Apple/ Un'estate dalle mele rosse

di D. Galimberti. Sono passate ormai diverse settimane dall'annuncio dei risultati fiscali del terzo trimestre ma, alla luce di quanto accaduto poi, vale sicuramente la pena di commentarli adesso
di D. Galimberti. Sono passate ormai diverse settimane dall'annuncio dei risultati fiscali del terzo trimestre ma, alla luce di quanto accaduto poi, vale sicuramente la pena di commentarli adesso


Roma – Per l’ennesima volta da qualche anno a questa parte, e nonostante la dichiarata crisi del settore, Apple annuncia un trimestre estremamento positivo, con una crescita di fatturato del 30% e un utile netto triplicato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Volendo scendere in dettaglio, l’utile è stato pari a 61 milioni di dollari (nonostante un onere extra di 6 milioni per ristrutturazione) pari a 16 centesimi di dollaro per ogni azione, contro i 19 milioni realizzati nello stesso periodo dello scorso anno. Non deve quindi sorprendere l’andamento positivo del titolo AAPL a Wall Street, in continua crescita da ormai parecchi mesi. A conti fatti si tratta del “miglior terzo trimestre fiscale” di Apple da otto anni a questa parte: se c’è ancora qualcuno che vuol sostenere la tesi dell’azienda sull’orlo del fallimento, non vedo su quali basi possa fare un’affermazione del genere.

Per meglio comprendere le scelte aziendali e le possibili mosse future, occorre però scendere nei dettagli: in questo trimestre Apple ha venduto iPod e CPU in quantità praticamente equivalenti (860 mila iPod e 876 mila CPU) registrando forti aumenti in entrambi i settori. Ma se un 14% di crescita nella vendita di Macintosh rappresenta un ottimo risultato, che dire allora della crescita dell’iPod, pari a ben il 183%? Al di là degli incrementi, la maggior fetta di fatturato arriva ovviamente dal settore computer, con l’iMac che l’ha fatta ancora da padrone nonostante il mercato dei portatili in continua crescita.

Le previsioni per l’attuale quarto fiscale sono altrettanto ottimistiche, anche se probabilmente le proporzioni degli incrementi saranno ancora più sbilanciate. Cominciamo subito col dire che durante l’estate, il mercato dei computer è notoriamente in una fase di stallo; se aggiungiamo il fatto che l’iMac, macchina principe delle vendite, è attualmente fuori listino in attesa della nuova revisione che verrà presentata a settembre, non viene difficile immaginare che la crescita di vendite di questo settore (seppur paragonata allo stesso periodo estivo dello scorso anno) potrebbe essere minima, nonostante il sostegno dato dai nuovi PowerMac G5 e dai portatili G4. Viceversa, il periodo estivo dovrebbe segnare un ulteriore balzo in avanti del “settore musicale”, grazie alla presentazione dei nuovi iPod, al lancio europeo degli iPod-mini, e all’attivazione di iTunes Music Store in Inghilterra, Francia e Germania.

Alla luce di queste considerazioni appare quindi molto sensata la strategia di Apple, che sapendo di non poter contare sull’apporto dell’iMac per questo trimestre, ha concentrato tutti i suoi sforzi per dare il maggior risalto possibile agli altri settori: non è sicuramente un caso che molte novità siano arrivate tra giugno e luglio, e che molte di queste riguardassero il settore della musica: da quelle appena citate, alla presentazione di Airport Express, un dispositivo dotato di un’apposita uscita per inviare allo stereo la musica proveniente da iTunes. Per non parlare poi del concorso legato al centomilionesimo brano venduto sull’iTunes Music Store, con tanto di comunicazione della vincita (un PowerBook 17″) annunciata telefonicamente da Steve Jobs in persona al fortunato cliente.

La strategia appare ancora migliore se andiamo ad esaminare quello che succederà nel trimestre successivo: tra settembre ed ottobre verrà presentato il nuovo iMac, HP presenterà la propria versione di iPod, e verrà lanciato l’iTunes Music Store in tutta Europa; tutto questo attenendosi alle notizie già date per certe, e tralasciando eventuali altre novità che sicuramente non mancheranno.


L’attesa creata intorno al nuovo iMac non è ancora alta, ma da qui a settembre i pronostici si moltiplicheranno, e nonostante sia molto difficile pronosticare quale sarà il design, qualcuno ci ha già provato:


http://www.spymac.com/gallery/show_photo.php?picid=211620&nr=39
,

http://www.spymac.com/gallery/show_photo.php?picid=203494&nr=84
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http://www.spymac.com/gallery/show_photo.php?picid=198631&nr=106
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http://www.spymac.com/gallery/show_photo.php?picid=181163&nr=183
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In ogni caso appare quasi inevitabile che il nuovo iMac riscuota lo stesso successo dei suoi predecessori, sia per l’attesa forzata che si sta creando in questi mesi, sia per le caratteristiche tecniche che dovrebbero distinguerlo dal modello attuale: infatti è più che lecito aspettarsi l’introduzione di un PPC-G5, tanto più che i PowerMac attuali sono tutti biprocessori. Resta un alone di mistero sui motivi che hanno portato a questa scelta ma per ora non è dato saperlo, e forse i veri motivi non saranno mai resi noti.

Lasciando perdere le indiscrezioni sul prossimo iMac (argomento sul quale sicuramente ci sarà molto da parlare tra un mesetto), vale sicuramente la pena di commentare un altro paio di notizie relative al binomio iTunes-iPod.

La prima riguarda la disputa tra Apple e Real: quest’ultima, come si è riportato alcuni
giorni fa
, è riuscita ad ideare un sistema grazie al quale la musica comprata dal proprio negozio on-line può venir letta dall’iPod. Questa mossa suona un po’ come una ripicca visto che Apple, durante la primavera, aveva già rifiutato la proposta di Real volta a realizzare un patto che portasse proprio a un risultato di questo tipo. Probabilmente dal punto di vista legale Real ha studiato per bene le proprie mosse, e in una possibile causa potrà contare su numerosi precedenti che hanno visto il reverse engineering uscire vincente da dispute simili. Anche Apple però sicuramente non tarderà le proprie
contromosse
: stiamo parlando di un prodotto che è di proprietà di Apple, e questa ha tutti i diritti di apportare le opportune modifiche per far sì che il sistema ideato da Real cessi di funzionare. Il rischio (per ora lontano) è che questo gioco al rimpiattino finisca per danneggiare l’utente, ma volendo analizzare la questione in ogni dettaglio, è veramente difficile dare ragione all’uno piuttosto che all’altro.

Apple cerca di difendere quella che è una sua creazione: il binomio iTunes-iPod funziona alla perfezione e l’idea che qualcuno possa “sfruttare” il successo dell’iPod per fare concorrenza all’iTunes Music Store non dev’essere molto gradita ad Apple (come non lo sarebbe a nessun’altra azienda che si trovasse nella stessa situazione). Se poi consideriamo il fatto che il mercato è appena nato ed è in piena espansione, la volontà di mantenere la posizione finora conquistata è indubbiamente molto forte. D’altro canto avere più possibilità di scelta è sempre un vantaggio per gli utenti, e la mossa di Real, dettata dalla possibilità di rendere la propria musica disponibile sul più diffuso riproduttore portatile, è altrettanto comprensibile. In fin dei conti Real non ha nulla da perdere, mentre Apple si trova di fronte ad una scelta che potrebbe avere risvolti dagli esiti più disparati, anche alla luce delle possibili espansioni di mercato e di eventuali accordi tra gli altri concorrenti del settore.

Solo il tempo ci dirà se Apple sta facendo la scelta giusta, ma nel frattempo per consolidare la propria posizione, con un annuncio a sorpresa è stato siglato un patto che porterà (nella prima metà del prossimo anno) una versione mobile di iTunes sui cellulari Motorola. L’importanza strategica di questo annuncio è enorme, in quanto Apple si prepara ad allargare i propri confini nell’immenso mercato della telefonia cellulare. Questa possibilità potrebbe portare in un futuro immediato anche ad una versione PDA del proprio software, ad un iTunes Music Store accessibile attraverso i cellulari di nuova generazione, e magari anche all’utilizzo della tecnologia QuickTime in questo tipo di dispositivi: del resto l’iTunes Music Store è ormai diventato un importante portale anche per la fruibilità di video musicali e trailer cinematografici.

Domenico Galimberti

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04 08 2004
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