Australia, Samsung vede e provvede

Il tribunale ordina ad Apple di mostrare alla coreana i suoi contratti. Mentre una catena aggira il blocco alle importazioni di Galaxy Tab imposto in via pregiudiziale
Il tribunale ordina ad Apple di mostrare alla coreana i suoi contratti. Mentre una catena aggira il blocco alle importazioni di Galaxy Tab imposto in via pregiudiziale

Dall’Australia, finora terra di canguri e cattive notizie per Samsung, arriva una sentenza a favore della coreana: Apple sarà costretta a mostrargli i contratti stipulati con le compagnie telefoniche locali .

In particolare, Cupertino deve mostrare a Samsung gli accordi sottoscritti con Vodafone, SingTel e Telstra per permettere a Samsung di verificare se in essi vi è l’obbligo imposto alle telco di sovvenzionare le vendite di iPhone. Situazione che la coreana ritiene rilevante per la causa con la quale ha portato in tribunale Apple per violazione di suoi brevetti.

Samsung aveva chiesto anche di avere accesso al codice sorgente di iPhone 4S e dopo aver ricevuto da Apple 220 pagine di documenti relativi ad esso, ha decretato che si trattava di dati insufficienti in quanto sarebbe mancato almeno un file. Per questo si era rivolta al tribunale: la situazione a tal proposito rimane ancora in sospeso.

Nello scontro Apple-Samsung non mancano, d’altronde, colpi più o meno bassi: Cupertino, per esempio, in Olanda e Germania come proprio in Australia, aveva ottenuto il blocco delle importazioni di Galaxy Tab come misura precauzionale e aveva rifiutato di accordarsi per rimuovere l’ostacolo, dichiarando apertamente che il suo scopo è quello di avvantaggiare il più possibile le vendite di iPad eliminando la concorrenza.

Nel frattempo, tuttavia, nonostante anche il tribunale abbia confermato il blocco delle importazioni del tablet, gli utenti australiani possono acquistarlo attraverso il rivenditore dMavo , che ora per farlo arrivare nel paese gestisce gli ordini attraverso una divisione creata ad hoc in Europa e smercia le spedizioni attraverso la Cina.

Non si tratterà, naturalmente, di un sistema perfettamente legale, e anzi è facile parlare di “pirateria”: Wojtek Czarnocki, il direttore generale di dMavo, non è d’altronde estraneo a queste vie, tanto che negli anni novanta dirigeva Pirated Software Group , attività che trattava, appunto, programmi illegali. E per questo è stato in passato ricercato e condannato .

Czarnocki, nonostante le minacce di Apple e i consigli dei suoi legali che definiscono “rischioso” il business, sta continuando a vendere Samsung Galaxy in Australia.

Claudio Tamburrino

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