WebTheatre/ La webserie di Lory Del Santo

di G. Niola - Dilettantesca, sorretta da dialoghi improbabili e abbozzati, popolata da modelle e tronisti. Quando l'offerta è televisiva i numeri sono televisivi

Roma – Chissà che fine avrebbe fatto The Lady – L’amore sconosciuto non ci fosse stato internet, non ci fosse stato YouTube e non fosse andato di moda fare webserie. Forse non avrebbe mai visto la luce o sarebbe morto in qualche rete a diffusione regionale.
La prima produzione indipendente di Lory Del Santo (postata sul suo canale YouTube ) è un trionfo di estetica basso-televisiva, che parla un linguaggio anni ’80 (fatto di zoom e un doppiaggio incredibile a sentirsi) fuori tempo massimo in una gabbia da romanzo rosa. Talmente estremo da essere al di là del bene e del male e, a modo suo, un clamoroso prodotto di nicchia (baciato da una media di 40mila visualizzazioni ad episodio in meno di un mese).

The Lady

Ogni puntata dura poco più di 10 minuti e il cast è composto da tronisti, modelle e simili inseriti in qualsiasi ruolo (personale di servizio escluso, quelli sono extracomunitari, gli unici personaggi disprezzati). Non c’è insomma un ruolo che non preveda palestrati e modelle in questa storia ambientata nell’ambiente coatto-chic a contatto con un’improbabile alta finanza di palestrati (che si concretizza in dialoghi paradossali del tipo: “Possiamo guadagnare un’abnormità di soldi!”). Un contrasto micidiale tra buttafuori e abili donne d’affari che attualizza le dinamiche stalliere/moglie del tenutario da romanzetti rosa.
La protagonista è definita da uno dei comprimari (il suo personal trainer) come una donna “con un passato top secret e un futuro complesso” e da se stessa in uno dei molti monologhi interiori: “Devo apparire forte ma invece sono fragile, una goccia d’acqua in mezzo al mare”. È un’ereditiera miliardaria il cui marito è scomparso nell’oceano con un jet privato, momento a partire dal quale è sola in cerca dell’amore.

Che sia in cerca dell’amore lo desumiamo al minuto 3.49 del primo episodio quando le viene chiesto all’improvviso e senza una ragione specifica: “Luna cos’è l’amore per te?”, e lei risponde: “Frammenti di tante emozioni”.
Com’è facile intuire, questa webserie scritta, fotografata, montata e diretta da Lory Del Santo (che si occupa anche dei molti costumi indossati da modelle e modelli) è il massimo del dilettantesco, colmo di momenti di immotivato stupore e di una vagonata di scene in mutande e reggiseno ( cultissima la selezione dei bodyguard del secondo episodio tra insulti al personale di servizio e candidati che si levano la camicia senza ragioni apparenti) che sembra esistere unicamente per mostrare il catalogo delle agenzie di moda.

A fare da intreccio è una storia di misteri che non sono tali, lanciata fin dai primi minuti dal dettaglio grottesco di Costantino Vitagliano (sì, quel Costantino) che pedina la protagonista nascondendosi goffamente dietro le colonne per poi picchiarla (“Questa tua violenza non è assolutamente giustificabile”, lo attaccherà duramente lei). C’è insomma qualcosa da svelare nella vita di Luna, donna desiderata da tutti i molti uomini che le girano intorno e che senza problemi si confessano a vicenda cose del tipo: “E, per inciso, sono uno senza scrupoli!”.

The Lady dimostra come la regola delle produzioni dal basso favorite dalla rete valga per tutti e come il pubblico online sia parzialmente poco sfruttato. È infatti evidente che la serie di Lory Del Santo si rivolge ad utenti che non sono quelli che fino ad ora si sono mossi online, non sono quelli che hanno determinato il successo di Freaks!, ThePills, TheJackaL o Esami, ma completamente diversi e di più diretta filiazione televisiva.
C’è stata ad un certo punto una sorta di illusione collettiva per la quale le produzioni online sarebbero state premiate per il loro effettivo merito in un sistema non falsato da interessi, dati pubblicitari e pubblico invecchiato. The Lady , con le sue decine di migliaia di visualizzazioni, riporta un po’ tutti per terra dimostrando che il mezzo non fa i suoi spettatori ma è semmai l’offerta a determinarli.

THE LADY – EPISODIO 1

THE LADY – EPISODIO 2

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • prova123 scrive:
    Vabbè....
    qualche backdoor nei dispositivi di AT&T e si chiude il discorso. Se ci pensano bene è la soluzione più più economica.http://www.youtube.com/watch?v=nN1iMaom9Js
  • nome cognome scrive:
    banditi ovunque
    Pensavo che i banditi numero uno fossero in Vodafone.E avevo ragione ma vedo che AT&T tenta di strappare il primato alla banda bassotti europea.
  • bubba scrive:
    speriamo nel multone
    ovviamente non conosco come si comporta AT&T in concreto, ma tutto il mondo e' paese... le pubblicita' in neolingua, le condizioni contrattuali sballate in corpo 6, ecc le fanno abitualmente anche da noi.
    • archimandrito scrive:
      Re: speriamo nel multone
      Pratiche da ex monopolisti o "quasi monopolisti".Non ci si può aspettare che non si comportino nello stesso modo ovunque nel mondo.Anzi da noi sono peggio.Se Telecom (per dirne uno) fosse un operatore USA non durerebbe un giorno e idem se lo fosse Telekom (la k alla tedesca non cambia la sostanza).
      • Skywalker scrive:
        Re: speriamo nel multone
        - Scritto da: archimandrito
        Se Telecom (per dirne uno) fosse un operatore USA
        non durerebbe un giorno e idem se lo fosse
        Telekom (la k alla tedesca non cambia la
        sostanza).Ahem...http://en.wikipedia.org/wiki/T-Mobile_US"The company operates the fourth largest wireless network in the U.S. market [...] T-Mobile USA [...] subsidiary of Deutsche Telekom."
      • Skywalker scrive:
        Re: speriamo nel multone
        - Scritto da: archimandrito
        Se Telecom (per dirne uno) fosse un operatore USA
        non durerebbe un giorno e idem se lo fosse
        Telekom (la k alla tedesca non cambia la
        sostanza).Ahem...http://en.wikipedia.org/wiki/T-Mobile_US"The company operates the fourth largest wireless network in the U.S. market [...] T-Mobile USA [...] subsidiary of Deutsche Telekom."
        • archimandrito scrive:
          Re: speriamo nel multone
          Mi è noto ma vedi t-mobile non è TELEKOM.In primis si occupa di wireless, in secundis "T-Mobile USA Inc." è a tutti gli effetti una azienda americana (è inc. non AG) e opera con regole americane.Non si sogna neppure di provare ad applicare le stesse regole di TELEKOM perchè non durerebbe (lo ribadisco) neppure un giorno.E appunto TELEKOM non (ripeto NON) è un operatore USA.
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