XP non si salverà. Ballmer infrange le speranze

Niet, nulla, nada: il CEO di Microsoft esclude qualsiasi possibilità. Eppure XP vive ancora nei sistemi embedded. E nei cuori di migliaia di appassionati

Roma – Per XP si avvicina il termine fissato, la sua sentenza di morte verrà eseguita il 30 giugno. Chi proprio desiderasse una copia del predecessore di Vista, dovrà affrettarsi: non ci saranno dilazioni , per Windows 5 è il canto del cigno. Lo ha confermato il CEO di Microsoft in persona, Steve Ballmer, che ha spiegato che l’attuale programma di licenze non verrà modificato. XP è morto, viva XP.

Eppure, ha precisato Ballmer, chi non fosse del tutto convinto dalle doti slogamascelle di Vista non deve preoccuparsi: se Windows 6 non dovesse piacergli potrà sempre tornare a XP , proprio come fanno già coloro che possiedono una versione Business o Ultimate di Vista o coloro che acquistano un PC pre-downgradato dai molti marchi che offrono questa possibilità. NEC , Lenovo , HP e Dell offrono già la possibilità di ordinare computer con XP.

“I consumatori prendono due al prezzo di uno” ha affermato Ballmer, chiarendo una volta per tutte che dal primo luglio in avanti Microsoft venderà soltanto dischi con Windows Vista , ma che gli acquirenti saranno liberi di farci quello che gli pare. Con Windows 7, il cui rilascio tutto sommato non è troppo distante, attendere la prossima major release potrebbe anche essere un’opzione possibile: il rischio è, naturalmente, che i consumatori possano anche optare per il passaggio ad altri sistemi operativi.

I consumatori, da parte loro, non si rassegnano. Partita da chissà dove, si era diffusa la voce che Microsoft avesse iniziato a raccogliere adesioni per una petizione che avrebbe dovuto salvare XP . Per aderire bastava una telefonata all’help desk , e a quanto pare devono aver telefonato in molti: BigM si è vista costretta a smentire tutto , precisando che nessuna raccolta firme era in corso e che, per rispetto di chi ha davvero bisogno di assistenza tecnica, sarebbe meglio non ingolfare i centralini con richieste fantasiose.

Se Windows XP morirà entro 24 giorni, la sua anima e il suo cuore sopravviveranno. Sarà infatti il kernel di XP a reincarnarsi nella prossima release del sistema operativo made in Redmond per sistemi embedded: Windows Embedded Standard 2009 porterà con sé in dote la maggiore snellezza di Windows 5, unita al framework.NET 3.5, Windows Media Player 11, Silverlight, Internet Explorer 7 e, soprattutto, Remote Desktop Protocol 6.1.

Quest’ultima era fino ad oggi una caratteristica esclusiva di Vista. La sua introduzione su un sistema embedded renderà possibile trasformare i cosiddetti netbook o thin client in qualcosa di più: sarà possibile far eseguire alcuni programmi in remoto , costruendo ad esempio chioschi digitali dai quali poter lanciare Word, Excel o altre applicazioni senza che siano necessariamente presenti sulla macchina locale.

Luca Annunziata

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  • rogledi scrive:
    Google mini
    Mi viene da pensare che qui debbano mettere per forza i sorgenti del codice...http://www.google.com/enterprise/mini/index.htmlvoi cosa ne dite?
  • Daniele F. scrive:
    Vi racconto un adeddoto, leggete!
    I detrattori dell' open non capiscono che i classici meccanismi dell'industria (progetto-
    produco-
    vendo le singole "copie" del prodotto) non si possono applicare al software, in quanto è forse l'unico bene di consumo la cui duplicazione è pressocchè gratuita e non richiede materie prime. Questa illusione andava bene negli anni 90, ma oggi è assolutamente fuori da ogni logica.Vi voglio fare un esempio significativo. L'anno scorso, in una città della mia provincia, è stata indetta una gara per la realizzazione del portale istituzionale del turismo locale. Oltre alla mia azienda, se ne sono presentate altre 6. Ovviamente tutte "aziende leader" con la loro meravigliosa e costosissima "soluzione di business" fatta in casa. Ognuna di loro ha presentato dei prezzi che preferisco non ripetere qui perchè solo a pensarci mi gira la testa.Ebbene, anche noi ci siamo presentati alla gara. Abbiamo realizzato tutto con Joomla e con un ottimo template grafico personalizzato. Il nostro prezzo era pressocché un decimo del prezzo medio dei concorrenti, a noi è costato poco più di 200 ore uomo, tra acquisizione dati e personalizzazione grafica, senza contare che Joomla è una roba testatissima da mezzo pianeta e quindi assolutamente affidabile. Abbiamo fatto un prezzo 10 volte inferiore e con un ritorno economico massimo, dato che a noi è costato solo la personalizzazione.Indovinate un po' chi ha vinto la gara! ;)Anche in altre occasioni abbiamo venduto varie applicazioni basate sull'open, ma questo che ho citato è l'esempio più significativo dato che c'è stato un vero scontro diretto con la concorrenza locale. Sono certo che prima o poi anche le azienda ancora fossilizzate con le dinosauriche meccaniche del closed si ravvedranno, solo solo perchè dovranno fronteggiare concorrenti che a un decimo dei loro prezzi e a un centesimo dei loro costi vendono soluzioni testatissime e scalabili. D'altronde, come scrisse qualcuno qui tempo fa, non c'è concorrenza contro ciò che non costa nulla.
    • solan scrive:
      Re: Vi racconto un adeddoto, leggete!
      - Scritto da: Daniele F.
      I detrattori dell' open non capiscono che i
      classici meccanismi dell'industria
      (progetto-
      produco-
      vendo le singole "copie" del
      prodotto) non si possono applicare al software,
      in quanto è forse l'unico bene di consumo la cui
      duplicazione è pressocchè gratuita e non richiede
      materie prime. Questa illusione andava bene negli
      anni 90, ma oggi è assolutamente fuori da ogni
      logica.

      Vi voglio fare un esempio significativo. L'anno
      scorso, in una città della mia provincia, è stata
      indetta una gara per la realizzazione del portale
      istituzionale del turismo locale. Oltre alla mia
      azienda, se ne sono presentate altre 6.
      Ovviamente tutte "aziende leader" con la loro
      meravigliosa e costosissima "soluzione di
      business" fatta in casa. Ognuna di loro ha
      presentato dei prezzi che preferisco non ripetere
      qui perchè solo a pensarci mi gira la
      testa.

      Ebbene, anche noi ci siamo presentati alla gara.
      Abbiamo realizzato tutto con Joomla e con un
      ottimo template grafico personalizzato. Il nostro
      prezzo era pressocché un decimo del prezzo medio
      dei concorrenti, a noi è costato poco più di 200
      ore uomo, tra acquisizione dati e
      personalizzazione grafica, senza contare che
      Joomla è una roba testatissima da mezzo pianeta e
      quindi assolutamente affidabile. Abbiamo fatto un
      prezzo 10 volte inferiore e con un ritorno
      economico massimo, dato che a noi è costato solo
      la
      personalizzazione.

      Indovinate un po' chi ha vinto la gara! ;)

      Anche in altre occasioni abbiamo venduto varie
      applicazioni basate sull'open, ma questo che ho
      citato è l'esempio più significativo dato che c'è
      stato un vero scontro diretto con la concorrenza
      locale. Sono certo che prima o poi anche le
      azienda ancora fossilizzate con le dinosauriche
      meccaniche del closed si ravvedranno, solo solo
      perchè dovranno fronteggiare concorrenti che a un
      decimo dei loro prezzi e a un centesimo dei loro
      costi vendono soluzioni testatissime e scalabili.
      D'altronde, come scrisse qualcuno qui tempo fa,
      non c'è concorrenza contro ciò che non costa
      nulla.ok, ma hai venduto soltanto servizicosa faresti se domani ti chiedessero qualcosa che joomla non consente di fare?io credo che joomla piaccia molto, soprattutto a quelli che non sanno svilupparsi una soluzione propriail fatto che io mi presenti con il mio software, fatto da me, anzichè presentarmi con un prodotto standard, mi da di fatto un valore aggiuntotu hai vinto la gara semplicemente perchè chi l'ha indetta non ci capiscono un gran chè, io invece ti avrei scartato a priori, o quanto meno ti avrei valutato solo alla fineper la mia azienda voglio software fatto da chi macina linguaggi e applicativi, non certo da chi mi spara il classico CSM gratis e poi sparisce alla prima richiesta "extra"... e questo è un triste primato italiano
      • donoto scrive:
        Re: Vi racconto un adeddoto, leggete!
        - Scritto da: Daniele F.
        La scriviamo, la deployamo e se è qualcosa
        abbastanza general purpose da poter servire ad
        altri, la rilasciamo free, come impone la GPL tra
        l'altro.
        te fatti pure imporre la vita dalla tua bibbia GPL, io invece non mi faccio imporre niente da nessuno, soprattutto se barbuto, coi sandali e vive di lauti stipendi universitari
    • shevathas scrive:
      Re: Vi racconto un adeddoto, leggete!
      - Scritto da: Daniele F.
      I detrattori dell' open non capiscono che i
      classici meccanismi dell'industria
      (progetto-
      produco-
      vendo le singole "copie" del
      prodotto) non si possono applicare al software,
      in quanto è forse l'unico bene di consumo la cui
      duplicazione è pressocchè gratuita e non richiede
      materie prime. Questa illusione andava bene negli
      anni 90, ma oggi è assolutamente fuori da ogni
      logica.
      visione decisamente riduttiva, come valutare un quadro con il costo della tela e della vernice usata per dipingerlo.
      Ebbene, anche noi ci siamo presentati alla gara.
      Abbiamo realizzato tutto con Joomla e con un
      ottimo template grafico personalizzato. Il nostro(...)
      personalizzazione.

      Indovinate un po' chi ha vinto la gara! ;)hai dato qualcosa alla comunity joombla ? il template è stato rilasciato a disposizione della comunità ? nel caso un'azienda concorrente facesse un prezzo minore per la gestione del portale i sorgenti gli verranno consegnati (personalizzazioni comprese) ?le immagini in formato gimp comprensive di livelli in maniera che sia facile modificarle ?

      Anche in altre occasioni abbiamo venduto varie
      applicazioni basate sull'open, ma questo che ho
      citato è l'esempio più significativo dato che c'è(...)
      non c'è concorrenza contro ciò che non costa
      nulla.dipende, ci sono un sacco di ambiti di software dove l'OS non ci mette mano, sia perchè considerati poco "interessanti", sia perchè fortemente settoriali.
    • OpenSource ClosedMind scrive:
      Re: Vi racconto un adeddoto, leggete!
      Eccolo qui!Il solito aneddoto sull'open source che "riesce a far guadagnare".Innanzi tutto, come al solito si confonde software Free con Open Source.Comunque c'è da dire che, come nel 99,99% dei casi, anche il software open source in questione è anche free.Tu sei la classica persona che sfrutta il lavoro degli altri (Joomla) per arricchire te stesso (o vabbe in questo caso la tua azienda).Quanti soldi savete dato a chi ha sviluppato Joomla ?Scommetto neanche mezzo centesimo...Che razza di meccanismo sosttenibile è quello dove gli altri lavorano e tu solo guadagni ???I costi delle licenze sono sacrosanti, perchè è l'unico modo certo con cui possono arrivare dei soldi nelle tasche degli sviluppatori.Altrimenti si finisce come in questo caso (e solo in questo sito se ne sentono a centinaia tutti i mesi), in cui tutti guadagnano tranno chi ha lavorati di più.PS:Riguardo alla tua idea espressa all'inizio del tuo post...Seguendo la tua linea di pensiero, allora anche tutti i musicisti dovrebbero cedere i propri MP3 gratis...Tanto si possono copiare miglioni di volte...
      • OpenSource ClosedMind scrive:
        Re: Vi racconto un adeddoto, leggete!
        Oooops, ho scritto miglioni invece di milioni (nonchè altri errori di battitura).Pardon!
  • babelzeta scrive:
    bellissimo articolo...
    ...molto lucido ed oggettivo, migliore delle molte chiacchiere che generalmente si fanno.complimenti all'autore.
  • Andrea. M scrive:
    Detto da uno che gioca con il php
    Probabilmente il sig. Alessandro è uno che nel tempo libero gioca con phpnuke o joomla, ma sicuramente non vive di amore e GPL.E' facile fare questi discorsi da balcone per incantare orde di ragazzini drogati da stallman.Il software open source è e deve essere qualcosa di alternativo al commerciale, qualcosa da ragazzi per giocare e sperimentare e non il contrario.Così facendo, con questi discorsi si compromette la già pietosa situazione del software italiano.Il software deve essere business, soldi, money... understand ?!?!Se poi tu vuoi farlo gratis, fai pure, ma tieni la tua ideologia tutta per te.
    • Paolino scrive:
      Re: Detto da uno che gioca con il php
      - Scritto da: Andrea. M
      Probabilmente il sig. Alessandro è uno che nel
      tempo libero gioca con phpnuke o joomla, ma
      sicuramente non vive di amore e
      GPL.

      E' facile fare questi discorsi da balcone per
      incantare orde di ragazzini drogati da
      stallman.Se questa e' la tua considerazione dell'Open Source, sei tu il ragazzino che rosica perche' non riesce a fare un sw decente da rifilare al cliente sfigato di turno perche' c'e' un sw cento volte migliore a un prezzo infinitamente inferiore :D
      Il software open source è e deve essere qualcosa
      di alternativo al commerciale, qualcosa da
      ragazzi per giocare e sperimentare e non il
      contrario.

      Così facendo, con questi discorsi si compromette
      la già pietosa situazione del software
      italiano.Il software italiano? Lo credo che e' in situazione pietosa: se fanno tutti discorsi come i tuoi...
      Il software deve essere business, soldi, money...
      understand
      ?!?!Tutti lo hanno capito, tranne quelli che si scagliano contro l'Open Source come fai tu...
      Se poi tu vuoi farlo gratis, fai pure, ma tieni
      la tua ideologia tutta per
      te.Non eisste solo il rapporto sviluppo -
      vendo come business...Ma fallo capire a coloro che contrastano l'open source come loro ragione di vita e credono che gli altri siano "incantati"
    • Andrea _F_ scrive:
      Re: Detto da uno che gioca con il php
      Non hai confutato nemmeno una osservazione argomentando. Hai buttato lì qualche etichetta : "stallmann", "qualcosa da ragazzi", etc. Ti piacerebbe saper scrivere software come Apache o Mozilla eh ?. Sei solo un troll incapace e sfigato.
    • Africano scrive:
      Re: Detto da uno che gioca con il php
      - Scritto da: Andrea. M
      Probabilmente il sig. Alessandro è uno che nel
      tempo libero gioca con phpnuke o joomla, ma
      sicuramente non vive di amore e
      GPL.anche se fosse veroa parte che per giocare con quei softwarerischi che ti ritrovi a lavorare senza feriequindi vacci piano a prenderli per giochiperché in molti non ci giocano per nienteanche se fosse vero?

      E' facile fare questi discorsi da balconeinteressante definizione degli articoli in home :)
      per
      incantare ordeorde?l'avevo già dettoil software chiuso si vede circondatodalle orde di Stallman Gengis Khan
      di ragazzinidici che l'open ringiovanisce? :)
      drogati da
      stallman.graziefai vedere a un ragazzino un'esibizione di ballmerci credo che quello come minimo si sbronza

      Il software open source è e deve essere qualcosa
      di alternativo al commerciale,col software open source puoi anche commerciarema che ti rispondo a fare?quindi il tuo è un desiderio fuori dal mercatopretendi che concorrenti non facciano affariperché i tuoi affari sono compromessi da ragazziniche giocano
      qualcosa da
      ragazzi per giocare e sperimentare e non il
      contrario.consigli per zio billfare concorrenza a wine

      Così facendo, con questi discorsi si compromette
      la già pietosa situazione del software
      italiano.che roba sarebbe?nazionalismo digitale?

      Il software deve essere business, soldi, money...
      understand
      ?!?!il fatto è che lo capisce anche chi lo compratu gli dici di fare affari vendendogli copiee quello lo sa che quelle sono copie copiabili senza limiteil sistema è basato giusto sulla facilità della copiaquindi che razza di affari vuoi fare?siccome tu non sai come farti pagarevendi giusto quello che è più facile avereche tipo di business vuoi mettere su?devi avere un buon reparto dosaggio cracknon te la cavi col miglior sistema anticrackpotrebbe arrecare più danni che beneficie in ogni casosaresti sempre soggetto a orde di ragazziniche anche solo giocando ti possono fare concorrenza spietatama non solo loro spietatisei tu che vuoi vendere copie e quelle non hanno costie tu saresti il businessman?

      Se poi tu vuoi farlo gratis, il punto è che può farlo perché è digitalequindi prima se ne prende atto e meglio si fanno affari
      fai pure, ma tieni
      la tua ideologia tutta per
      te.come fai pure?quindi tu fai bussiness in un mercatodove si può dare a gratis e senza limitidigitale equivalente a quello da cui ricavisenza contare che quello stesso che dici tuoè fuori dal tuo controllo e circola comunquebasta che non facciano ideologiasuona tipo ultimo desiderio :)
  • pluto scrive:
    open source
    Nonostante sia un sostenitore dell'open source ci tengo a sottolineare una cosa:Se ti fornisco un software che tu INSTALLI sul TUO PC, e questo ha licenza GPL, devo darti la CHANCE di poter accedere ai SORGENTI. La distribuzione NON deve essere necessariamente GRATIS, ma può essere ANCHE a PAGAMENTO.Non storpiate OPEN SOURCE = GRATIS, perchè in quel caso siete solo gli ennesimi schiavisti che pretendono che molte persone lavorino mesi e mesi gratis. Ma in quel modo chi sviluppa i software smette e passa a altri ambiti.E soprattutto non confondete un servizio su un server con un qualsiasi software installato nel vostro PC. Punto.Google non deve nulla, i software li tiene lui per se stesso.Non è tenuto a dare i suoi sorgenti perchè sono software nel SUO PC NON NEL NOSTRO, ma se ce li da dobbiamo solo che ringraziarlo.Poi a che titolo pretendete i suoi sorgenti?!! Che per caso avete INSTALLATO nel VOSTRO PC una versione di un qualche software open source modificato da Google?????
    • numix scrive:
      Re: open source
      - Scritto da: pluto
      Nonostante sia un sostenitore dell'open source ci
      tengo a sottolineare una
      cosa:
      Se ti fornisco un software che tu INSTALLI sul
      TUO PC, e questo ha licenza GPL, devo darti la
      CHANCE di poter accedere ai SORGENTI. La
      distribuzione NON deve essere necessariamente
      GRATIS, ma può essere ANCHE a
      PAGAMENTO.

      Non storpiate OPEN SOURCE = GRATIS, perchè in
      quel caso siete solo gli ennesimi schiavisti che
      pretendono che molte persone lavorino mesi e mesi
      gratis. Ma in quel modo chi sviluppa i software
      smette e passa a altri
      ambiti.
      E soprattutto non confondete un servizio su un
      server con un qualsiasi software installato nel
      vostro PC.
      Punto.

      Google non deve nulla, i software li tiene lui
      per se
      stesso.
      Non è tenuto a dare i suoi sorgenti perchè sono
      software nel SUO PC NON NEL NOSTRO, ma se ce li
      da dobbiamo solo che
      ringraziarlo.cosa???google tratta i nostri dati personali e noi vogliamo il suo software per capire cosa succede ai nostri datistop al denaro, noi programmatori vogliamo far capire al mondo che si può vivere anche senza denaro e google se lo deve ficcare in testa(linux)(linux)(linux)
      Poi a che titolo pretendete i suoi sorgenti?!!
      Che per caso avete INSTALLATO nel VOSTRO PC una
      versione di un qualche software open source
      modificato da
      Google?????ci sono poi tanti software google che si installano nei nostri pc, (vedi google toolbar) per i quali ci spettano i sorgenti(linux)(linux)(linux)
  • Patrizio Tassone scrive:
    Devo essermi spiegato male...
    Salve Alessandro,Nessuno ha chiesto a Google di rilasciare il codice dei suoi servizi, ci mancherebbe altro.Se però prende il codice di una applicazione fornita in modalità ASP e la modifica, se è sotto GPL non deve rilasciare alcunché, se è sotto AGPL si.Google è "amico" delle licenze che gli permettono di fare questo, mentre diventa "non così amico" di altre licenze che possano mettere a repentaglio la propria redditività: se sviluppasse tutto da zero non avrebbe alcun problema a permettere l'uso di AGPL, cosa che evidentemente non è.Il fatto che usi Python per scrivere applicazioni, non riguarda certo il fatto di rilasciare il sorgente delle stesse, non capisco il nesso.Quello che, nell'editoriale ma anche nelle risposte, cercavo di far capire è che non è un comportamento diverso da altre aziende: semplicemente Google vende pubblicità e non software, questo permette di contribuire agli strumenti, software in questo caso, per vendere pubblicità che altrimenti si sarebbe dovuto scrivere da solo (e Android serve a questo, visto che le previsioni dicono che tra qualche anno ci saranno più cellulari che pc, e per chi vende pubblicità serve avere una piattaforma aperta...).Se vendesse software come Microsoft vedrebbe l'OpenSource come un concorrente e non come una risorsa.Nessuno ha neppure mai chiesto agli sviluppatori di rilasciare i loro web services sotto AGPL, o di pubblicarne il codice, sono questioni che sono abbastanza off-topic per l'articolo.Google può ovviamente fare quello che vuole: l'intento era solo far capire che fino a quando l'OpenSource non tocca gli interessi, va bene qualsiasi cosa. Come tocca certi interessi, tutti, anche santo-subito Google, prendono le distanze.Essendo poi un editoriale di una pagina, non ha la pretesa né di essere completo né esaustivo, ma fa appunto l'Editoriale. Che serve a far nascere delle discussioni sull'argomento, e mi pare lo scopo sia stato ampiamente raggiunto già dalla pubblicazione in anteprima su PI.saluti e buon lavoro.patrizio
    • alexbottoni scrive:
      Re: Devo essermi spiegato male...
      - Scritto da: Patrizio Tassone
      Salve Alessandro,Ciao,Piacere di incontrarti.
      Nessuno ha chiesto a Google di rilasciare il
      codice dei suoi servizi, ci mancherebbe
      altro.Si, lo avevo capito. Ho esteso io il discorso ad includere questo aspetto. Se ci si lamenta della affinità di Google per l'una o per l'altra licenza, questa estensione del discorso diventa piuttosto inevitabile, non ti sembra?
      Se però prende il codice di una applicazione
      fornita in modalità ASP e la modifica, se è sotto
      GPL non deve rilasciare alcunché, se è sotto AGPL
      si.Ed infatti, Google si tiene accuratamente alla larga da Affero, esattamente come alcuni miei clienti. Credo che FSF sia ben consapevole dei limiti di "accettabilità aziendale" di questa licenza, peraltro necessaria per altri scopi.
      Google è "amico" delle licenze che gli permettono
      di fare questo, mentre diventa "non così amico"
      di altre licenze che possano mettere a
      repentaglio la propria redditività: se
      sviluppasse tutto da zero non avrebbe alcun
      problema a permettere l'uso di AGPL, cosa che
      evidentemente non
      è.Non credo che sarebbe così semplice neanche se fosse così. C'è una parte algoritmica originale che Google probabilmente vuole tenere per se ancora per un po'.
      Il fatto che usi Python per scrivere
      applicazioni, non riguarda certo il fatto di
      rilasciare il sorgente delle stesse, non capisco
      il
      nesso.Il nesso non esiste. Cercavo appunto di spiegare che il fatto di usare strumenti (Python) o piattaforme (LAMP) di tipo Open non obbliga automaticamente a rilasciare il codice (per fortuna!).
      Quello che, nell'editoriale ma anche nelle
      risposte, cercavo di far capire è che non è un
      comportamento diverso da altre aziende:
      semplicemente Google vende pubblicità e non
      software, questo permette di contribuire agli
      strumenti, software in questo caso, per vendere
      pubblicità che altrimenti si sarebbe dovuto
      scrivere da solo (e Android serve a questo, visto
      che le previsioni dicono che tra qualche anno ci
      saranno più cellulari che pc, e per chi vende
      pubblicità serve avere una piattaforma
      aperta...).Certo, Google è' un'azienda come molte altre. Non mi diventa antipatica per questo.Non credo però che possa permettersi di rilasciare sotto Affero tutto quello che fa solo perchè il suo business focus è sulla pubblicità. Per essere un buon vettore pubblicitario deve fornire servizi esclusivi, e questi servizi dipendono dal software, per cui il software va "protetto" in qualche modo.
      Nessuno ha neppure mai chiesto agli sviluppatori
      di rilasciare i loro web services sotto AGPL, o
      di pubblicarne il codice, sono questioni che sono
      abbastanza off-topic per
      l'articolo.Mi sembrava di avere capito che Google fosse rea di non supportare Affero. Se non si chiede agli sviluppatori di rilasciare il codice dei web service, a che serve sostenere Affero?
      Google può ovviamente fare quello che vuole:
      l'intento era solo far capire che fino a quando
      l'OpenSource non tocca gli interessi, va bene
      qualsiasi cosa. Come tocca certi interessi,
      tutti, anche santo-subito Google, prendono le
      distanze.Questo è sicuramente vero ma non vedo cosa ci sia da scandalizzarsi. Per tutte le aziende, e non solo per Google, l'Open Source è uno strumento come molti altri, non una religione. Viene adottato se e quando è utile, come ha fatto Netscape a suo tempo, ma viene anche prontamente abbandonato quando rappresenta un rischio od un ostacolo. Se si vuole perseguire un fine di utilità sociale più ampio, allora si deve rinunciare sia all'aiuto delle grandi aziende che ai vincoli che esse impongono. Per questo è forse tempo di tornare a sviluppare codice "vero" senza il loro aiuto (vedi il discorso su Minix3).
      Essendo poi un editoriale di una pagina, non ha
      la pretesa né di essere completo né esaustivo, ma
      fa appunto l'Editoriale. Che serve a far nascere
      delle discussioni sull'argomento, e mi pare lo
      scopo sia stato ampiamente raggiunto già dalla
      pubblicazione in anteprima su
      PI.Sicuramente si. Questo è un tema sempre scottante, nonostante il fatto che venga continuamente trattato da tutte le testate del settore. Credo anche che sia giusto che lo sia. Gran parte della consapevolezza degli utenti passa attraverso la comprensione di questi meccanismi di business.CiaoAlessandroPS: Complimenti per Linux&C.
      • shevathas scrive:
        Re: Devo essermi spiegato male...

        Questo è sicuramente vero ma non vedo cosa ci sia
        da scandalizzarsi. Per tutte le aziende, e non
        solo per Google, l'Open Source è uno strumento
        come molti altri, non una religione. Viene
        adottato se e quando è utile, come ha fatto
        Netscape a suo tempo, ma viene anche prontamente
        abbandonato quando rappresenta un rischio od un
        ostacolo. Se si vuole perseguire un fine di
        utilità sociale più ampio, allora si deve
        rinunciare sia all'aiuto delle grandi aziende che
        ai vincoli che esse impongono. Per questo è forse
        tempo di tornare a sviluppare codice "vero" senza
        il loro aiuto (vedi il discorso su Minix3). hai centrato in pieno il punto, l'OS è una strategia sia di sviluppo del software che di marketing per venderlo, se conviene verrà supportato, se non è conveniente, o perché il tuo core è vendere software e vuoi tenerti davanti alla concorrenza o perché importa di condividere non verrà supportato.Non è una scelta più etica o più morale rispetto al closed e non è neppure la panacea.
      • kontake scrive:
        Re: Devo essermi spiegato male...
        - Scritto da: flatline
        Però, ad esempio, se domani
        Linus decidesse di cambiare la licenza di Linux
        ad AGPL, Google potrebbe essere costretta a
        rilasciare le patch che utilizza per migliorarne
        le prestazioni e che al momento sono disponibili
        solo sui server di Google stessa, in violazione
        dello "spirito" della
        GPL.
        Guarda che gli sviluppatori di Google hanno già fornito e continuano fornisce alle librerie che utilizzano, compreso il kernel linux.
      • garabombo scrive:
        Re: Devo essermi spiegato male...
        - Scritto da: alexbottoni
        - Scritto da: Patrizio Tassone

        Salve Alessandro,

        Ciao,
        Piacere di incontrarti.


        Nessuno ha chiesto a Google di rilasciare il

        codice dei suoi servizi, ci mancherebbe

        altro.

        Si, lo avevo capito. Ho esteso io il discorso ad
        includere questo aspetto. Se ci si lamenta della
        affinità di Google per l'una o per l'altra
        licenza, questa estensione del discorso diventa
        piuttosto inevitabile, non ti
        sembra?


        Se però prende il codice di una applicazione

        fornita in modalità ASP e la modifica, se è
        sotto

        GPL non deve rilasciare alcunché, se è sotto
        AGPL

        si.

        Ed infatti, Google si tiene accuratamente alla
        larga da Affero, esattamente come alcuni miei
        clienti. Credo che FSF sia ben consapevole dei
        limiti di "accettabilità aziendale" di questa
        licenza, peraltro necessaria per altri
        scopi.


        Google è "amico" delle licenze che gli
        permettono

        di fare questo, mentre diventa "non così amico"

        di altre licenze che possano mettere a

        repentaglio la propria redditività: se

        sviluppasse tutto da zero non avrebbe alcun

        problema a permettere l'uso di AGPL, cosa che

        evidentemente non

        è.

        Non credo che sarebbe così semplice neanche se
        fosse così. C'è una parte algoritmica originale
        che Google probabilmente vuole tenere per se
        ancora per un
        po'.


        Il fatto che usi Python per scrivere

        applicazioni, non riguarda certo il fatto di

        rilasciare il sorgente delle stesse, non capisco

        il

        nesso.

        Il nesso non esiste. Cercavo appunto di spiegare
        che il fatto di usare strumenti (Python) o
        piattaforme (LAMP) di tipo Open non obbliga
        automaticamente a rilasciare il codice (per
        fortuna!).


        Quello che, nell'editoriale ma anche nelle

        risposte, cercavo di far capire è che non è un

        comportamento diverso da altre aziende:

        semplicemente Google vende pubblicità e non

        software, questo permette di contribuire agli

        strumenti, software in questo caso, per vendere

        pubblicità che altrimenti si sarebbe dovuto

        scrivere da solo (e Android serve a questo,
        visto

        che le previsioni dicono che tra qualche anno ci

        saranno più cellulari che pc, e per chi vende

        pubblicità serve avere una piattaforma

        aperta...).

        Certo, Google è' un'azienda come molte altre. Non
        mi diventa antipatica per
        questo.

        Non credo però che possa permettersi di
        rilasciare sotto Affero tutto quello che fa solo
        perchè il suo business focus è sulla pubblicità.
        Per essere un buon vettore pubblicitario deve
        fornire servizi esclusivi, e questi servizi
        dipendono dal software, per cui il software va
        "protetto" in qualche
        modo.


        Nessuno ha neppure mai chiesto agli sviluppatori

        di rilasciare i loro web services sotto AGPL, o

        di pubblicarne il codice, sono questioni che
        sono

        abbastanza off-topic per

        l'articolo.

        Mi sembrava di avere capito che Google fosse rea
        di non supportare Affero. Se non si chiede agli
        sviluppatori di rilasciare il codice dei web
        service, a che serve sostenere
        Affero?


        Google può ovviamente fare quello che vuole:

        l'intento era solo far capire che fino a quando

        l'OpenSource non tocca gli interessi, va bene

        qualsiasi cosa. Come tocca certi interessi,

        tutti, anche santo-subito Google, prendono le

        distanze.

        Questo è sicuramente vero ma non vedo cosa ci sia
        da scandalizzarsi. Per tutte le aziende, e non
        solo per Google, l'Open Source è uno strumento
        come molti altri, non una religione. Viene
        adottato se e quando è utile, come ha fatto
        Netscape a suo tempo, ma viene anche prontamente
        abbandonato quando rappresenta un rischio od un
        ostacolo. Se si vuole perseguire un fine di
        utilità sociale più ampio, allora si deve
        rinunciare sia all'aiuto delle grandi aziende che
        ai vincoli che esse impongono. Per questo è forse
        tempo di tornare a sviluppare codice "vero" senza
        il loro aiuto (vedi il discorso su Minix3).



        Essendo poi un editoriale di una pagina, non ha

        la pretesa né di essere completo né esaustivo,
        ma

        fa appunto l'Editoriale. Che serve a far nascere

        delle discussioni sull'argomento, e mi pare lo

        scopo sia stato ampiamente raggiunto già dalla

        pubblicazione in anteprima su

        PI.

        Sicuramente si. Questo è un tema sempre
        scottante, nonostante il fatto che venga
        continuamente trattato da tutte le testate del
        settore. Credo anche che sia giusto che lo sia.
        Gran parte della consapevolezza degli utenti
        passa attraverso la comprensione di questi
        meccanismi di
        business.

        Ciao

        Alessandro

        PS: Complimenti per Linux&C.complimenti tu, io? complimenti a te?lui complimenti a quello?Che triste teatrino!
    • CCC scrive:
      Re: Devo essermi spiegato male...
      - Scritto da: Patrizio Tassone
      Oggetto: Devo essermi spiegato male...probabile... mi sembra che ultimamente le capiti un po' troppo spesso...;-)
  • ManyChoices scrive:
    Molto ben argomentato, pero' ...
    E' un punto di vista molto ben argomento e per molti profili convincente pero' alcune cose non mi tornano.Per primo molte di queste aziende stanno diventano sempre piu' grosse grazie all'open, ora che si mettano a mettere closed parti di codice significa segare il ramo su cui si sono sedute. Contare solo sulle proprie forze anziche' sull'intera comunita', aspirare insomma a un modello MS dimenticando pero' che se fosse partita da li' (da software puramente closed e proprietario) non sarebbe quella che e'.Per secondo e dal mio punto di vista ancora piu' importante io quel codice lo vorrei vedere per capire se e' sicuro, se una azienda fornisce servizi attraverso web e attraverso quei servizi raccoglie dati miei personali io vorrei capire se il codice che li gestisce e' il migliore possibile. Non si puo' sacrificare la sicurezza degli individui (e i miei dati SONO importanti) in nome del business.Per cui le preoccupazioni di Tassone non mi sembrano cosi' poco importanti. Io preferirei sempre e comunque codice open (e non necessariamente gratis) proprio per il discorso della sicurezza. Non solo anche per il discorso di produrre codice sempre migliore, se due ditte operano nello stesso settore e' inutile che si scrivano il codice da cima a capo, e' uno spreco di risorse. Immaginiamo questo scenario, io scrivo il codice (che serve per dare servizi) e lo metto open, tu me lo "freghi" e lo migliori e deve sempre essere open, io te lo "rifrego" e lo miglioro e avanti cosi'. Questo modello non esclude la concorrenza e mi sembra piu' vantaggioso, e' collaborativo anche se resta comunque competitivo. E poi ci si dimentica che il codice e' solo una parte del business, e' una questione di capacita' organizzative, di marketing e insomma di capacita' aziendali. Ieri commentando Tassone a dimostrazione citavo il fatto che agli inizi Apple aveva un codice infinitamente migliore di MS pero' ha perso comunque. Insomma a mio parere open e' meglio.Non mi scandalizzo comunque se qualcuno la pensa diversamente, l'articolo e' ben scritto e ha ottimi argomenti ma credo che anche le considerazioni che ho fatto qui sopra non siano trascurabili.
  • Marco Ravich scrive:
    Ma la differenza...

    Forward AgencyIn progress we (always) trust.
  • antonio scrive:
    ASL non AFL
    Apache SOFTWARE License, per cosa starebbe la F?
    • pinolalavat rice scrive:
      Re: ASL non AFL
      - Scritto da: antonio
      Apache SOFTWARE License, per cosa starebbe la F?La licenza di apache per la figa
  • lele2 scrive:
    le aziende
    A leggere l'articolo sembra che se non ci fossero le aziende il freesoftware non esisterebbema le aziende sono arrivate molto dopo quando il software c'era gia' e poi Trolltech non decide un gran che sullo sviluppo di kde idem per altri progetti.Google IBM Sun e altri sono saltate su carro dopo quando il tutto era gia fatto.Contano le comunita' le singole aziende meno.queste fanno delle cose perche' sono libere di farlo ma non e' detto che queste cose vengono incluse nei progetti
    • Jul scrive:
      Re: le aziende
      Credo che il punto sia un altro. Quello che Alessandro Bottoni voleva dire, secondo me, è che oggi la complessità di certi progetti ha raggiunto un livello di complessità tale che solo le aziende sono in grado di pagare dei programmatori professionisti in grado di svilupparli.Questo è sicuramente vero. Sono finiti i tempi in cui venivano sviluppati pochi software da pochi volontari appassionati. Vorrei vedere come farebbe la comunità open source a sviluppare un progetto complesso come Open office senza i soldi e i programmatori di Sun. Lo stesso vale per tanti altri progetti.
  • Zucca Vuota scrive:
    Free/Open Software è un fallimento?
    Quello che io leggo in questo articolo è che l'utopia del Free Software e dell'Open Source è un vero fallimento.In pratica il software è sviluppato principalmente da grosse aziende che liberano il codice "legacy" per così dire e si tengono ben stretti il codice ad alto valore.In generale il codice "legacy" è quello che viene dato per scontato o controllato da un concorrente.Inoltre le uniche iniziative di grande successo sono pagate dalle grosse aziende.Nel caso del software come servizio il produttore cerca di legare l'utente (e lo sviluppatore indipendente) alle sue API (SOAP, REST, JavaScript o altro).Sia ben chiaro che considero queste operazioni corrette dal punto di vista economico e, probabilmente, anche le uniche strade possibili per fornire un sistema sostenibile (ovvero che produca guadagni in crescita per far crescere l'azienda).Ma mi chiedo qual'è la differenza con Microsoft, IBM, Oracle o SAP (mi fermo ai primi 4)?
    • UbuPinguino scrive:
      Re: Free/Open Software è un fallimento?
      - Scritto da: Zucca Vuota
      ...

      In pratica il software è sviluppato
      principalmente da grosse aziende che liberano il
      codice "legacy" per così dire e si tengono ben
      stretti il codice ad alto
      valore.Non proprio. Il codice è tutto disponibile, ma il grosso e la parte più difficile, che richiede un impegno oneroso di tempo e dedizione, può essere sviluppato da chiunque. È comunque evidente che, per quanto detto prima, il "chiunque" è molto poco probabile che sia un "free".

      ...

      Nel caso del software come servizio il produttore
      cerca di legare l'utente (e lo sviluppatore
      indipendente) alle sue API (SOAP, REST,
      JavaScript o
      altro).No. In questo campo MS tenta di "fidelizzarti" in modo incrociato OS/Office/Tool_di_sviluppo MOLTO di più. Vedi i vari Java di MS (portata in tribunale da SUN ha dovuto fermarsi) fatto non indipendenta dalla piattaforma ma basato sulla API windows, javascript versione IE, ecc...

      Sia ben chiaro che considero queste operazioni
      corrette dal punto di vista economico e,
      probabilmente, anche le uniche strade possibili
      per fornire un sistema sostenibile (ovvero che
      produca guadagni in crescita per far crescere
      l'azienda).

      Ma mi chiedo qual'è la differenza con Microsoft,
      IBM, Oracle o SAP (mi fermo ai primi
      4)?Al posto di 4 dinne 6, aggiungi Google e SUN. Allora:- MS, Oracle e SAP fanno sw proprietario che ti lega mani e piedi.- Google, IBM e SUN, quando operano su sw open, collaborano (vedi Gnome, Mozilla, OpenDesktop, LTS Linux...) che è "roba loro" ma di tutti loro. Nessuno può legarti a sè perchè gli altri non lo permetterebbero. Di conseguenza il codice, le API, e tutto il resto sono fatti per le esigenze un po' di tutti ed in particolare di nessuno. Questo vuol dire che anche tu potrai slegarti dal particolare legame sw/produttore e passare ad un altro produttore che supporti lo stesso sw. Inoltre se sei una realtà economica (sw/house) ti puoi inserire in quella realtà, e lì nessuno ti potrà lasciare fuori.
      • rockroll scrive:
        Re: Free/Open Software è un fallimento?
        Quoto UbuPinguino, bella risposta all'ultima affermazione di ZuccaVuota
      • Daino scrive:
        Re: Free/Open Software è un fallimento?
        Straquoto zuccavuota. E' evidente che l'OS non è un sistema sostenibile e il SaaS rende possibile questo specchietto x le allodole... Inutile dire che molte delle caratteristiche serie, quelle avanzate, OGNI azienda le vende a pagamento e tiene ben stretto il codice che rilascia solo se vi sono altre più lucrose prospettive o il mercato è divenatato tale per cui è inutile tenere chiusi i sorgenti. Altrimenti, come diavolo poi vivrebbero, se i venture capitalist investono dovranno pur vedere un ritorno, altrimenti diventa lo Zimbawe...Google NON è nulla di meglio di nessun'altra azienda di alto livello. Nè niente di peggio. E' una pedina di un mosaico. Python è peraltro un'idea del tutto discutibile come tool di sviluppo interno, benchè siano arrivati dove siano etc etc... Per 15 anni ho sviluppato sia in unix che in win, poi web services, roba varia etc etc sempre ad alto livello e spesso per progetti molto costosi. Beh google di certo non brilla in nulla, nemmeno x le api che rilasciano (provato a sviluppare un gadget con il loro geniale sistema? se siete ancora sani mentalmente siete dei maghi...) ma è il ragazzino "quasi nuovo" che fa le cose che molti cantinari credono siano "eticamente" giuste... Arriverà anche la sua fine quando MS sarà in ordine o chi per lei... Nessuno tema, sono nella Silicon Valley lo vedo notte e giorno che i maggiori cervelli stanno virando su facebookm poi sarà il turno di qualcun altro... Cosi va il mercato. E l'os ha una parte, come diceva zucca vuota, limitatissima, tutta roba che va bene a basso o medio livello.Del resto è e sarà sempre così, per ragioni OVVIE che non si capisce come i + non riescano a recepire... QUalcuno propone anche una tesi che trovo commovente, quella che è una rivoluzione e anche se non va a buon fine (= bancarotta nel mondo "reale") sarà stato utile provarci...Buona notte, valà...
        • Africano scrive:
          Re: Free/Open Software è un fallimento?
          - Scritto da: Daino
          Straquoto zuccavuota. E' evidente che l'OS non è
          un sistema sostenibile non è sostenibile per chi ragiona alla vecchia manierache vuole vendere copiese invece riesci a vendere qualcosa di meno sconvenienteallora ci sono diverse opportunità
          e il SaaS rende possibile
          questo specchietto x le allodole...
          vedila da un altro punto di vistale copie non costano nientequindi le copie servono per attrarre e paghi solo quandovuoi comprare ciò che effettivamente è monetizzabilese hai un campo sconfinato del frutto che ti parepuoi pensare di venderlo al chiloil cliente però lo vede che è sconfinatoe per di più senza effettiva recinzionesenza contare la cavillosa pesaturae i concorrenti che invece abbattono i propri recintiquesto è per niente sostenibile
      • Marco Ravich scrive:
        Re: Free/Open Software è un fallimento?
        - Scritto da: UbuPinguino
        - Google, IBM e SUN
        Clama, calma: diamo a Cesare quel che è di Cesare...Che tutte facciano i propri interessi (o quelli dei propri azionisti), mi pare scontato. Però è doveroso fare delle distinzioni: 1. Google ha aiutato ed aiuta molti progetti open col GSoC, e col simil-SF, chiaramente per "trarne ispirazione";2. IBM predica bene e razzola male: adotta Linux ma si rifiuta di rilasciare i sorgenti di OS/2;3. SUN mi pare che sia l'unica azienda che abbia adottato delle politiche più corrette nei confronti della comunità, partendo dalla "semplificazione delle licenze" in OpenOffice (dalla SISSL alla LGPL - http://www.openoffice.org/FAQs/license-change.html) sino al rilascio di porzioni/implementazioni Java in GPL (http://java.sun.com/developer/technicalArticles/Interviews/gosling_os1_qa.html);Insomma cerchiamo di non fare di tutte le erbe un fascio...
        • Zucca Vuota scrive:
          Re: Free/Open Software è un fallimento?
          - Scritto da: Marco Ravich
          1. Google ha aiutato ed aiuta molti progetti open
          col GSoC, e col simil-SF, chiaramente per "trarne
          ispirazione";Quindi sfrutta il lavoro altrui senza fornire un giusto compenso?
          2. IBM predica bene e razzola male: adotta Linux
          ma si rifiuta di rilasciare i sorgenti di
          OS/2;OS/2 non è solo di IBM quindi non può rilasciarne i sorgenti. Comunque IBM è interessante perchè utilizza un approccio open dove non ha quote di mercato significative (sistemi operativi Intel, produttività individuale) e utilizza un approccio closed nei settori dove ha quote di mercato significativo o dove c'è valore (WebSphere, mainframe).
          3. SUN mi pare che sia l'unica azienda che abbia
          adottato delle politiche più corrette nei
          confronti della comunità, partendo dalla
          "semplificazione delle licenze" in OpenOffice
          (dalla SISSL alla LGPL -
          http://www.openoffice.org/FAQs/license-change.htmlE' stata costretta perchè le quote di mercato non erano significative. J2EE, per esempio, è appannaggio di IBM, BEA e JBOSS. Sui WebServices è dovuta adeguarsi. I sistemi di sviluppo Java oramai sono uno solo: Eclipse (dove SUN non c'è). Delle virtual machine ci sono delle realizzazione clean room che rivaleggiano egregiamente con la loro (vedi quella IBM, ad esempio). Nel settore RIA è in ritardo mostruoso. Sui sistemi operativi di fascia bassa, Linux ha stracciato Solaris. StarOffice l'hanno comprato in pochi.
          Insomma cerchiamo di non fare di tutte le erbe un
          fascio...Detto questo le 3 aziende riportate sono gli alfieri di 3 modi con cui si intende e ci si avvicina all'open source per scopo di lucro (obiettivo primario di una società).1: uso l'open source come base per costruire una nuova piattaforma sul mercato riducendo i costi iniziali e sfruttando il lavoro di altri. 2: uso l'open source per competere dove non ho il controllo del mercato. 3: uso l'open source per rilanciare i miei prodotti sperando di recuperare quote di mercato. Io la leggo in questo modo. Magari mi sbaglio ma i segnali non mi sembrano buoni.
          • iRoby scrive:
            Re: Free/Open Software è un fallimento?
            Il fatto è che l'opensource da solo comunque crescerebbe, forse non velocemente come quando ci sono iniezioni di capitali e lavoro di aziende come queste, ma crescerebbe.L'accelerazione avuta dal contributo di queste aziende non deve far credere che senza di loro l'opensource sarebbe fallimentare, perché l'opensource si basa su qualcosa di più intimo e insito nella natura umana, ossia le medesime relazioni che sono alla base dell'etica hacker.Prendi questo testo e leggilo attentamente, c'è un surrogato di quasi 2500 anni di civiltà e il ruolo della condivisione della conoscenza dall'accademia platonica ai giorni nostri:Etica hacker di Pekka ImanenFeltrinelli Editoredue edizioni tascabile da 7 euro e lusso 14 euro.
          • Zucca Vuota scrive:
            Re: Free/Open Software è un fallimento?
            - Scritto da: iRoby
            Il fatto è che l'opensource da solo comunque
            crescerebbe, forse non velocemente come quando ci
            sono iniezioni di capitali e lavoro di aziende
            come queste, ma
            crescerebbe.
            ...
            L'accelerazione avuta dal contributo di queste
            aziende non deve far credere che senza di loro
            l'opensource sarebbe fallimentare, perché
            l'opensource si basa su qualcosa di più intimo e
            insito nella natura umana, ossia le medesime
            relazioni che sono alla base dell'etica
            hacker.La mia però era una considerazione economica, non culturale/sociale. Il fallimento più che nell'open source vero e proprio io lo vedo nel tentativo di renderlo economicamente sostenibile. A meno che non si cambiano gli indicatori di riferimento (ma questo mi sembra ancora più difficile).
            Etica hacker
            di Pekka Imanen
            Feltrinelli Editore
            due edizioni tascabile da 7 euro e lusso 14 euro.Preso nota.
          • OpenSource ClosedMind scrive:
            Re: Free/Open Software è un fallimento?
            Ma io mi chiedo sempre: tutta questa gente che elogia l'open source sia dal punto di vista "filosofico" che economico, poi cosa fa di concreto per sostenere l'idea in cui crede tanto ??Onestamente io non conosco una persona che sia una che contribuisca ad un progetto open source (lavorando o facendo donazioni in denaro).In compenso però sento parlare un sacco di "parassiti dell'open source" che pronunciano frasi del genere: "Se non ci fosse stato l'open source io non avrei potuto prendere o fare quel lavoro...." (Poi però i soldi se li intascano solo loro...).Allo stesso modo gli utenti, un "sacco" che dicono di usare ad esempio Linux o Firefox (ma poi nessuno che ha mai voglia di dare una mano "economicamente" parlando...)Bella filosofia...Gli altri lavorano, io risparmio.
          • Paolino scrive:
            Re: Free/Open Software è un fallimento?
            - Scritto da: OpenSource ClosedMind
            Ma io mi chiedo sempre: tutta questa gente che
            elogia l'open source sia dal punto di vista
            "filosofico" che economico, poi cosa fa di
            concreto per sostenere l'idea in cui crede tanto
            ??E perche' questo ti fa rosicare tanto?
            Onestamente io non conosco una persona che sia
            una che contribuisca ad un progetto open source
            (lavorando o facendo donazioni in
            denaro).E quindi???Li devi conoscere tu??
            In compenso però sento parlare un sacco di
            "parassiti dell'open source" che pronunciano
            frasi del genere: "Se non ci fosse stato l'open
            source io non avrei potuto prendere o fare quel
            lavoro...." (Poi però i soldi se li intascano
            solo
            loro...).E chi se li deve intascare? Tu???Tu pensio solo al programmatore cantinaro che deve vednere il suo software al cliente.Non e' l'unico modello di business esistente al mondo!Evidentemente non ci arrivi...
            Allo stesso modo gli utenti, un "sacco" che
            dicono di usare ad esempio Linux o Firefox (ma
            poi nessuno che ha mai voglia di dare una mano
            "economicamente"
            parlando...)Chi dovrei pagare?
            Bella filosofia...
            Gli altri lavorano, io risparmio.Bella la tua...
    • krane scrive:
      Re: Free/Open Software è un fallimento?
      - Scritto da: Zucca Vuota
      Ma mi chiedo qual'è la differenza con Microsoft,
      IBM, Oracle o SAP (mi fermo ai primi 4)?E' molto semplice : anni di sentenze che dimostrano continui abusi di posizione dominante e comportamenti illegali da parte di Microsft.L'assoluta incapacita' di microsoft di usare degli standard riconosciuti e basarsi su di essi per creare sistemi interoperabili, anzi i continui tentativi di sabotare l'interoperabilita' tra il proprio sistema e gli altri.
    • Paolino scrive:
      Re: Free/Open Software è un fallimento?
      - Scritto da: Zucca Vuota
      Quello che io leggo in questo articolo è che
      l'utopia del Free Software e dell'Open Source è
      un vero
      fallimento.Ogni utopia e' un fallimento, ma non si stava parlando di mondi utopici...Poi, leggici quello che vuoi...
    • peaceman scrive:
      Re: Free/Open Software è un fallimento?
      - Scritto da: Zucca Vuota
      Quello che io leggo in questo articolo è che
      l'utopia del Free Software e dell'Open Source è
      un vero
      fallimento.il software dovrebbe essere fatto solo passionenon capisco il motivo per cui alcuni vorrebbero lucrare su qualcosa che fa parte della cultura umana e del saperese io fossi programmatore non mi passerebbe nemmeno per la testa l'idea di dover guadagnare dei $oldi per scrivere software, alla fine i programmatori non fanno altro che scrivere parole con un linguaggio di programmazione e niente piùda quando ho imparato a usare linux e ubiuntu vedo il mondo con un occhio diverso e non vi nascondo il mio odio verso tutti questi cravattai che vorrebbero fare soldi con quello che è un nostro dirittoil software deve essere gratis per legge e presto lo saràW linux! W l'open source! (linux)

      In pratica il software è sviluppato
      principalmente da grosse aziende che liberano il
      codice "legacy" per così dire e si tengono ben
      stretti il codice ad alto
      valore.

      In generale il codice "legacy" è quello che viene
      dato per scontato o controllato da un
      concorrente.

      Inoltre le uniche iniziative di grande successo
      sono pagate dalle grosse
      aziende.

      Nel caso del software come servizio il produttore
      cerca di legare l'utente (e lo sviluppatore
      indipendente) alle sue API (SOAP, REST,
      JavaScript o
      altro).

      Sia ben chiaro che considero queste operazioni
      corrette dal punto di vista economico e,
      probabilmente, anche le uniche strade possibili
      per fornire un sistema sostenibile (ovvero che
      produca guadagni in crescita per far crescere
      l'azienda).basta con questa storia del guadagno, se hai voglia di guadagnare allora vai a lavorare alla fiat o al corriere della sera, ma lascia in pace il software

      Ma mi chiedo qual'è la differenza con Microsoft,
      IBM, Oracle o SAP (mi fermo ai primi
      4)?nessuna, sono tutte società che vorrebbero avere utili con il software, con la culturatutto ciòà è assurdo, è come se domani qualcuno vorrebbe guadagnare soldi vendendo la divina commedia
  • Gustavo scrive:
    Ottimo articolo
    Finalmente un articolo che spiega in modo chiaro e concreto come stanno le cose, senza fare assurde dietrologie.
  • Anonimo codardo scrive:
    "Prenderlo, modificarlo, chiuderlo"
    La possibilità che il codice BSD (MIT, Apache&Co) ha di essere incluso dentro software proprietario è ciò che come programmatore mi tiene lontano da queste licenze a dalle librerie rilasciate con queste licenze.Sulla qualità nulla da dire ma non mi va che eventuali mie patch o miglioramenti codice vengano stuprate da qualche colonizzatore della noosfera senza scrupoli.Ancora, alla base dello stack TCP/IP di Windows XP c'è codice BSD.La condivisione del codice *deve* essere mutuale. La realtà è che licenze "open" come BSD ed Apache sono ad uso e consumo degli imprenditori."...il codice in licenza BSD mi permette di fare quello che voglio: prenderlo, modificarlo, chiuderlo."Mo*** B**, Politecnico Torino, Anteprima di KVM, 7 Marzo 2007.(P.S. KVM è però sviluppato in GPL per poter essere incluso nel kernel Linux).Poi naturalmente le licenze sono come le palle...
    • krane scrive:
      Re: "Prenderlo, modificarlo, chiuderlo"
      - Scritto da: Anonimo codardo
      La condivisione del codice *deve* essere mutuale.
      La realtà è che licenze "open" come BSD ed
      Apache sono ad uso e consumo degli imprenditori.Che poi sono quelli che danno i soldi alle universita' per far sviluppare codice da mettere sotto BSD, non e' cosi' gratuita la cosa...
  • davide73 scrive:
    Ed io programmatore...
    ...perché dovrei regalare ad un concorrente programmatore il mio lavoro??Questo OPEN sta uccidendo l'informatica... pensateci bene...
    • ... scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      Ma che dici? Condividere le idee è il modo migliore per crescere, un individuo da solo non può coprire tutti gli aspetti di un progetto, una comunità, invece, ha potenzialità molto maggiori.
      • Uidnex scrive:
        Re: Ed io programmatore...
        - Scritto da: ...
        Ma che dici? Condividere le idee è il modo
        migliore per crescere, un individuo da solo non
        può coprire tutti gli aspetti di un progetto, una
        comunità, invece, ha potenzialità molto
        maggiori.sissì... sessè... e come no...in 10 mila anni di civiltà l'uomo ha sempre consiviso tutto, altrimenti a quest'ora non esisterebbe nulla, non esisterebbe il pc e il telefono, non esisterebbe la ruota e il cinema, eppure prima non se la menavano mica con tutti questi discorsi ideologici e fanatici dell'open e del freesoftwarequesta è l'era del fanatismo informatico, speriamo finisca quanto prima
        • Paolino scrive:
          Re: Ed io programmatore...
          - Scritto da: Uidnex
          - Scritto da: ...

          Ma che dici? Condividere le idee è il modo

          migliore per crescere, un individuo da solo non

          può coprire tutti gli aspetti di un progetto,
          una

          comunità, invece, ha potenzialità molto

          maggiori.

          sissì... sessè... e come no...

          in 10 mila anni di civiltà l'uomo ha sempre
          consiviso tutto, altrimenti a quest'ora non
          esisterebbe nulla, non esisterebbe il pc e il
          telefono, non esisterebbe la ruota e il cinema,
          eppure prima non se la menavano mica con tutti
          questi discorsi ideologici e fanatici dell'open e
          del
          freesoftwarePerche' non c'erano elementi come te che non capisco cio' di cui parlano, forse...

          questa è l'era del fanatismo informatico,
          speriamo finisca quanto
          primaBeh, allora smettila... visto che sei un evidente fanatico senza argomenti
    • ... scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      E inoltre il tuo è un atteggiamento tipico in Italia: "ciò che so me lo tengo stretto e non lo dico a nessuno" tutti gelosi delle proprie conoscenze. È un atteggiamento che non aiuta a crescere, non bisogna pensare di aver inventato chissà che cosa, che cacchio, qua c'è gente che cerca pure di nascondere il codice html :| :s (rotfl)
      • Mike scrive:
        Re: Ed io programmatore...
        E' vero, in Italia ognuno cerca di tenere le conoscenze x se e ciò non giova nè a lui (che non riesce a svilupparle) nè al mercato...ma anche se quello che fa l'italiano non è condivisibile si possono facilmente capire i perchè di questo atteggiamento, anzi questi perchè sono già presenti nell'affermazione in virgolette: se ognuno è un egoista che pensa solo a se, se vede un'idea geniale da parte di un altro prima lo aiuterà a svilupparla, poi gli volterà le spalle fregandogli l'idea...
    • MircoM scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      e chi dice che devi? qualcuno ti obbliga?se vuoi, lo fai. altrimenti no.
    • Ottav(i)o Nano scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      - Scritto da: davide73
      ...perché dovrei regalare ad un concorrente
      programmatore il mio
      lavoro??Perché, ti risulta che in Italia esista la concorrenza?Quella seria, intendo.
      Questo OPEN sta uccidendo l'informatica...
      pensateci
      bene...Se parli dal punto di vista del "professionista" che ti spenna per crearti un indirizzario in Visual Basic, eh beh, in effetti hai ragione.Ma il professionista serio che propone una soluzione "Open" al cliente, sa benissimo che il cliente difficilmente si metterà a modificare da solo il sorgente per risparmiare; inoltre (sempre se è serio) quello che lui risparmia in fatica il cliente lo risparmia in denaro.Lungi dall'uccidere l'informatica, la possibilità di non dover sempre reinventare la ruota può solo portare miglioramenti.
    • dfgbndfthdr t scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      - Scritto da: davide73
      ...perché dovrei regalare ad un concorrente
      programmatore il mio
      lavoro??nessuno ti obbliga a farlo, ma se io scelgo di farlo ne ho tutto il diritto
      Questo OPEN sta uccidendo l'informatica...
      pensateci
      bene...se hai paura degli hobbysti e' meglio che cambi lavoro
    • rockroll scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      - Scritto da: davide73
      ...perché dovrei regalare ad un concorrente
      programmatore il mio
      lavoro??

      Questo OPEN sta uccidendo l'informatica...
      pensateci
      bene...La risposta la puoi deddurre da quel che sto per dirti.Tu l'informatica la consideri un lavoro (quindi a scopo di lucro) o una passione (quindi disinteressata)? Perchè se la risposta è la prima, tanto valeva che facessi il salumiere, avresti guadagnato di più. Se la risposta è la seconda non vedo perchè ti darebbe fastidio che un altro programmatore (non un concorrente ma una persona sorretta dai tuoi stessi ideali) possa utilizzare, per gli stessi tuoi dcopi, il lavoro da te eseguito.Se poi pretendi di unire l'utile al dilettevole, nel senso che sei appassionato di informatica ma intendi comunque lucrarci, ti dirò che le due cose sono in palese antitesi, e se persegui questa strada è chiaro che ti trovi a condannare pratiche di per sè validissime per il progresso che portano all'umanità, e di contro nella tua chiusura troverai molta meno soddisfazione nel tuo "lavoro" al servizio di chi ti paga.
      • Varro86 scrive:
        Re: Ed io programmatore...
        Lol mi sa che lascerò l'univ e farò il salumiere allora :p
        • krane scrive:
          Re: Ed io programmatore...
          - Scritto da: Varro86
          Lol mi sa che lascerò l'univ e farò il salumiere
          allora
          :pSe hai voglia di fare l'universita' ti consiglio di fare il dentista: e' il miglior rapporto guadagno / responsabilita' / impegno.
          • Varro86 scrive:
            Re: Ed io programmatore...
            Effettivamente hai ragione, purtroppo io ho quasi finito, sarà per la seconda laurea, o la seconda vita :p
          • gi no scrive:
            Re: Ed io programmatore...
            nel mio caso, seconda vita... non ho voglia di fare il salumiere in questa...
      • Africano scrive:
        Re: Ed io programmatore...
        - Scritto da: rockroll
        - Scritto da: davide73
        Se poi pretendi di unire l'utile al dilettevole,
        nel senso che sei appassionato di informatica ma
        intendi comunque lucrarci, ti dirò che le due
        cose sono in palese antitesi,uhm, che intendi?lucrare nell'accezione di guadagnare illecitamente?
    • lele2 scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      nessuno ti obbliga a regalare. L'obbligo c'e nella GPL ma basta non attingere dalla GPL e risolvi
      • Daino scrive:
        Re: Ed io programmatore...
        Io non solo guadagno molto molto di più all'anno di un salumiere sia ringraziato il cielò visto gli anni di studi e sul campo con l'informatica, ma non vedo quale sia il problema di voler guadagnare con la propria passione. QUesto si è un retaggio di una mentalità sub cantinara dell'italietta. Io pretendo nel mondo di oggi di guadagnare con l'informatica e di farmi pagare x quello che decido di rilasciare o meno. L'open source è una cosa che va benissimo nel "volontariato" degli intenti, in una certa parte di mondo hobbistico e anche professionale di fascia medio bassa pure. Quando un software diventa complesso servono soldi. Punto. I maggiori sw sono OVVIAMENTE tutti spalleggiati da grandi aziende proprietarie: oo, firefox, etc etc etc... Tutti e le cose serie se le tengono OVVIAMENTE per loro. Perchè dovrebbero rinunciare a creare mercato per l'anima del ....?Per quelli che rispondono facendo voli pindarici su astrazioni abominevoli ed irrealistiche, creare mercato è quello che permette ai molti dei decerebrati su questi forum di continuare a scrivere spalleggiati dai papà che hanno un lavoro... Visto che altre volte mi sono sentito dire che questo è un ragionamento "vecchio" come se si vivesse di aria...
        • OpenSource ClosedMind scrive:
          Re: Ed io programmatore...



          Quotone
        • ... scrive:
          Re: Ed io programmatore...
          Lascia stare, se per cantinaro intendi utenti linux italiani sbagli, perché parlano parlano ma poi non concedono. Ne ho conosciuti veramente pochi disposti a regalare il proprio sapere, sposano un'idea ma poi non la rispettano.
        • Paolino scrive:
          Re: Ed io programmatore...
          - Scritto da: Daino
          Io non solo guadagno molto molto di più all'anno
          di un salumiere sia ringraziato il cielò visto
          gli anni di studi e sul campo con l'informatica,
          ma non vedo quale sia il problema di voler
          guadagnare con la propria passione. QUesto si è
          un retaggio di una mentalità sub cantinara
          dell'italietta. Io pretendo nel mondo di oggi di
          guadagnare con l'informatica e di farmi pagare x
          quello che decido di rilasciare o meno. Guarda che nessuno afferma il contrario.Sei libero di fare quello che ti pare.Chi appoggia l'Open Source nonvuole certo limitare la liberta' di chi supporta(principalemente) il closed.Quello che non si capisce e' perche i supporter sfegatati del closed debbano denigrare l'Open e non considerarlo come una libera scelta degli altri.NellOpen non c'e' alcuna limitazione della liberta'.Perche' si dovrebbe limitare la liberta' della scelta opposta???Solo perche' qualche cantinaro non riuscirebbe a vendere il suo sw scadente?


          L'open source è una cosa che va benissimo nel
          "volontariato" degli intenti, in una certa parte
          di mondo hobbistico e anche professionale di
          fascia medio bassa pure. Quando un software
          diventa complesso servono soldi. Punto.E infatti se avessi letto l'articolo... avresti capito che... ecc...
          I maggiori sw sono OVVIAMENTE tutti spalleggiati
          da grandi aziende proprietarie: oo, firefox, etc
          etc etc... Tutti e le cose serie se le tengono
          OVVIAMENTE per loro. Perchè dovrebbero rinunciare
          a creare mercato per l'anima del
          ....?Non si capisce chi gli chiede di non fare quello che gli pare con il loro software...Liberissimi di rilasciare cio' che vogliono e tenersi cio' che vogliono.
    • OpenSource ClosedMind scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      Quoto al 2000%.Comunque lascia perdere, in questo forum e' tempo perso dire queste cose.Di solito ti rispondono in 10.000 dicendoti che sei un ignorante, che l'open source fa guadagnare un sacco di soldi. Poi però portano sempre e solo 2-3 esempi di aziende grossissime.Oppure ti dicono che una volta hanno venduto qualcosa ad un cliente e (LORO) ci hanno guadagnato grazie al software open source (altrimenti il cliente non avrebbe comprato o loro avrebbero guadagnato di meno a causa del legittimo costo delle liecnze...).La verità è che con l'open source ci guadagnano principalmente determinate categorie di persone:- Utenti finali- Partite ive in genere (programmatori e sistemisti)Io li chiamo parassiti, gente che non paga un soldo e magari guadagna grazie al lavoro degli altri.Se sei un programmatore DI PROFESSIONE con la tua idea in testa, e vuoi sviluppare e fare soldi con il tuo software, l'unica strada è il closed source.Io ho fatto cosi e lo consiglio a tutti.PS: Prima che parta il solito commento OpenSource != Free, voglio far notare che nel 99% dei casi i software OpenSouce sono anche Free. Qundi basta coprirsi gli occhi con il prosciutto.
      • Paolino scrive:
        Re: Ed io programmatore...
        - Scritto da: OpenSource ClosedMind
        Quoto al 2000%.

        Comunque lascia perdere, in questo forum e' tempo
        perso dire queste
        cose.Certo, per uno con la mentalita' chiusa come la tua...
        Di solito ti rispondono in 10.000 dicendoti che
        sei un ignorante, che l'open source fa guadagnare
        un sacco di soldi.Non per forza ti deve far guadagnare un sacco di soldi.MA puoi sfrutarne la convenienza.Certo, per un cantinaro deve vendere il suo softwarello misero non ha senso.Se invece vuoi sviluppare qualcosa di importante e averne un ritorno l'open puo' aiutare (il che non significa soldi diretti... )
        Poi però portano sempre e solo 2-3 esempi di
        aziende
        grossissime.
        Oppure ti dicono che una volta hanno venduto
        qualcosa ad un cliente e (LORO) ci hanno
        guadagnato grazie al software open source
        (altrimenti il cliente non avrebbe comprato o
        loro avrebbero guadagnato di meno a causa del
        legittimo costo delle
        liecnze...).La tua e' una visione limitatissima.Pensi solo al rapporto cantinaro-
        cliente pagatore -
        gli vendo un accrocchio e prendo i soldi.
        La verità è che con l'open source ci guadagnano
        principalmente determinate categorie di
        persone:
        - Utenti finaliOttimo, allora e' una figata.
        - Partite ive in genere (programmatori e
        sistemisti)Ottimo anche questo.Ma la tua chiusura mentale non riesce a capire che il "guadagno" potrebbe non significare solo soldi dopo la vendita del sw...
        Io li chiamo parassiti, gente che non paga un
        soldo e magari guadagna grazie al lavoro degli
        altri.Allora immagino che tu non abbia mai guardato del codice altrui, ne letto documentazione free, ne letto riviste sul web... ecc...
        Se sei un programmatore DI PROFESSIONE con la tua
        idea in testa, e vuoi sviluppare e fare soldi con
        il tuo software, l'unica strada è il closed
        source.Questo non e' l'unico modello per lo sviluppo.Tu citi UN ambito in cui l'open non e' adeguato.Ma ce ne sono molti altri...
        PS: Prima che parta il solito commento OpenSource
        != Free, voglio far notare che nel 99% dei casi i
        software OpenSouce sono anche Free. Qundi basta
        coprirsi gli occhi con il
        prosciutto.Cioe' fare diversamente da quello che fai tu...
        • Africano scrive:
          Re: Ed io programmatore...
          - Scritto da: Paolino
          - Scritto da: OpenSource ClosedMind


          Se sei un programmatore DI PROFESSIONE con la
          tua

          idea in testa, e vuoi sviluppare e fare soldi
          con

          il tuo software, l'unica strada è il closed

          source.

          Questo non e' l'unico modello per lo sviluppo.
          Tu citi UN ambito in cui l'open non e' adeguato.
          Ma ce ne sono molti altri...
          perché non potrebbe fare soldi col suo software open?di inadeguato c'è l'idea di affidarsi alla vendita di copieper ora per alcuni ancora duranonostante le assurdità evidentiio non ci dormirei tranquillosbaragli un concorrentee quello lo da via a gratise te lo apre pure magarie ora te la devi vedere con comunitàcompresi i ragazzini all'altro capo del mondomii che bello
    • tamahck scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      - Scritto da: davide73
      ...perché dovrei regalare ad un concorrente
      programmatore il mio
      lavoro??

      Questo OPEN sta uccidendo l'informatica...
      pensateci
      bene...non hai capito un casso
      • davide73 scrive:
        Re: Ed io programmatore...
        Grazie per il tuo contributo alla discussione- Scritto da: tamahck
        - Scritto da: davide73

        ...perché dovrei regalare ad un concorrente

        programmatore il mio

        lavoro??



        Questo OPEN sta uccidendo l'informatica...

        pensateci

        bene...

        non hai capito un casso
    • Patrizio Tassone scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      Nessuno ha chiesto a nessuno di regalare niente, men che meno al tuo concorrente.Se parti da zero con lo sviluppo, nessuno ti obbliga.Ma se non parti da zero e parti da una base di codice già scritta, e quella base di codice la puoi usare perché qualcuno a te l'ha concessa, non vedo perché non tu, a tua volta, non debba concederla.Il punto focale sta proprio qua: se il programma lo devi installare presso il cliente, la GPL ti obbliga a rilasciare le modifiche. Se lo installi sul tuo server, non devi far niente.La AGPL, invece, ti obbliga a rilasciare le modifiche che effettui anche se lo installi sul tuo server: chi esegue remotamente il tuo codice può chiederne il sorgente.Semplice, quasi banale :-)Saluti e buon lavoro.patrizio-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 06 giugno 2008 12.12-----------------------------------------------------------
    • Paolino scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      - Scritto da: davide73
      ...perché dovrei regalare ad un concorrente
      programmatore il mio
      lavoro??Ecco l'esempio di uno che ha capito 0 della possibile utilita' di certi modelli di licenzaNon devi regalare proprio niente.
      Questo OPEN sta uccidendo l'informatica...
      pensateci
      bene...Ma non dire fesserie. Magari se non esistesse l'Open source e la documentazione reperibile gratuitamente, manco ci sarebbero programmatori in giro...
    • numix scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      - Scritto da: davide73
      ...perché dovrei regalare ad un concorrente
      programmatore il mio
      lavoro??

      Questo OPEN sta uccidendo l'informatica...
      pensateci
      bene...noi programmatori open source abbiamo il compito di cambiare il mondo, dobbiamo riuscire a rendere il profitto illegale e distribuire in ogni modo la nostra cultura del freesoftware e di linuxpensaci(linux)(linux)
    • gram scrive:
      Re: Ed io programmatore...
      - Scritto da: davide73
      ...perché dovrei regalare ad un concorrente
      programmatore il mio
      lavoro??e tu programmatore, dove sta scritto che il software deve produrre denaroil software fa parte della cultura dell'uomo, quindi è un dirittose vuoi guadagnare soldi cercati un lavoro ma non pretendere soldi per il fatto che scrivi software "il software è come il sesso deve essere gratis" stallman

      Questo OPEN sta uccidendo l'informatica...
      pensateci
      bene...è il denaro che sta uccidendo l'informatica
  • Anonimo scrive:
    ciò che dà realmente fastidio
    è questo tifo da stadio.Lo trovo insopportabile.Parlando oggettivamente: Microsoft ha fatto manovre poco chiare, ha infranto regole. Google invece ha un modello di business che si appoggia bene a fornire servizi e modelli di sviluppo gratuiti.Perchè però se Microsoft fa qualcosa di positivo si cerca sempre di dire che è il male. Perchè se Google fa qualcosa di negativo lo fa per il nostro bene.Microsoft e Google sono uguali. Sono aziende, difendono principalmente i loro interessi.Google tutto si può dire tranne che sia il difensore dell'umanità. Si piega a governi, regimi e censure. Si approfitta dell'open source per trarne vantaggio economico e non libera niente che possa dare vantaggio agli avversari. Perchè si deve per forza trovare un modo per giustificarlo?Ho trovato persone (e purtroppo anche "articolisti") che hanno criticato progetti come Visual Studio Express, un tool di sviluppo gratuito. Va bene criticare ed osannare, è normale avere simpatie ed antipatie ma trovo ridicolo dare risalto a tutto questo.
    • davide73 scrive:
      Re: ciò che dà realmente fastidio
      Macché uguali...Due pesi... due misure...- Scritto da: Anonimo
      è questo tifo da stadio.
      Lo trovo insopportabile.
      Parlando oggettivamente: Microsoft ha fatto
      manovre poco chiare, ha infranto regole. Google
      invece ha un modello di business che si appoggia
      bene a fornire servizi e modelli di sviluppo
      gratuiti.
      Perchè però se Microsoft fa qualcosa di positivo
      si cerca sempre di dire che è il male.

      Perchè se Google fa qualcosa di negativo lo fa
      per il nostro
      bene.
      Microsoft e Google sono uguali. Sono aziende,
      difendono principalmente i loro
      interessi.
      Google tutto si può dire tranne che sia il
      difensore dell'umanità. Si piega a governi,
      regimi e censure. Si approfitta dell'open source
      per trarne vantaggio economico e non libera
      niente che possa dare vantaggio agli avversari.
      Perchè si deve per forza trovare un modo per
      giustificarlo?
      Ho trovato persone (e purtroppo anche
      "articolisti") che hanno criticato progetti come
      Visual Studio Express, un tool di sviluppo
      gratuito.

      Va bene criticare ed osannare, è normale avere
      simpatie ed antipatie ma trovo ridicolo dare
      risalto a tutto
      questo.
    • Ottav(i)o Nano scrive:
      Re: ciò che dà realmente fastidio

      Ho trovato persone (e purtroppo anche
      "articolisti") che hanno criticato progetti come
      Visual Studio Express, un tool di sviluppo
      gratuito.Se una critica si può fare a Visual Studio Express nella sua ultima versione, è quella che è troppo inutilmente complicato. Dopo averlo provato (la vesrione precedente era molto più semplice) l'ho messo da parte ed uso tranquillamente Zend Studio (a pagamento) per sviluppare applicazioni web.Le critiche sulla filosofia lasciano il tempo che trovano...
      • Rimania scrive:
        Re: ciò che dà realmente fastidio
        - Scritto da: Ottav(i)o Nano

        Ho trovato persone (e purtroppo anche

        "articolisti") che hanno criticato progetti come

        Visual Studio Express, un tool di sviluppo

        gratuito.
        Se una critica si può fare a Visual Studio
        Express nella sua ultima versione, è quella che è
        troppo inutilmente complicato. Dopo averlo
        provato (la vesrione precedente era molto più
        semplice) l'ho messo da parte ed uso
        tranquillamente Zend Studio (a pagamento) per
        sviluppare applicazioni
        web.
        Le critiche sulla filosofia lasciano il tempo che
        trovano...A parte che VS 8 è qualcosa di unico nella storia informatica, per il resto tu sei un mangiatori di ciocorì
        • Ottav(i)o Nano scrive:
          Re: ciò che dà realmente fastidio
          - Scritto da: Rimania
          A parte che VS 8 è qualcosa di unico nella storia
          informatica, per il resto tu sei un mangiatori di
          ciocorìUeeeeeeeeeeeeeeeeee èèè èèèUnico? De che? Unico è solo la dichiarazione dei redditi...E poi cos'hai contro i ciocorì, scusa? Dovresti mangiarne qualcuno pure tu, fa bene all'umore che ce l'hai un po' basso. D'altra parte VS8 fa quest'effetto quando ci stai troppo appiccicato a cercare l'instanziazione del puntatore dell'array referenziato a livello di modulo...
    • Burph. scrive:
      Re: ciò che dà realmente fastidio
      - Scritto da: Anonimo
      è questo tifo da stadio.
      Lo trovo insopportabile.
      Parlando oggettivamente: Microsoft ha fatto
      manovre poco chiare, ha infranto regole. Google
      invece ha un modello di business che si appoggia
      bene a fornire servizi e modelli di sviluppo
      gratuiti.
      Perchè però se Microsoft fa qualcosa di positivo
      si cerca sempre di dire che è il male.non è che si cerca di dire sempre che è il male...è che purtroppo (o perfortuna, se no dove sta il divertimento? :D ) microsoft tenta sempre di inserire dei punti oscuri in tutto quello che fa (e COMUNQUE, non è la sola a farlo)
      Perchè se Google fa qualcosa di negativo lo fa
      per il nostro
      bene.
      Microsoft e Google sono uguali. Sono aziende,
      difendono principalmente i loro
      interessi.
      Google tutto si può dire tranne che sia il
      difensore dell'umanità. Si piega a governi,
      regimi e censure. Questo è poco ma sicuro.
      Si approfitta dell'open source
      per trarne vantaggio economico e non libera
      niente che possa dare vantaggio agli avversari.
      Perchè si deve per forza trovare un modo per
      giustificarlo?dove sta scritto che 'si approfitta'? usa software libero come base implementativa, non non ruba niente a nessuno...
      Ho trovato persone (e purtroppo anche
      "articolisti") che hanno criticato progetti come
      Visual Studio Express, un tool di sviluppo
      gratuito.

      Va bene criticare ed osannare, è normale avere
      simpatie ed antipatie ma trovo ridicolo dare
      risalto a tutto
      questo.Il punto è che microsoft, al contrario di google, non da accesso ai suoi servizi... guarda ad esempio cosa bisogna fare per poter scaricare la posta di hotmail con un client differente da outlook/windows mail...Mentre invece google utilizza protocolli standard come pop3s e imap...c'è una bella differenza... :)
    • krane scrive:
      Re: ciò che dà realmente fastidio
      - Scritto da: Anonimo
      è questo tifo da stadio.
      Lo trovo insopportabile.E allora perche' vieni allo stadio ?!?Questo e' il tono delle discussioni su PI, se non ti piace ci sono tanti altri forum.
    • Paolino scrive:
      Re: ciò che dà realmente fastidio
      - Scritto da: Anonimo
      è questo tifo da stadio.
      Lo trovo insopportabile.
      Parlando oggettivamente: Microsoft ha fatto
      manovre poco chiare, ha infranto regole. Google
      invece ha un modello di business che si appoggia
      bene a fornire servizi e modelli di sviluppo
      gratuiti.
      Perchè però se Microsoft fa qualcosa di positivo
      si cerca sempre di dire che è il male.

      Perchè se Google fa qualcosa di negativo lo fa
      per il nostro
      bene.
      Microsoft e Google sono uguali. Sono aziende,
      difendono principalmente i loro
      interessi.
      Google tutto si può dire tranne che sia il
      difensore dell'umanità. Si piega a governi,
      regimi e censure. Si approfitta dell'open source
      per trarne vantaggio economico e non libera
      niente che possa dare vantaggio agli avversari.
      Perchè si deve per forza trovare un modo per
      giustificarlo?Giustificarlo???Ma dove?Spiegarlo... che e' diverso.
      Ho trovato persone (e purtroppo anche
      "articolisti") che hanno criticato progetti come
      Visual Studio Express, un tool di sviluppo
      gratuito.Non si puo'?
      Va bene criticare ed osannare, è normale avere
      simpatie ed antipatie ma trovo ridicolo dare
      risalto a tutto
      questo.trovo ridicolo confondere una spiegazione con "giustificazioni da tifoso" .Affermando poi che non e' criticabile Visual Studio Express in quanto gratuito...
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