Admantx: semantica, scienza per l'advertising

Spin-off dell'italiana Expert System, vuole declinare la pubblicità online rendendola meno straniante rispetto al contenuto delle pagine. E aggiungendo un tocco di social alla conversazione

Roma – Un’azienda italiana promette di interpretare anche le emozioni espresse nelle pagine web per decifrarne velocemente il contenuto e veicolare l’inserzione più adatta a finirvi ospitata. Admantx è uno spin-off dell’italiana Expert System : offre un servizio che sfrutta le potenzialità del Semantic Web con l’intenzione di proporre inserzioni pubblicitarie più in linea con il contenuto di una pagina.

Il servizio si iscrive nella logica del contestual advertising , che punta a inserire automaticamente in una pagina Web la pubblicità che più si adatta al suo contenuto.

In questo, naturalmente, la semantica svolge un ruolo primario perché il software deve analizzare di cosa si sta parlando e collegarlo alla lista di inserzioni che gestisce trovando la corrispondenza giusta, lavorando su linee logiche come gli insiemi e le categorie.

Admantx, che ha superato una fase di private beta , punta ad inserirsi in questo lucroso mercato grazie allo sviluppo di soluzioni semantiche che auspicabilmente saranno competitive con la concorrenza: Expert System ha vinto quest’anno un premio per Cogito Answer, il suo software basato sull’analisi semantica.

A rendere più precisa l’analisi testuale, secondo Admantx, è la capacità di identificare le “componenti psicologiche” dei discorsi, di distinguere a partire da queste assunzioni tra contenuti adatti o meno. Il software integra inoltre componenti social che dovrebbero permette agli inserzionisti di ritagliare al meglio inserzioni e spazi a cui destinarle: offre agli operatori del settore la possibilità di creare gruppi di lavoro per commentare e migliorare le campagne pubblicitarie , e interagire fra loro e con altri utenti via social network.

Il servizio è web-based, non usa cookie o altri sistemi di tracciamento, e promette di saper analizzare e indirizzare l’inserzione in meno di 100 millisecondi .

Claudio Tamburrino

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  • lassie scrive:
    cosa dice la legge?
    davvero posso usare questo software senza problemi? cosa dice la legge e la legge sul "controllo" dei dipendenti in particolare? a me risulta che non si possa fare.a me basterebbe sapeer quanta banda stanno usando e mi starebbe bene. ma il fatto che si possano monitorare i dati in transito è un problema... oppure a Barbieri risulta che sia tutto fattibile, come stare a guardare un dipendente? A me risulta che non si possa (neanche stare a guardare il dipendente), ma mi farebbe piacere conferma o smentitainteressantissimo programma: frega anche flexamail? ;)
    • Giovanni Barbieri scrive:
      Re: cosa dice la legge?
      Caro Lassie,domanda interessantissima, che speravo qualche lettore mi ponesse.Non mi sono esposto in questo senso nell'articolo, perchè la giurisprudenza in merito è alquanto controversa. Per quanto ne sappia io, il controllo può essere effettuato solo ed esclusivamente sugli strumenti forniti dal datore di lavoro. Cerco di spiegarmi meglio: se al dipendente è dato un'indirizzo email per uso lavorativo, la corrispondenza che transita attraverso quell'indirizzo è considerata "aperta" come una cartolina postale e pertanto non rientra nella libertà e nella segretezza della corrispondenza previste dalla Costituzione (articolo 15) e dall'articolo 616 del codice penale. Non si produrrebbe penale, quindi, a maggior ragione che, trattandosi di uno strumento aziendale di proprietà del datore di lavoro (come anche l'account di email ed il relativo dominio internet: @società.it/com), protetto da password, il controllo effettuato dal datore di lavoro non costituirebbe un illecito.Anche per quanto riguarda la privacy, il Garante ha emesso alcune linee guida, pubblicate il primo marzo 2007, secondo le quali il datore può effettuare controlli, predisponendo una procedura interna con indicate chiaramente le regole per l'utilizzo di internet e della posta elettronica, oltre alla tipologia di controlli che si riserva di effettuare, informando, al momento dell'assunzione dei dipendenti, sulla raccolta ed il trattamento dei dati relativi all'utilizzo di internet e della posta elettronica nonché sul potere di controllo, ordinario e straordinario, e sulle relative modalità di esercizio. La stesse informazioni devono essere affisse in luogo accessibile a tutti i lavoratori.Quindi, se il controllo viene effettuato su computer aziendali e su account aziendali non dovrebbe, il condizionale è d'obbligo, produrre illecito, soprattutto se il datore ha una comprovata necessità di effettuare il controllo.Ripeto, questo è quello che so io, poi spero che qualcuno aggiunga informazioni o mi contraddica.Io non sono avvocato e nella vita mi occupo di tutt'altro.Grazie della domanda e dell'opportunità di discussione che hai offerto alla community.Continua a seguirci.Buona lettura.Giovanni Barbieri.
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