Apple-Shazam, semaforo verde dall'Europa

Apple-Shazam, semaforo verde dall'Europa

La Commissione Europea si è espressa con parere favorevole in merito all'acquisizione del servizio Shazam da parte del gruppo di Cupertino.
Apple-Shazam, semaforo verde dall'Europa
La Commissione Europea si è espressa con parere favorevole in merito all'acquisizione del servizio Shazam da parte del gruppo di Cupertino.

A metà dicembre la conferma: ufficiale l’acquisizione di Shazam da parte di Apple, con l’obiettivo di integrarne le funzionalità nel servizio di streaming musicale di Cupertino. Un’operazione portata a termine mettendo sul piatto un investimento economico quantificato in 400 milioni di dollari, che di lì a poco ha attirato l’attenzione della Commissione Europea.

Apple-Shazam: si può fare

La volontà manifestata dall’istituzione di analizzare nel dettaglio l’accordo e le sue eventuali ripercussioni sulla concorrenza è giustificata dall’importanza delle parti coinvolte e dal loro business: da un lato una tecnologia fortemente legata all’universo mobile e ormai da tempo leader a livello globale per quanto riguarda il riconoscimento dei brani ascoltati, dall’altra una piattaforma seconda solo al colosso Spotify in un mercato in forte crescita come quello legato allo streaming. Oggi da Bruxelles arriva il via libera, con un comunicato che raccoglie le parole del commissario Margrethe Vestager.

I dati sono al centro dell’economia digitale. Per questo dobbiamo esaminare con attenzione le transazioni che portano all’acquisizione di importanti set di informazioni, incluse quelle potenzialmente sensibili a livello commerciale, garantendo così che non vi siano limitazioni alla concorrenza. Dopo aver analizzato a fondo i dati relativi agli utenti e alla musica di Shazam, possiamo affermare che la sua acquisizione da parte di Apple non presenta rischi per la concorrenza nel mercato dello streaming digitale.

Nessun rischio per la concorrenza

Come si legge nel documento, la Commissione Europea ha posto la sua lente d’ingrandimento sull’operazione principalmente per due motivi: un possibile utilizzo da parte di Apple delle informazioni in possesso di Shazam per sottrarre utenti alle piattaforme concorrenti e la prospettiva che in seguito all’accordo la mela morsicata eliminasse dall’app i link verso i servizi dei competitor. Anche sulla base dei feedback raccolti dagli altri player, non è emerso il pericolo che tali abusi possano essere messi in atto.

In conclusione, l’incrocio delle informazioni raccolte nel corso degli anni da Shazam e quelle negli archivi di Apple non dà luogo a un vantaggio tale da compromettere gli equilibri del mercato, anche in considerazione del fatto che nelle mani dei concorrenti rimane la possibilità di consultare database della medesima natura offerti da realtà differenti. Si ricorda infine che tra i paesi che nel febbraio scorso avevano chiesto l’avvio dell’indagine figura anche l’Italia, al fianco di Austria, Francia, Islanda, Norvegia, Spagna e Svezia.

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Pubblicato il
6 set 2018
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