AOL lancia la musica a pagamento

AOL lancia la musica a pagamento

Il provider americano ci prova e invita i suoi 35 milioni di abbonati a scaricare la musica sopportando tutti i limiti e i costi della piattaforma MusicNet. Sperando che basti la qualità. Un test anche per il futuro di Napster
Il provider americano ci prova e invita i suoi 35 milioni di abbonati a scaricare la musica sopportando tutti i limiti e i costi della piattaforma MusicNet. Sperando che basti la qualità. Un test anche per il futuro di Napster


Roma – Un passo che potrebbe apparire addirittura epocale quello che ha compiuto il più importante provider americano nelle scorse ore, abbracciando e integrando ai propri servizi una delle piattaforme per la distribuzione di musica a pagamento via internet.

America Online (AOL) ha messo in piedi un servizio che con una interfaccia e una praticità tipica del proprio web, proporrà ai suoi 35 milioni di abbonati i servizi di Musicnet , il jukebox a pagamento gestito da Sony.

La speranza di AOL è che una fetta dei propri utenti, certamente molti dei quali appartenenti alla schiera dei milioni che ogni giorno scambiano gratuitamente musica sui network del peer-to-peer, opti per pagare un abbonamento da meno di 9 dollari al mese per ascoltare qualsiasi brano contenuto in un catalogo di 250mila pezzi.

Perché dovrebbero? Questa è la domanda che in molti si pongono e alla quale l'azienda risponde parlando di qualità dell'ascolto, di possibilità di scaricare i brani di interesse e ascoltarli sul PC (ma solo su quello, senza poter trasferire i brani su altri dispositivi) e di masterizzare quelli che piacciono maggiormente su CD (ma pagando una somma in più per ogni brano di interesse).

L'operazione decisa da AOL va ad incidere profondamente nel panorama della musica distribuita a pagamento sulla rete, servizi che soffrono naturalmente della concorrenza dei network del peer-to-peer, dove ogni giorno circolano decine di milioni di utenti internet di mezzo mondo.

Inoltre il jukebox di AOL si tradurrà in un test importante anche per Roxio , l'azienda che entro la fine dell'anno ha annunciato il rilancio di Napster . Roxio, forse il più celebre tra i produttori di software di riproduzione e masterizzazione, ha infatti già messo in chiaro che prima che ciò avvenga il “gattone” un tempo leader del file-sharing dovrà garantire tutte le tutele ai discografici e ai detentori dei diritti d'autore. Questo significa che Napster sarà a pagamento e che, quindi, si troverà paradossalmente ad affrontare la “concorrenza” dei sistemi di file-sharing nati proprio dal suo esempio.

Sul delicato fronte dei jukebox a pagamento, comunque, non mancano gli esperimenti. Ma fino a questo momento ambienti come Musicnet, o come il suo alter ego firmato da Universal, Pressplay , non sembrano essere riusciti a catturare l'interesse degli utenti. La mossa di AOL, veicolo privilegiato e inedito per raggiungere un vasto pubblico, potrebbe forse iniziare a muovere il mercato. In fondo i suoi utenti sono già usi a versare un obolo mensile per il canone d'accesso ad internet, obolo che ora potrebbe essere semplicemente aumentato per includere i servizi musicali.

I discografici tengono le dita incrociate.

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26 02 2003
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