Addio al maxi accordo tra UEFA Champions League e Crypto.com

Addio al maxi accordo tra UEFA Champions League e Crypto.com

È andato in fumo un attimo prima della firma il maxi accordo che avrebbe sposato in partnership la UEFA Champions League e Crypto.com.
È andato in fumo un attimo prima della firma il maxi accordo che avrebbe sposato in partnership la UEFA Champions League e Crypto.com.

Addio a 100 milioni di euro a stagione per la UEFA Champions League che ha visto andare in fumo un maxi accordo con il famoso exchange crittografico Crypto.com. Una notizia che non solo ha lasciato tutti a bocca aperta, ma ha anche lasciato l’organo di governo del calcio europeo a bocca asciutta.

Questa partnership avrebbe dovuto sostituire l’attuale con Gazprom. Ciò che fa ancora più scalpore è che il nuovo accordo triplicava quasi il valore attuale posto a 40 milioni di euro a stagione. Se tutto fosse andato come doveva, Crypto.com avrebbe sponsorizzato la Champions League per ben cinque stagioni, fino al 2027.

Purtroppo però in fase di trattativa qualcosa è andato storto non permettendo alle due parti di siglare questa alleanza. Ma cosa si è messo in mezzo paralizzando fino ad annullare una partnership così interessante per la UEFA? Scopriamolo insieme dalla diretta voce di fonti informate sulla faccenda.

UEFA Champions League, Crypto.com e l’inverno crittografico

Purtroppo da circa 60 settimane a questa parte il mercato delle criptovalute sta affrontando una crisi importante definita da tutti l’inverno crittografico. Potrebbe essere stata questa situazione ad aver frenato Crypto.com nel firmare il maxi accordo con la UEFA Champions League?

È vero che si parlava di 100 milioni di euro per cinque stagioni, ma non è certo un problema di liquidità ad aver rovinato questa possibile partnership. Ricordiamoci che attualmente Crypto.com sponsorizza già la Serie A TIM come Innovation & Technology Partner.

Addetti ai lavori, invece, hanno spiegato che le due parti erano ormai molto vicine all’accordo, ma ciò che non lo ha fatto concludere sono le questioni legali con le autorità di regolamentazione. Tra queste si è fatta menzione di Regno Unito, Francia e Italia. Sotto i riflettori sarebbero finite, secondo alcune indiscrezioni, le licenze di commercio e di esercizio di Crypto.com.

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Pubblicato il 2 set 2022
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