WordPress, dalla Cina con il DDoS

Per la piattaforma di blogging si tratta del quarto attacco in due giorni. I responsabili avrebbero agito in terra asiatica, in particolare contro un sito già oscurato da Baidu. Il governo di Pechino nega ogni coinvolgimento

Roma – “Il più violento attacco informatico mai subito in sei anni di storia”. Così era stata descritta l’imponente offensiva subita dalla nota piattaforma di blogging WordPress.com, un attacco di tipo denial-of-service (DDoS) che aveva fatto calare il buio su svariate migliaia di spazi online.

Lo stesso founder di WordPress Matt Mullenweg aveva ipotizzato un movente politico, in particolare contro uno dei non meglio specificati blog non-anglofoni ospitati dal colosso del blogging. È ora stato proprio Mullenweg a scartare questa spiegazione: all’origine del cyberbombardamento ci sarebbero motivazioni di natura economica .

L’aggressiva botnet sarebbe stata guidata principalmente in terra cinese , con un piccolo aiuto da parte di cracker giapponesi e sudcoreani. A rivelarlo sono stati gli stessi vertici di WordPress, intervenuti a commentare una seconda ondata di cyberattacchi.

Pare dunque che la piattaforma di blogging sia stata attaccata nuovamente , subendo praticamente il quarto attacco DDoS in appena due giorni . Secondo Mullenweg, i cracker cinesi avrebbero nel mirino uno specifico sito – sul cui nome è mistero – già bloccato dal motore asiatico Baidu.

Le autorità di Pechino hanno respinto ogni insinuazione, sottolineando come lo stesso governo sia del tutto estraneo a qualsiasi tentativo di attacco informatico nei confronti di WordPress. E sempre di cracker cinesi si è parlato in terra francese , a proposito di una precedente offensiva contro i database gestiti dal ministero dell’Economia.

Un tentativo portato a termine nello scorso dicembre, con la compromissione di circa 150 computer governativi . I cracker avrebbero in sostanza reindirizzato verso server cinesi una serie di informazioni e documenti relativi al summit del G20 ospitato a Parigi nello scorso febbraio. I cyberciminali sono stati descritti come dei “professionisti determinati ed organizzati”.

Mauro Vecchio

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  • anonimo scrive:
    tecnologie presenti
    Mi sa che non avete guardato molto il sito realizzato, http://dai.ambrosiana.eu./.Li si capisce perchè le immagini sono conservate in TIFF:c'e' uan forte possibilità di ingrandire i particolari, possibile solo se si fanno immagini TIFF come partenza. Il TIFF poi garantisce al meglio la conservazione delle immagini nel lungo periodo (oltre i 10 anni) perche la completezza dei dati permettera l'uso dei futuri standard (tipo nuovi JPEG o PNG).
  • Teone scrive:
    icas94...
    sentite che bella presentazione:http://www.icas94.it/beniculturali.htmlDa più di vent'anni, ICAS 94 lavora con molte 'istituzioni culturali',(e si vedono tre referenze, due se si esclude la ambrosiana)avviando progetti che hanno per obiettivo:creazione di collezioni digitali per facilitare lacXXXXX fornendo nuove opportunità per la fruizione del patrimonio culturale, con la possibilità di una distribuzione organizzata e *controllata* delle immagini(nota il *controllata*), piuttosto curioso per progetti che si suppone di liberazione del sapereDa sempre presenti nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana con il servizio microfilme allora abbiamo capito tutto... quando si è *presenti da 15 anni* ache serve bandire gare o vedere chi offre il miglior risultato al miglior prezzo?N.B. il disegno a questa pagina:farebbe supporre l'uso di scanner planetarihttp://www.icas94.it/azienda.htmldunque ci saremmo dal punto di vista tecnico, peccato che affittare gli stessi scanner e farli usare ai bibliotecari sarebbe stato molto meno dispendioso, ma come dare questo dispiacere a degli amici che da tanti anni stanno con te?
  • Teone scrive:
    il grande sperpero...
    come sempre questi progetti finiscono col riversare un fiume di soldi in mano a società private quando tutto potrebbe essere fatto a costi infinitamente minori coinvolgendo i bibliotecari con qualche migliaio di euro di attrezzaturavediamo tutti i punti negativi dell'iniziativa:
    le immagini digitali saranno consultabili in formato TIFFe certo, non sia mai che fossero comodamente scaricabili in pdf, noo, non devono essere facilmente consultabili, ma se io ad esempio devo studiare un codice di 100 pagine, me le devo scaricare singolarmente una alla volta
    La digitalizzazione, per i soli primi cinque anni, costerà 500mila eurostendiamo un velo pietoso su queste cifre esagerate e fortemente sospette, cioè questi spendono 500.000 euro per 36.000 documenti (ma nemmeno, visto che non è detto digitalizzino tutto in 5 anni) e allora google dovrebbe andare in fallimento se il suo progetto costasse tanto, mentre google ha digitalizzato milioni di volumi (non 36.00 appena)
    fino a dicembre la consultazione online dei testi sarà gratuitaquindi occorre sbrigarsi
    L'Ambrosiana venderà online anche delle copie digitali in bianco e nero o a colori ridotti, ma
    ciascuna riproduzione sarà marcata e rintracciabile per proteggere i diritti di immagine sul
    patrimonio della biblioteca milanesele solite biblioscemenze italiane, dove la biblioteca si crede proprietaria e titolare dei diritti sul materiale che conserva e che ignora le mirabilia della tecnica dell'inpainting
    • max scrive:
      Re: il grande sperpero...
      beh... su, immagino che le distribuiscano anche in pdf a bassa risoluzione, se poi vuoi qualche pagina ad altissima risoluzione... per esempio uno dei 20000 disegni, allora il Tiff è la miglior soluzione.Eppoi non fa uguale anche la nasa?riguardo ai soldi necessari,probabilmente hai ragione, anzi sicuramente hai ragione, ma mettere in mano dei volumi unici al mondo e molto apettibili al mercato nero delle opere d'arte a degli onestissimi italiani, mi sembra troppo rischioso.Ovvio che in questo caso si cerchi una ditta seria ma soprattutto che possa pagare la forte penale in caso del furto di un manoscritto.tieni conto che nel mondo esistono poche opere d'arte che valgano qualche cosa. Qui in italia invece abbiamo di tutto.Quanto potrebbe valere un manoscritto originale del Petrarca?Che misure di sicurezza bisogna adottarre?E quanto costa l'assicurazione? e l'assicurazione dell'assicurazione?insomma, tutto sommato mi sembra neppure troppo caro.Il fatto che poi la banca si sia tenuta i diritti di vendere online le scansioni, me sembra il minimo. Ha pagato di tasca sua 250.000 euro no?Al limite bisogna vedere per quanti anniha il diritto e quali prezzi intende applicare.max
      • Teone scrive:
        Re: il grande sperpero...

        immagino che le distribuiscano anche in pdf a bassa risoluzioneilleggibili (e instampabili)
        il Tiff è la miglior soluzione.[...]per l'archiviazione, ma non per la consultazione. il png va benissimo essendo senza perdita iu qualità, ma la *pesantezza* del tiff serve a scoraggiarne la fruizione via web (e l'acquisto forzato)
        ma mettere in mano dei volumi unici al mondoad una società esterna è veramente il massimo dell'assurdo, invece che farle maneggiare ai bibliotecari esperti che le hanno in cura da anni, non parliamo poi di *vendersi* lo sfruttamento del patrimonio a società private
        Ovvio che in questo casole aziende che vogliono fare soldi con la digitalizzazione sentono odore di quattrini e sgomitano per accaparrarsi il fiume di denaro
        Che misure di sicurezza bisogna adottarre?evitare di darle in mano a personale esterno alla biblioteca (proprio l'opposto di quanto vogliono fare)
        E quanto costa l'assicurazione?così tanto che l'azienda ne include il prezzo nel compenso e lo fa lievitare ancora
        Il fatto che poi la banca si sia tenuta i diritti di vendere online le scansioni, me sembra il
        minimo. Ha pagato di tasca sua 250.000 euro no?ha, cioè investito soldi prevedendo di incassare di più di quanto ha speso e siccome deve monetizzare, ne perdono i cittadini, privati della possibilità di fruire pubblicamente di un bene statale conservato in una pubblica biblioteca ora terra di conquista per aziende e bancheecco perché non bisognerebbe fare simili patti col diavolo che ledono i diritti della gente e mettono sottochiave un patrimonio colla scusa della digitalizzazionein questo forum:http://www.diybookscanner.org/forum/http://www.diybookscanner.org/ (vedere che meraviglia di modello)ci sono decine di progetti ed istruzioni per costruirsi degli scanner per libri composti da due fotocamere collegate ad un pc. le fotocamere non toccando il manufatto, non lo danneggianoil più costoso di questi scanner fatti da sé assemblando vari componenti non arriva ai 5000 dollari e la qualità è di 12 Megapixel per il modello che usa le fotocamere usate migliori (il costo comprende tutte le parti e le fotocamere, meno il software perché si usano programmi per linux che fanno egregiamente il loro lavoro gestendo le foto catturate da ciascuna fotocamera)
        • Giulio scrive:
          Re: il grande sperpero...
          mah...sul fatto che le cose possano essere fatte spendendo meno soldi, sono pienamente d'accordo. Sul come, un po' meno, ma son tutte considerazioni personali.L'unica cosa che mi preme sottolineare è che la biblioteca ambrosiana non è pubblica e già si paga l'acXXXXX al patrimonio. Per come la vedo io, in quest'epoca di magri finanziamenti alla cultura, anche questo è meglio di niente...
          • Teone scrive:
            Re: il grande sperpero...
            mentre la biblioteca nazionale di Francia, quella Bavarese e tutte le altre partner di googlebooks mettono a disposizione i volumi interi in un pratico pdf da poter scaricare ad altissima risoluzioneche si fa in Italia?si allestisce un sito-civetta solo per fungere da vetrina per materiale da rivendere poi a (caro) prezzoquesta è una speculazione su materiale di pubblico dominio, assai affine al *copyfraud* (vedi gli articoli del professor Jason Mazzone)le modalità di acXXXXX sono l'antitesi della consultabilità e infatti non è per questo scopo che hanno creato questa infrastruttura che purtroppo gestirà i documenti anche di altre biblioteche (come quella di Napoli, il cui sito non è ancora pienamente operativo)la Cornell Library, che ha digitalizzato il suo patrimonio (grazie ai suoi bibliotecari e volontari istruiti a usare lo iscribe, prototipo di scanner sempre formato da un piano a V e due fotocamere che non toccano i libro) ha autorizzato ogni uso del materiale, perché in Italiana devono vedere i testi antichi e la cultura segregata?chi ha deciso l'assegnazione di questo fiume di denaro? Ci vorrebbe davvero una seria inchiesta, forse può interessare giornalisti seri come Riccardo Iacona di raitre
          • smilzoboboz scrive:
            Re: il grande sperpero...
            Google ha fatto un grande lavoro, ma il tutto è stato fatto "per quel che ricordo" su libri stampati, in cui veniva privilegiato solo ed esclusivamente il testo dell'opera, qui stiamo parlando se non ho capito male di manoscritti che, perché la cosa sia utilizzabile come backup digitale di antiche copie degradabili, devono essere scansionati (fotografati) ad altissime risoluzioni. Sempre se non ho capito male tu chiedi che il lavoro venga fatto dai bibliotecari, ma non penso ci siano e decine di "scanner fotografici" e decine di bibliotecari qualificati per fare un lavoro del genere all'Ambrosiana. A richiesta, per motivi di tesi sperimentale o simili, queste cose vengono fatte, e mi ero chiesto perché non digitalizzassero già almeno tutti i manoscritti famosi (vedi Manzoni e compagnia bella) in modo da non dover fare più scansioni della stessa cosa a persone differenti, finalmente hanno messo in moto qualcosa. Sono sicuro che la società privata a cui faranno fare questo lavoro sarà perlomeno la migliore nel settore (e da qui il costo) e saprà trattare forse come i bibliotecari queste opere della conoscenza umana.Se i soldi vengono usati per fare cose belle (anche se magari un poco sovrapprezzo) io non mi ci scaglierei contro, vengono veramente buttati in molti altri posti.Aggiungo e concludo che, se ogni volta che si propone un investimento serio e -spero- ragionato, questo viene bocciato, ci si ritroverà nel duemila e passa con tutti i libri in briciole e nessuna copia di sicurezza
          • panda rossa scrive:
            Re: il grande sperpero...
            - Scritto da: smilzoboboz
            Sempre se non ho capito male tu
            chiedi che il lavoro venga fatto dai
            bibliotecari, ma non penso ci siano e decine di
            "scanner fotografici" e decine di bibliotecari
            qualificati per fare un lavoro del genere
            all'Ambrosiana.Ma hai fretta?Sono li' da secoli quei manoscritti.Se anche ci fosse un solo scanner e un solo bibliotecario a fare il lavoro, che ci mette 30 anni invece che 30 mesi, che cosa ci cambia?
          • Teone scrive:
            Re: il grande sperpero...

            Se anche ci fosse un solo scanner e un solo bibliotecario a fare il lavoro, che ci mette 30 anni
            invece che 30 mesi, che cosa ci cambia?che la società che si è garantita questa semimilionaria commessa non avrebbe mai visto questi soldiqui l'unica spesa esterna avrebbe dovuto essere per i progettisti della piattaforma sulla quale caricare le scansionipurtroppo l'ignoranza delle tecniche di scansione è paurosa e viene sfruttata per farecredere che ciò che fa questa società destinataria dei soldi, non lo possa fare un bibliotecario con le giuste attrezzature:è falso!volendo proprio spendere e non costruirsi il proprio scanner per libri (differente dallo scanner piatto, anche perché i manoscritti devono essere espostiil minimo possibile alla luce)potevano affittare un apparato della Atiz (così fanno molte biblioteche estere)*boosnap*- http://www.atiz.com/ma c'è una cosa che non viene detta, se è stata l'ambrosiana a cercare partner oppure se un gruppo, avido di mettere le mani su di un patrimonio DI PUBBLICO DOMINIO, si sia fatto avantioltremodo offensivo (e spero che, visto il livello dei giornalisti non sia vero) il fatto che vogliano vendere versioni in bianco e nero e per di più in bassa risoluzione e non solo, pure con l'orrenda e deturpante filigranae tentano anche di farla passare come un favore...
          • panda rossa scrive:
            Re: il grande sperpero...
            - Scritto da: Teone

            Se anche ci fosse un solo scanner e un solo
            bibliotecario a fare il lavoro, che ci mette 30
            anni

            invece che 30 mesi, che cosa ci cambia?

            che la società che si è garantita questa
            semimilionaria commessa non avrebbe mai visto
            questi soldiAh, ecco... e magari qualche spicciolo che rotola fuori dalle tasche...
            qui l'unica spesa esterna avrebbe dovuto essere
            per i progettisti della piattaforma sulla quale
            caricare le scansioniMi sfugge la necessita' di impegnare un progettista.Che cosa c'e' che non va con la tecnologia attualmente disponibile?
            purtroppo l'ignoranza delle tecniche di scansione
            è paurosa e viene sfruttata per farecredere che
            ciò che fa questa società destinataria dei soldi,
            non lo possa fare un bibliotecario con le giuste
            attrezzature:Magari si puo' affiancare al bibliotecario un tecnico che si occupa dell'apparecchiatura.Ma secondo te che dimensione massima hanno queste pagine?
            volendo proprio spendere e non costruirsi il
            proprio scanner per libri (differente dallo
            scanner piatto, anche perché i manoscritti devono
            essere espostiil minimo possibile alla
            luce)

            potevano affittare un apparato della Atiz (così
            fanno molte biblioteche
            estere)

            *boosnap*
            - http://www.atiz.com/Interessante!
            ma c'è una cosa che non viene detta, se è stata
            l'ambrosiana a cercare partner oppure se un
            gruppo, avido di mettere le mani su di un
            patrimonio DI PUBBLICO DOMINIO, si sia fatto
            avantiSe un gruppo si fa avanti, lo fa per offrire servizi a scopo promozionale per se, in modo da poter mettere a curriculum che ha fatto il tal lavoro per la biblioteca ambrosiana.Se invece si fa avanti per ottenere una commessa, allora possiamo tranquillamente applicare il principio di Andreotti: a pensar male si fa peccato ma ci si azzecca sempre!
            oltremodo offensivo (e spero che, visto il
            livello dei giornalisti non sia vero) il fatto
            che vogliano vendere versioni in bianco e nero e
            per di più in bassa risoluzione e non solo, pure
            con l'orrenda e deturpante
            filigrana

            e tentano anche di farla passare come un favore...E' offensivo il fatto che vogliano vendere.Il che cosa vendono puo' eventualmente far aumentare il grado dell'offesa.Ma vendere delle scansioni di un patrimonio dell'umanita' e' offensivo a prescindere.
          • Teone scrive:
            Re: il grande sperpero...

            Ma secondo te che dimensione massima hanno queste pagine?credo che nel 99% dei casi siano sempre inferiore ad un formato A3 (29.,7 x 42 cm) non è ben chiaro che tipo di materiale scansioneranno (si parla di manoscritti)per i libri rilegati, uno scanner robotico automatico molto dolce e non distruttivo è di questo tipo:http://www.youtube.com/watch?v=hlOQuuLYavY&feature=relatedper i fogli sciolti invece sono migliori candidati gli scanner planetarihttp://www.youtube.com/watch?v=tmDJ7Pd0wisle società che producono questi apparati, solitamente non li vendono, ma li fittano alle bibliotechecome la i2s (produttrice del famoso software book restorer)http://www.i2s-bookscanner.com/produits.asp?gamme=1003&sX_Menu_selectedID=leftV_1003_GENveramente, per fogli sciolti (ma non credo sia il caso di nostri manoscritti) usano farli passare a molti al minuto attraverso questo scanner a rulli (verso la metà del video)http://goo.gl/W7yIxalla biblioteca nazionale di Francia
          • pippO scrive:
            Re: il grande sperpero...
            - Scritto da: Teone
            per i libri rilegati, uno scanner robotico
            automatico molto dolce e non distruttivo è di
            questo
            tipo:
            http://www.youtube.com/watch?v=hlOQuuLYavY&feature

            per i fogli sciolti invece sono migliori
            candidati gli scanner
            planetari
            http://www.youtube.com/watch?v=tmDJ7Pd0wis

            le società che producono questi apparati,
            solitamente non li vendono, ma li fittano alle
            biblioteche

            come la i2s (produttrice del famoso software book
            restorer)
            http://www.i2s-bookscanner.com/produits.asp?gamme=

            veramente, per fogli sciolti (ma non credo sia il
            caso di nostri manoscritti) usano farli passare a
            molti al minuto attraverso questo scanner a rulli
            (verso la metà del
            video)

            http://goo.gl/W7yIx

            alla biblioteca nazionale di FranciaAdesso ho capito: TU sei quello che li affitta!Non puoi magnarci sopra tu, e quindi non può farlo nessun'altro... :D
          • Teone scrive:
            Re: il grande sperpero...

            non penso ci siano e decine di "scanner fotografici" e decine di bibliotecari qualificati per fare
            un lavoro del genere all'Ambrosiana.pensi male, perché alle società come la icas credo faccia comodo far credere che solo loro sono le depositarie della mistica scienza della scansione libraria (sennò chi le chiama più?)quando si affittano apparati come questo della Atizhttp://www.atiz.com/c'è anche un istruttore che spiega il funzionamento (è una bazzecola), l'operatore poi prende la mano e procede ad un elevatissimo ritmo. vorrei ricordare che gli stessi operatori addetti alle scansioni nel progetto googlebooks sono stati formati ad usare le loro macchine (simili ai modelli della Atiz) ed è anche merito loro se milioni di libri sono stati scansionati (poiché gli scanner robotici sono stati usati solo in una piccola percentuale)mi viene in mente quel detto: studere, studere, post mortem quid valere? qui si scansiona, ma per fare cosa? per consegnare un patrimonio di pubblico dominio a società private che vogliono farci soldi negandone la libera consultazione?
            A richiesta, per motivi di tesi sperimentale o simili, queste cose vengono fatte
            a prezzi esosi Sono sicuro che la società privata a cui faranno fare questo lavoro sarà
            perlomeno la migliore nel settorenon te la prendere, ma come diceva l'avversario di Casey Rybek in *trappola tra le montagne rocciose* la supposizione è la madre di tutte le ca..ate
            (e da qui il costo) ma che bel ragionamento: quindi i preventivi gonfiati, la libera concorrenza non esistono? Dunque Windows è buono (poiché si paga un sacco di soldi mentre linux fa schifo dato che è gratis.questo non è un serio investimento, ma solo un tentativo di gettarsi alla conquista del pubblico dominio per poterlo rivendere. mi fa specie che una biblioteca lo permetta. In america (Mysty de Meo lo insegna) è il capo bibliotecario che si occupa personalmente della digitalizzazione, la De Meo ad un certo punto ha deciso *no more outsourcing* ed ha ottenuto eccellenti risultati con vari scanner costruiti da se stessa su misura a scansionare anche libri piccoli e fragilissimi per i quali avrebbero certo fatto spendere un sacco di soldi
          • smilzoboboz scrive:
            Re: il grande sperpero...
            Bella lì, sono evidentemente qualche decina di spanne indietro riguardo competenze in queste cose, grazie dei link e simili.In ogni caso volevo far presente che, forse, il motivo della scelta di andare su una società privata può essere ricercato nei tempi, ad ing. insegnano che una delle caratteristiche fondamentali di un progetto è la durata determinata il più possibile nel tempo, a maggior ragione se questo dovrà portare dei profitti, con relativo calcolo di costi e tempi di recupero/guadagno dei fondi. Ripeto, per me, se hanno fatto questa scelta è perché a loro conveniva -e per conveniva inevitabilmente si parla di guadagni derivati dalla vendita/consultazione di tali scansioni (neanche a dire che non sono d'accordo nel "chiudere" la cultura, ma questo e marginale all'argomento dell'articolo)-Comunque io ora uso ArchLinux da qualche un anno (dopo aver abbandonato Ubuntu dopo la 9.04) e quindi posso dirti che lo trovo meglio di windows per tante (troppe) cose, ma per colpa dei produttori hardware (sempre soldi sono) mi sono ritrovato a dover mettere mano ai sorgenti dei driver di più di una periferica (per non parlare del cellulare per cui sto andando giusto in questo periodo di reverse engineering)
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