Windows nel 2003 completa il mondo.NET

A svelare quello che sarà l'effettivo anno di rilascio al pubblico di Windows .NET arriva il nuovo suffisso del nome: 2003. Chi ha NT ha più tempo per riflettere sul futuro. Al centro l'infrastruttura .NET


Redmond (USA) – A differenza della famiglia di sistemi operativi per la casa e l’ufficio, rappresentata da Windows XP, in quella dei server Microsoft ha preferito continuare ad inserire, nel nome del prodotto, un riferimento temporale che lo differenzi dai suoi predecessori. E così, quello che era già conosciuto come Windows.NET, prenderà ufficialmente il suffisso “2003”, come a sottolineare – fa notare qualche malizioso – il ritardo che accompagna questa famiglia di sistemi operativi, inizialmente attesa per la prima metà del 2002.

Microsoft fa comunque notare che l’aggiunta del “2003” al nome del prodotto sarebbe solo “una piccola modifica” e non un cambiamento di nome…

La versione finale di Windows.NET 2003 Server dovrebbe essere distribuita ai produttori verso la fine dell’anno: questo significa che le versioni retail potrebbero arrivare nei negozi non prima del prossimo anno.

Alcuni esperti sostengono che questo ritardo sia per la maggior parte da imputarsi a quel grande lavoro di revisione del codice e alle altre strategie legate alla sicurezza lanciate da Bill Gates con l’iniziativa ” trustworthy computing “. Un’iniziativa che per quanto riguarda Windows.NET assume un’importanza ancor più vitale per la reputazione di Microsoft, visto che sarà questo il sistema operativo su cui poggerà il peso di tutta l’infrastruttura MS.NET al gran completo.

Questo ritardo, secondo alcuni analisti, potrebbe avere il benefico effetto di dare più tempo agli utenti di Windows NT 4.0 di migrare verso Windows 2000, un sistema operativo che l’industria ha accolto con meno entusiasmo di quanto Microsoft si aspettasse ma che, in previsione dell’arrivo del suo successore, potrebbe costituire un importante passaggio intermediario per il lungo salto che da Windows NT porta a Windows.NET.

Insieme a Windows XP Tablet PC Edition, Windows.NET Server sarà il primo sistema operativo di Microsoft ad integrare nativamente.NET Framework, il cuore della piattaforme per i Web service del big di Redmond.

Microsoft sostiene infatti che le differenze fra Windows 2000 e Windows.NET sono assai meno marcate rispetto a quelle esistenti fra il primo ed NT4, un fattore che, secondo il big di Redmond, renderà la migrazione da Windows 2000 a Windows.NET del tutto indolore.

La nuova famiglia di sistemi operativi server di Microsoft integrerà una nuova versione dell’Active Directory e supporterà nativamente l’autenticazione centralizzata offerta dalla famiglia di servizi enterprise nata sulla tecnologia di Passport.

Windows.NET e Windows XP si basano su una larga porzione di codice in comune e poggiano su un cuore direttamente derivato dal già collaudato kernel di Windows 2000.

Se Windows XP ha rimpiazzato con le sue edizioni Home e Professional le precedenti famiglie Windows 9x/ME e Windows 2000 Professional, Windows.NET manderà invece in pensione le versioni Server, Advanced Server e Datacenter di Windows 2000 con quattro nuove edizioni: Web Server, Standard Server, Enterprise Server e Datacenter Server.

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  • Anonimo scrive:
    Se c'e` ancora il vinile...
    Il problema e` che per riuscire a fare sparireun formato di registrazione ci vogliono quantomenodecenni. Il disco in vinile continua ad essereprodotto, ed esistono ancora case che produconogiradischi.Il CD ha avuto successo perche` ha portatonelle case di tutti una qualita` audio buona,senza dover spendere milionate in giradischi etestine, che per il loro corretto funzionamentorichiedono messe a punto e tarature complicate.Dall'altra parte il mondo dell'hi-fi e` lastricatodi formati che sono morti: lo stereo8, le elcaset,le DCC, oppure cose nate al momento sbagliato,come la quadrifonia.Certo le case discografiche possono decidere dimettere in giro CD di scarsa qualita` o non pubblicarlima il rischio concreto che corrono e` che nessunocompri i nuovi formati, e che siano comunque costrette apubblicare in altri formati.
  • Anonimo scrive:
    [OT] e il titolo?
    scusassero, signori, ma se io ho 11ore di mp3 su di una unità grande quanto una moneta, dove ce li scrivo tutti i titoli degli mp3????mi devo portare appresso un'agenda con su scritto per ogni dataplay quali mp3 ci sono, e dove cercarli? e allora il vantaggio dell'ingombro minore dov'è???
    • Anonimo scrive:
      Re: [OT] e il titolo?
      - Scritto da: avvelenato
      scusassero, signori, ma se io ho 11ore di
      mp3 su di una unità grande quanto una
      moneta, dove ce li scrivo tutti i titoli
      degli mp3????

      mi devo portare appresso un'agenda con su
      scritto per ogni dataplay quali mp3 ci sono,
      e dove cercarli? e allora il vantaggio
      dell'ingombro minore dov'è???Ma vai a cagare. Non è roba per te, si vede.Comprati un plotter cosi puoi stampare le playlist in qualità lenzuolo e poi farlo piegare e stirare a tua moglie.
  • Anonimo scrive:
    Dematerializzazione !
    Ma nessuno di voi ha mai sentito parlare di dematerializzazione del prodotto ?Il problema è che chi sta al "potere discografico" non ha una ben che minima idea di che cosa stia succedendo nel mondo. (In Italia quasi tutti quelli che comandano non hanno una idea precisa di che cosa stia succedendo; a sentire molti giornalisti Internet è il grande male !!).Parlare di "supporti" è assurdo, quando la musica viene tramutata in digitale perde il suo stato "materiale", che ha permesso la creazione della catena Produzione-Logistica-Distribuzione di un prodotto musicale e di tutte le persone che ci mangiano sopra; è una rivoluzione mai vista finora!E' finita! non sarà assolutamente conveniente vendere nessun prodotto "materiale" che contiene musica.E' una realta talmente sconvolgente che serviranno due generazione di discografici per capirla... anzi ... non serviranno più i discografici come oggi li conosciamo.Sono 20 anni che seguo/faccio musica, e mi ricordo la fatica per inserire nel mercato CD/DCC/MD ecc.. in tempi in cui Internet non era difusa.Il motivo ? Faccio prima io il CD (casa discografica) o vendi prima tu il lettore (casa produttrice di elettrodomestici)?In ogni caso l'inizio è traumatico e tutti nel gioco ci perdono, calcolando gli investimenti necessari.Leggetevi Rifkin (E' un po esagerato ma in molte cose ci azzecca)
  • Anonimo scrive:
    [ot] la pirateria su internet perchè
    chissà perchè tutti sono convinti che il principale artefice della pirateria sia il prezzo... secondo me il reale problema è nel sistema di distribuzioni. fallito, totalmente fallito. certo, se voi volete comprare l'ultimo disco di britney spears, di questo non ve ne può fregare molto (mentre dei soldi importa sempre a tutti), ma se cercate cd introvabili persino ai megastore, il problema diventava più rilevante. Sinceramente ero orgoglioso comunque di sbattermi e regalare 11mila alle poste ogni cd nuovo che volevo.. in fondo incoraggiavo l'underground. underground che scoprivo via internet.e mi danno pure del pirata informatico. ohi ragazzi, da quando è chiuso audiogalaxy, io ho seriamente smesso di dare soldi alla siae. piuttosto rubo (fisicamente). [poi, visto che non sono un ladro, masterizzo e lo regalo alla biblioteca della città].boh, ditemi cosa ne pensate...
  • Anonimo scrive:
    a me mi piace
    premesso che non credo affatto che questa nuova unità sia a prova di copia (al massimo faranno fare la fortuna di tanti negozietti che si divertiranno a craccare i masterizzatori di dataplay, come successe con le playstation), a me questa cosa qua piace. e vi spiego perchèè piccolo, una moneta di due euro. quindi è possibilissimo realizzare lettori portatili VERAMENTE portatili (non badate al fatto che nell'articolo si parla di un palmare. ci saranno unità ancora più piccole..)è capiente (500megabyte bastano per contenere ben + di 80 minuti compressi in maniera lossless, con la stessa qualità cd (per chi non fosse a conoscenza della compressione lossless, consiglio un trip su www.monkeyaudio.com))è registrabile. l'unica mia perplessità, riguara a quelle non meglio specificate tecnologie anticopia, che sono sicuro penalizzeranno solo gli utenti innocenti (potenziali acquirenti), mentre non spaventeranno affatto una pirateria ben attrezzata.se però riuscirà ad imporsi, ne sarò ben felice... voi -che dite tante spacconate sulla qualità di un vinile e di un cd- pensate davvero che io mi diverta a portarmi dietro un walkman 'portatile' ogni volta che voglio sentirmi la musica in giro?? e pensate che la qualità sia migliore di questo fantomatico DataPlay? per non parlare del discman 'portatile'...
  • Anonimo scrive:
    Un'alternativa che funziona...
    ...l'imposta della SIAE!!! Su tutti i supporti vergini! :(
  • Anonimo scrive:
    Ma che si inventano! hahaha
    Come tutte le strade portano a Roma, tutto portera' ad mp3, da un po' c'é anche MP3Pro file dimezzati e qualità ottima! Ma che dataplay, ahhaha!!! Si vede che hanno gli ultimi soldi da spendere, MAJORS!!! Godeteveli perche' sono gli ultimi!! W il file sharing, W i masterizzatori e l'MP3 bastardi!!! Si inventano caxxate per tenere i prezzi alti!!! Vedrete vedrete brutti bastardi, o cambiate idea e sistema o affonderete come il Titanic! Ormai internete ed mp3 sono mezzi alla portata di tutti, anche degli imbecilli quindi non fregherete piu' a nessuno. E' finito il periodo delle vacche grasse, ora dovete lavorare sul serio! Poveretti, mi fate pena!
  • Anonimo scrive:
    Mercato portatile - la qualita' non conta
    A parte il fatto che la parola "medium" mi fa venire il cimurro ;-)mi sembra chiaro che il supporto DataPlay sia dedicato a combattere nella fascia della musica portatile, dove la qualita' conta relativamente e dove la copiatura piu' impazza (piratesca o meno che sia).Ergo: protezione digitale per la "sacrosanta" (che ridere) copia di backup e nulla piu', escludendo la copia della copia.Il costo del supporto "conta" pochissimo. Secondo me molto di piu' conta cercare di ritagliare fette di mercato mp3 sempre piu' consistenti (anche confondendo i poveri utenti con la proposta di molti standard diversi).Per quanto riguarda il mercato home, hi o low-end gli standard come qualcuno citava, ci sono gia' e sono gia' avallati dagli organi competenti (4D, le major?): DVD-A e SACD.cordialmente
  • Anonimo scrive:
    Ma la pubblicità di Rocco Tarocco...
    ...che gira su Telelombardia (non so se anche altrove) l'avete vista?A me fa piegare dal ridere!"Entra in un negozio di musica e potrai avere i cd al giusto prezzo"... AHAHAHAHAHAHAHAH!!!
  • Anonimo scrive:
    Sono proprio dei BABBIONI
    "...Un altro vantaggio offerto da questi mini CD, persino quelli preregistrati, è dato dal fatto che possono essere scritti dall'utente,..."Capirai che vantaggio, non serve neanche crackkarli, considerato che e' impossibile impedire di rippare, qusto nuovo e mitico supporto non e' altro che un CD piu' piccolo.Major, ma andate a pigliarlo dove pisciano le oche!!! Se volete che la musica non venga ridistribuita gratis dagli amici della rete ... ABBASSATE I PREZZI !!!! byez
  • Anonimo scrive:
    [ot] [ot] [ot] pensate se..
    ..siete dei DJ e dovete "screcciare" su questi dischetti!!! forse con delle pinzette.... (vabbe' che neanche con il CD puoi.. però questi sono TROOOPPO piccoli, hehe) ;-))vabbuo'.. vado a mannia' che sto cominciando a dare segni di instabilità mentale...DarKStaR
  • Anonimo scrive:
    Per le case discografike
    State sicuri, vado subito a buttare nel cesso il mio giracd ed aspetto ansioso il nuovo standard!Ma andate a pigliarlo in culo...
  • Anonimo scrive:
    TUTTO CIO' CHE E' ASCOLTABILE E' COPIABILE
    Ma perche'continuano a mettere la testa sotto la sabbia come gli struzzi ?Non mi stanchero' mai di dirlo, se una cosasi puo' ascoltare, esiste sempre un puntoin cui il segnale e' analogico, quindi puo'essere prelevato e mandato ad una scheda diacquisizione audio e registrato su un bel cd, con perdita di qualità sicuramente inferiore a quella che si ha con la compressione lossy! alla faccia di tutti i supporti e dispositivi di criptazione possibili ! Basta solo un po' di ingegno e attitudine allo smanettamento... Tutto questo potrebbe avere un solo effetto:fare la fortuna della pirateria organizzata !
    • Anonimo scrive:
      Re: TUTTO CIO' CHE E' ASCOLTABILE E' COPIABILE
      Per fortuna... perchè mai i poi mai gli utenti internet torneranno a dare soldi alle major per ascoltare le loro cacate.
      • Anonimo scrive:
        Re: TUTTO CIO' CHE E' ASCOLTABILE E' COPIABILE
        - Scritto da: Cesarino
        Per fortuna... perchè mai i poi mai gli
        utenti internet torneranno a dare soldi alle
        major per ascoltare le loro cacate.Cacate che pero' sono le stesse che poi si scaricano da internet. Forse anche voler criticare un *pochettino pochettino* l'utente oltre le major potrebbe aiutare a comprendere meglio il problema.SalutisadPetronius
    • Anonimo scrive:
      Re: TUTTO CIO' CHE E' ASCOLTABILE E' COPIABILE

      TUTTO CIO' CHE E' ASCOLTABILE E' COPIABILEConfermo e sottoscrivo!Anche senza passare dall'analogico!
      • Anonimo scrive:
        Re: TUTTO CIO' CHE E' ASCOLTABILE E' COPIABILE
        confermo la conferma......... non hanno ancora capito che seb una protezione è fatta da un uomo; un'altro uomo può eluderla???
        • Anonimo scrive:
          Re: TUTTO CIO' CHE E' ASCOLTABILE E' COPIABILE
          Se si vuole VERAMENTE proteggere gli artisti dalla pirateria, si dovrebbe rendere la musica molto più vicina alla gente (cioè più economica e più facilmente accessibile). L'unica soluzione è quella di cambiare la testa delle major, che spesso speculano SIA sugli artisti, SIA sui loro fan. Se si comportano VERAMENTE bene, le persone si allontaneranno dalla pirateria.
  • Anonimo scrive:
    Alte e basse frequenze
    ...tra tutto questo marasma di formati, mp3, mp3pro.....etc etc e supporti più o meno validi, c'è da dire che il vinile non si batte. Premesso che io non ho neanche un disco in vinile, bisogna ricordare ai lettori che su supporto cd le frequenza alte e basse vengono significatamente tagliate. Sul vinile si riescono ad ascoltare frequenze altissime e bassissime. Sarebbe molto più saggio, per le case editrici, mettere sul mercato prodotti qualitativamente superiori a quelli oggi esistenti. Come? La tecnoclogia esiste (leggi DVD), ma a quale costo ??????
    • Anonimo scrive:
      Re: Alte e basse frequenze
      - Scritto da: netangel
      ...tra tutto questo marasma di formati, mp3,
      mp3pro.....etc etc e supporti più o meno
      validi, c'è da dire che il vinile non si
      batte. Premesso che io non ho neanche un
      disco in vinile, bisogna ricordare ai
      lettori che su supporto cd le frequenza alte
      e basse vengono significatamente tagliate.
      Sul vinile si riescono ad ascoltare
      frequenze altissime e bassissime. SarebbeBeh, anche sul vinile...magari non dalla testina ma dal filtro che ti evita di sfondare i woofer...Comunque non so se (e a che frequenza) i CD vengano tagliati in basso, comunque non credo sia un limite del processo.In ogni caso le bassissime frequenze pur essendo al di sotto del limite di udibilità (16-20 Hz) vengono comunque avvertite dalle parti molli del corpo (principalmente dalla pancia...), ma il problema è che un impianto stereo normale non è in grado di riprodurre frequenze così basse.Alle alte frequenze il CD ha un limite fisico a circa 20kHz dovuto al filtro antialiasing. Comunque anche non considerando il filtro il limite teorico è la frequenza di Nyquist a 22.100 Hz.Però un limite esiste anche per i dischi di vinile dovuto sia al processo che alla qualità del sistema di riproduzione (soprattutto la puntina). Non so però in pratica quale sia questo limite...A questo va aggiunto il limite del filtro RIAA (che sul CD non c'è) e di tutto il resto dell'impianto (in particolare i tweeter).Alla fine non so se la risposta complessiva sia molto diversa nei due casi...Rimane poi l'eterno dilemma se l'orecchio umano è un grado di percepire armoniche oltre i 20 kHz..
      molto più saggio, per le case editrici,
      mettere sul mercato prodotti
      qualitativamente superiori a quelli oggi
      esistenti. Come? La tecnoclogia esiste
      (leggi DVD), ma a quale costo ??????E soprattutto a quale vantaggio (per loro) ?
      • Anonimo scrive:
        Re: Alte e basse frequenze
        Che poi è anche vero che la risposta i frequenza di un ECCELLENTE piatto per il vinile supera il CD.. ma è anche vero che per sentire, come dici tu, la differenza, occorre un orecchio molto allenato ed un impianto Hi-fi ai massimi livelli (e curato in TUTTA la catena),e possibilmente una camera anecoica e non lo stanzino sotto l'autostrada, hehe! Credo che e tutt'oggi, per il mercato consumer non ci sia niente di meglio del buon vecchio CD...DarkStaR
        • Anonimo scrive:
          Re: Alte e basse frequenze
          - Scritto da: DarKStaR....
          in TUTTA la catena),e possibilmente una
          camera anecoica e non lo stanzino sotto
          l'autostrada, hehe! .....Beh, anche in anecoica dopo aver passato la giornata in autostrada...magari per fare dei lavori con il martello pneumatico....e dura....
          ...........Credo che e tutt'oggi,
          per il mercato consumer non ci sia niente di
          meglio del buon vecchio CD...Già....solo che è da un po' che qualcuno sta pensando di fare qualche cosa di nuovo di peggio...A partire da DCC e Minidisk fino a finire al DataPlay di oggi....
          • Anonimo scrive:
            Re: Alte e basse frequenze
            Scusatemi se mi infilo nel discorso ma le alte e le basse frequenze, se non avete la fortuna di avere o di poter sentire un'impianto da svariate decine di milioni(lire) dove le sentite?In un normale impianto vengono riprodotti dei suoni acuti e dei suoni gravi ma a riconoscere in essi delle frequenze c'e' n'e' di strada e purtroppo di soldi da spendere.Vi suggerirei della bella musica dal vivo per notare la differenza.
          • Anonimo scrive:
            Re: Alte e basse frequenze
            - Scritto da: Roby
            Scusatemi se mi infilo nel discorso ma le
            alte e le basse frequenze, se non avete la
            fortuna di avere o di poter sentire
            un'impianto da svariate decine di
            milioni(lire) dove le sentite?Mica vero....al di sopra di un certo livello il miglioramento è dal punto di vista delle distorsioni e non della banda in frequenza.
            In un normale impianto vengono riprodotti
            dei suoni acuti e dei suoni gravi ma a
            riconoscere in essi delle frequenze c'e'
            n'e' di strada e purtroppo di soldi da
            spendere.Non ho capito la differenza fra suoni gravi/acuti e basse/alte frequenze...
            Vi suggerirei della bella musica dal vivo
            per notare la differenza.Quella va sempre bene.....
  • Anonimo scrive:
    Major come i gamberi
    Siamo alle solite, gli utenti finali non contano niente, o meglio, contano solo i loro dollari/euro. La migliore qualità a prezzi più accessibili sembra non interessino ai "Signori della musica". Il DVD o l'SACD sono, per il momento, il punto di riferimento degli audiofili di tutto il mondo. Sostituire gli attuali CD con i Data Play è solo un'involuzione. E se devo "involvere" nell'audio digitale preferisco ritornare al buon vecchio analogico.
  • Anonimo scrive:
    Se voglio musica compressa la scarico...
    ... quando compro è per avere la qualità, che si tengano la loro mondezza, io ho gli mp3 gentilmente aprovigionati dalla mia connessione adsl 1Mbit. Byez!
  • Anonimo scrive:
    E io godo...
    Non sapete il godimento che provo a vedere questi bastardi delle case discografiche in seria difficoltà... uhuh che godimento...ABBASSATE I PREZZI BUFFONI
  • Anonimo scrive:
    Masterizzatore Data Play: anche in Italia
    Non solo l'americana I River. Perchè, a partire dalla fine del mese di settembre, i dischetti Data Play potranno essere letti anche da MusicUS-B, prodotto da Media Enabling, una società italiana basata sullo sviluppo delle applicazioni hardware e software della tecnologia Data Play.
    • Anonimo scrive:
      Re: Masterizzatore Data Play: anche in Italia
      - Scritto da: cristina pettenuzzo
      Non solo l'americana I River. Perchè, a
      partire dalla fine del mese di settembre, i
      dischetti Data Play potranno essere letti
      anche da MusicUS-B, prodotto da Media
      Enabling, una società italiana basata sullo
      sviluppo delle applicazioni hardware e
      software della tecnologia Data Play. e io i dischetti data play dove li devo comprare? da loro? devo fare un ordine via internet, aspettare il corriere ecc per comprare una scatol(in)a di questi ridicoli media?quando basta che vado al lidl e ne compro a valanghe di cd?TSK! :))))DarkStaR
  • Anonimo scrive:
    non ne comprero' neanche uno
    e invito tutti a fare lo stessobasta poco a trasformare un futuro standardin un flop
    • Anonimo scrive:
      Re: non ne comprero' neanche uno
      - Scritto da: ale
      e invito tutti a fare lo stesso
      basta poco a trasformare un futuro standard
      in un flopGuarda, non bisogna nemmeno impegnarsi. Non c'è riuscita Sony a imporre uno standard involutivo, figuriamoci se ce la fa la "grande" Dataplay! :)
  • Anonimo scrive:
    UAUUUUU !!!!
    Corro a buttare il mio lettore CD per comprarmi un player per un formato più costoso e qualitativamente inferiore (non vengano a raccontare storie sulla compressione che non si avverte....).E per fortuna ho un Philips e non un Micromega da qualche migliaio di Euro........Anzi, no...per sfortuna...che tanto non lo butto...
  • Anonimo scrive:
    Hihiihihihi !!!
    Hihihihihihihi !! Già ... sarà crakkato ancora prima che riescano a finire gli impinanti per la produzione ... anzi ... sono sicuro che le protezioni di quel minicd sono già cadute.La rete è troppo bella ... l'ho sempre detto io ...
  • Anonimo scrive:
    BUFFONI !!!
    Ma se circolano ancora le musicassette !Sperano di far sparire i cd cosi` alla svelta ?BUFFONI !!!!Abbassate i prezzi LADRI !
  • Anonimo scrive:
    Ma perché si ostinano?
    Accidenti, ma perché continuano a fare battaglie contro i mulini a vento? Dovremo attedere un cambio generazionale del management affinché capiscano che tutto ciò che è digitale è improteggibile e che devono ridisegnare il business model?Rinnovino pure gli impianti per il dataplay così oltre che ai mancati incassi per la Pirateria avranno pure i costi per il rinnovo dei macchinari per un nuovo supporto che dopo una settimana sarà cracckato ...
  • Anonimo scrive:
    me l'aspettavo, prima o poi.
    Se una cosa funziona bene, se ti piace, non la fanno più.Murphy docet.
  • Anonimo scrive:
    ma che ciufolo dicono?
    "tutti però sanno quanto sia difficile far accettare al mercato di consumo dei nuovi standard"ettecredo, azzo! sti supporti del nuovo standard costano dalle 10 alle 16 volte di più del cd!famo così, quando qualche discografico entra nel mio bar gli chiedo 10? per un caffè!
    • Anonimo scrive:
      Re: ma che ciufolo dicono?
      - Scritto da: giorgione
      famo così, quando qualche discografico entra
      nel mio bar gli chiedo 10? per un caffè!Si, pero' oltre a farlo pagare di piu' devi anche diminuire drasticamente la qualita' ;-)Ciao
  • Anonimo scrive:
    Questo perchè...
    ...le aziende, invece di sedersi attorno ad un tavolo e definire uno standard unico a cui tuti si dovranno attenere, ognuna si inventa il suo standard, incompatibile con tutti gli altri, e in questo modo saltano fuori diversi standard che non si affermeranno mai sul mercato.quel micro cd non si affermerà mai.
  • Anonimo scrive:
    Alternative presenti: DVD-A & SACD
    Le alternative al CD, dure comunque da far accettare, gia' sono sul mercato, si chiamano DVD-Audio (abbreviato in DVD-A) e SuperAudio Cd (SACD); oltre a non essere formati con compressione lossy, hanno una serie di protezioni ecc ecc ecc, e supportano non solo audio stereo, ma anche multicanale (x chi ha un impianto hometheater, meglio se con DTS: cercatevi il DVD-A di "Hotel california" degli Eagles, segliete la versione multicanale e sentite che bellezza).Teoricamente, ripeto, *teoricamente* dovrebbero essere disponibili anche in Italia, in pratica non si trova nulla, sia a livello hardware che software, e quel poco che si trova e' decisamente fuori prezzo. Siti o negozi italiani vendono un SACD a 45-50 euro quando lo stesso costa 18$ in USA, o DVD-A a 35-40 euro e piu' quando sempre in USA si trovano a 14-15$.Per non parlare dei player: un player SACD in usa parte a 170$ (cercate su www.techbargains.con), qui a meno di 750 Euro non si trova.In conclusione, che cavolo pretendono le majors? I sistemi ci sono e vanno anche bene, ci sono ancora limiti seri (esempio NON c'e' un player SACD x auto), che si diano una mossa e facciano una politica di abbassamento prezzi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Alternative presenti: DVD-A & SACD
      DVD-A e SACD si trovano intorno alle 40-50mila. I lettori costano cari, soprattutto quelli di qualità tale da riprodurre il suono alla qualità di cui il supporto è capace. Ma tenete conto che entrambi i supporti sono crittografati molto bene (ancora non ho sentito di un crack ma forse è solo perché non è diffuso e nessuno si è impegnato seriamente) e quindi impediscono la sacrocanta legittima copia personale. Ma quel che è peggio è che conterranno (contengono ?) un "watermark", cioè del rumore aggiunto per rendere riconoscibile il suono "protetto da copyright" alle apparecchiature, rumore che , al contrario di quanto dicono, è udibile perché deve sopravvivere ai cambiamenti di mezzo (tipo compressione MP3, registrazione analogica su cassetta, trasmissione via radio, ecc).
  • Anonimo scrive:
    Buone chance di successo?
    Il DVD ha una qualità infinitamente superiore alle videocassette, e offre tante cose in più all'utente finale, le lingue, i sottotitoli, gli speciali, la possibilità di selezionare la scena preferita con due tasti del telecomando e via dicendo... Eppure ci ha messo un sacco di tempo ad essere accettato...Questo nuovo formato, a me utente finale, cosa offre di più? Qualità? No, parlano di audio compresso. Portatilità? No, parlano di lettori grossi come palmari.L'unica cosa che funzionerebbe in caso sarebbe la protezione. Ma io utente finale dovrei spendere un sacco di soldi per aggiornare tutti i miei dispositivi solamente per far dormire sonni tranquilli alle major? E fargli guadagnare ancora pacchi di altri soldi?E i miei di soldi, chi li salvaguarda?CiaoVan Helsing
  • Anonimo scrive:
    Non sarà facile
    Tra il vinile e il CD le differenze erano molte, e quasi tutte a vantaggio del Cd, inoltre quando il Cd fu presentato non esistevano alternative paragonabili. Il nuovo formato invece è:- Più costoso.- Più complesso.- Scontenterà i puristi che non crederanno mai (e fanno bene) a qualsiasi affermazione che un sistema di memorizzazione con compressione distruttiva abbia la stessa qualità di uno senza compressione.- Esistono sicuramente delle alternative, tra l'altro parzialmente compatibili con i precedenti CD.Su questa base, assumendo che non si possa cessare di punto in bianco la produzione di Cd, questo formato sembra destinato a rimanere di nicchia: potrebbe avere vita stentata come i Minidisc e i Dat, oppure sparire senza lasciare traccia come le DCC, le Elcaset e i preistorici Stereo 8.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sarà facile
      Speriamo scompaia senza lasciar traccia :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Non sarà facile
      Concordo: un nuovo formato deve offrire vantaggi notevoli agli utenti (non alle major) per imporsi.Non ho molti rimpianti per il vinile, che si rovinanva subito e ti riempiva un passaggio delicato di "click" e "pop".Il DVD potrebbe diventare il supporto standard del futuro per la musica, anche se a me di tracce video e altre aggiunte non importa nulla. Per me la musica è musica e basta. Però qualche contenuto ben fatto aggiuntivo potrebbe essere benvenuto - spero non la pubblicità però - specie se pago profummatamente!Il vantaggio maggiore dei DVD sarebbe la possibilità di una qualità maggiore, ma quanti dispongono di un impianto audio capace di sfruttarla? E soprattutto quanti hanno l'orecchio per notarla?Il supporto proposto mi sembra ottimo per dispositivi portatili, dove è possibile accettare una qualità un po' più bassa in cambio della portabilità. Come il MiniDisc, che non ha fatto molta strada - anche se credo che il problema sia Sony che ne ha fatto una tecnologia proprietaria.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non sarà facile
        Ah, ma guarda che basta che inizino a non far uscire i dischi su CD, oppure, come la sony sta già facendo, la versione CD è appositamente degradata per mettere in risalto la superiorità del SACD.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non sarà facile
          - Scritto da: Me
          Ah, ma guarda che basta che inizino a non
          far uscire i dischi su CD, oppure, come la
          sony sta già facendo, la versione CD è
          appositamente degradata per mettere in
          risalto la superiorità del SACD.Bene, allora la spinta a crackare il nuovo formato sarà più forte. Su Internet girerà la versione rippata e buonanotte ai suonatori.
    • Anonimo scrive:
      Re: NON è MAI STATO FACILE
      - Scritto da: DPYpotrebbe avere vita
      stentata come i Minidisc e i Datmettiamo i punti sulle i: il minidisc non ha avuto successo xche la qualità audio compressa faceva pena e per altri motivi, per quanto riguarda il DAT la storia è completamente diversa, si tratta di un formato di gran lunga migliore del cd, tanto che le case discografiche avendo saputo questo in accoppiata al fatto che le piastre DAT si sarebbero diffuse subito (quindi chiunque avrebbe potuto copiare gli originali con la qualità piu alta posssibile a quel tempo come ora), hanno immediatamente BOICOTTATO il DAT, allevando invece il CD che all'epoca non poteva (e non lo è potuto essere per anni) essere copiato a casa con la stessa qualità dell'originale (tutt'al+ infatti a casa lo si poteva registrare su cc, ossia la solita compact cassette analogica), anche se il cd offriva ed offre prestazioni peggiori del DAT, che ricordiamolo, è ancora lo strumento indispensabile per la registrazione audio PROFESSIONALE.Ora vorrebbero ancora una volta dare al tipico consumatore idiota un'altro formato capace di prestazioni peggiori ma in grado di far loro incassare più soldi e imporre l'impossibilità di copia per qualche tempo...
  • Anonimo scrive:
    uff..
    Dio quante complicazioni.. e tutto per far soldi.. ma a sto punto.. non fanno prima ad andare a rubare o spacciare droga??
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