Wind, prosegue la mobilitazione dei dipendenti

Ieri lo sciopero per chiedere che l'azienda rinunci alla esternalizzazione del call center, che porterebbe al licenziamento di 275 lavoratori di Sesto San Giovanni. Blog e sito di mobilitazione telematica

Milano – Raccolgono importanti solidarietà a livello politico, sono sostenuti dalla Provincia e dalla Camera di Commercio, eppure per i 275 precari, lavoratori del call center di Wind a Sesto San Giovanni la situazione rimane critica . Per questo ieri si è tenuto uno sciopero e una nuova manifestazione, con l’acquisto da parte dei lavoratori di mezze pagine sulla freepress per rendere noto cosa sta accadendo.

Spiega l’organizzazione sindacale dei dipendenti, appoggiata anche dai sindacati confederali, che “dopo l’alta adesione allo sciopero del 5 febbraio e nonostante l’interessamento dei Ministeri del Lavoro, dello Sviluppo Economico e delle Comunicazioni, l’Azienda continua a perseguire il progetto di cessione di parte del suo core business. Questo nonostante i risultati dichiarati siano positivi: crescita dei ricavi, primo utile registrato dalla Società per circa 56 milioni di euro , una significativa crescita del margine operativo lordo (di circa 200M€), piani di stock options offerte alle prime linee dirigenziali, la recente acquisizione, da parte della Proprietà, dell’operatore greco TIM Hellas. Un’Azienda in crisi? Tutt’altro”.

Secondo i dipendenti la nuova proprietà di Wind, alla quale come noto non partecipa più ENEL, si trova a gestire l’indebitamento legato al fatto che chi ha acquisito l’azienda lo ha fatto “con capitale di debito, che grava sul bilancio di Wind (in sostanza, ha comprato l’Azienda in gran parte con i soldi stessi dell’Azienda). Pertanto Wind, che avrebbe necessitato di una forte iniezione di capitali, perché già molto indebitata, si è invece ritrovata un ulteriore pesante fardello da sopportare”. La denuncia dei lavoratori, dunque, verte sul fatto che a loro dire non si vuole investire quanto contenere i costi, ridimensionando anche i call center , “una scelta – avvertono i lavoratori – in antitesi con il percorso che le Aziende più avvedute stanno compiendo, reinternalizzando attività e processi, per poter garantire più elevati livelli di qualità del servizio”. A loro parere tutto questo cozza anche contro le normative, vedi la cosiddetta Circolare Damiano ,che puntano a stabilizzare i rapporti di lavoro “nel variegato quanto precario mondo dei call center”. “Nello stesso momento in cui la politica cerca di limitare la precarietà – sottolineano – Wind decide di mettere in discussione la sicurezza dei suoi Lavoratori, cedendoli a terzi”.

E se le attività dei lavoratori sono raccontate da loro stessi sul blog dedicato , c’è anche chi sostiene la loro battaglia suggerendo persino di ricorrere a forme di lotta telematica .

Due in particolare le azioni che vengono proposte: la prima è un mail strike , con un form pensato per protestare: “Compila il form e intasagli la mail”, scrivono i promotori. La seconda è un call strike : “Chiama, chiama e richiama ancora il 156. Non gioire se prendi la linea, gioisci se trovi occupato!”.

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  • Anonimo scrive:
    Ho visto cose che voi umani....
    ...non potreste immaginare... ...docenti universitari che non si capiva un cazzo per quanto si mangiavano le parole, e che scrivevano alla lavagna con calligrafie impossibili.......corsi dai contenuti preistorici (ma perfettamente allineati col docente preistorico)......dispense inesistenti, l'unica spiaggia appunti dove tutto non riuscivi a scrivere, sbobinature improbabili fatte da chi tutto non poteva capire... ...code ai ricevimenti, per cercare di capire cosa non si poteva capire a lezione...Se ci fosse stata una didattica seria, sarei arrivato in fondo due anni prima.Una matricola anno 91/92Scienze dell'informazioneUniversità degli studi di Pisa
    • Anonimo scrive:
      Re: Ho visto cose che voi umani....
      a chi lo dici... UNIVERSITA' DI FIRENZE, INGEGNERIA: avevamo dei professori di Fisica, Chimica etc. che non avevano proprio idea di come fare ad usare un computer.Un foglio attaccato alla porta dell'ufficio per gli esami e materiale didattivo (esercizi etc.) consegnato nelle mani di UNO STUDENTE (che gentilmente avrebbe dovuto fotocopiarlo o cmq far passare a 300 persone).Ci sarebbe molto altro da scrivere ma credo che già questo vi possa dare un'idea chiara dei problemi organizzativi-gestionali che affliggono le facoltà a causa non tanto delle carenze infrastrutturali ma delle persone INCOMPETENTI e/o INDOLENTI che vi lavorano.Saluti.
  • Anonimo scrive:
    18 anni, 125 pubblicazioni, ancora lì
    ...questo è il mio CV: dall'1989 come docente a contratto, una media di 5 contratti/insegnamenti l'anno, i "soliti" giudizi ottimi degli studenti (chissà perchè noi docenti a contratto siamo più apprezzati dagli studenti), 125 pubblicazioni a convegni e riviste internazionali, e sono ancora docente a contratto. Ovviamente, sono lo zimbello dei colleghi che ormai mi considerano un accattone. Dov'è l'inghippo? C'ho la rogna? Mi ha colpito l'aviaria? No, semplicemente basta leggere l'articolo dell'Espresso di qualche settimana fa "la mafia dei baroni". Fine della discussione, è tutto lì dentro: quando l'ho letto ho detto "toh, parlano di me". In due parole, non ho il papà in paradiso, tutti mi danno pacche sulle spalle, e intanto tanti altri "bravissimi", con giudizi pessimi e un quarto delle mie pubblicazioni (contando il giornalino parrocchiale), vincono concorsi da associato uno dietro l'altro. Beh, caro Simone, mi sa che stasera puoi andare a festeggiare, sei un uomo fortunato. Almeno ti sei fermato prima
  • Anonimo scrive:
    c'è chi è messo ancora peggio
    Ho letto l'articolo, mi sono sforzato ma sinceramente non riesco a capire dove stia lo scandalo.Prima come dottorando e poi come assegnista di ricerca ho fatto parecchia attività didattica in due diverse università italiane. Senza nessun tipo di retribuzione, che non fosse quella ridicola del mio incarico formale (l'80% speso per vitto e alloggio) che tra l'altro proibisce di fare didattica.Ho curato anch'io dispense, ho fatto anch'io esami e corretto compiti per conto di qualcun altro, senza averne nulla in cambio.Per lo meno Brunozzi ora ha di che rimpolpare il suo curriculum. Io invece nemmeno quello perché le attività da me svolte, come detto, non possono nemmeno risultare come fatte da me.Per la cronaca, al termine del mio ultimo assegno di ricerca sono stato congedato miseramente in quanto i fondi per il possibile rinnovo non c'erano. Con l'università ora ho chiuso. Che un docente a contratto dopo un anno venga a lamentarsi qui per la mancata prosecuzione della sua carriera, quando c'è gente che si è fatta il culo come precario per quasi dieci anni, con retribuzioni vergognose, mi suona un po' offensivo.Ditemi un po' voi se e dove sbaglio.
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: c'è chi è messo ancora peggio
      Mi dispiace, e sicuramente il tuo disagio è peggiore del mio.Questo non significa assolutamente che io devo tacere.Piuttosto, parla anche tu.In bocca al lupoSimone- Scritto da:
      Ho letto l'articolo, mi sono sforzato ma
      sinceramente non riesco a capire dove stia lo
      scandalo.
      Prima come dottorando e poi come assegnista di
      ricerca ho fatto parecchia attività didattica in
      due diverse università italiane. Senza nessun
      tipo di retribuzione, che non fosse quella
      ridicola del mio incarico formale (l'80% speso
      per vitto e alloggio) che tra l'altro proibisce
      di fare
      didattica.
      Ho curato anch'io dispense, ho fatto anch'io
      esami e corretto compiti per conto di qualcun
      altro, senza averne nulla in
      cambio.
      Per lo meno Brunozzi ora ha di che rimpolpare il
      suo curriculum. Io invece nemmeno quello perché
      le attività da me svolte, come detto, non possono
      nemmeno risultare come fatte da
      me.
      Per la cronaca, al termine del mio ultimo assegno
      di ricerca sono stato congedato miseramente in
      quanto i fondi per il possibile rinnovo non
      c'erano.

      Con l'università ora ho chiuso.
      Che un docente a contratto dopo un anno venga a
      lamentarsi qui per la mancata prosecuzione della
      sua carriera, quando c'è gente che si è fatta il
      culo come precario per quasi dieci anni, con
      retribuzioni vergognose, mi suona un po'
      offensivo.
      Ditemi un po' voi se e dove sbaglio.
  • Anonimo scrive:
    curriculum accad. per la materia ..nullo
    Questa è la cosa veramente triste, che ti hanno dato il contratto pur non avendone le conoscenze. Non metto in dubbio la tua buona volontà e nemmeno il successivo grande successo da docente, ma è proprio da repubblica delle banane dare le cattedre a contratto con questi criteri...
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: curriculum accad. per la materia ..n
      - Scritto da:
      Questa è la cosa veramente triste, che ti hanno
      dato il contratto pur non avendone le conoscenze.
      Non metto in dubbio la tua buona volontà e
      nemmeno il successivo grande successo da docente,
      ma è proprio da repubblica delle banane dare le
      cattedre a contratto con questi
      criteri...L'altro candidato era messo pure peggio.Triste dirlo, ma non avevano scelta.
  • Hydargos scrive:
    D'altra parte...
    ...non abbiamo voluto i finanziamenti privati e le sponsorizzazioni nelle università ? Nemmeno per quelle tecniche ?Ecco il risultato.Signori, capiamoci... non potendo pagare meno di 4/5k al mese netti un prof. (mi sembra il minimo per un prof. universitario), i soldi sono quelli che sono... e non ce ne sono per tutto e tutti.Dobbiamo trovare altre fonti di finanziamento.Ciao.
  • Anonimo scrive:
    Stesso problema in tutte università
    Mi dispiace molto per te Simone (ho percepito benissimo le tue sensazioni nel tuo articolo), purtroppo questa è la situazione nell'università made in Italy.Guardate cosa accade nella politica e nel governo..come possiamo pretendere che le cose siano migliori nell'università!? E' un immagine riflessa della nostra società, una schifo totale.Non vedo nel futuro cambiamenti...ci vorrebbe una vera e propria rivoluzione della Coscienza.saluti e in bocca a lupo Simone x il tuo futuro!
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: Stesso problema in tutte università
      Grazie!Simone- Scritto da:
      Mi dispiace molto per te Simone (ho percepito
      benissimo le tue sensazioni nel tuo articolo),
      purtroppo questa è la situazione nell'università
      made in
      Italy.

      Guardate cosa accade nella politica e nel
      governo..come possiamo pretendere che le cose
      siano migliori nell'università!? E' un immagine
      riflessa della nostra società, una schifo
      totale.

      Non vedo nel futuro cambiamenti...ci vorrebbe una
      vera e propria rivoluzione della
      Coscienza.

      saluti e in bocca a lupo Simone x il tuo futuro!
  • Anonimo scrive:
    Problema diffuso e irrisolvibile
    Salve Brunozzi, sono un laureando in Ingegneria Informatica e le dirò che qui le cose procedono all'incirca allo stesso modo. Da quando sono iscritto all'università si sono susseguiti docenti diversi di informatica (Ho amici in anni precedenti e successivi) col passare degli anni, molti dei quali nella sua stessa situazione, e appunto per questo nell'arco di un anno venivano sostituiti.Comincierò col dirle che sono stati i migliori docenti che ho avuto (a rotazione a seconda dei corsi li ho conosciuti più o meno tutti, sempre molto disponibili al dialogo e alla condivisione delle conoscenze senza pregiudizi di sorta), al contrario di quelli con cattedra e dottorato molti dei quali, a mio parere, non sono per niente adatti allo scopo.Sinceramente non capisco come mai il dottorato conti così tanto ai fini dell'assunzione in questi ambiti. Lo scopo delle università non è solo quello di insegnare? Bene e allora perchè non si dividono i settori? Come se poi un laureato senza dottorato non possa cmq ottenerlo e sviluppare esso stesso delle ricerche, certo se vengono scoraggiati come è stato fatto con lei non mi stupisce che non siano interessati a ottenerlo.A mio parere ha perfettamente ragione è tutta una questione gerarchica complessa dove chi detiene il potere di decidere chi sta e chi va lo fa secondo fattori molte volte distinti dalla utilità pratica dell'assunzione.Mi spiace che i professori come lei vengano mandati via, e spero che la situazione cambi in questo paese sufficientemente in fretta. A questo proposito la invito a non darsi per vinto, se può ottenere il dottorato e visto che le interessa la carriera accademica, ottenerne una dove può anche cambiare lo status quo.Le auguro cmq buona fortuna qualsiasi scelta lei faccia.
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: Problema diffuso e irrisolvibile
      Grazie!- Scritto da:
      Salve Brunozzi, sono un laureando in Ingegneria
      Informatica e le dirò che qui le cose procedono
      all'incirca allo stesso modo. Da quando sono
      iscritto all'università si sono susseguiti
      docenti diversi di informatica (Ho amici in anni
      precedenti e successivi) col passare degli anni,
      molti dei quali nella sua stessa situazione, e
      appunto per questo nell'arco di un anno venivano
      sostituiti.

      Comincierò col dirle che sono stati i migliori
      docenti che ho avuto (a rotazione a seconda dei
      corsi li ho conosciuti più o meno tutti, sempre
      molto disponibili al dialogo e alla condivisione
      delle conoscenze senza pregiudizi di sorta), al
      contrario di quelli con cattedra e dottorato
      molti dei quali, a mio parere, non sono per
      niente adatti allo
      scopo.

      Sinceramente non capisco come mai il dottorato
      conti così tanto ai fini dell'assunzione in
      questi ambiti. Lo scopo delle università non è
      solo quello di insegnare? Bene e allora perchè
      non si dividono i settori? Come se poi un
      laureato senza dottorato non possa cmq ottenerlo
      e sviluppare esso stesso delle ricerche, certo se
      vengono scoraggiati come è stato fatto con lei
      non mi stupisce che non siano interessati a
      ottenerlo.

      A mio parere ha perfettamente ragione è tutta una
      questione gerarchica complessa dove chi detiene
      il potere di decidere chi sta e chi va lo fa
      secondo fattori molte volte distinti dalla
      utilità pratica
      dell'assunzione.

      Mi spiace che i professori come lei vengano
      mandati via, e spero che la situazione cambi in
      questo paese sufficientemente in fretta. A questo
      proposito la invito a non darsi per vinto, se può
      ottenere il dottorato e visto che le interessa la
      carriera accademica, ottenerne una dove può anche
      cambiare lo status
      quo.

      Le auguro cmq buona fortuna qualsiasi scelta lei
      faccia.
  • Anonimo scrive:
    Docenza e dottorato di ricerca
    Secondo me il problema è questo in sintesi:1) è necessario fare il dottorato di ricerca o pubblicare molto, per poter diventare professore permanente.2) non è assolutamente detto che chi sia bravo a fare ricerca o a pubblicare, abbia anche buone capacità didattiche.Anzi riguardo a 2) così a naso direi che più uno pubblica e fa ricerca, meno tempo ha da dedicare agli studenti.Secondo il mio modesto parere, le due carriere dovrebbero essere separate: o ricercatore, o docente. E chi vuole fare il docente, deve sostenere degli esami che valutino la sua capacità di insegnare.
  • Anonimo scrive:
    Sulla durata dei contratti...
    Leggo altrove che ci sarebbe un limite.... solo teoricamente, funziona così: il contratto al massimo è rinnovabile per 5-6 anni (dipende dalle facoltà)e poi ? Ti danno il posto ? Macchè basta ribandire il posto e si riparte con lo stesso docente per altri sei anni, teoricamente si può essere professori a contratto a vita sempre sulla stessa cattedra, anzi l'aver avuto quella cattedra diventa titolo preferenziale.Quanto alle pubblicazioni internazionali non garantiscono nulla, al max possono riempirti d'orgoglio e farti fare la richiesta di posto all'estero, alla fine lo capiscono anche i sassi che conviene guardare altrove.Ultime dai ministeri: vanno tagliati il 20% dei contratti, dei finanziamenti promessi da Mussi per la conversione dei contratti in posti fissi s'è perso traccia dopo le elezioni e i primi proclami.
  • Anonimo scrive:
    Baronie
    l mondo accademico è tuttora in mano a gruppi di anziani professori che fanno i loro comodi e scelgono non in base ai meriti, ma alle loro personali preferenze, a volte politiche, a volte di altra natura.anziani professori=baroniMa questo ragazzo cade un po' dalle nuvole lo sanno tutti che in Italia ci sono le BARONIE dei professori universitari!!!
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: Baronie
      Non cado dalle nuvole... sono perfettamente cosciente della situazione, ora ancora più di allora.Ciao
    • soulista scrive:
      Re: Baronie
      - Scritto da:
      l mondo accademico è tuttora in mano a gruppi di
      anziani professori che fanno i loro comodi e
      scelgono non in base ai meriti, ma alle loro
      personali preferenze, a volte politiche, a volte
      di altra
      natura.

      anziani professori=baroni

      Ma questo ragazzo cade un po' dalle nuvole lo
      sanno tutti che in Italia ci sono le BARONIE dei
      professori
      universitari!!!
      L'Italia é piena di cose che tutti sanno ma nessuno dice.Una voce in più fa sempre bene... (non so quanto a Simone Brunozzi... magari tra poco andrà a fare compagnia ai pesci) :)
  • simone.brunozzi scrive:
    Re: Universita'...docenza, ricerca o alt
    Ti do ragione quasi totalmente, ma il problema della mia rimozione resta, dal mio punto di vista, un problema comunque importante.Il tuo discorso è ovviamente + generale.
  • Anonimo scrive:
    Uno studente
    Sono uno degli studenti che hanno sostenuto l'esame con Simone Brunozzi, ottenendo anche 30 e lode :), ora mi sono spostato a Pisa e devo dire che le cose sono decisamente meglio che a Perugia, dove i professori non sono laureati in informatica e dove gli informatici "puri" sono messi in un angolo, per dire Programmazione I è insegnata da un matematico e gli esami del 3° anno "di indirizzo" sono fatti da chimici e fisici, e poi ci si chiede cosa c'è che non va??
  • Anonimo scrive:
    Re: Universita'...docenza, ricerca o alt
    Scusa se mi intrometto, sono l'autore del post sotto "Confermo da parte studente". Se ti riferisci al nuovo ordinamento, della presunta facilita' degli esami sei decisamente fuori strada. Io ho 32 anni e ho passato tutti e 2 gli ordinamenti, sono passato al nuovo e non l'avessi mai fatto. Sto facendo la seconda tesi ANNUALE, gia' perche' prima non c'era differenza tra tesi di 3 e 5. Hanno riattivato gli esami anni 70 e messi TUTTI obbligatori. Per dirti io sono del piano reti e ho simulazione, TI, SPC, calcolabilita', traduttori obbligatori, non esiste nessuno del vecchio che abbia questi esami obbligatori e da noi esami a crocette non ci sono mai stati, semmai e' incrementato il programma. Probabilmente dipende da dipartimento a dipartimento, puo' essere benissimo, ma gia' questo e' estremamente sconvolgente. Il problema vedi e' che confermo anch'io che escono tutti (gli altri a questo punto) con voti alti, ma questo vale SOLO se fai il gioco del lecchinaggio dei docenti e sei in corso con gli esami, chi non fa questo gioco e' letteralmente FOTTUTO. Questo e' sempre esisito, ma non era un'obbligo come ora. Infatti il problema e' proprio la discriminazione, oggi se sei fuori sei fuori, prima potevi barcamenarti ma adesso non e' piu' cosi'. Dal mio punto di vista e' peggiorato ma molto molto molto
  • Anonimo scrive:
    PhD
    Premetto che anche io sono docente a contratto da due anni per un corso di un CdL universitario in Informatica.Il ruolo di professore a contratto e' per definizione un ruolo di tappabuchi reso necessario dalla situazione di sottofinanziamento dell'Universita' e il fatto di aver svolto tale lavoro nel migliore dei modi (anche io preparo appunti, ho un sito e ho ottenuto eccellenti valutazioni dagli studenti) non va vissuto come una perdita di tempo se, grazie al cielo, la Facolta' riesce finalmente ad assumere un docente con le qualifiche adeguate... l'unica cosa di cui ci si puo' lamentare (anzi, di cui gli studenti si possono lamentare) e' la eventuale incapacita' didattica della nuova persona, ma e' cosi' ?Inoltre l'autore dell'articolo dimentica una cosa molto importante, forse la piu' importante: il dottorato di ricerca.Al giorno d'oggi e' impensabile aspirare ad una carriera accademica senza tale titolo di studio. E' vero, esistono casi rari e isolati, spesso legati a clientelismi baronali e nepotismo, di ricercatori/docenti che vincono concorsi senza possedere il titolo di dottorato, ma per fortuna sono sempre meno. Caro Simone, se ti ritieni adatto alla carriera accademica, sei sufficientemente determinato, disposto a molti sacrifici, cosa aspetti ? Fai il concorso di dottorato (diversamente da 10 anni fa oggi e' piuttosto semplice entrare) e segui il percorso di formazione adeguato, durante il quale potrai arricchire sia la tua cultura informatica contribuendo direttamente ad un'attivita' di ricerca sia il tuo curriculum scientifico, ovvero pubblicazioni.
    • Anonimo scrive:
      Re: PhD
      Finalmente un post sensato...Quoto.
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: PhD
      Hai ragione sul discorso PhD (dottorato):Il punto infatti non è la preclusione di una carriera accademica, ma il non riconoscimento di quanto fatto, e la mia sostituzione con un altro docente senza validi motivi.La scelta di non proseguire (o iniziare, se guardiamo i numeri) la carriera accademica è stata sofferta, ma infine serena e determinata.
    • Anonimo scrive:
      Re: PhD
      concordo in pieno con questo postse interessa la carriera universitaria, e non si è dei mostri di bravura o dei raccomandatissimi, si deve partire dalla ricerca:il primo incarico stabile sarebbe quello appunto di ricercatore, il cui compito principale è quello di fare ricerca (anche se viene impiegati spesso anche come tappabuchi per la didattica, ma questo varia di corso in corso di laurea)A tal fine conviene prepararsi1: col dottorato (e in Italia c'è spazio, visto che tutti preferiscono andare verso l'azienda dove guadagnano di più della borsa)2: con un assegno di ricerca o PostDoc, dove puoi dimostrare la tua attitudine alla ricerca lavorando a progetti su cui la stessa si sostiene e finanziaEssendoti creato un congruo background scientifico puoi avere delle speranze in un concorso da ricercatore, in cui, in genere, si valutano soprattutto titoli e maturità scientifica, più che le capacità didattiche, che sono prerogative da professore.
    • Anonimo scrive:
      Re: PhD
      Dottorato ?!!!! La maniera peggiore per perdere 3 anni della propria esistenza, 4 per gli sfortunati che chiedono l'anno di proroga o hanno un dottorato più lungo. Di gente, brillante, che in questa maniera ha perso 10 anni della propria vita ne conosco a pacchi. Volete fare carriera all'università ? Andate all'estero, qui la trafila è dottorato,assegno di ricerca, prof a contratto, ricercatore (concorsi bloccati da 4 anni) etc... con relativi buchi nel mezzo aspettando d'essere il candidato naturale, quest'entità mistica che esiste solo in Italia.Non volete andare all'estero ? Benissimo entrate in un centro R&D , publicate all'estero e provate direttamente il concorso da associato. Il dottorato vi serve solo per entrare nella scuola, vale 4 punti, se non ricordo male, nell'ambito della ricerca è uno dei titoli peggio valutati e non è un titolo indispensabile anzi...
    • Anonimo scrive:
      Re: PhD


      Inoltre l'autore dell'articolo dimentica una cosa
      molto importante, forse la piu' importante: il
      dottorato di
      ricerca.......
      sono sempre meno. Caro Simone, se ti ritieni
      adatto alla carriera accademica, sei
      sufficientemente determinato, disposto a molti
      sacrifici, cosa aspetti ? Fai il concorso di
      dottorato (diversamente da 10 anni fa oggi e'
      piuttosto semplice entrare) (rotfl)1) Per fare il dottorato di ricerca, devi essere "ammanigliato" lo stesso, se lo vuoi fare con la borsa di studio ministeriale o comunque pagato con assegni o altro.2)Non so come fai a dire che oggi è più facile...forse perché ci sono più posti? Devi tener conto che però ci sono anche più persone che partecipano al concorso, così come i normali corsi di laurea sono più frequentati di un tempo....Ricordo inoltre sono stati avviati soltanto 22 cicli di dottorato, dato che esiste solamente dagli anni '80La morale è che se Simone è disgustato (giustamente) dal mondo accademico, fare il dottorato certo non l'aiuterà a ricredersi.Servirebbe solo per soddisfazione personale, ma il "clima" resterebbe quello......
    • Anonimo scrive:
      Re: PhD
      Guarda che il dottorato di ricerca non serve. In una valutazione comparativa la commissione puo' tenerne conto oppure no. Non esiste una misura in cui un candidato con PhD vale piu' di uno senza. Personalmente ho conseguito un PhD, ho partecipato ad un concorso per ricercatore insieme ad altri PhD eppure il vincitore e' risultato uno senza PhD e senza grande curriculum di ricerca ma che lavorava per il prof di turno (menbro della commissione). Un concorso si fa perche' tizio deve avere un posto ed il suo prof riesce a sgomitare in CCL per farsi assegnare il posto. Le valutazioni comparative sono un enorme bluff, tutto e' deciso prima. Anni prima.
  • Anonimo scrive:
    Salve, sono Troy McLure,
    forse alcuni di voi mi ricorderanno per "Bacarozzi, che schifo!" e "L'uomo contro la natura: la lunga strada verso la vittoria".Ma per favore...
  • Anonimo scrive:
    Confermo da parte studente
    Caro Simone, sono uno studente lavoratore di ben 32 anni che deve ancora approdare alla meta iscritto alla laurea magistrale di Informatica , chiuso fra lavoro, studio e anche una serie di patologie gravi e croniche per le quali posso contare circa una decina di ricoveri (ma almeno altrettante volte ho rifiutato l'internamento in ospedale). L'universita' e' l'esempio lampante delle ingiustizie, del menefreghismo, della dittatura del corpo docente (forse anche politica) e posso dire che il rapporto fra docente e studente non ha pari in nessun campo e luogo al mondo, ne lavorativo ne nessun altro. In tutti questi anni mi sento di dire esplicitamente di essere stato discriminato, nessuno ha mai creduto ai miei problemi di salute ed e' sempre stata vista come una scusa, se avvertivo prontamente l'imminenza di un ricovero o di un "calo" di salute, SE perveniva risposta alle mail era del tipo " .. si capisco.. auguri.." e poi prontamente al prossimo appuntamento "..ah, certo certo...", questo a beneficio del dubbio. Non avendo potuto seguire i corsi, alcuni docenti addirittura azzardavano a dire "ah, ma lei non ha seguito...come fa a preparare l'esame?", in alcuni casi peccando di zelo rifiutando un voto di economia "eh, ma se lo si riprova... non vale". Ad onor del vero, ho incontrato anche qualche docente comprensivo, imparziale e disponibile come il mio relatore, ma si stratta della stretta minoranza. Con questo nuovo ordinamento poi, (non l'avessi mai fatto), i docenti probabilmente per tenersi il posto, hanno attivato corsi degli anni settanta che nessuno seguiva piu', si studia su libri fuori stampa e appunti degli anni 70. Vorrei continuare parlando degli altri favoritismi e del "rubare" esami come laboratori, ecc.. (mio fratello per un laboratorio ha finito 6 mesi dopo) ma mi sembra di andare troppo fuori argomento.Parlo dall'altra parte della barricata rispetto alla tua, ma della stessa realta'
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: Confermo da parte studente
      Spiacente.Purtroppo non molti si dimostrano comprensivi, anche a causa delle persone che ci "marciano" (parlo di studenti). Ciò non toglie che esistono veri e propri "menefreghisti" tra i professori, e quello è sicuramente un atteggiamento criticabile.
      • Anonimo scrive:
        Re: Confermo da parte studente
        si beh... e' inutile dire che e' un atteggiamento sbagliatissimo, se si fa di un erba un fascio siamo al livello estremo della discriminazione, ma poi fino a prova contraria dovrebbe esserci il presupposto dell'innnocenza. Io ad esempio, in queste condizioni "incerte" e ripetute, mi sono offerto anche di esibire referti e altro e li' non ci sarebbe nulla da dire voglio sperare, ma la realta' e ' che non si vuole capire ne sentire, va bene questo atteggiamento di sufficienza e certezza...Questo la dice lunga sul modo di ragione e non puo' che denunciarne oltre alla strafottenza, una certa chiusura, grettezza e assoluta consapevolezza di avere il bastone del comando
      • Anonimo scrive:
        Re: Confermo da parte studente
        - Scritto da: simone.brunozzi
        Spiacente.

        Purtroppo non molti si dimostrano comprensivi,
        anche a causa delle persone che ci "marciano"
        (parlo di studenti).

        Ciò non toglie che esistono veri e propri
        "menefreghisti" tra i professori, e quello è
        sicuramente un atteggiamento
        criticabile.Da studente ho trovato anche un sacco di maleducazione tra i docenti, oltre che menefreghismo. Docenti che all'esame nemmeno ti guardano in faccia, fanno altro mentre stai facendo il tuo orale, rispondono maleducatamente alle domande poste, non rispondono alle email, etc etcDopo i primi due casi, che mi hanno spiazzato, ho cominciato ad esigere rispetto. Se mi facevano una domanda all'orale e poi cominciavano a far altro, mi interrompevo. Se mi dicevano di andare avanti, facevo notare che gradirei ricevere attenzione mentre parlo. Se alzavano il tono della voce stizziti a questa osservazione, replicavo gentilmente che vorrei che i toni rimanessero civili. Se insistevano, facevo presente che il ruolo diverso non autorizza alla mancanza di rispetto nei confronti del tuo interlocutore. Insomma, ho cominciato a ribellarmi civilmente alla loro maleducazione e supponenza. Risultato: forse voti più bassi e domande peggiori, orali più lunghi ma almeno mi sono tenuto la mia dignità.
    • Anonimo scrive:
      Re: Confermo da parte studente

      alcuni docenti
      addirittura azzardavano a dire "ah, ma lei non ha
      seguito...come fa a preparare l'esame?", Confermo. Anche in Statale a Milano funziona così. Ci sono docenti che odiano letteralmente gli studenti che non possono frequentare (tipicamente i lavoratori), mettendoli continuamente in condizioni di svantaggio, come per esempio materiale didattico protetto da password difficili da ottenere, prove in itinere non accessibili ai non frequentanti, disparità nelle modalità di esame, pressioni psicologiche ("ma se non frequenta, cosa si è iscritto a fare?" "l'università è piena di pseudo-studenti pseudo-lavoratori" "è un problema suo..." e potrei continuare).Il bello è che paghiamo le tasse come tutti, per non usufruire praticamente di nessuno dei servizi (scarsissimi) forniti dagli atenei.Ma questa gente non capisce che se una persona lavora, non lo fa per hobby o per sport...
      • Anonimo scrive:
        Re: Confermo da parte studente

        Confermo. Anche in Statale a Milano funziona
        così. Ci sono docenti che odiano letteralmente
        gli studenti che non possono frequentareinfatti, palese realta'
        Il bello è che paghiamo le tasse come tuttioh certo, anche di piu' degli altri se hai un reddito, altro che'... io pago il massimo delle tasse per MERITOCRAZIA LAVORATIVA
        Ma questa gente non capisce che se una persona
        lavora, non lo fa per hobby o per
        sport...Rispetto molto quella stretta cerchia cui accennavo, ma per quanto riguarda gli altri secondo me devo ancora iniziare a lavorare loro...
  • Anonimo scrive:
    Domanda indiscreta
    Ma per vincere il posto a Perugia avevi anche te qualche "santo in paradiso" ?
    • Anonimo scrive:
      Re: Domanda indiscreta
      Non so come funzioni a Perugia, ma premesso che non si parla di vincere un posto ma solo di avere un corso per un anno accademico, quello che succede è che ogni facoltà ha anche decine di corsi da dover coprire, e quindi chiede ai suoi professori di trovare qualche santo che, per compensi che non arrivano a 5 euro lordi l'ora (non sto scherzando) facciano un corso.Nessuno sano di mente lo fa per i soldi, tutti lo fanno per avere una voce in più nel curriculum, ma di sicuro non c'è la ressa per partecipare ad una selezione che, per legge, è pubblica e pubblicata sui siti delle facoltà che la indicono anno per anno.
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: Domanda indiscreta
      Beh, eravamo solo in due a partecipare, e io avevo + titoli del secondo... secondo te?Simone
      • Anonimo scrive:
        Re: Domanda indiscreta
        - Scritto da: simone.brunozzi
        Beh, eravamo solo in due a partecipare, e io
        avevo + titoli del secondo... secondo
        te?

        Simone[Non sono uno dei due che ha postato sopra prima di te]Secondo me, era possibilissimo che tu venissi scartato.Come scrivi tu stesso : non esiste la meritocrazia.Io (che nel mio ambito ho delle buone credenziali e lavoro/studio da circa 10 anni) sono stato scavalcato in 3 occasioni da bambocci con i santi in paradiso.Gente figlia di A******i, N***i, P******i, M*****i, e via dicendo.E guai a protestare.Alla fine ho ceduto e preso un posto in "offerta sfruttamento", con la promessa che, se lecchero' il culo a qualche grasso ************ tra 5 anni avro' la possibilita' di lavorare in uno studio rinomato.Promessa con stretta di mano.Niente di scritto.L'italia funziona cosi'.
        • simone.brunozzi scrive:
          Re: Domanda indiscreta
          Si, era possibilissimo... evidentemente il secondo non aveva "agganci".Mi spiace per te. E' molto triste.Saluti- Scritto da:

          - Scritto da: simone.brunozzi

          Beh, eravamo solo in due a partecipare, e io

          avevo + titoli del secondo... secondo

          te?



          Simone

          [Non sono uno dei due che ha postato sopra prima
          di
          te]
          Secondo me, era possibilissimo che tu venissi
          scartato.

          Come scrivi tu stesso : non esiste la
          meritocrazia.

          Io (che nel mio ambito ho delle buone credenziali
          e lavoro/studio da circa 10 anni) sono stato
          scavalcato in 3 occasioni da bambocci con i santi
          in
          paradiso.
          Gente figlia di A******i, N***i, P******i,
          M*****i, e via
          dicendo.

          E guai a protestare.

          Alla fine ho ceduto e preso un posto in "offerta
          sfruttamento", con la promessa che, se lecchero'
          il culo a qualche grasso ************ tra 5 anni
          avro' la possibilita' di lavorare in uno studio
          rinomato.
          Promessa con stretta di mano.
          Niente di scritto.

          L'italia funziona cosi'.
          • Anonimo scrive:
            Re: Domanda indiscreta
            - Scritto da: simone.brunozzi
            Si, era possibilissimo... evidentemente il
            secondo non aveva
            "agganci".

            Mi spiace per te. E' molto triste.
            Non dispiacerti ;) tra una decina d'anni avro' il mio studio e saro' uno di quelli che "decide", magari con una bella lobby/baronato/congrega a sostenermi (con tanto di cerimonia per i nuovi adepti :))
  • Anonimo scrive:
    Professori a contratto
    Anche io sono professore a contratto, quindi forse è il caso di spiegarsi un po'.Le università sono finanziariamente esauste. Ci sono decine di corsi che non si riescono ad assegnare a docenti di ruolo, già oberati di corsi da fare (l'università italiana è una di quelle in cui i docenti fanno più lezioni), tantomeno ci sono soldi per l'immissione di nuove persone. Allora le università attribuiscono corsi, anche molte decine, a dei professori a contratto (la nomenclatura correttà è: titolare di insegnamento sostitutivo).Io l'ho fatto l'anno scorso per la prima volta, malgrado una giovanissima età (per gli standard universitari, avendo solo 30 anni). Lo farò nuovamente quest'anno, su un corso anche più importante. Con tutte le cose che sono state dette nell'articolo, dal materiale dei corsi alle valutazioni degli studenti (ad esempio per la puntualità, con un voto massimo pari a 3 ho avuto 2.84, per la capacità di spiegare 2.75, su circa 100 questionari).Collegando la mia didattica a quella degli altri insegnamenti, evitando che l'informatica fosse avulsa dal percorso curriculare degli studenti, parlando con gli altri professori, usando tutti i mezzi di comunicazione moderni per parlare con gli studenti, e con un programma di corso che ha fatto sì che il mio sia stato il corso di informatica più rigoroso dell'università. Hanno studiato più i miei studenti che quelli di informatica, che fanno un corso di fondamenti di informatica in cui non studiano i puntatori, con evidenti risultati.Ciò detto, non ho mai pensato ne ho alcuna forma di amarezza come quella che traspare dall'articolo, visto che è un corso a contratto. Quindi proprio non capisco di cosa ci si lamenti, non è quello il percorso per l'immissione in ruolo.
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: Professori a contratto
      Intanto, complimenti per i risultati da te raggiunti.In secondo luogo, il punto non è che il professore di ruolo inizia come professore a contratto, ma che un professore a contratto, se bravo e motivato, potrebbe rimanere tale, invece di essere cacciato SENZA un briciolo di riconoscenza da parte della quasi totalità dei colleghi.L'amarezza è appunto data da questo fatto.
      • Anonimo scrive:
        Re: Professori a contratto

        In secondo luogo, il punto non è che il
        professore di ruolo inizia come professore a
        contratto, ma che un professore a contratto, se
        bravo e motivato, potrebbe rimanere tale, invece
        di essere cacciato Non si viene cacciati, tu hai come me (almeno presumo) un contratto che copre un anno, senza nessuna proroga prevista od implicita.
      • Anonimo scrive:
        Re: Professori a contratto
        - Scritto da: simone.brunozzi
        ... invece di essere cacciato SENZA un briciolo di
        riconoscenza da parte della quasi totalità dei
        colleghi.

        L'amarezza è appunto data da questo fatto.E' la tipica situazione paradossale che si verifica negli ambiti statali o parastatali dove la qualità del lavoro prodotto (meritocrazia) non è un parametro che guida la retribuzione o la possibilità di carriera dei dipendenti.I tuoi colleghi probabilmente ti guardavano con diffidenza in quanto tu alzavi la media degli standard produttivi, per qualità e quantità, introducendo "pericolosi precedenti" di efficienza e dedizione al proprio lavoro a cui loro stessi rischiavano di essere costretti.Ma questo non sia mai. Un professore che vince una cattedra, può allegramente iniziare a sbattersene della materia che insegna e non aggiornarsi per 20 anni, tanto nessuno lo può più cacciare.
    • Anonimo scrive:
      Re: Professori a contratto

      non è quello il percorso per l'immissione in
      ruolo.Quoto, è una collaborazione di un anno che deve essere rinnovata. Purtroppo per te, anche se eri bravo e ne sono più che sicuro, era una posizione precaria e ti dovevi aspettare benissimo che non sarebbe durata in eterno.Ma anche tu, avresti voluto fare il professore a contratto per sempre?Quello che hai subito rientra nelle regole di un professore a contratto. Se desideri diventare docente universitario *stabilmente* devi farti la tua interminabile trafila: dottorato, ricercatore, professore associato, ed infine, professore ordinario.Tutti i gradini non sono ovviamente garantiti, nel senso che ci si può fermare anche prima della fine, e i passaggi da uno status ad un altro possono surare decine di anni.
  • Anonimo scrive:
    Avresti dovuto...
    restare a Irvine...in bocca al lupo e complimenti per la professionalità ;)
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: Avresti dovuto...
      :-)No... in fondo, questi due anni di docenza sono stati una bella esperienza... e poi... a Irvine ci posso tornare quando voglio :-)Ciao!
      • Anonimo scrive:
        Re: Avresti dovuto...
        - Scritto da: simone.brunozzi
        e poi... a Irvine
        ci posso tornare quando voglio
        :-)
        Perchè non ti avvii????
        • simone.brunozzi scrive:
          Re: Avresti dovuto...
          La tua intelligenza è proporzionale alla tua prolissità...
          • Anonimo scrive:
            Re: Avresti dovuto...

            La tua intelligenza è proporzionale alla tua
            prolissità...Complimenti per la risposta (che l'autore del simpatico post precedente merita in pieno) e per la tua esperienza universitaria.Hai fatto del bene a te stesso e ai tuoi studenti e questo nessuno potrà mai togliertelo.Ciao
          • simone.brunozzi scrive:
            Re: Avresti dovuto...
            - Scritto da:

            La tua intelligenza è proporzionale alla tua

            prolissità...

            Complimenti per la risposta (che l'autore del
            simpatico post precedente merita in pieno) e per
            la tua esperienza
            universitaria.
            Hai fatto del bene a te stesso e ai tuoi studenti
            e questo nessuno potrà mai
            togliertelo.

            CiaoGrazie ;-)
  • Anonimo scrive:
    Limiti di durata per contratti
    Senz'altro le questioni generali sollevate possono essere vere, anche se farle discendere dal caso specifico è un tantino esagerato.Il contratto di insegnamento (che è un ruolo "tappabuchi", come si può dedurre dallo stipendio, a cui si ricorre quando non bastano i docenti ufficiali) non viene dato per più di qualche anno consecutivo, dipendentemente dal regolamento di ateneo. E come dovrebbe sapere uno che vorrebbe "farsi strada a livello accademico", i primi indicatori su cui si valuta sono le pubblicazioni scientifiche, che nel curriculum di Brunozzi non si vedono, nonostante la borsa in California. Il fatto che la didattica sia poco valutata può essere un problema, però il primo livello di ingresso in università in Italia è strutturato per la ricerca (salvo poi che i ricercatori devono fare didattica perché non bastano i docenti...).
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: Limiti di durata per contratti
      Giustissimo.Per mia stessa ammissione, le mie pubblicazioni scientifiche sono prossime allo zero.Purtroppo, quello che gli studenti chiedevano, chiedono, e chiederanno, è un docente che dedichi passione ed energie all'insegnamento, e non qualcuno con cento pubblicazioni ma con scarso interesse nell'insegnamento.Infine, il meccanismo delle pubblicazioni ha un grosso "bug": tramite scambi e accordi, la quantità può lievitare a piacere... questo non lo vogliamo considerare?
      • Anonimo scrive:
        Re: Limiti di durata per contratti

        Purtroppo, quello che gli studenti chiedevano,
        chiedono, e chiederanno, è un docente che dedichi
        passione ed energie all'insegnamento, e non
        qualcuno con cento pubblicazioni ma con scarso
        interesse
        nell'insegnamento.ma appunto la didattica non è l'unica funzione dell'università, e soprattutto non viene valutata. Questo è un errore, ma la giusta misura sta a metà. E quand'anche ci fosse valutazione della didattica, l'unica misura oggettiva che hai citato (e che se prodotta bene va bene, ma non è l'unica) è la valutazione espressa formalmente dagli studenti: siti web, mailing list, dispense, sono espressioni di buona volontà difficilmente quantificabili in modo oggettivo. Comunque in futuro anche in italia avremo teaching universities, cioé dei superlicei dove si insegna e basta (per esempio, le università telematiche nate negli ultimi tempi). Bene, male, è un problema diverso.

        Infine, il meccanismo delle pubblicazioni ha un
        grosso "bug": tramite scambi e accordi, la
        quantità può lievitare a piacere... questo non lo
        vogliamo
        considerare?Bug ce ne sono in tutti i sistemi, ed a breve termine effettivamente sono un problema, ma alla lunga si paga. Il figlio imbecille di un barone può all'occorrenza essere "aggiunto" alla lista degli autori di una pubblicazione scritta da altri ("gift publication"), posto che tutti gli autori siano d'accordo; con questo metodo, gli si gonfia il curriculum finché non rimane solo, e quindi la quantità non lievita a piacere. In prospettiva però il paper deve essere scritto bene, altrimenti non viene pubblicato: la peer review serve a questo. "eh, ma anche lì..:" prevengo l'obiezione, certo, anche nella peer review si può trappolare, ma mica tanto. La cosa peggiore che può succedere è che ad un ex bravissimo che inizia a perdere colpi si perdonano degli articoli non buoni. Comunque in bocca al lupo.
        • simone.brunozzi scrive:
          Re: Limiti di durata per contratti
          Condivido molto il tuo ragionamento.Torno a ripetere che due anni di docenza non sono certo sufficienti a far scattare una carriera accademica... il punto infatti è solo sull'essere sostituito senza motivi apparenti o ragionevoli.Cmq grazie del tuo contributo alla discussione :-)Ciao
  • Anonimo scrive:
    da me e' il contrario
    Nella mia azienda, l'ENEL Distribuzione, invece, per certi versi succede esattamente l'opposto.A 40 anni sei gia vecchio, da buttare al cesso.L'esperienza maturata in 20 anni non serve a niente. Che tu sia laureato o meno, che tu sia capace o meno, che tu abbia dimostrato di saper fare, non interessa a nessuno. Se hai 40 anni e piu' di 15 anni di servizio in azienda, sei da buttare.I posti di quadro, quelli cioe' dove puoi influire sul "processo", vengono assegnati a giovani freschi di laurea, senza esperienza, che si ritrovano catapultati in una realta' spesso piu' grande di loro. Combinando casini indicibili.E se lo fai notare, sei un sovversivo e vieni emarginato.
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: da me e' il contrario
      Purtroppo ho ben presente PROPRIO la situazione Enel, dato che conosco bene due persone nella tua stessa situazione.E' proprio squallido che le competenze vengano buttate con tanta facilità.In bocca al lupoSimone- Scritto da:
      Nella mia azienda, l'ENEL Distribuzione, invece,
      per certi versi succede esattamente
      l'opposto.

      A 40 anni sei gia vecchio, da buttare al cesso.

      L'esperienza maturata in 20 anni non serve a
      niente. Che tu sia laureato o meno, che tu sia
      capace o meno, che tu abbia dimostrato di saper
      fare, non interessa a nessuno. Se hai 40 anni e
      piu' di 15 anni di servizio in azienda, sei da
      buttare.

      I posti di quadro, quelli cioe' dove puoi
      influire sul "processo", vengono assegnati a
      giovani freschi di laurea, senza esperienza, che
      si ritrovano catapultati in una realta' spesso
      piu' grande di loro. Combinando casini
      indicibili.

      E se lo fai notare, sei un sovversivo e vieni
      emarginato.
  • TADsince1995 scrive:
    Dovrebbero essere tutti come te
    Caro Simone,ti faccio i miei complimenti per il tuo impegno e le tue capacità. Qui da me ricordo un solo professore tenere questo contatto così diretto con gli alunni, senza mettere davanti a loro quella spocchiosa autorità e barriera di diffidenza. Mette tutto il materiale sul (merdoso) sito della facoltà, riceve sempre con cortesia e gentilezza, spiega benissimo e agli esami non è un pazzo furioso, ma correttamente esigente. Insomma è uno, come te, appassionato della sua materia e che ci tiene a insegnarla con efficacia. E i risultati si vedono, insegna diverse materie e difficilmente i ragazzi non superano l'esame.Quasi tutti gli altri, invece, si limitano a vomitare nozioni da polverosi appunti ingialliti di 20 anni e a dire "ci vediamo agli esami". E' assurdo che tu sia stato sostituito con tale superficialità (fammi indovinare, magari a favore di qualche figlio di barone universitario neolaureato?) ma non mi stupisce che non hai avuto problemi a trovare una sistemazione prestigiosa.Con stima.TAD
    • shevathas scrive:
      Re: Dovrebbero essere tutti come te
      - Scritto da: TADsince1995
      Caro Simone,

      ti faccio i miei complimenti per il tuo impegno e(...)
      assurdo che tu sia stato sostituito con tale
      superficialità (fammi indovinare, magari a favore
      di qualche figlio di barone universitario
      neolaureato?) ma non mi stupisce che non hai
      avuto problemi a trovare una sistemazione
      prestigiosa.

      Con stima.

      TADnon posso che quotare
    • Anonimo scrive:
      Re: Dovrebbero essere tutti come te
      se fossero tutti come lui sarebbe un mondo miglioree vedete quanto poco basta se solo ogniuno facesse la sua parte niente di piu
      • TADsince1995 scrive:
        Re: Dovrebbero essere tutti come te
        - Scritto da:
        se fossero tutti come lui sarebbe un mondo
        migliore

        e vedete quanto poco basta se solo ogniuno
        facesse la sua parte niente di
        piuE' vero, ma che cavolo ci vuole a dedicarsi un po' di più agli alunni! Io posso portare ad esempio la mia modesta esperienza: per circa 2 anni ho tenuto diversi corsi di Java in una scuola privata di informatica e mi sono smazzato per scrivere 182 pagine di dispense (a spese mie) che ho distribuito agli alunni! Ho dato a tutti la mia mail per chiedere spiegazioni prima della lezione successiva. E la cosa ha funzionato! Gli alunni imparavano ed erano contenti.E stiamo parlando di un realtà privata di media grandezza, non di una facoltà universitaria pubblica dove questo dovrebbe essere il minimo.TAD
        • Anonimo scrive:
          Re: Dovrebbero essere tutti come te
          ... e puoi anche ritenerti fortunato.Ho proposto un piano analogo al tuo a 4 istituti privati della mia regione e la risposta è stta... indirfferenza totale: abbiamo già il nostro corso di informatica.Safete cosa insegna? comandi dos per copiare i file e formattare i dischetti e grafici excel.Non aggiungo altro perchè mi vien da vomitare!
    • simone.brunozzi scrive:
      Re: Dovrebbero essere tutti come te
      Grazie, le tue parole sono confortanti!In bocca al lupo anche a te :-)
  • Anonimo scrive:
    Sacrosanta verità
    "Il mondo accademico è tuttora in mano a gruppi di anziani professori che fanno i loro comodi e scelgono non in base ai meriti, ma alle loro personali preferenze, a volte politiche, a volte di altra natura." Grazie Professore.In questa frase avete perfettamente descritto lo sfascio nel quale versa l'università italiana. E, purtroppo, non solo quella.Complimenti per la chiarezza e la sincerità!
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