La FCC (Federal Communications Commission) degli Stati Uniti ha concesso una deroga all’azienda di Seattle. L’obbligo di lanciare il 50% dei satelliti della costellazione Amazon Leo entro il 30 luglio 2026 è stato cancellato, ma c’è un “prezzo” da pagare. Amazon ha perso temporaneamente la priorità di accesso alle bande di frequenza Ka, Ku e V. Il prossimo lancio è previsto il 17 giugno.
Rimane la scadenza del 30 luglio 2029
Amazon aveva ottenuto l’autorizzazione dalla FCC a luglio 2020. L’azienda di Seattle doveva lanciare 1.616 satelliti della costellazione Leo (all’epoca era nota come Project Kuiper) entro il 30 luglio 2026. A fine gennaio 2026, Amazon ha chiesto di posticipare la scadenza al 30 luglio 2028 oppure eliminare questa deadline intermedia. La FCC ha approvato la seconda opzione (PDF).
Quando era stata presentata la richiesta, Amazon aveva lanciato 180 satelliti. Finora sono state completate 13 missioni e portato in orbita 331 satelliti. Il prossimo lancio avverrà il 17 giugno con un razzo Ariane 6 di Arianespace che trasporterà 36 satelliti. All’inizio del mese dovevano essere lanciati 48 satelliti con il razzo New Glenn, ma sfortunatamente è esploso durante i test (dovrebbe tornare a volare entro fine anno).
La FCC ha tuttavia confermato la scadenza del 30 luglio 2029 per il completamento della costellazione, ovvero il lancio di tutti i 3.232 satelliti. Il mancato rispetto della deadline intermedia comporterà la perdita della priorità di accesso alle bande di frequenza Ka, Ku e V per ogni satellite lanciato dopo il 30 luglio 2026.
Questa restrizione rimarrà in vigore per 20 mesi (quindi fino al 30 marzo 2028) o finché non verrà lanciato il 50% dei satelliti. La penalità può essere ridotta a 15 mesi se Amazon costruirà tutti i satelliti necessari per arrivare al 50% e otterrà la disponibilità dei razzi per i lanci. Il New Glenn di Blue Origin e il Vulcan di ULA sono fermi ai box. Rimangono Atlas V di ULA (prossimo alla pensione), Falcon 9 di SpaceX e Ariane 6 di Arianespace, ma possono portare in orbita un numero inferiore di satelliti.