Wikileaks, concorrenza interna

OpenLeaks, progetto dei fuoriusciti dall'organizzazione di delatori, apre i battenti. Attaccando Assange

Roma – Problemi non solo esterni per Wikileaks: alcuni ex componenti, scontenti della leadership di Julian Assange , stanno per inaugurare un’organizzazione concorrente, OpenLeaks.

Scopi identici, mezzi differenti: permettere sempre la pubblicazione di informazioni riservate fuoriuscite, non da editori bensì da intermediari, cioè non pubblicando direttamente ma permettendo ad altri di farlo .

L’ obiettivo di lungo termine della nuova organizzazione, infatti, sarebbe quello di “costruire una piattaforma trasparente e forte per supportare gli informatori sia in termini tecnologici che politici. Incoraggiando al contempo altri ad iniziare progetti simili”. “Nessuna agenda politica – affermano subito dopo – a parte la diffusione delle informazioni a media e al pubblico”. In tutto e per tutto un intermediario neutrale.

In questo modo, affermano sempre le anticipazioni, gli interessati riterrebbero di “non dover subire la pressione politica cui è al momento sottoposta Wikileaks. È per esempio interessante notare come la rabbia dei politici non sia indirizzata contro i giornali che hanno pubblicato il materiale di Wikileaks”.

Negli obiettivi di breve termine la dura critica a Julian Assange : “Completare un’infrastruttura tecnica e un’organizzazione che sia governata democraticamente da tutti i suoi membri e non solo da un gruppo limitato o individualmente”.

Se nel lungo periodo potrebbero rappresentare un supporto in vista dell’obiettivo comune che le due organizzazioni perseguono, nel breve alcune indiscrezioni sulle divergenze che hanno spinto i dissidenti alla diaspora rischia di minare il fronte venutosi a creare intorno ad Assange: affermando di criticare il modo in cui le accuse che hanno condotto al suo arresto siano state collegate alle operazioni di Wikileaks, criticano di fatto anche la tesi dell’australiano (e dei sostenitori del sito di delazioni) secondo cui non si tratterebbe di altro che di un complotto politico che nasconde la volontà degli Stati Uniti di averlo nelle proprie mani.

Claudio Tamburrino

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  • Nemis scrive:
    rimuovano ogni ostacolo ...economico
    non stan parlando di canoni vari per i fissi di casa o tassa di concessione governativa per i cell (o quel che è) ?
  • djechelon scrive:
    "Rete pubblica di telecomunicazioni"
    Ancora una volta, dico, rimaniamo generici!!Non sappiamo il futuro cosa ci riserva: vogliamo dare il [b]diritto a comunicare[/b] alle persone? Ebbene, usiamo questa sintassi
  • whitemagic scrive:
    Reale e virtuale
    L'impraticabilità e gli equivoci che questa proposta potranno generare non ci devono far dimenticare un aspetto più profondo. L'internet è la porta del mondo virtuale. Regolamentare costitutzionalemnte l'acXXXXX a questa porta è il riconoscimento costituzionale del mondo virtuale. Ho la sensazione che questo aumenti l'elenco delle cose permesse assumendo che tutte le altre non lo sono. Purtroppo ci sono troppe persone che concentrate sullo scopo di rendersi significativi non si accorgono che sarebbero molto più utili nel non fare nulla.
  • AllYourBase AreBelongT oUs scrive:
    Primo passo?
    Non vorrei che un simile articolo sia un primo passo verso un tentativo ingarbugliato di regolamentazione nazionale di un fenomeno che invece è planetario. Bisognerebbe studiarlo meglio, perché il rischio è che, una volta costituzionalizzato il diritto in un articolo, si finisca con l'aggiungere "se non nei casi previsti dalla legge" o "per atto motivato dall'autorità giudiziaria", combinando dei gran pasticci.Meglio sarebbe modificare l'Articolo 21 cambiando:"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure"in: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa e il diritto all'informazione non possono essere soggetti ad autorizzazioni o censure".In effetti l'Art. 21 costituzionalizza la libertà di manifestare il proprio pensiero e non il diritto all'essere informati. Vale a dire che garantisce in modo esplicito chi diffonde l'informazione e non chi la fruisce. I due concetti, anche se nella prassi sono considerati equivalenti, in realtà non si sovrappongono perfettamente, creando zone d'ombra di ambiguità metanormativa che potrebbero portare a situazioni scomode o paradossali: libertà di stampa, divieto di fruizione.Ottime intenzioni, ma così non va bene. Il principio deve essere più generale e non rivolto alla sola Internet e nemmeno all'informazione tradizionale.
  • panda rossa scrive:
    Se proprio devono fare una cosa simile..
    Se proprio devono fare una cosa simile, che la facciano bene!E nella costituzione scrivano che e' diritto di ogni cittadino avere un acXXXXX ad internet ANONIMO, GRATUITO, VELOCE (almeno 100Mbit/sec bidirezionale), e anche in MOBILITA'.Potrei perfino arrivare a comprare un iPad in quel caso (usato)!
    • Franky scrive:
      Re: Se proprio devono fare una cosa simile..
      - Scritto da: panda rossa
      Se proprio devono fare una cosa simile, che la
      facciano
      bene!

      E nella costituzione scrivano che e' diritto di
      ogni cittadino avere un acXXXXX ad internet
      ANONIMO, GRATUITO, VELOCE (almeno 100Mbit/sec
      bidirezionale), e anche in
      MOBILITA'.E SOPRATTUTTO IL PRINCIPIO DI NON CENSURABILITA' DEI SITI E DEI COMMENTI DA PARTE DELLO STATO ED IL DIRITTO ALL'AUTOREGOLAMENTAZIONE...SENZA ALCUNA IMPOSIZIONE DA PARTE DELLO STATO...(cosi' cadrebbero un paio di "leggine" orrende che hanno fatto...) e soprattutto cosi' facendo si toglierebbero dalla testa il pensiero di rompere nuovamente con leggi illiberali...dato che la costituzione riconoscerebbe il diritto all'autoregolamentazione e vieterebbe intereferenze di tipo statalista...
      • Maestro Miyagi scrive:
        Re: Se proprio devono fare una cosa simile..
        In Italia, per principio, meno si regolamenta meglio è.Non dimentichiamo che l'evoluzione tecnologica e lo spazio di relativa libertà che abbiamo e abbiamo avuto sono state tali proprio perché di leggi e leggine non ce ne sono state in materia. Sapendo come si muovono i politicanti italioti, le prime leggi sarebbero di schedatura, filtri, censura, protezione dei contenuti, inasprimento dell'iniquo compenso, definizioni giuridica di "banda larga" a 56K, ecc... :/
        • Franky scrive:
          Re: Se proprio devono fare una cosa simile..
          - Scritto da: Maestro Miyagi
          In Italia, per principio, meno si regolamenta
          meglio
          è.Su questo non c'e' dubbio...

          Non dimentichiamo che l'evoluzione tecnologica e
          lo spazio di relativa libertà che abbiamo e
          abbiamo avuto sono state tali proprio perché di
          leggi e leggine non ce ne sono state in materia.Daccordissimo...pero' purtroppo qualche leggina l'hanno fatta..infatti hanno equiparato la stampa online a quella cartacea (nel 2001)...infatti ogni blog e' obbligato a scrivere...che non viene aggiornato con cadenza periodica e che non e' un sito di informazione...diversamente dovrebbe sottostare alle medesime leggi della stampa...in vigore (solo) in Italia dal 1947...dato che altrove per esempio non esiste l'ordine dei giornalisti e l'obbligo di iscrizione a tale ordine...solo da noi...
          Sapendo come si muovono i politicanti italioti,
          le prime leggi sarebbero di schedatura, filtri,
          censura, protezione dei contenuti, inasprimento
          dell'iniquo compenso, definizioni giuridica di
          "banda larga" a 56K, ecc...
          :/poi fargli toccare la costituzione e' particolarmente pericoloso... non hanno la statura morale di coloro che l'hanno scritta... quelli che l'hanno scritta avevano come obiettivo quello di ampliare le liberta'...questi hanno come obiettivo quello di restringerle... anche se il giurista Stefano Rodota' e' assai democratico e liberista...ma purtroppo in parlamento le persone come lui sono rare...
    • Aleph72 scrive:
      Re: Se proprio devono fare una cosa simile..
      - Scritto da: panda rossa
      Potrei perfino arrivare a comprare un iPad in
      quel caso
      (usato)!Ah ora ti piace eh? :-D
    • Gingerino scrive:
      Re: Se proprio devono fare una cosa simile..
      - Scritto da: panda rossa
      E nella costituzione scrivano che e' diritto di
      ogni cittadino avere un acXXXXX ad internet
      ANONIMO, GRATUITO, VELOCE (almeno 100Mbit/sec
      bidirezionale), e anche in
      MOBILITA'.Noooooooo, e perche' gia' che ci siamo non facciamo la ftth per tutti da minimo 1 gbps?

      Potrei perfino arrivare a comprare un iPad in
      quel caso
      (usato)!Condoglianze vivissime!
  • Lynx scrive:
    Aiuto, voglio scendereeeee!
    Aiuto, voglio scendereeeee!Per fortuna Punto-Informatico aveva spiegato i rischi di questo Ddl!!
  • Teone scrive:
    qui sono tutti uguali...
    non conta un ca@@o nessuno...disse il sergente Hartman in FULL METAL JACKETè la tipica idea di cervelli poco allenati al ragionamento e a digiuno di tecnologia
  • Fetente scrive:
    Ma non se ne parla neppure!!!
    Ma dico, scherziamo??? Io pago il doppio della media perciò HO DIRITTO A UN ACXXXXX VELOCE, e gli altri... si attacchino(16 anni di S.B. hanno rovinato pure me...);)
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