WoW, il bot finisce in tribunale

Blizzard sostiene che i bot attentino all'esperienza di gioco e che mettano in fuga i player che credono nelle meritocrazia. L'autore del bot ribatte: Blizzard non ha le armi per sconfiggermi

Roma – I complessi equilibri che sostengono World Of Warcraft non possono essere alterati: il MMORPG deve essere epurato dai bari e da chi rende loro possibile barare. Il cheating scoraggia i giocatori che si intrattengono onestamente e fa sfumare i guadagni dei gestori dei MMORPG.

WoW, il bot finisce in tribunale - Glider Per questo motivo nel 2006, Blizzard, editore di World Of Warcraft, si era scagliata contro Michael Donnelly, autore del codice di Glider , un bot che agisce da gold farmer , che consente al player di abbandonare il proprio personaggio per giorni interi, sicuro di ritrovarlo sprizzante forza, e dotato di nuove abilità. In cambio di 25 dollari, a Glider si può commissionare l’ascesa del proprio personaggio delegandogli i compiti più ripetitivi, compiti che alienano i player amanti dell’azione.

Blizzard, dopo essersi rivolta a Donnelly per vie non ufficiali, aveva impugnato le armi legali e aveva denunciato il creatore di Glider . La minaccia di radiare i player scorretti dal gioco non era un efficace deterrente per diffidarli dall’uso del bot, proibito dalle condizioni di utilizzo del servizio alle quali i giocatori devono sottostare.

Per questo motivo Blizzard aveva studiato il funzionamento di Glider e aveva trovato il grimaldello della propria azione legale nel fatto che il bot violasse il copyright di World of Warcraft e il DMCA : Glider infatti aggirerebbe illegalmente le invasive protezioni anticheating previste dal MMORPG lanciando una copia non autorizzata dell’eseguibile di World Of Warcraft.

Il processo si trascina ormai da mesi, fra denunce e controdenunce. Entrambe le parti hanno ora richiesto che la corte si pronunci: Blizzard ha ribadito che Glinder viola il ToS, che viola il diritto di proprietà intellettuale, che turba l’andamento del gioco minando l’immersività e gli aspetti sociali dell’esperienza dei player e sconquassando l’economia in-game . Donnelly ha ribadito che Glider non si pone assolutamente in concorrenza con Blizzard, che il bot non viola alcune normativa, che il software non produce in alcun modo copie non autorizzate.

Ma Blizzard contrattacca quantificando i danni economici che Glider avrebbe inferto all’azienda. Il numero di abbandoni da parte dei player sarebbe sempre più consistente: non sono disposti a tollerare di doversi confrontare con giocatori che non si sudano le abilità che possono vantare. Ma non è tutto: i moderatori e i servizi di assistenza sono oberati di lavoro poiché devono fare fronte ai player che utilizzano il bot e i nuovi potenziali utenti preferiscono intrattenersi in mondi online in cui la meritocrazia continui a pagare. Blizzard si vedrebbe dunque scivolare dalle mani quasi 20 milioni di dollari l’anno , più di quanto Donnelly abbia guadagnato vendendo Glider, 100mila copie per 25 dollari a copia.

I gamer sono contrastati: c’è chi sostiene le ragioni di Donnelly, c’è chi ritiene che l’esperienza di gioco dovrebbe essere uguale per tutti. Ma i sentimenti e la passione non peseranno nella decisione della corte.

Gaia Bottà

( fonte immagine )

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • H5N1 scrive:
    Teoria e Pratica
    Qui si esce dai binari della logica con presupposti che nulla hanno a che vedere con la realtà pratica.Prendiamo, solo per citareun argomento, le conclusioni.L'Autorità giudiziatia è quella che permette in Italia a Logistep di ottenere i nominativi di chi ha condicviso i suoi file in rete, è quella che in Arabia Saudita condanna a 100 frustate una donna violentata ed è quella che in Cina decide il genocidio dei Tibetani.Certo sono esempi diversi di prevaricazione e di sicura diversa natura, ma penso che l'anonimato abbia come scopo primario proprio quello di nasconderci a tale Autorità.Leggi? Buone, ma inapplicate.Per cui non tiriamole in ballo.Rete 4 non dovrebbe trasmettere, molti candidati alle prossime elezioni dovrebbero starsene rinchiusi ad assistere allo spoglio dietro le sbarre, l'ICI sulla prima casa dovrebbe essere dichiarata incostituzionale...
  • Otacon.a scrive:
    Volete un po' di relax?
    Fate un giro su:http://planetconsol.altervista.org/phpbb/index.phpOttimo sito in allestimento
  • vrms scrive:
    Proprio non volete capirla
    Alla rete le regole della convivenza comune non si applicano. Ma la dichiarazione di indipendenza del cyberspazio, l'ha letta caro avvocato oppure no?!Senza trascurare il fatto che niente diritti, niente doveri.Saluti! p)
  • Anonymous scrive:
    mha, problema di fondo :|
    perchè tentare di spiegare una cosa del genere in senso giuridico e far quagliare le due cose?. oltre che noioso, è anche e soprattutto inutile.l'anonimato è bello proprio per il non avere nulla a che fare con nulla di giuridico......"l'idea che per poter esercitare una libertà fondamentale quale, ad esempio, quella di opinione occorra nascondersi, mi sembra che abbia il sapore della sconfitta più che quello della vittoria" a volte leggi atte alla tutela non bastano. in questi casi se c'è un metodo veloce e indolore per proteggersi in prima persona, lasciando da parte le difese fallate, non è il sapore di sconfitta che mi preoccupa. togliere l'anonimato online = togliermi le armi per difendermi da solo. magari potrà anche sapere di sconfitta, al palato dell'autore. ma chi se lo becca nel budello culare è chi non ha ne i diritti ne i mezzi per farne a meno. per le responsabilità.......un affermazione fatta da un anonimo ha bisogno di conferme ulteriori. se una notizia ha bisogno di fonti, un affermazione di un anonimo ancora di piu. e gia qua non ha senso invocare responsabilità per uso improprio delle proprie libertà. quando di rischi, non ce ne sono. non è questione del fatto se è compatibile o meno con il diritto giuridico....è questione se il diritto giuridico basta da solo a garantirci e gestire tutte le situazioni esistenti presenti e future. visto che così non è ne potrà mai essere, almeno non fare terra bruciata di tutto quello che non è contemplato dal diritto. rigorosamente IHMO
  • codroipo scrive:
    Articolo Noioso
    Come se l'avesse scritto Gatto Selvaggio.
  • Skywalker scrive:
    imputare limitare
    Frase 1:"ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge". La responsabilità nelle ipotesi di abuso è, dunque, il contraltare della libertà e tale responsabilità presuppone, evidentemente, l'imputabilità ad un cittadino determinato dell'abuso medesimo."evidentemente" una cippa lippa. Significa solo che la tua libertà di parlare, scrivere, stampare liberamente finisce dove inizia quella degli altri (concetto base del 1789). La "imputabilità" è una aggiunta da avvocato.Se "abusi" la legge può prendere provvedimenti per limitare la tua libertà, ma generare un "imputato" è solo uno dei modi possibili. Un altro, ad esempio, è la rimozione, ovvero la perdita del diritto di rimanere pubblico, un'altro ancora è una pubblica smentita, un altro ancora è il senso civico che ignora i complottisti.Per evitare chi cammina fuori da un sentiero su un campo arato posso identificare tutti quelli che attraversano il sentiero per poi confrontare l'impronta delle loro suole con quelle sul terreno, o semplicemente posso cintare il campo arato, "limitando" la potenziale libertà di movimento.Frase 2:La libertà di manifestazione del pensiero, il diritto alla privacy, quello al lavoro o quello alla salute ed ogni altro diritto o libertà fondamentale competono al cittadino, identificato da un nome e da un cognomeQuindi per avere il "diritto alla salute", se entro in un pronto soccorso, prima mi chiedono la carta di identità e poi mi curano. Ho un fratello medico, non mi risulta che sia così: un medico ha prima di tutto l'obbligo di curare, anche se chi si presenta non vuole declinare le proprie generalità. Al massimo poi avrà l'obbligo di sporgere denuncia se ritiene che il danno riscontrato possa essere di origine violenta.Per poter avere una riservatezza, devo prima di tutto declinare le generalità? Non mi sembra che la 196/2003 dica questo, anzi dice che se un trattamento può essere svolto in forma anonima, DEVE essere svolto in forma anonima (principio di necessità).Gentile Avvocato, è comprensibile tirare l'acqua al proprio mulino, ma non è altrettanto corretto, soprattutto se si vuol far credere che l'acqua da sempre passava al proprio mulino.Ricordo che l'ANONIMATO è alla BASE delle DEMOCRAZIE MODERNE: uno stato in cui il voto ed il votante non fossero disgiunti in modo tale da rendere impossibile l'attribuzione del voto a chi lo ha espresso NON E' DEFINIBILE come DEMOCRATICO.Ma se non posso sapere chi ha espresso un voto, pur sapendo quale sia il voto, allora il VOTO E' ANONIMO e l'Identità del Votante è SEGRETA e non ricostruibile NEMMENO dalle Forze dell'Ordine.Che facciamo, Avvocato, passiamo al Voto Palese?
    • Petronio Arbitro scrive:
      Re: imputare limitare
      Quoto....però passare al voto palese potrebbe chiarire molte cose ed inoltre ciascuno potrebbe verificare se il proprio voto è stato registrato in modo "corretto" (non so se mi spiego...)
      • Skywalker scrive:
        Re: imputare limitare
        ...utile verificare se è stato registrato il voto "corretto", soprattutto se hai pagato per avere quel voto.. ;)
        • precisino scrive:
          Re: imputare limitare
          - Scritto da: Skywalker
          ...utile verificare se è stato registrato il voto
          "corretto", soprattutto se hai pagato per avere
          quel voto..
          ;)Hai assolutamente ragione.Ma forse l'unica vera utilità dell'abolizione dell'anonimato del voto sarebbe la possibilità di introdurre il voto elettronico, che solo con questo metodo potrebbe funzionare ed essere sicuro e quindi finalmente della democrazia diretta.Personalmente sono contrario proprio per la ragione che tu fai acutamente notare, ma il beneficio della democrazia diretta mi rende quantomeno dubbioso. E' chiaro a tutti che la democrazia rappresentativa, specie quella che non rappresenta altri che i segretari dei partiti, come in Italia (vedi le spiegazioni su http://www.midimetto.com/incostituzionale.html) ogni giorno di più prova di essere un miserabile fallimento.La democrazia diretta forse potrebbe essere una soluzione, se si riuscisse a trovare il modo per evitare alle teste vuote di andare a mettere croci a caso (poco male) o peggio croci autolesioniste alla tafazzi (grazie alle pressioni indebite della pubblicità o del clientelismo o illecite di compravendita di voti, o minacce e violenze varie). Rimango contrario all'abolizione dell'anonimato ma sempre alla ricerca di un modo per arrivare alla democrazia diretta...
  • bi biiii scrive:
    Il voto e' segreto

    Mr. Nobody - utente mascherato della Rete - non è titolare di
    alcun dirittoPremesso che, come altri hanno fatto notare, e' situazionee' gia' come auspicato dall'autore dell'articolo vorreirivolgere alcune domande perche' certe frasi non mi sonopiaciute per niente, quella citata qui sopra e' una di quelle.Avvocato, mi spieghi un po', come mai allora il voto e' segreto?Mr. Nobody e' anche colui che si reca a votare, viene soloregistrato che e' andato a votare (si e' connesso) ma glisi permette d'asprimere il voto (la sua opinione) in manieraanonima, *per legge* e, caro avvocato, *per legge* egliha questo *diritto*.Come se lo spiega?Come spiega, e mi dispiace ripetermi sempre ma non ottengo mairisposta, che nelle nostre strade ci soni i cosiddetti"spazi di libera espressione" che non prevedono alcunaregistrazione da parte di chi ci scrive?
  • Claudio scrive:
    un po' estremo
    In un mondo in cui i diritti del "cittadino" valgono in proporzione alla quantità e qualità degli avvocati e dei santi in paradiso in grado di fare leggi e condoni trovo quantomeno scandaloso stare ancora a citare articoli quantomai utopistici.Se poi dall'altro lato vediamo legislatori che sotto la pressione di lobby puramente economiche si "inventano" artificialmente e artificiosamente dei "crimini" chiamando "diritto d'autore" il "diritto di marketing" e legittimando il titolo di "pirati" a persone che agiscono senza scopo di lucro (a parte il fatto che non ammazzano nessuno).L'avvocato dimentica poi che l'autorità giudiziaria ha accesso ai dati in caso di crimini seri e non c'è nessun "anonimato" duro e puro in rete cosi' come pretende di darlo per scontato nell'articolo.Nella forma e nella sostanza un articolo cosi' superficiale da sembrare fatto da un apprendista appena uscito dall'università senza sapere nulla della pratica.
  • Ingenuo 2001 scrive:
    Art. 11
    Cito: "L'art. 11 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino -- cut -- e "ogni cittadino può dunque parlare, scrivere, stampare liberamente salvo a rispondere dell'abuso di questa libertà nei casi determinati dalla legge""Questa ultima affermazione in realtà non garantisce nulla di nulla. Lascia infatti piena libertà alla legge di definire il concetto di abuso.Pensate un po', durante il ventennio fascista, in Italia c'era libertà di parola, opinione, etc.? Direte no, invece pensatela in questo modo: ognuno era libero di pensare, parlare, scrivere, etc. a meno di non abusarne, solo che l'abuso iniziava molto presto, lo stato definiva dei limiti molto stretti alla libertà di espressione.Il ragionamento si può applicare oggi alla Cina ad esempio.E' accettabile questa situazione?Anche i conigli sono liberi, entro i limiti della gabbia in cui sono rinchiusi.Ingenuo 2001
    • pippo scrive:
      Re: Art. 11

      Anche i conigli sono liberi, entro i limiti della
      gabbia in cui sono
      rinchiusi.

      Ingenuo 2001STRAQUOTO!P.S. l'autore è un avvocato, lui ci campa con queste "interpretazioni" :D
      • piter scrive:
        Re: Art. 11
        infatti è già così ed è il miglior sistema possibile, metterlo in discussione e analizzarlo è legittimo, ma per cambiarlo ci vogliono solide motivazioni oggettive che non ci sono a mio avviso.
  • Andrea scrive:
    Non è già così?
    Scusate, ma non è già così? Quando ci si collega a internet il proprio ISP non associa il nome del cliente alla richiesta di connessione? E, inoltre, nei log non vengono registrati gli header di tutti i pacchetti del cliente? E che solo l'autorità giudiziaria ne ha accesso?
    • piter scrive:
      Re: Non è già così?
      infatti è già così ed è il miglior sistema possibile, metterlo in discussione e analizzarlo è legittimo, ma per cambiarlo ci vogliono solide motivazioni oggettive che non ci sono a mio avviso.
  • Alex Supertramp scrive:
    Sulle generalità
    Certo che fino a quando chiunque potrà aprirsi account illimitati su GMail fornendo solo nome e cognome (magari falsi) non aspettiamoci grandi passi avanti in tal senso.http://menteindisordine.wordpress.com/
    • Yeoshua Freemason scrive:
      Re: Sulle generalità
      - Scritto da: Alex Supertramp
      Certo che fino a quando chiunque potrà aprirsi
      account illimitati su GMail fornendo solo nome e
      cognome (magari falsi) non aspettiamoci grandi
      passi avanti in tal
      senso.

      http://menteindisordine.wordpress.com/... e chi può stampare 1000 lettere anonime, dove lo mettiamo?
  • emmeesse scrive:
    Avvocato; la confusione e' sempre quella
    O consideriamo Internet un qualcosa di altro dal mondo quotidiano e ne accettiamo le basi legali contenute nei documenti fondanti, o pretendiamo una regolamentazione di Internet che e' "tecnicamente" impossibile.Credo che Lei si renda conto di questo e la invito a meditare su questo punto.L'approccio peggiore per considerare Internet, e' paragonarlo a qualsiasi altro tipo di stream.Cordiali SalutiClaudio Brovelli aka emmeesse
    • Miao scrive:
      Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella
      Per quanto pienamente d'accordo con emmesse, vorrei smontare la soluzione proposta (per quanto vaghissima) con un esempiodal 'mondo quotidiano': le poste.Esiste il diritto all'anonimato con le poste? (a spedire lettere anonime) forse no, ma nessuno pretende che le postecontrollino l'identita' di tutti quelli che spediscono cartoline :)E nessuno imputa alle poste i reati che si possono commettere con le lettere anonime.
      • baubau micio micio scrive:
        Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella
        - Scritto da: Miao
        Per quanto pienamente d'accordo con emmesse,
        vorrei smontare la soluzione proposta (per quanto
        vaghissima) con un
        esempio
        dal 'mondo quotidiano': le poste.

        Esiste il diritto all'anonimato con le poste? (a
        spedire lettere anonime) forse no, ma nessuno
        pretende che le
        poste
        controllino l'identita' di tutti quelli che
        spediscono cartoline
        :)

        E nessuno imputa alle poste i reati che si
        possono commettere con le lettere
        anonime.ma la lettera anonima la leggi solo tu e su internet la leggono tuttise la lettera anonima venisse pubblicata su internet a ragione avresti pienamente il diritto di essere querelato per diffamazione.TI E' CHIARA LA SOSTANZIALE DIFFERENZA.quale parte del "lo leggono tutti non ti e' chiaro"?e quale parte non ti e' chiaro del "quando lo leggono tutti e' diffamazione" non ti e' chiaro?
        • F Teardrop scrive:
          Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella

          TI E' CHIARA LA SOSTANZIALE DIFFERENZA.
          quale parte del "lo leggono tutti non ti e'
          chiaro"?
          e quale parte non ti e' chiaro del "quando lo
          leggono tutti e' diffamazione" non ti e'
          chiaro?il tuo atteggiamento è antipatico e ingiustificato.la lettera che è letta da una sola persona realizzerà un fatto di diffamazione, ma può comunque essere ingiuria.in secodno luogo si possono realizzare delitti molto più perniciosi che la diffamazione con una lettera, anche quando la legge solo una persona.pensa alla minaccia e ai delitti che possono essere realizzati con essa, come l'estorsione.T.
          • Nemo_bis scrive:
            Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella
            Infatti. Sottoscrivo quanto detto da Miao. Del resto, quanto scritto dal signor Scorza succede già: «Ciascun utente sarebbe libero di agire in rete "mascherato" dietro ad un nick ma, prima di entrare, dovrebbe lasciare all'ISP le sue generalità». Ovvio che l'ISP ha le generalità del navigatore, altrimenti come potrebbe spedirgli le bollette? In generale dall'IP si risale facilmente alla persona: fin troppo facilmente, visto che parecchi fornitori d'accesso darebbero i nomi a chiunque, anche senza mandato giudiziario (vedi caso Peppermint).Poi, i punti d'accesso pubblici sono vietati se non raccolgono le identità, e i proxy aperti in Wikipedia sono bloccati a priori.C'è fin troppo controllo.
          • bau bau micio micio scrive:
            Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella
            - Scritto da: F Teardrop

            TI E' CHIARA LA SOSTANZIALE DIFFERENZA.

            quale parte del "lo leggono tutti non ti e'

            chiaro"?

            e quale parte non ti e' chiaro del "quando lo

            leggono tutti e' diffamazione" non ti e'

            chiaro?

            il tuo atteggiamento è antipatico e
            ingiustificato.eh bla bla bla
            la lettera che è letta da una sola persona
            realizzerà un fatto di diffamazione, ma può
            comunque essere
            ingiuria.non e' grave quando tale lettera la leggono tuttiE CHIARO? CI ARRIVI?
            in secodno luogo si possono realizzare delitti
            molto più perniciosi che la diffamazione con una
            lettera, anche quando la legge solo una
            persona.MA QUESTO NON GIUSTIFICA UNA COSA: UNA LETTERA ANONIMA NON E' LETTADA MIGLIAIA DI PERSONE (DI CUI QUALCUNO CI CREDE PURE)TI DEVO MANDARE UNA LETTERA ANONIMA PER SPIEGARTI QUESTO CONCETTO SEMPLICE?
            pensa alla minaccia e ai delitti che possono
            essere realizzati con essa, come
            l'estorsione.si ma col discorso non c'entra nulla se lo leggono tutti diventa diffamazione.Punto e' la legge
          • www.aleksfalcone.org scrive:
            Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella
            - Scritto da: bau bau micio micio
            non e' grave quando tale lettera la leggono tutti
            E CHIARO? CI ARRIVI?Dove sta scritta una scala di gravità?Qualsiasi sia il numero dei destinatari, il reato, quando c'è, è nel contenuto.Resta la tua sostanziale maleducazione dell'uso del maiuscolo.A me pare che l'esempio delle poste (che riguarda l'identità e non i reati: l'avevi capito?) sia corretto.
            MA QUESTO NON GIUSTIFICA UNA COSA: UNA LETTERA
            ANONIMA NON E' LETTA DA MIGLIAIA DI PERSONE E allora?Ugualmente alle poste l'identità del mittente è nota senza che ci sia necessariamente un controllo.Ma soprattutto puoi scrivere in modo più tranquillo: questo atteggiamento è ingiustificatamente maleducato, e lo vedono centinaia di persone.
            si ma col discorso non c'entra nulla se lo
            leggono tutti diventa diffamazione.E allora?Si parla di anonimato, non di diffamazione. Non sarebbe male leggere l'articolo prima di commentarlo.
          • ullala scrive:
            Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella
            - Scritto da: bau bau micio micio
            si ma col discorso non c'entra nulla se lo
            leggono tutti diventa
            diffamazione.
            Punto e' la leggeSbagliato caro pierino!La leggono quelli che la VOGLIONO LEGGERE infatti non è possbile leggerla senza un atto volontario e di propria volontà.A differenza di un cartello stradale o della tv!Per leggere qualcosa QUALSIASI cosa sulla rete (come per leggere le tue stupidaggini su questo forum) occorre un atto volontario PRECISO E INEQUIVOCABILE!Il che sottrae al tuo ragionamento la fondatezza di quel TUTTI e delle restanti puerili argomentazioni!
        • Skywalker scrive:
          Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella
          Sui muri chiunque può scrivere, sulle bacheche delle biblioteche anche. "Rispondere dell'abuso di questa libertà" non è necessariamente, come il nostro avvocato vorrebbe suggerire, processarlo in tribunale. Molto più semplicemente è togliergli il suo cartello e cestinarlo.Nessuno (per ora) mette telecamere con registrazione a coprire ogni muro ed ogni bacheca...Quanto al fatto che una lettera la legga UNO, dipende da quante ne spedisci: i volantini dei partiti che ricevo in questi giorni dubito di averli ricevuti solo io...
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella
            contenuto non disponibile
          • ullala scrive:
            Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: Skywalker


            Quanto al fatto che una lettera la legga UNO,

            dipende da quante ne spedisci

            dipende anche a chi la mandi... mandala a studio
            aperto e la conoscerà l'italia
            intera...La tv non è internet e viceversa non lo sapevi?
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella
            contenuto non disponibile
        • Yeoshua Freemason scrive:
          Re: Avvocato; la confusione e' sempre quella

          ma la lettera anonima la leggi solo tu e su
          internet la leggono tutti
          se la lettera anonima venisse pubblicata su
          internet a ragione avresti pienamente il diritto
          di essere querelato per
          diffamazione.

          TI E' CHIARA LA SOSTANZIALE DIFFERENZA.
          quale parte del "lo leggono tutti non ti e'
          chiaro"?Tutti chi?Se io spedisco 10.000 lettere anonime (raggiungendoprobabilmente piu' utenti REALI di una pagina diWikipedia) allora il Sindaco di Firenze può accusarele Poste? i 10 tabaccai che hanno venduto 1000 francobolli ciascuno? le due cartolerie che hanno venduto 5.000 buste e dieci risme di fogli A4?TI E' CHIARA LA SOSTANZIALE NON DIFFERENZA?
Chiudi i commenti