Acer acquisirà E-TEN

L'operazione si concluderà nella seconda metà del 2008

Roma – L’accordo è stato siglato: Acer si prepara ad acquisire E-TEN, consolidando la propria posizione sul mercato dei dispositivi portatili e della comunicazione mobile.

L’azienda prevede di completare l’acquisizione nel corso del terzo trimestre 2008, una transazione si inserisce in una più ampia strategia di espansione .

“Secondo le stime – ha spiegato il presidente di Acer Gianfranco Lanci – il mercato mondiale degli smartphone entro il 2011 avrà una crescita superiore al 30%: combinando le tecnologie dei PC con quelle delle comunicazioni, Acer accrescerà la competitività nel segmento ultra mobile”.

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  • ilmassi scrive:
    stiamo raggiungendo il limite...
    qui si parla di uno strato di spessore atomico...già adesso siamo sui 45nanometri dopo non ci sarà più niente da ridurre...
    • Mah... scrive:
      Re: stiamo raggiungendo il limite...
      - Scritto da: ilmassi
      qui si parla di uno strato di spessore
      atomico...già adesso siamo sui 45nanometri dopo
      non ci sarà più niente da
      ridurre...Non ha quasi senso confrontare gli attuali 45nanometri con gli atomi, parliamo di grandezze con molte scale di differenza... forse non arriveremo mai a costruire circuiti elettrici nemmeno delle dimensioni di metà strada
      • Luca scrive:
        Re: stiamo raggiungendo il limite...
        Ci penserei bene prima di dire che "non arriveremo mai a...", però sono fondamentalmente d'accordo con te! :-)
  • Nome e cognome scrive:
    altro che grafite
    Transitor molecolaridi: Lilian PiattiniGli scienziati della ditta Lucent Technologies' Bell Labs hanno creato dei transistor organici con una banda di frequenza di un'unica molecola, ponendo le basi per una nuova categoria di congegni elettronici "high-speed" (ad alta velocità) realizzati col carbonio. I transistor in carbonio sono anche più economici di quelli al silicio.In questi nuovi transistor su scala molecolare, fabbricati da un team multidisciplinare di ricercatori della Bell Labs, è la lunghezza della molecola a definire la dimensione fisica della sua banda di frequenza; ed è almeno un coefficiente di 10 volte più piccolo che qualsiasi altra cosa che sia stata dimostrata finora, anche con l'impiego delle tecniche litografiche più avanzate. http://www.ecplanet.com/canale/tecnologia-2/circuiti-36/0/0/1115/it/ecplanet.rxdf
  • Tigerman scrive:
    Nooooooo il silicio noooo
    Da accanito fanboy del silicio ho paura :(Non ci sarà più posto per il silicio nel futuro?
    • anonimo bastardo scrive:
      Re: Nooooooo il silicio noooo
      - Scritto da: Tigerman
      Da accanito fanboy del silicio ho paura :(
      Non ci sarà più posto per il silicio nel futuro?imho si ...è uno dei materiali più diffusi in natura ...costa poco ...
      • Categorico scrive:
        Re: Nooooooo il silicio noooo
        - Scritto da: anonimo bastardo
        - Scritto da: Tigerman

        Da accanito fanboy del silicio ho paura :(

        Non ci sarà più posto per il silicio nel futuro?

        imho si ...
        è uno dei materiali più diffusi in natura ...
        costa poco ...Concordo: in tutti i casi in cui la potenza di calcolo disponibile attualmente è sufficiente i chip di silicio tenderanno a diventare ancora più "commodity" di quanto già siano ora.Già 10 e più anni fa i chip più semplici erano talmente economici che mettevano scrausi orologi digitali cinesi in regalo nei fustini di detersivo, in futuro ci metteranno un palmare?
  • robyroby scrive:
    E dopo?
    Oltre l'atomo non credo si possa far più di tanto, bisognerebbe cambiare radicalmente tecnologia. Non credo che con la miniaturizzazione dei transistor potremo mai arrivare a raggiungere la potenza di elaborazione di un cervello umano. La domanda è: ma il nostro cervello quando pensa esegue calcoli o no? Perchè se non esegue calcoli, siamo proprio fuori strada! Il limite dei microprocessori inizia ad avvicinarsi sempre più, bisognerà pensare a qualcosa di nuovo che funzioni in modo totalmente diverso che dalla semplice esecuzione di calcoli e comparazione tra byte e contenuto di registri del processore. Mi chiedo spesso come saranno i computer tra 20, 50 o 100 anni?
    • Nome e cognome scrive:
      Re: E dopo?
      alla domanda il nostro cervello esegue calcoli bhe la risposta e' decisamente no o meglio dipende da cosa si intende per calcoli!!!un circuito potrà mai avere la potenza di calcolo di un cervello? NO E MENOMALE un cervello e' si molto dinamico ma e' anche molto molto molto impreciso!!!! banalmente se tu a un cervello gli dici di risolvere un problema o gli fai una domanda lui risponde in maniera si corretta ma non precisa!!!! se mettiamo un cervello al posto di un elaboratore 2+2 puo' anche fare 5 dipende dallo stato del cervello in quel momento!!!!bisogna cambiare il modo di pensare mandare a quel paese la macchina di turing e il modello di von neunman
    • anonimo bastardo scrive:
      Re: E dopo?
      il problema di fondo è ...SERVIRA' ??già da 10 anni abbiamo chip abbastanza potenti per fare qualsiasi cosa ...e se non basta li mettiamo in cluster ...le nuove tecnologie si stanno orientando soprattutto verso la riduzione dei consumi ...i militari chiedono gps ,trasmettitori digitali ...con autonomie di GIORNI !!è in questo settore ,come da sempre, che si fa la ricerca applicatache ricadra sul civile dopo decenni
      • ilmassi scrive:
        Re: E dopo?
        abbiamo chip potenti per fare qualsiasi cosa??? da 10 anni?? hehe non sai quello che dici...il cervello umano è in grado di valutare contemporaneamente una serie di fattori enorme e dare risposte in tempo reale (vedi un pilota di f1 per esempio) oppure prova a fare previsioni del tempo per più di 3 giorni o a usare algoritmi esatti al posto degli euristici. Nessun calcolatore attuale è in grado di fare questi calcoli in tempi ragionevoli.
    • ... scrive:
      Re: E dopo?
      Si parlava di calcolatori quantistici. Sono molto ignorante sull'argomento, l'unica cosa che so e' che non si lavorera' solo con gli 0 e gli 1 in quanto la materia a certe dimensioni e condizioni puo' assumere molti piu' stati.(sorry e' in inglese)http://en.wikipedia.org/wiki/Quantum_computingNella stessa pagina accennano anche al DNA computing ...
    • ZKD scrive:
      Re: E dopo?
      I calcolatori sono creati per, appunto, effettuare calcoli che il cervello umano non può fare. Perciò sono fatti come sono fatti, e il loro compito lo svolgono bene. Se vuoi copiare il cervello umano forse devi orientarti su qualche disciplina medica, credo.
  • rockroll scrive:
    Problemi di "rumore"?
    Sappiamo benissimo che il livello di rumore in elettronica deve essere inferiore al livello el segnale, in circuiterie analogiche sicuramente su almeno un ordine di grandezza inferiore, e che in circuiterie analogiche non è eliminabile ma solo riducibile ricorrendo a modifiche del segnale stesso (filtri vari).Ma i sistemi digitali non sono stati inventati appunto per eliminare del tutto l'inconveniente, nel senso che un bit ON è già distinguibile da un bit OFF se è "appena" sopra il livello massimo di rumore? Ed evidentemente, una volta che un bit viene identificato ON o OFF, è tale in modo perfetto, anche se prelevato da un sottofondo "rumoroso" al limite di cui sopra. La scelta oculata di tale livello di ON permette di sopportare senza controindicazioni un livello quasi dello stesso ordine di grandezza del disturbo (quel che più importa, caso mai, è la costanza del livello di rumore). Per me questa tecnologia promette più che bene, considerando che basta raggiungere il limite di sicurezza per l'identificazione ON OFF, non esasperando la miniaturizzazione oltre la soglia per la quale non è più possibile avere un segnale sufficientemente più intenso del disturbo stesso.
    • SaB0tAgE scrive:
      Re: Problemi di "rumore"?
      Il rumore viene generato anche semplicemente a causa di due segnali che viaggiando paralleli tra di loro, si induca rumore da/verso le line adiacenti.Mi spiego meglio: non centra il fatto che il segnale sia ON, OFF... il problema riguarda la miniaturizzazione e in dettaglio: più miniaturizzi più probabilità hai che il segnale passante per una linea sporchi o venga alterato a causa della troppa vicinanza delle altre linee.
    • MDA scrive:
      Re: Problemi di "rumore"?
      - Scritto da: rockroll
      Sappiamo benissimo che il livello di rumore in
      elettronica deve essere inferiore al livello è il
      segnale, in circuiterie analogiche sicuramente su
      almeno un ordine di grandezza inferiore, e che in
      circuiterie analogiche non è eliminabile ma solo
      riducibile ricorrendo a modifiche del segnale
      stesso (filtri
      vari).

      Ma i sistemi digitali non sono stati inventati
      appunto per eliminare del tutto l'inconveniente,
      nel senso che un bit ON è già distinguibile da un
      bit OFF se è "appena" sopra il livello massimo di
      rumore? Ed evidentemente, una volta che un bit
      viene identificato ON o OFF, è tale in modo
      perfetto, anche se prelevato da un sottofondo
      "rumoroso" al limite di cui sopra.


      La scelta oculata di tale livello di ON permette
      di sopportare senza controindicazioni un livello
      quasi dello stesso ordine di grandezza del
      disturbo (quel che più importa, caso mai, è la
      costanza del livello di rumore).


      Per me questa tecnologia promette più che bene,
      considerando che basta raggiungere il limite di
      sicurezza per l'identificazione ON OFF, non
      esasperando la miniaturizzazione oltre la soglia
      per la quale non è più possibile avere un segnale
      sufficientemente più intenso del disturbo
      stesso.Purtroppo il sistema digitale non è stato fatto per eliminare il rumore ma per limitare anzi "dribblare" questo problema. Infatti dove i bit sono importanti si opera per causa del rumore spesso dei algoritmi ricostruttivi / anti-errori.Aumentare la potenza per identificare con sicurezza il segnale spesso vuol dire bruciare un circuito o consumarlo oltre l'utile.Qui, al limite dell'atomo (che è ben oltre il limite di sicurezza) non abbiamo solo il normale rumore di fondo ma anche il naturale rumore della materia, se si vuole scendere oltre un certo limite o si passa alla tecnologia fotonica / luminosa (che ancora non funziona) o cambiare materiale di trasmissione / operazione delle informazioni.Ciao
      • Burp scrive:
        Re: Problemi di "rumore"?
        - Scritto da: MDA
        Aumentare la potenza per identificare con
        sicurezza il segnale spesso vuol dire bruciare un
        circuito o consumarlo oltre
        l'utile.Overclock ?
    • Mah... scrive:
      Re: Problemi di "rumore"?
      Ci sono problemi di rumore in un LS7412 che è un semplice e banale "chippino" tanto grande e semplice da usare che si deve pilotare con tensioni da 2.7V a 5.0V proprio per ovviare al problema... e pensa quale deve essere la situazione di una cpu a 45nanometri con un numero di transistor infinitamente maggiore e di dimensioni infinitamente inferiori
    • Luca scrive:
      Re: Problemi di "rumore"?
      Credo che il problema sia che il rumore, oltre che essere indotto da dispositivi adiacenti, è anche prodotto intrinsecamente dal materiale semiconduttore stesso, in maniera dipendente dalla sua temperatura, e la temperatura dipende dalla densità di corrente che vi ci scorre attraverso. A parità di corrente che si vuole fare scorrere, rimpicciolire la sezione utile dove farla scorrere significa aumentare moltissimo la densità di corrente (infatti l'area della sezione è il quadrato del lato), il che provoca un aumento notevole di temperatura del materiale. L'"agitazione" della materia (il cosiddetto moto browniano) che produce il rumore elettrico aumenta e così quindi anche il rumore elettrico. Quindi in dispositivi su questa scala, più corrente imponi per cercare di metterti "al riparo" dal rumore, più rumore generi, e a differenza di dispositivi di alri ordini di grandezza in termini di dimesioni, non riesci a trovare un valore "ottimale" che minimizza il disturbo prodotto dal rumore pur restando entro limiti di temperatura accettabili.
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