Ha pagato l'auto in crypto: oltre al danno, la beffa

Paga l'auto in crypto UNIH: oltre al danno, la beffa

È accaduto in Cina: ha acquistato un'auto pagandola con la crypto UNIH. non l'ha mai ricevuta e non ha diritto ad alcun risarcimento.
È accaduto in Cina: ha acquistato un'auto pagandola con la crypto UNIH. non l'ha mai ricevuta e non ha diritto ad alcun risarcimento.

Nessuno vorrebbe trovarsi nei panni del signor Huang, nemmeno il signor Huang. È suo malgrado protagonista di una vicenda che arriva dalla Cina e che tiene banco oggi in ambito crypto. Nel 2019 ha acquistato un’auto, più precisamente una Audi AL6, scegliendo di effettuare il pagamento (409.800 yuan, circa 60.000 euro) non attraverso la moneta a corso legale nel paese, ma con l’equivalente in token UNIH. Il risultato? Non ha mai ricevuto il veicolo e ora un giudice ha stabilito che non ha diritto ad alcun rimborso o risarcimento.

Compra l’auto pagando in UNIH, non la riceve

Il verdetto della Shanghai Fengxian Court ha di fatto invalidato il contratto sottoscritto tra le parti. La stretta di mano prevedeva la consegna della vettura entro tre mesi dalla firma. Il motivo dell’annullamento è il seguente: gli asset digitali non possono e non dovrebbero essere impiegati come moneta per la circolazione di beni nel mercato. Oltre al danno, la beffa.

Al fine di contestualizzare l’accaduto, dobbiamo ricordare il rapporto difficile tra la Cina e le criptovalute, culminato lo scorso anno con il ban di Bitcoin & co. Siamo però anche a conoscenza di come, nonostante il divieto ufficiale, le operazioni legate al mining siano ripartite alla grande.

Unihash (UNIH), una crypto scam

Bisogna infine precisare come il token impiegato per la transazione del signor Huang, Unihash (UNIH), sia oggetto di una storia tribolata. Creato nel 2018 per l’utilizzo in ambito e-commerce, è stato distribuito inizialmente ad alcuni investitori senza passare da una ICO pubblica. A breve distanza dal lancio, i media cinesi hanno cominciato a descrivere l’operazione come una truffa, la più classica delle crypto scam, basata su un prezzo volutamente e artificialmente gonfiato per attrarre capitali prima dell’inevitabile crollo. È stato identificato con il simbolo visibile nell’immagine che apre l’articolo.

Al momento l’asset non è più scambiato su alcun exchange come Binance, non vi è alcun profilo ufficiale sui social e il supporto sembra essere stato del tutto interrotto. Disattese tutte le promesse formulate nel whitepaper (PDF) di presentazione.

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Fonte: Cointelegraph
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Pubblicato il 21 giu 2022
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