Apple/ iPhone, arma a doppio taglio?

di D. Galimberti - L'interesse verso iPhone è altissimo, ma altrettanto grande è il rischio corso da Apple: il suo telefonino hi-tech potrebbe rappresentare il più grande successo nella sua storia come anche il più grande flop

Roma – Tutti lo attendono. In alcuni negozi di telefonia AT&T (negli USA) ci sono duemila persone in lista di attesa per averne uno, e ogni indiscrezione sul suo conto provoca reazioni in borsa che in poche ore fanno guadagnare o perdere diversi punti percentuali al titolo AAPL. Stiamo ovviamente parlando dell’ iPhone , l’oggetto che in base ad alcune ricerche di mercato è destinato a vendere ben oltre le stime iniziali, facendo segnare ad Apple un successo senza precedenti.

L’interesse verso il prossimo gadget di Apple è altissimo, e per certi versi inspiegabile se si considera che Apple è alla sua prima esperienza nel settore e che dell’iPhone si sa in realtà ancora ben poco, a parte quello mostrato durante l’expo di inizio anno.

Il successo dell’iPhone sembra comunque scontato, ma questa situazione di certezza nasconde anche diverse insidie. Limitandoci a parlare di numeri, supponendo che vada tutto bene, una richiesta così alta lascerà molta gente a bocca asciutta e arrivare al punto di equilibrio non sarà semplice, visto che lo stabilimento che produce gli iPhone non è ancora in grado di assicurare i 12 milioni di pezzi di cui si prevede la richiesta per il primo anno. Sarà per questo motivo che Apple sembra aver ordinato la produzione di 5 milioni di iPhone ad una seconda fabbrica, anche se in realtà si tratterebbe di 5 milioni di iPhone leggermente differenti, forse destinati al mercato europeo, con tempistiche di consegna per il mese di settembre.

Il pericolo maggiore però arriva proprio dall’hype che si è creato intorno all’oggetto: le aspettative sono altissime e un prodotto non all’altezza potrebbe deludere i clienti, abbassare le vendite, e provocare un crollo finanziario. L’iPhone è un prodotto che ha un alto potenziale, sia per le caratteristiche che lo contraddistinguono, sia per come si inserisce nella logica commerciale di Apple. Basta considerare che quasi tutti hanno un telefonino, e che l’iPod è il player portatile più venduto. Il solo fatto di unire in un unico oggetto queste due funzionalità rende l’iPhone interessante, ma non può certo bastare per assicurarne il successo: cellulare e lettore musicale sono due oggetti che spesso hanno una vita differente, e il cellulare di Apple non sarà certo il primo telefono a consentire la lettura di file musicali, anche se probabilmente è uno dei pochi ad avere già di base una quantità di memoria sufficientemente grande (fino ad 8 GB per quello che ne sappiamo ora) dedicata a questo utilizzo .

C’è anche da considerare che l’iPhone non è pensato solo per la musica, ma anche per foto (inclusa la possibilità di scattare immagini a 2 megapixel) e video: il settore del video portatile, inizialmente sottovalutato da Apple, acquista grande importanza sull’iPhone grazie allo schermo di dimensioni generose, e anche la visione delle foto è sicuramente più apprezzabile qui che non sullo schermo di un normale iPod. Non dimentichiamo inoltre che la gestione di tutti questi contenuti sarà fruibile grazie ad uno schermo multitouch, con un’interfaccia per molti versi innovativa, quantomeno perché per la prima volta una tecnologia di questo tipo sarà alla portata di tutti.

A molte persone potrebbe bastare tutto questo per rendere l’iPhone un prodotto interessante: si tratta di un iPod wide-screen, con schermo multi-touch, che consente anche di telefonare e di fare dello foto. Chi invece utilizza già oggi uno smartphone potrebbe considerare l’iPhone poco più di un costoso gadget. In realtà la caratteristiche dell’imminente cellulare di Apple non si fermano qui, e il suo potenziale si nasconde più in profondità. L’iPhone farà girare a tutti gli effetti una versione ridotta di Mac OS X , ripulita di quello che non serve, ma che sembra avere le stesse caratteristiche di quella che gira sugli altri Mac.

La presenza di connettività wireless permetterà all’iPhone di agganciarsi a qualsiasi rete WiFi per navigare, inviare mail, chattare, ecc… Oltre agli effetti grafici di gestione della sezione multimediale, dalle immagini e dai filmati disponibili si possono vedere alcune applicazioni in tutto e per tutto simili alla controparte dei fratelli maggiori, come Safari, Mail, iChat, o i vari Widget già presenti nella dashboard di Mac OS X.

Proprio per quanto riguarda l’installazione di applicazioni, inizialmente sembrava che l’iPhone dovesse essere un sistema completamente chiuso, e questa caratteristica non è stata vista di buon occhio da chi il cellulare lo utilizza anche come smartphone, magari per fare qualcosa in più della semplice navigazione in rete. Recentemente però, durante l’intervista rilasciata in occasione del “D: All Things Digital”, Jobs ha aperto uno spiraglio riguardo l’installazione di software di terze parti. I dubbi maggiori rispetto a questa possibilità derivano da questioni di sicurezza: Apple non vuole che un software di terze parti, magari amatoriale, possa mandare in tilt il proprio dispositivo o alterare alcune delle sue funzioni basilari (possibilità molto concreta visto che stiamo parlando di un sistema operativo per molti versi “standard”). In ogni caso in Apple stanno lavorando per far sì che venga offerta la possibilità di creare ed installare nuovo software, anche se non è ancora ben chiaro quali saranno le modalità: si potrebbe passare da un developer kit dedicato (che potrebbe essere argomento dell’imminente WWDC), ad una distribuzione certificata attraverso l’iTunes Store, esattamente come avviene oggigiorno per i giochi destinati all’iPod. Se le applicazioni fossero realizzate in JavaScript, HTML o CSS (ovvero come i widget di Mac OS X) la loro portabilità sarebbe immediata, e il panorama di software per iPhone diventerebbe da subito molto ampio.

A simboleggiare queste possibilità, nei giorni scorsi si è diffusa un’indiscrezione in base alla quale l’iPhone sarebbe dotato di numerosi widget targati Google, widget che potrebbero dare accesso sia alle funzionalità più note, come Gmail e Google Earth, sia alla visualizzazione e modifica di documenti Office tramite le Google Apps. Non dimentichiamo inoltre che Google controlla anche servizi quali YouTube ( recentemente inserito in Apple TV ) e permette di gestire blog, funzionalità che potrebbero diventare accessibili tramite widget senza passare dal canonico accesso via browser web.

Altri utilizzi interessanti potrebbero poi derivare dal sistema di localizzazione del telefono, che grazie alle informazioni fornite via web è in grado di segnalare, per esempio, il più vicino ristorante in grado di offrire piatti a base di pesce, come mostrato in uno dei recenti spot che preannunciano l’uscita del nuovo cellulare di Apple.
Se tutto questo basterà per conquistare quella parte di pubblico ancora scettica, l’entrata di Apple nel mondo della telefonia sarà un successo senza precedenti, ma se per un qualsiasi motivo l’iPhone dovesse tradire parte delle aspettative, il flop sarebbe clamoroso. In ogni caso la data del lancio è stata fissata per il 29 giugno, e ogni dubbio sulle funzionalità di questo telefono multimediale (incluse sorprese non ancora note) saranno svelate in quella data o poco prima, in occasione della conferenza degli sviluppatori che avrà inizio la prossima settimana.

Ulteriori dubbi sul lancio europeo riguardano le modalità di commercializzazione del prodotto: in USA chi compra un iPhone sarà vincolato per due anni ad un contratto con AT&T. In Europa la situazione è più complessa, sia per il maggior numero di operatori (molti dei quali attivi solo in alcuni stati), sia per l’impossibilità in alcuni paesi di imporre vincoli contrattuali, sia per la maggiore diffusione di carte ricaricabili pre-pagate in luogo dei piani contrattuali. Se l’iPhone dovesse arrivare da noi nelle prime settimane dell’autunno, questi dettagli dovrebbero essere già stabiliti e comunicati al pubblico entro breve, probabilmente in corrispondenza del lancio americano: anche per noi europei la data da tenere d’occhio è quindi il 29 giugno.

Domenico Galimberti
(Per contattare l’autore scrivere alla redazione )

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