • Anonimo scrive:
      Re: Le ultime parole famose
      - Scritto da: Pino Silvestre
      su quali misteriose basi questo tizio
      dovrebbe
      invece azzeccare previsioni da qui a
      vent'anni?!?!Forse per il fatto che IBM ha dichiarato che per mettere a punto un computer quantico ci vogliono 15 anni? Questo tizio si è preso solo 5 anni di margine :)http://www.punto-informatico.it/p.asp?i=37100
  • Anonimo scrive:
    Ai o non Ai?
    Niente Ai per Katu allora.... ma secondo lui nel 2020 ci sarà questa impennata nella potenza, ma "non c'è" la possibilità di arrivare a riprodurre la capacità intellettiva anche solo di un bimbo di 5 anni.Cosa ha la sfera di cristallo?Chi mi dice che ciò non sia possibile, che ne so tra 50 100 200 anni?
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