Apple/ Una Mela al centro della vita digitale

di D. Galimberti - Una panoramica sulle novità più importanti dal mondo Apple e su quanto si affaccia all'orizzonte


Roma – Da un po’ di tempo a questa parte la vendita di musica on-line è in continua crescita: nelle ultime settimane si parla addirittura di quantità pari a cinque volte le vendite di CD singoli nei negozi. Se è vero che le case discografiche non prediligono questo tipo di distribuzione, è anche vero che la vendita in rete ha come punto di forza la possibilità di vendere i singoli pezzi di ogni album, dimostrando una maggiore flessibilità che viene premiata dai risultati.

Apple, pur non essendo stata la prima azienda ad offrire un servizio di questo tipo, è stata comunque la prima ad offrire un servizio che convincesse sia gli utenti che le major, riuscendo a stringere accordi per la vendita dei brani dei maggiori artisti di successo del panorama mondiale.

Non a caso Steve Jobs è stato premiato dalla prestigiosa rivista “Scientific American” con l’Oscar per la Comunicazione, entrando a far parte dei 50 personaggi del 2003 che hanno contribuito al progresso. La motivazione di questo premio è da ricercare proprio in iTunes Music Store , definito come un “il servizio di musica on line che serve da modello per il resto dell’industria discografica”. Si tratta quest’ultima di una definizione che calza a pennello, visto che ultimamente molte altre aziende hanno lanciato (o stanno per farlo) dei servizi simili.

Il CEO di Apple ha raccolto il giusto merito per aver creduto in un progetto che molti credevano folle, e a dare maggiore risalto a questo premio contribuiscono gli altri riconoscimenti ricevuti nelle scorse settimane. Steve Jobs infatti, grazie al successo dell’iPod e di iTunes Music Store, è stato nominato re del marketing dalla rivista specializzata AD Age.


La casa di Cupertino è sempre stata all’avanguardia nel campo della comunicazione, proponendo al pubblico delle soluzioni complete (sia a livello hardware che software) per il video digitale. Firewire e SuperDrive sono ormai una consuetudine per gli utenti Macintosh, mentre iMovie e iDVD danno la possibilità a qualsiasi persona di cimentarsi nella creazione di un proprio DVD video con estrema semplicità.

Proprio a rafforzare questo settore, è arrivato nei giorni scorsi un nuovo modello di iMac con schermo LCD da ben 20 pollici. Si tratta del più ampio display TFT mai comparso su un desktop all-in-one, un vero invito per chi ha la passione del video digitale e desidera uno spazio di lavoro sempre maggiore senza scendere a compromessi con lo spazio fisico della propria scrivania.

Il mondo dell’informatica è però fatto anche di professionisti, ed è proprio questo il segmento di mercato dove Apple sta sfoderando le sue armi migliori. Insieme all’iMac da 20 pollici è stato presentato anche un nuovo Power Mac G5 con due processori a 1,8 GHz, un sistema che va a sostituire il precedente modello intermedio a singolo processore.

La serie dei PowerMac G5, grazie ai 64 bit dei processori IBM e alla nuova architettura studiata da Apple, consente di ottenere prestazioni sempre al top, soprattutto se si ha a che fare con software ottimizzato. L’ottimizzazione per i PowerMac G5 è iniziata con l’uscita di Panther e continua ora con i software rivolti al mercato professionale. Le nuove release di Final Cut Pro (l’evoluzione di iMovie), DVD Studio Pro (la versione avanzata di iDVD) e Shake (lo standard professionale per il compositing avanzato e gli effetti visivi) sono state aggiornate per dare il meglio di sé con le nuove macchine, assicurando prestazioni che in alcune operazioni sono del 100% superiori rispetto ai Power Mac G4.
Tutti i nuovi prodotti sono stati presentai ufficialmente al grande pubblico durante il Mac Expo di Londra che si è appena concluso, ma anche i professionisti italiani avranno la possibilità di scoprire tutte le potenzialità delle soluzioni Apple in occasione dell’ IBTS , l’appuntamento internazionale per tutti coloro che producono e diffondono comunicazione digitale, che si svolgerà presso la Fiera Milano dal 27 al 30 novembre. La presenza di Apple a questa fiera sarà incentrata sulle soluzioni video ottimizzate per il nuovo sistema operativo Mac OS X 10.3, e sulle nuove applicazioni ottimizzate per i desktop G5.


Il G5 si è già dimostrato un processore dalle prestazioni straordinarie, grazie al quale è stato possibile realizzare un supercomputer tra i più potenti al mondo con una spesa ridotta.

È normale aspettarsi che d’ora in avanti Apple concentri tutti i suoi sforzi per sfruttare al meglio il nuovo processore (ancor più di quanto non successe per il G4), ed è normale che anche le altre software house seguano la stessa strada. Perdono quindi significato le solite voci che vogliono Mac OS X su processori x86 anche se, come dichiarato ultimamente dallo stesso Jobs, la struttura del sistema operativo di Apple è tale da consentire, all’occorrenza, una facile migrazione verso altre famiglie di processori.

Il passo successivo sarà una nuova tecnologia (già annunciata da IBM) che consentirà di realizzare una famiglia di PowerPC G5 con circuiteria da 0,09 micron a basso consumo. I nuovi processori potranno trovare posto nei portatili, restituendo una sorta di “parità” tra Motorola e IBM; con l’uscita dei nuovi iBook, infatti, i processori G4 prodotti da Motorola occupano tre delle quattro serie di computer prodotti da Apple. Una serie di PowerBook con processore G5 sarebbe quindi una normale evoluzione della situazione attuale.

Tralasciando i discorsi tecnici, contrariamente a quanto annunciato in passato, gli Apple Store stanno arrivando anche fuori dagli Stati Uniti. Domenica 30 novembre sarà infatti inaugurato il primo Apple Store di Tokio , nel quartiere di Ginza. Difficilmente vedremo presto degli Apple Store anche in Europa, e ancora più improbabile in Italia; credo però di esprimere il desiderio di molti dicendo che sarebbe bello avere la possibilità di accedere all’iTunes Music Store anche nel “vecchio continente”, e credo che anche ad Apple convenga attivare il servizio europeo il più presto possibile, prima che lo facciano altri.

Domenico Galimberti

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  • Anonimo scrive:
    Gli serve un legale per sopravvivere....
    Senza che fanno ? Triste fine....
  • Anonimo scrive:
    interessante
    si tratta del primo mega-boicottaggio via Internet di un'azienda dell ICT, vero?Chissà se questo caso non suoni come una campana a morto per MicroSoft...
  • Anonimo scrive:
    Gartner ragiona e sco sragiona
    Finalmente un parere che, anche se non ho letto, sembra apprezzabile da Gartner sulla vicenda. Il precedente che consigliava quasi a spada tratta di pagare SCO secondo me, era troppo di parte. Non che fosse errato! Ma sembrava legittimare la ragione prima del processo alla causa di SCO....D'altraparte SCO creando questo terrore dopo 10 anni che LINUX è arrivato nel mondio informatico, ha sbagliato i tempi e i modi.Se anche la ragione fosse dalla sua parte non può per qualche linea di codice proprietaria bloccare un mondo tecnologico che si è creato. Doveva farlo subito!!...nel 1991Non dopo che si è creato un mercato e una tecnologia senza uno sforzo da parte sua....Senza i contributi Open Source, Unix del 1991, non sarebbe lo stesso di adesso: ossia con le attuali prospettive e duttilitàCome per i terreni esiste l'usucapione, dovrebbe esistere una legge simile per l'informatica.By a tutti
  • Anonimo scrive:
    Incontri SCO a Milano, Roma, Padova??
    Ci andrà solo Microsoft........
  • Anonimo scrive:
    SCO???
    SCO è già cadavere.
  • avvelenato scrive:
    nel girone degli ignavi
    A furia di leggere le analisi opportunistiche di Gartner, mi rendo conto che non fanno altro che schierarsi di continuo con la fazione che al momento sembra più forte.bella forza, a fare analisi così ce la fa pure mia sorella.credo che i dipendenti di Gartner si meriterebbero quindi un bel giro nel girone degli ignavi. avvelenato che ha uno schieramento preciso sulla questione: sco sucks.
    • Anonimo scrive:
      Re: nel girone degli ignavi
      - Scritto da: avvelenato
      A furia di leggere le analisi
      opportunistiche di Gartner, mi rendo conto
      che non fanno altro che schierarsi di
      continuo con la fazione che al momento
      sembra più forte.In questo discorso c'e' qualcosa che non torna. In questi mesi è stata proposto il teorema (piu' o meno provato):"dietro SCO c'e' MS."Contemporaneamente invece si diceva:"Gartner fa analisi che danno ragione "al piu' forte". Spesso questo è stato legato ad analisi che pretendevano di dimostrare che Windows costa meno di Linux come TCO."Questa nuova analisi di Gartner, invece, (condivisibilissima tra le altre cose) non è certo in linea con quelle precedenti (come orientamento "politico" intendo).C'e' qualcosa che non torna.Andrea
      • Anonimo scrive:
        Re: nel girone degli ignavi
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: avvelenato

        A furia di leggere le analisi

        opportunistiche di Gartner, mi rendo conto

        che non fanno altro che schierarsi di

        continuo con la fazione che al momento

        sembra più forte.

        In questo discorso c'e' qualcosa che non
        torna. In questi mesi è stata proposto il
        teorema (piu' o meno provato):

        "dietro SCO c'e' MS."

        Contemporaneamente invece si diceva:

        "Gartner fa analisi che danno ragione "al
        piu' forte". Spesso questo è stato legato
        ad analisi che pretendevano di dimostrare
        che Windows costa meno di Linux come TCO."

        Questa nuova analisi di Gartner, invece,
        (condivisibilissima tra le altre cose) non è
        certo in linea con quelle precedenti (come
        orientamento "politico" intendo).Certo che lo e'! (vedi sotto)

        C'e' qualcosa che non torna.Forse dove dice------------------------------------------Nel frattempo, per minimizzare il rischio di diventare il bersaglio della prossima e preannunciata campagna legale di SCO, Weiss consiglia alle imprese di non divulgare dettagli sulle proprie installazioni Linux e di "non permettere a SCO di controllare le vostre attività senza un'autorizzazione legale".Come aveva già fatto negli scorsi mesi, Weiss ha richiamato le aziende alla prudenza suggerendo a quelle che hanno in progetto di migrare verso Linux di rivolgersi a fornitori disposti a farsi carico degli eventuali costi legati ad una causa legale con SCO: la società di analisi cita, come esempio, il programma d'indennizzo appena varato da HP.---------------------------------------------Quale manager, in un giudizio cosi' "equilibrato", non prendera' per ESTREMAMENTE SERIE quelle parole?Cosi' M$ ammazza Linux e SCO Unix, come mossa non male!M$: pessimi prodotti ma ottime politiche!

        AndreaEnrico (linux)
        • Anonimo scrive:
          Re: nel girone degli ignavi

          Come aveva già fatto negli scorsi mesi,
          Weiss ha richiamato le aziende alla prudenza
          suggerendo a quelle che hanno in progetto di
          migrare verso Linux di rivolgersi a
          fornitori disposti a farsi carico degli
          eventuali costi legati ad una causa legale
          con SCO: la società di analisi cita, come
          esempio, il programma d'indennizzo appena
          varato da HP.
          --------------------------------------------- questo non fa che legittimare l'azione di sco.Mi chiedo se anche questo non sia fud.
        • Anonimo scrive:
          Re: nel girone degli ignavi

          Quale manager, in un giudizio cosi'
          "equilibrato", non prendera' per
          ESTREMAMENTE SERIE quelle parole?
          Queste parole vanno prese in maniera molto seria certamente. nessuna azienda può rischiare.
          Cosi' M$ ammazza Linux e SCO Unix, come
          mossa non male!
          M$: pessimi prodotti ma ottime politiche!non c'è solo windows e il nuovo kernel di linux è già free sicuramente delle stringhe copiate da Unix/Sco (se poi era vero) non c'è bisogno di passare alal versione 2.2, e sco può richiedere danni, eventualmente, solo a chi distribuito linux con parte del codice copiato, eventualmente. Le aziende possono passare al kernel nuovo e sono a posto
      • avvelenato scrive:
        Re: nel girone degli ignavi
        - Scritto da: Anonimo

        In questo discorso c'e' qualcosa che non
        torna. In questi mesi è stata proposto il
        teorema (piu' o meno provato):

        "dietro SCO c'e' MS."

        Contemporaneamente invece si diceva:

        "Gartner fa analisi che danno ragione "al
        piu' forte". Spesso questo è stato legato
        ad analisi che pretendevano di dimostrare
        che Windows costa meno di Linux come TCO."

        Questa nuova analisi di Gartner, invece,
        (condivisibilissima tra le altre cose) non è
        certo in linea con quelle precedenti (come
        orientamento "politico" intendo).

        C'e' qualcosa che non torna.

        Andreaesatto! è quello che ho voluto esprimere io con il mio post!prima Gartner dava corda alle assurde pretese di SCO (e quindi superficialmente si poteva dire "gartner è pagata da m$", anche ricordando le analisi sul tco win Vs linux)adesso invece ha ridimensionato le paranoieergo: sono degli ignavi!
  • Anonimo scrive:
    Che chiudano all'istante!
    Già a quanto pare è stata ampiamente boicottata per le (ill)azioni e ha perso enormi quote di mercato. Speriamo perda la causa così se ne vanno tutti a casa prima di rivendicare qualcosa che blaterano gli sia stata rubata...
    • Anonimo scrive:
      Re: Che chiudano all'istante!
      hahaha...chiuderanno chiuderanno !le azioni calano a picco, i loro pacchetti Unix proprietari non li usa nessuno...e perderanno la causa non appena si troveranno di fronte accusatori e accusati.
      • Anonimo scrive:
        kamikaze
        beh, come manager posso anche avere qualche dubbio a installare Linux, soprattutto su un progetto critical. Anche se da amministratore so bene che anche se SCO vincesse, male che vada torno al kernel 2.2ma voglio vedere quale admin adesso avrebbe il coraggio di proporre l'adozione di SCO in ditta !ergo: SCO è un kamikaze lanciato (da chi? ummmm) contro la marea Linux per cercare di guadagnare tempo
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