Apple corre (tra le emulazioni)

di D. Galimberti - Uno sguardo e alcune considerazioni sui dati finanziari dell'ultimo trimestre, senza trascurare gli emulatori di Mac OS X, in particolare un curioso CherryOS, e il nuovo Virtual PC 7
di D. Galimberti - Uno sguardo e alcune considerazioni sui dati finanziari dell'ultimo trimestre, senza trascurare gli emulatori di Mac OS X, in particolare un curioso CherryOS, e il nuovo Virtual PC 7


Roma – Quello dei dati finanziari è un appuntamento fisso per ogni grande impresa e puntualmente su queste pagine ci si ritrova a commentare i risultati ottenuti da Apple . Per l’ennesima volta non possiamo che registrare una crescita che ha quasi dell’incredibile, e che potremmo sintetizzare in due semplici dati: il fatturato cresce del 37% e le vendite trimestrali di iPod superano la quota di 2 milioni.

Nel quarto trimestre dell?anno fiscale 2004 (trimestre conclusosi il 25 Settembre 2004) Apple ha realizzato un utile netto di 106 milioni di dollari, pari ad un utile di 0,26 dollari per azione. Nello stesso periodo dello scorso anno l’utile netto fu di 44 milioni di dollari, ovvero 0,12 dollari per azione. A fronte di tutto ciò Il fatturato è stato di 2,35 miliardi di dollari, pari ad un 37% in più rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, con un margine lordo del 27%.

Passando ad esaminare i dati di vendita, in questo trimestre Apple ha venduto 836 mila unità Macintosh e oltre 2 milioni di iPod. Questi dati rappresentano un aumento del 6% nelle vendite di CPU e un aumento del 500% nella vendita di iPod rispetto allo scorso anno.

Inutile dire che in borsa l’effetto di questi dati è stato travolgente: il giorno successivo l’annuncio, le azioni AAPL hanno fatto segnare un +13%, raggiungendo quota 45 dollari. Molto significativo il confronto col Nasdaq: se analizziamo l’andamento di questi ultimi tre mesi, il Nasdaq è stato per molto tempo in negativo, recuperando qualcosa solo nell’ultimo periodo, un recupero che ha portato l’indice ad un valore prossimo alla parità. Nello stesso periodo, nonostante l’indisponibilità dell’iMac (il modello con G5 è stato presentato solo a fine settembre), le azioni Apple sono passate da un valore di circa 30$ agli attuali 45$, ovvero una crescita del 50%

Quello che più conta, però, sono le premesse per il futuro. Com’era già successo con quello precedente, anche questo è stato il miglior quarto trimestre degli ultimi nove anni: il fatturato degli AppleStore è aumentato del 95% percento anno su anno, e il nuovo iMac G5 ha ricevuto recensioni molto positive dalle più quotate riviste di informatica. L’iPod, secondo le ultime stime, rappresenta ormai una quota pari al 90% dei riproduttori MP3 basati su HardDisk, e anche la versione di HP sta vendendo discretamente bene.

Parallelamente l’iTunes Music Store (di cui si attende a giorni l’apertura europea e italiana) distribuisce, secondo i dati citati da Apple, il 70% della musica acquistata legalmente on-line. Non per niente, lo scorso venerdì è stata annunciata la vendita del 150-milionesimo brano da iTunes Music Store, a pochi mesi dal concorso che aveva assegnato un PowerBook 17″ all’acquirente della 100-milionesima canzone. Il trend attuale di vendite è infatti arrivato ad una media di 4 milioni di pezzi alla settimana, che corrispondono a oltre 200 milioni di canzoni l’anno.

Secondo gli analisti, questo “effetto volano” tra iPod e iTMS è destinato a far crescere la quota di mercato di Apple anche nel settore dei personal computer, in quanto consente a molte persone di entrare in contatto con una serie di prodotti che prima non conosceva. A riprova di ciò, è da segnalare il fatto che il 50% dei clienti che frequentano gli AppleStore sono persone che non hanno mai posseduto un Mac, o addirittura non hanno mai posseduto computer.

Se a tutto questo aggiungiamo che la disponibilità di processori G5 è sulla via della normalizzazione, per il prossimo trimestre è lecito aspettarsi dei dati ancora più positivi: le previsioni parlano di un fatturato compreso fra i 2,8 e i 2,9 miliardi di dollari, con un margine operativo superiore al 7% percento, e un utile per azione che dovrebbe aggirarsi intorno ai 40 centesimi di dollaro per azione.


Che l’interesse verso il mondo Mac sia in aumento è testimoniato anche dal proliferare di “emulatori” (o per meglio dire, software di virtualizzazione), che vogliono portare Mac OS X anche sui più diffusi PC x86.

Prima è stata la volta di PearPC , un emulatore che ha riscosso molto successo, nonostante le prestazioni siano tutt’altro che esaltanti. Il successo di questo emulatore è stato tale che qualcuno ha pensato di utilizzarlo anche per installare Mac OS X su una X-Box: se qualcuno vuole cimentarsi, può trovare tutte le informazioni necessarie qui .

La scorsa settimana è salito alla ribalta un nuovo emulatore, CherryOS, che a detta dei sui creatori riesce ad emulare un G4 a velocità molto prossime a quelle di un Macintosh originale. In realtà pare che si tratti di una messinscena per fare dei test di streaming, infatti non si è vista alcuna prova dell’effettivo funzionamento di questo emulatore, e il sito ad esso dedicato , che nel momento in cui si scrive è irraggiungibile ( qui la cache di Google), mostrava degli screenshot poco significativi, e un lungo video dal quale era impossibile dare il minimo giudizio su prestazioni e funzionalità dell’emulatore. Chissà se qualcuno aveva già deciso di acquistarlo: l’emulatore era in vendita direttamente dal sito al prezzo di 49,95$. Per saperne di più è possibile leggere un recente articolo di Wired.

Scambiando i ruoli tra sistema emulato e computer emulatore, è sicuramente da segnalare l’uscita della nuova versione 7 di Virtual PC targata Microsoft. A parte gli annunci “coloriti” di un noto quotidiano, secondo cui Microsoft avrebbe messo a punto questo “nuovo programma” per consentire ai propri utenti di utilizzare Windows su una piattaforma sicura dagli attacchi dei pirati informatici, andiamo a scoprire cosa c’è di nuovo in questa nuova release di Virtual PC.

Virtual PC 7 consente agli utenti Mac di gestire tutto il software per PC con maggior velocità e semplicità rispetto al passato. La novità più importante, e anche più attesa, è la compatibilità con i processori G5 a 64 bit; ma per un software del genere anche le performance sono molto importanti, e Virtual PC 7 fa registrare un aumento di prestazioni compreso tra il 10 e il 30% a seconda del tipo di utilizzo. Altri punti di forza della nuova release 7 riguardano una migliore gestione della grafica e la funzione “Fast Save”: grazie a questa opzione Virtual PC si chiude premendo un solo tasto e “congelando” lo stato del PC in background, in modo tale che l’utente possa tornare immediatamente al proprio lavoro non appena lo desidera. Altri miglioramenti riguardano la procedura di installazione e la semplicità d’uso in genere: per esempio, da qualunque applicazione PC è possibile lanciare una stampa utilizzando automaticamente la stampante impostata di default in Mac OS X.

Attualmente Virtual PC 7 è disponibile con Windows XP Professional al prezzo di 299 euro, oppure incluso in Microsoft Office 2004 Professional Edition a 619 euro. Quest’ultimo è disponibile anche come aggiornamento al prezzo di 389 euro. Nei prossimi mesi verranno rilasciate anche le versioni stand-alone, quelle con Windows XP Home Edition, con Windows 2000 Professional, e tutte le rispettive versioni upgade. Per maggiori informazioni è possibile consultare questa pagina Web .

Domenico Galimberti

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18 10 2004
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