Waze e la questione palestinese

L'app di navigazione di Google si trova al centro di un nuovo scontro tra militari israeliani e rifugiati palestinesi

Roma – Waze, l’ app di navigazione di Google, ha respinto le accuse di Israele secondo cui avrebbe per sbaglio condotto due soldati istraeliani in un campo di rifugiati palestinesi portando ad uno scontro a fuoco e alla morte di almeno un giovane.

Secondo quanto riferisce il Ministero della Difesa di Israele Moshe Yaalon, lo scorso lunedì due soldati israeliani stavano usando Waze per orientarsi ma l’applicazione avrebbe finito per condurli al campo palestinese Qalandiya: “Come dico sempre anche se usiamo sistemi informatici di navigazione, bisogna ancora sapersi orientare con una mappa”.

L’arrivo improvviso dei due soldati nel campo non è stato senza conseguenze: ha portato alle proteste dei rifugiati e a far degenerare la questione fino all’intervento dei rinforzi dell’esercito israeliano ed all’esplosione di uno scontro a fuoco che ha provocato sette feriti e l’uccisione di un ragazzo di 22 anni .

Waze ha respinto le accuse, affermando nello specifico che “era stata disabilitata la funzione di sicurezza impostata di default che impedisce di passare attraverso aree considerate come pericolose o proibite al passaggio dallo Stato di Israele”.

Oltre a tale errore di base, secondo quando riferisce Waze i due soldati avrebbero “deviato rispetto alla rotta suggerita”, entrando dunque senza le sue indicazioni nella zona proibita.

Claudio Tamburrino

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  • azonzo scrive:
    annegati
    Stiamo annegando nella mer*a.Viva openssl, viva quei cog*ioni di cloudflare che certo non usano ssl2, in compenso sono un bel man in the middle per tutti coloro che credono di usare una connessione sicura, nonché per tutti quelli che si trovano ad usare Tor e si trovano davanti le sciocche domande rompiballe di cloudflare prima di poter accedere ad un sito web.
  • zante scrive:
    fumogeni
    Ci pensano gli spioni di cloudflare a proteggerci dai cattivoni, da oggi aiutati dai prodi (prodi?) di google, i salvatori del mondo.
    • ... scrive:
      Re: fumogeni
      L' argomento é quella mer** di openssl e la nefasta decisione dei manteiners corrotti di tenere il supporto a ssl2/3 attivo nell' installazione di default. Si parla anche dei sysadmin incapaci che scaricano il binario invece di compilare da sorgente con le giuste opzioni.
  • Con i 5 cereali di Kinder Colazione Piu scrive:
    Ma le connessioni SSL non erano sicure?
    (newbie)
  • Mario scrive:
    Tanto per cambiare.
    Ecco che piano piano e inesorabilmente, i trucchetti della NSA e GCHQ vengono fuori...ci credo che rosicano...pare che il tempo della pacchia e' finito.
  • bubba scrive:
    mhhh
    The attackers probes use a cipher that involves only 40 bits of RSA encrypted secret key material. The attacker can tell whether his modified ciphertext was validly formed by comparing the servers response to all 240 possibilitiesa moderately large computation, but one that we show can be inexpensively performed with GPUs. Overall, roughly 40,000 probe connections and 250 computation is needed to decrypt one out of 900 TLS connections from the victim. Running the computations for the full attack on Amazon EC2 costs about $440.
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