WebTheatre/ La scintilla della diversità

WebTheatre/ La scintilla della diversità

di Gabriele Niola - Con il video online cambiano anche i soggetti che producono e realizzano contenuti, non c'è più alcuna relazione con quanto accadeva in precedenza. Ad esempio c'è chi crea una webserie in ufficio, di nascosto
di Gabriele Niola - Con il video online cambiano anche i soggetti che producono e realizzano contenuti, non c'è più alcuna relazione con quanto accadeva in precedenza. Ad esempio c'è chi crea una webserie in ufficio, di nascosto

Come molti dei primi film erano adattamenti di opere teatrali o letterarie che sfruttavano meccanismi, equilibri, personaggi ed intrecci di provato successo attraverso un nuovo mezzo, le sue nuove tecniche e nuovi linguaggi, così molte serie per la rete sviluppano e portano avanti temi, situazioni o personaggi di provato successo cinematografico o televisivo.
La differenza nel caso delle serie per la rete è che nel passaggio da medium a medium cambia anche la tipologia umana che realizza il prodotto. Se i registi (o autori) teatrali e i registi (o autori) cinematografici potevano essere diversi per cultura e formazione ma non troppo per mezzi, disponibilità e professionalità, la differenza che ora c’è tra chi produce materiale per la televisione o il cinema e chi invece cerca di battere strade autonome in rete facendosi forza di quei meccanismi è abissale. E da tale differenza arriva proprio la scintilla di novità.

un'immagine Non tutti le web serie che proseguono sulla strada di opere già di successo sono esempi virtuosi, alcune sono molto trascurabili se non deprecabili, specialmente quando cercano di replicare i valori produttivi dei modelli originali. Una serie come Cougars , ad esempio, che riprende personaggi e idee di Sex & The City adattandoli ad un contesto un po’ più in avanti con l’età e un po’ più esplicito (data la minor censura in rete) non riesce a centrare l’obiettivo, finendo per essere solo una copia consolatoria dei peggiori prodotti per la tv con in più la velleità di essere simile ad uno dei migliori.
Il fatto è che si tratta di serie che non colgono lo spirito della rete né le sue modalità produttive. Girare e distribuire online qualcosa che ha la pretesa di essere simile alle serie per la televisione e di avere il medesimo pubblico ma di soddisfarlo con contenuti ancora più decisi sembra per il momento fallimentare su ogni fronte . Meglio a questo punto chi, sempre a parità di spiegamento di mezzi e professionalità, sceglie di andare a colpire con maggiore precisione un pubblico ancor più di nicchia che si trova facilmente in rete come hanno fatto gli autori di After Judgment , serie ispirata a Lost e al cinema apocalittico di cui già si era parlato qualche settimana fa .

Chi però riesce a portare a casa esperimenti più estremi, più vicini al proprio pubblico e quindi in sostanza più appropriati alla rete è Scotty Got An Office Job , una web serie che prosegue sul percorso già tracciato dalla serie per la televisione The Office, ma che è realizzata senza nessuna spesa e di nascosto .
L’idea viene tutta da Scotty che, come spiega nella presentazione di ogni video , dopo 7 anni da freelance è stato finalmente assunto e ora lavora in un ufficio. Il suo è un lavoro non eccessivamente divertente né appassionante, per questo nei ritagli di tempo si diverte a confezionare piccoli video di nascosto, cosa che non deve essere scoperta dai suoi superiori i quali di certo non approverebbero che perda tempo dietro a queste cose.

un'altra immagine Dunque la necessità di fare tutto in fretta, con la webcam del computer, del portatile o con la videocamera del cellulare e di non usare quasi mai l’audio dal vivo, diventano le caratteristiche fondanti dello stile della serie. Gli episodi sono molto brevi (non superano quasi mai il minuto) e slegati tra loro (anche se ci sono elementi ricorrenti come il distributore che regala bibite e soldi solo a lui o lo stagista che gli ruba il cestino) ma hanno la forza nelle gag che sono una più divertente dell’altra.

L’elemento comico, oltre a venire da alcune dinamiche già viste e sperimentate in The Office (come il ribaltamento della monotonia da ufficio con inserti avventurosi di finzione), viene però soprattutto dalla consapevolezza che Scotty fa tutto di nascosto e che le persone che ogni tanto si vedono intorno a lui sono ignare di ciò che accade.

In questo senso Scotty Got An Office Job è una vera serie per la rete e non solo l’unione di gag a ripetizione, perchè nel racconto delle singole gag e dei personaggi o elementi ricorrenti si inserisce anche un racconto reale cioè quello di Scotty stesso, un ragazzo palesemente pieno di idee che è scientemente intrappolato in un lavoro spersonalizzante che gli calza stretto, ma dal quale sa di non potersi liberare e che anzi deve tenere da conto.

Oltre alle risate, il vero elemento che eleva i video messi in rete da Scotty è la sensazione di “trappola” che viene dagli ambienti illuminati al neon, razionalmente organizzati e male arredati dove si trova a lavorare nonché dalle storie di lotta con le fotocopiatrici, i distributori e gli stagisti. Sono questi diversi elementi reali e la tensione che esiste tra loro e gli elementi comici di finzione di ogni episodio ad operare il passaggio della serie da divertissment personale a racconto in grado di toccare un possibile pubblico.

COUGARS – EPISODIO 1

SCOTTY GOT AN OFFICE JOB – EPISODIO 3

SCOTTY GOT AN OFFICE JOB – EPISODIO 17

SCOTTY GOT AN OFFICE JOB – EPISODIO 18

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

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Pubblicato il
19 dic 2008
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