WiMax, Eutelia abbandona la gara

L'azienda italiana interrompe l'iter procedurale per l'assegnazione delle licenze e investe più risorse nel neonato Mobyland, operatore mobile polacco

Roma – Eutelia non sarà fra i protagonisti del WiMax italiano. Perlomeno non in veste di operatore diretto. L’azienda ha infatti deciso di non proseguire ulteriormente nell’iter che porterà alla gara di assegnazione delle licenze della tecnologie wireless. Motivo? Un’altra opportunità di business, oltre confine, che si chiama Mobyland

“La decisione – ha spiegato Eutelia – è maturata sulla base del confronto fra la redditività sottesa allo stesso progetto WiMax e i ritorni attesi dallo start-up dell’operatore mobile polacco Mobyland, avviato a fine 2007. In tale ottica comparativa, la società ha valutato la convenienza di concentrare gli investimenti di sviluppo previsti per il triennio 2008-10 sull’opportunità Mobyland, in considerazione degli ampi spazi di crescita che il mercato mobile polacco presenta”.

Non si tratta di una rinuncia totale: in relazione al WiMax, l’azienda ha dichiarato di voler “valorizzare il proprio know-how, sviluppato a livello di progettazione, delivery e manutenzione di reti wireless ad alta complessità, proponendosi, con un’offerta chiavi-in-mano, come outsourcer per la realizzazione e la gestione delle reti basate sulla nuova tecnologia”. Non parteciperà alla gara e, di conseguenza, non sarà assegnataria di licenze, ma offrirà il proprio appoggio tecnologico ad altri operatori.

Eutelia vede il mercato polacco della telefonia mobile come uno dei più interessanti in Europa in prospettiva di sviluppo a breve e a medio termine, “essendo uno dei meno maturi in termini di penetrazione (tuttora inferiore al 100%, a fronte del 130% raggiunto in Italia) e mostrando un tasso di crescita attualmente superiore al 15% annuo”. In uno scenario in cui le previsioni di crescita indicano in 15 milioni i nuovi sottoscrittori che attiveranno entro il 2013 una SIM mobile, Mobyland si inserisce con l’obiettivo di raggiungere, con 5,5 milioni di clienti entro i prossimi 5 anni, una quota di mercato pari al 10%.

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