WebTheatre/ Un anno per una webserie

di G. Niola - Presentata allo scorso Giffoni Film Festival, per creare un anno di aspettative. I primi episodi sono online, e vorrebbe differenziarsi dalle ordinarie produzioni per la rete

Roma – Nato, conosciuto e sviluppatosi fino a diventare il più grande festival di cinema per ragazzi, Giffoni l’anno scorso ha deciso di scommettere su una webserie. All’interno di uno dei campus didattici per ragazzi è partito infatti il progetto She Died , webserie diretta e scritta da Luca Apolito e Manlio Castagna (responsabile creativo e vicedirettore artistico del festival), sponsorizzata dall’illustre partecipazione delle vlogstar di Freaks (protagonisti di cammeo grossi ma non sempre ben inseriti nella trama) e pensata per essere mostrata anche in un’unica soluzione, ovvero tutti e dieci gli episodi in fila come fosse un film unico, nell’edizione dell’anno dopo, a luglio 2012. Per il momento però la webserie comincia la sua prima visione online a tronconi di poco più di 10 minuti.

she died

She Died arriva in rete dunque dopo una lunghissima campagna “d’avvicinamento” partita dallo scorso Festival di Giffoni (luglio 2011), una campagna ben costruita e divisa tra stampa più o meno tradizionale e social media, fatta quindi di articoli online e non, hype su Twitter, teaser trailer, notizie, aggiornamenti sulla lavorazione ecc. Tutto all’insegna della promessa di qualità: “Vogliamo rappresentare la qualità. Non vogliamo fare la solita web-serie di grande impatto comico o trash, cerchiamo di fare piuttosto un bel lavoro pensato come un film” è solo una delle molte dichiarazioni sul genere presa da un’ intervista su Bonsai tv.
Dietro questa campagna quindi non c’è solo la creazione di una grande aspettativa (che proprio in quanto “grande” rischia facilmente di deludere) ma anche un’implicita valutazione sull’universo delle webserie, almeno per come si configura oggi in Italia, e soprattutto l’idea che la qualità tecnica sia la parte determinante di un prodotto del genere. In realtà, per quel che è dato vedere in Italia, così come all’estero, non è la perfezione tecnica e stilistica a determinare i prodotti più interessanti, che anzi spesso sono realizzati in maniera molto naive ma con idee, spunti e una forza selvaggia che li distanzia dagli omologhi di cinema e tv, molto più pigri da questo punto di vista, dandogli una vitalità e una forza dirompente che nei casi migliori ne costituiscono il vero fascino.

Ora che finalmente è possibile vederla (ad ora siamo al terzo episodio pubblicato), si può dire che She Died è molto lontana dal somigliare ad un film, fortunatamente. È una serie per la rete in tutto e per tutto, ne ha il look e la scansione narrativa, con i suoi picchi e i cliffhanger a fine episodio come è logico che sia.
Scelte di messa in scena (come una fotografia con poca profondità di campo) e saturazione selettiva dei colori, umorismo spesso vivace, altre volte prevedibile e una storia che contamina la realtà di fantastico, sono le caratteristiche che allacciano il prodotto al mondo delle webserie come lo conosciamo, o almeno come da noi le ha canonizzate il successo di Freaks. Al contrario nulla fa intuire una vicinanza all’universo del cinema, soprattutto il comparto recitazione (tranne piccole eccezioni) che come al solito è il più trascurato dalle produzioni per la rete e invece il più curato nel cinema.
Anche la promessa di qualità tecnica è mantenuta ma fino ad un certo punto, nel senso che She Died non si colloca al di sopra degli standard dei prodotti più curati rintracciabili su YouTube o Vimeo.

Alla fine She died, nonostante la lunghezza dei singoli episodi, scorre piacevolmente, non è scritto benissimo sia a livello di dialoghi che di organizazione generale del racconto (mai realmente coinvolgente nonostante l’ampio spargimento di misteri) ma ha un montaggio molto efficace, dotato di grande senso del ritmo e della spazialità. Un prodotto insomma molto carino, premiato (fino ad un certo punto) a livello di visualizzazioni ma non propriamente rivoluzionario né sconvolgente rispetto al resto del panorama delle webserie italiane.
La parte più interessante allora diventa quella produttiva, ovvero il fatto che She died sia stato cofinanziato da un festival del cinema (assieme a Clever) e che la sua produzione sia stata organizzata lungo un anno intero per coincidere con l’edizione successiva, non negandosi il passaggio in prima visione online.
Probabilmente la webserie non farà scuola a livello di realizzazione e svolgimento ma con un po’ di fortuna potrebbe diventare un precedente importante grazie alla maniera in cui è nata ed è stata prodotta.

SHE DIED – EPISODIO 1

SHE DIED – EPISODIO 2

SHE DIED – EPISODIO 3

Gabriele Niola
Il blog di G.N.

I precedenti scenari di G.N. sono disponibili a questo indirizzo

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  • Terzim scrive:
    Philippe Stark non è in vendita
    Ma la LaCie non produceva solo gli involucri, disegnati per la maggior parte da noti designer francesi come Philippe Stark? Cos'hanno intensione di comprarsi anche le sue idee insieme all'azienda?
  • alvaro scrive:
    mai un format
    prima maxtor e poi lacie...addio seagate..mica voglio rischiare un disco maxtor sul mio pc...western digital forever, 10 anni ininterrotti di funzionamento...mai un format
    • user_ scrive:
      Re: mai un format
      - Scritto da: alvaro
      prima maxtor e poi lacie...addio seagate..mica
      voglio rischiare un disco maxtor sul mio
      pc...western digital forever, 10 anni
      ininterrotti di funzionamento...mai un
      formatè stato un periodo che i maxtor si rompevano, io non li ho mai comprati ma chi ti può dire che ora seagate non produca hard disk senza quei difetti del passato? maxtor non esiste più, spero che seagate faccia buoni hard disk, qualcun'altro ci dica come stanno le cose perfavore! mi sembra che gli hard disk maxtor dopo un certo periodo li facevano meglio, così mi sembra di aver letto anni fa.
      • Commodore94 scrive:
        Re: mai un format
        Io ebbi un problema con un Seagate Barracuda 7200.11. Era un problema di firmware che misteriosamente (dopo un tot di ore di funzionamento) "bloccava" l'Hard Disk che poi risultava illeggibile. Io ho risolto con un metodo artigianale per sbloccare l'HD (al tempo la Seagate non aveva "soluzioni" ufficiali) e subito dopo l'ho rispedito per farmelo cambiare. Dopo 3-4 anni sono ancora con l'HD sostituito (sempre un Barracuda 7200.11) e non ho avuto più problemi.Un altro problema fu la "fusione termonucleare" di un Maxtor DiamondMax Plus 8 (su un box esterno), ma quella fu colpa mia... lo tenevo in un luogo troppo caldo. Infatti un suo gemello (interno al case) durò circa 5 anni (poi quando comprai il Barracuda decisi di aprirlo e ovviamente l'aria impura fece atterrare la testina)
        • ops scrive:
          Re: mai un format
          - Scritto da: Commodore94
          Io ebbi un problema con un Seagate Barracuda
          7200.11. Era un problema di firmware che
          misteriosamente (dopo un tot di ore di
          funzionamento) "bloccava" l'Hard Disk che poi
          risultava illeggibile. Io ho risolto con un
          metodo artigianale per sbloccare l'HD (al tempo
          la Seagate non aveva "soluzioni" ufficiali) e
          subito dopo l'ho rispedito per farmelo cambiare.
          Dopo 3-4 anni sono ancora con l'HD sostituito
          (sempre un Barracuda 7200.11) e non ho avuto più
          problemi.Sono incappato nel tuo stesso problema qualche anno fa: errore busy proprio su un seagate barracuda 7200.11 (esiste anche un errore size=0 simile su queste serie difettate).Anche io ho risolto in modo artigianale col cavetto seriale.Però la Seagate mi ha fatto proprio XXXXXXXre. C'è stata una politica negazionista per anni sulle serie difettate e solo a distanza di anni hanno riconosciuto l'errore cercando di tenere la cosa in sordina. E senza dare assistenza - nemmeno un how to - per fixare gli hard disk.Da quest'esperienza ho imparato: niente + hard disk seagate.
          • Commodore94 scrive:
            Re: mai un format
            Io invece ho avuto l'altro bug, quello "Size 0". Per fortuna sapevo usare il saldatore e quindi mi sono autocostruito il circuito partendo da uno schema trovato in un forum... altrimenti avrei perso tutto, oppure avrei dovuto pagare per riavere i miei dati...Manco a farlo apposta, oggi un mio amico mi ha portato un Maxtor DiamondMax Plus 9 del 2003 chiedendomi di ripararlo... nulla da fare: testina atterrata :D
      • Sgabbio scrive:
        Re: mai un format
        un maxtor che avevo "si formatto" da solo....
    • bastian contrario scrive:
      Re: mai un format
      - Scritto da: alvaro
      western digital foreverQUOTO(alla faccia del mio nick! :))
    • max scrive:
      Re: mai un format
      - Scritto da: alvaro
      prima maxtor e poi lacie...addio seagate..mica
      voglio rischiare un disco maxtor sul mio
      pc...western digital forever, 10 anni
      ininterrotti di funzionamento...mai un
      formatè vero. io ormai solo western digital. anche perché fanno tutto loro, dal disco alle connessioni al case
    • xpgDINRPYOo eMscEFUx scrive:
      Re: mai un format
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    • ZIbleuOxLQi sosK scrive:
      Re: mai un format
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    • IVipEjPlubZ GEKWVOW scrive:
      Re: mai un format
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