800 euro tolti alle major

Gli sceneggiatori vicini al colpaccio: gli studios sono pronti a sganciare il dovuto. Per gli show online è la svolta, mancano solo le firme
Gli sceneggiatori vicini al colpaccio: gli studios sono pronti a sganciare il dovuto. Per gli show online è la svolta, mancano solo le firme

I fan di Grey’s Anatomy , CSI , Law&Order e tutti gli altri serial televisivi, possono tirare un sospiro di sollievo: con un po’ di fortuna, dalla mezzanotte di oggi (orario USA, naturalmente) lo sciopero degli sceneggiatori che ha paralizzato industria televisiva e cinematografica dovrebbe rientrare.

Tempo pochi giorni, al più dieci, un nuovo contratto con le major sarà firmato: in due settimane, massimo un mese, i beniamini di tutti saranno di nuovo in onda e piano piano torneranno anche al cinema.

Sul piatto, dopo estenuanti trattative durate 17 settimane, gli studios hanno messo un’ offerta giudicata “interessante” dai rappresentati sindacali. Per gli show pubblicati online i diritti degli autori per le prime visioni scatteranno dopo 24 giorni e dopo 17 nel caso in cui si tratti di programmi già visti in tv: dopo questo periodo “promozionale”, gli sceneggiatori inizieranno a percepire un guadagno, con un tetto fissato per ogni puntata a 1200 dollari l’anno (circa 800 euro).

La novità introdotta, e che differisce sensibilmente dall’ accordo raggiunto il mese scorso dalla gilda dei registi, è il meccanismo di retribuzione a partire dal terzo anno di entrata in vigore di questo contratto: da quel momento in avanti, nel 2011 circa, gli sceneggiatori inizieranno a percepire una percentuale sui profitti ottenuti dagli show online , senza più limite alcuno.

Una strategia per “garantire” agli associati di “non perdere alcun nuovo guadagno cospicuo che gli studios e i network potrebbero ottenere dai video su web”. Una strategia sintetizzata dai leader WGA, in una lettera inviata ai propri associati, con un “quando vengono pagati loro, siamo pagati noi”.

A giudicare da quanto si legge online, la faccenda delle percentuali sui guadagni non piace proprio a tutti : a quanti ancora borbottano, Patric M. Verrone e Michael Winship – coloro che hanno portato avanti la trattativa – spiegano che “continuare lo sciopero adesso non garantirebbe abbastanza guadagni rispetto ai potenziali rischi”.

In pratica, l’offerta degli studios sarà soggetta a qualche tipo di scadenza: una volta rifiutata, chissà cosa ci sarà sul tavolo la prossima volta. La proposta, comunque, sembrerebbe incontrare l’approvazione della maggioranza degli sceneggiatori, e potrebbe essere approvata in tempo per consentire a tutti di godersi la notte degli Oscar , prevista per il prossimo 24 febbraio.

Qualche vittima , comunque, c’è stata. Tralasciando la cancellazione dei Golden Globe dopo il veto posto dagli attori che non volevano contrariare gli sceneggiatori, non tutti i programmi riprenderanno le trasmissioni: le serie più deboli, che già zoppicavano prima dell’interruzione, sono state cancellate, lasciando per la strada tutti gli artisti coinvolti nella loro realizzazione. E si stima che le major abbiano perso quasi 1 miliardo di dollari a causa dello sciopero .

Nel frattempo, le armi non sono state ancora riposte in soffitta: a giugno scade il contratto degli attori , e se sul piatto non ci saranno offerte simili a quelle strappate degli sceneggiatori, la serrata sarà nuovamente inevitabile.

Luca Annunziata

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10 02 2008
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