Bid.it nei guai, sciopero dei dipendenti

I lavoratori che hanno portato avanti una delle più interessanti realtà della new-economy italiana entrano in sciopero. A breve una conferenza stampa della dirigenza


Roma – Basta accedere alla home page di Bid.it , una delle più interessanti realtà della net-economy italiana, per rendersi conto dei guai in cui si trova l’azienda e che hanno messo in agitazione i suoi dipendenti, dal 30 aprile in sciopero ad oltranza per richiedere gli stipendi arretrati.

Sulla home page, infatti, si apre un piccolo pop-up che parla dello sciopero e rimanda esplicitamente al sito pollodigomma.org dove sono pubblicate le ragioni dello sciopero e il verbale dell’ultima assemblea dei dipendenti.

Sono 40 i posti di lavoro considerati a rischio dai dipendenti di quella che è sempre stata descritta come una delle realtà pugliesi di maggiore speranze. “Alle corde – scrivono i lavoratori su pollodigomma.org – i dipendenti hanno cercato, dopo mesi di attese e di fiducia nella loro azienda, di smuovere le acque con lettere aperte al presidente e ai soci, ma i mesi di ‘buco’ sono aumentati, fino a sfiorare il fallimento”.

Vista la situazione, per il prossimo giovedì 9 maggio il presidente di Bid.it Spa Antonio Manno ha annunciato una conferenza stampa alla quale sono invitati tutti i soci di Bid.it, tra i quali si trovano nomi del calibro di DADA, Banca Popolare di Bari, Banca 121 e altri ancora.

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  • Anonimo scrive:
    qual è la fonte della news?
    cerco il numero della sentenza, o quanto meno voglio capire in che periodo è stata emessa. qualcuno mi può aiutare?
  • Anonimo scrive:
    Prendiamo spunto dalla musica e... dal buon senso.
    Io credo che basti un pò di buon senso.Le cose che sono state dette in questo forum sulla notizia sono bene o male tutte giuste... ci sono sia le ragioni della prima ditta, proprietaria del lavoro svolto dal dipendente, sia le ragioni del programmatore che ha lui stesso in prima persona scritto "un'opera di ingegno".E' naturale che se il programmatore in questione realizza due programmi per le due ditte con anche solo una funzionalità analoga ed il codice legato a quella funzionalità è identico anche nell'indentazione...beh...è facile intuire che il codice nella seconda applicazione non è altro che un'operazione di copia e incolla dalla prima (quanto ci mette un programmatore a fare un bell archivio del proprio lavoro e portarselo a casa prima di lasciare il suo posto di lavoro?). Se invece è la stessa funzionalità ma realizzata in modo differente pur sfruttando lo stesso "algoritmo", beh, non si può dire che è stata rubata dalla precedente produzione nella precedente ditta.Il problema vero è come tradurre tutto questo in una legge concreta... ma penso si possa prendere spunto dal mondo della musica. Le note sono 7 (diciamo così, noi occidentali ignoranti), eppure ci sono milioni di canzoni diverse... la legge come indentifica le canzoni copiate?ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: Prendiamo spunto dalla musica e... dal buon senso.
      No, non e' vero... Io programmo da anni, e ormai mi sono realizzato una mia libreria personale di funzioni, con vari scopi.Ovviamente quando realizzo un programma, per chiunque sia, includo queste mie parte di codice, senza riscriverlo.Il problema e' piu' legale: io sono pagato dall'azienda per sviluppare il codice a loro necessario, e loro detengono i diritti. Se pero' in questa funzione scrivo chiaramente nell'intestazione che non e' stata prodotta da me durante le ore di lavoro pagate da loro, ma che ne ho sfruttata una gia' esistente, sono a posto.Loro ovviamente devono essere messi a conoscenza e ben consapevoli della cosa: su quella parte di codice non hanno diritti in quanto sviluppato precedentemente; se eventualmente volessero averne l'esclusiva dovrebbero comprarmelo, in quanto mia proprieta' esclusiva.
  • Anonimo scrive:
    E i pattern?
    Vediamo se ho capito... Sto creando un sistema di publishing notizie per l'azienda in cui lavoro e decido di applicare un Desgin Pattern.. uno a caso.. facciamo il Decorator (è il primo che mi viene in mente anche se non credo che ci azzecchi molto, l'ho ri-letto stamattina in treno su una rivista...).Quindi creerò la mia classe base per gli articoli, chiamandola...public class Articolo {...}ecc.. ecc..Ora cambio lavoro e l'azienda dove mi sposto mi chiede di scrivere un sistema di publishing...ovviamente, avendolo già fatto, attingo dall'esperienza maturata e, siccome non voglio re-inventare l'acqua calda, ri-uso il pattern Decorator, e che nome darò alla classe degli articoli???public class Articolo {...}E' estremamente probabile,a questo punto, che, essendo i problemi nello stesso ambito, le soluzioni siano per lo meno molto simili.A questo punto non capisco.. la proprietà intellettuale come si distribuisce:- L'azienda dove stavo prima non può avere la proprietà intellettuale del Decorator o di qualsiasi altro algoritmo o pattern di pubblico dominio io abbia usato; è come se pretendesse di brevettare la finestra di login solo perchè nel programma che ho fatto ne ho usata una (Intendo il concetto campo user/campo passwd).- La proprietà intellettuale non è mia, in quanto dipendente di entrambe le società- La proprietà non è dell'azienda dove sto adesso, in quanto, come sopra, sto usando un pattern di pubblico dominio...D'altronde, mica posso cambiare il nome alle variabili.. per cui, se cambio tre volte lavoro, le classi si chiameranno:Articolo00Articolo01Articolo10Come dovrei interpretare la legge, in questo caso??L'OOP si basa proprio sul riutilizzo di codice/oggetti e tecniche di programmazione di pubblico dominio.Saluti a tutti, Ryo Takatsuki
  • Anonimo scrive:
    Italia: Spettacoli circensi (di pessima qualita')
    Salve a tutti,A parte il fatto specifico, ma vi pare una cosa sensata una sentenza che si giustifica in tale modo? Interpretare la legge sul diritto d'autore, affermando che non e' possibile ricopiare parti di codice scritte da altrui persona, se queste sono da considerarsi funzionanti ed autonome, vuol dire di per se' rendere illecito praticamente tutto il software esistente, compreso quello Microzozz (che forse e' gia' illecito per altre ragioni).Immaginate che ogni volta che dovete decrementare di una costante un variabile finche' essa e' arrivata a zero (un ciclo assolutamente autonomo quanto usato dall'inizio dei tempi della programmazione) dovete pagare i diritti a qualcuno!!!!!Ma per piacere, evitiamo di dare spettacoli circensi e pure di pessima qualita'!!!!!!!!Ripeto al di fuori del fatto specifico (di cui Punto Informatico non approfondisce piu' di tanto), mi vergogno di essere Italiano o forse dovrei dire Itagliano????!!!!!????Meditate gente, meditate
  • Anonimo scrive:
    il programmatore...
    Gli algoritmi sono percorsi logici tradotti in righe di codice al fine d'ottenere un risultato, della serie se pensiamo alle singole azioni compiute sequenzialmente per aprire una porta e traducessimo il tutto in algoritmo...il risultato sarebbe sempre lo stesso (ladri a parte :-)...e se scoprissimo che è già stato brevettato? Mah in Italia uscirebbero dalla finestra ;-))byez
  • Anonimo scrive:
    RIASSUMENDO TUTTI RISCHIAMO LA GALERA!!
    E' SEMPRE PIU' EVIDENTE CHE IL *SISTEMA" E' ORAMAI GIUNTO ALLA FOLLIA, NEL SOLO CAMPO DELLA TUTELA DEI DIRITTI D' AUTORE E' CHIARO CHE TUTTI, DICO TUTTI SIAMO DA GALERA...QUALE RIVOLUZIONE E' MAI POSSIBILE PER RIPRISTINARE LEGALITA' ED ECONOMIA?
  • Anonimo scrive:
    ?!?!?!?
    non capisco...sarò idiota io ma....ovvero qualunque procedura io pensi e successivamente realizzi su un programma commerciale,diventa proprietà del detentore dei diritti di quel programma?accidenti se è così dovremo smettere di pensare..... ;P
  • Anonimo scrive:
    Sono colpevole!
    Lo devo confessare con rimpianto. Ho utilizzato reiteratamente l'istruzione for, while e if nei miei programmi.CONDANNATEMIIIIIIIIIIIIIII
    • Anonimo scrive:
      Re: Sono colpevole!
      Anche io ho la brutta abitudine di usare un linguaggio di programmazione per sviluppare i miei programmi.Sono colpevole anche io.- Scritto da: Pacinco
      Lo devo confessare con rimpianto. Ho
      utilizzato reiteratamente l'istruzione for,
      while e if nei miei programmi.
      CONDANNATEMIIIIIIIIIIIIIII
  • Anonimo scrive:
    Una piccola considerazione...
    ovvero, a medio termine e su media scala, e' il programmatore la risorsa chiave e non l'algoritmo o il sorgente.Stiamo attenti a non perder di vista quello che ha più valore, e lo dico come programmatore e come imprenditore che assume programmatori.Saluti, ditemi cosa ne pensate.
    • Anonimo scrive:
      Re: Una piccola considerazione...
      Quello che ha più valore sono i soldi...- Scritto da: Un programmatore
      ovvero, a medio termine e su media scala, e'
      il programmatore la risorsa chiave e non
      l'algoritmo o il sorgente.

      Stiamo attenti a non perder di vista quello
      che ha più valore, e lo dico come
      programmatore e come imprenditore che assume
      programmatori.

      Saluti,
      ditemi cosa ne pensate.
    • Anonimo scrive:
      Re: Una piccola considerazione...
      - Scritto da: Un programmatore
      ovvero, a medio termine e su media scala, e'
      il programmatore la risorsa chiave e non
      l'algoritmo o il sorgente.
      In linea di massima potrei essere d'accordo.Infatti, non tutti ci mettiamo a brevettare ogni nostra idea o realizzazione.Ciò non toglie, che ognuno dovrebbe poter proteggere ogni "idea" se é veramente buona ed innovativa, a prescindere del campo in cui si trova!
      Stiamo attenti a non perder di vista quello
      che ha più valore, e lo dico come
      programmatore e come imprenditore che assume
      programmatori.
      E che cosa ha più valore: la soluzione, il lavoro per metterla in pratica, il lavoratore o il reddito derivante????E se anche stabilissimo una scala di valore, é costante nel tempo? É *sempre* la stessa? Io non credo!!!
      Saluti,
      ditemi cosa ne pensate.
  • Anonimo scrive:
    Allora brevettiamo... ma cosa?
    Questa sentenza mi sembra profondamente stupida, perchè bastano cambiamenti "estetici" per non incorrere in guai. Non solo: ogni programmatore ha un proprio stile di scrittura, quindi si possono avere "sorgenti" diversi mentre la funzione é la stessa.Dovremmo guardare invece agli algoritmi e poter brevettare questi - a somiglianza di quanto si fa per "aggeggi" meccanici. Aggirare un brevetto in quest'altro settore vuol dire riuscire a ottenere lo stesso risultato (un movimento, una procedura) in modo diverso - possibilmente in modo più efficace e/o meno costoso (ma questo sta a noi decidere!)Prendiamo il "sorting" come esempio: ordinare un'elenco può essere fatto in molti modi diversi (cioè, secondo algoritmi diversi) ma se io scelgo di farlo con il "bubble sort" non importa in quale linguaggio lo scrivo o come lo scrivo: é pur sempre quello l'algoritmo!!!!!!Mi sa que hanno aperto la porta a un sacco di complicazioni in più, di cui, tra l'altro, si farebbe molto volentieri a meno, in quest'area già difficile dove poco si può brevettare e proteggere!!!!Saluti. non vedo perchè debba "modificare" il sorgente solo
    • Anonimo scrive:
      Re: Allora brevettiamo... ma cosa?
      Sai quanti diritti la gente dovrebbe pagare a chi ha ideato il bubblesort? e il quicksort? e il BSP tree sorting? e l'UVspace? Gia`... e il raycasting? Il raycasting e` stato usato, credo, per la prima volta dalla ID software nel suo Wolfenstein 3D (poi in Doom e, come derivato, in tutti gli altri giochi a texturemapping). Ti immagini che problemi ci sarebbero? Quello che dici e` assurdo: e` vero, ma si tratta di algoritmi di uso comune. O si opera una distinzione (assurda pure quella, perche` su quali basi si distingue?) o si EVITA di consentire il brevetto di un singolo algoritmo. Hai idea dei problemi in cui si incorrerebbe? Il file system del DOS, per esempio, e` a frammentazione. Tutti i file system moderni sono a frammentazione. Chi li ha inventati? Boh? Non posso neanche scrivere un SO con file system a frammentazione se non pago i diritti... a chi, poi? No, non ci siamo: e` assurdo anche piu` del "diritto di link" reclamato da British Telecom.
      • Anonimo scrive:
        Re: Allora brevettiamo... ma cosa?
        I brevetti sulle idee (detti anche brevetti software) sono dannosi! Consultate questo sito: FFII per saperne di piu sull'argomento, che mi pare conosciate poco.saluti
  • Anonimo scrive:
    Aperta a equivoci?
    Cosa intendono per "completezza"?Voglio dire... un player MP3 si appoggera` a un codec MP3, che fondamentalmente e` un insieme di subroutines. Queste sono frammenti di codice, ma non sarebbe assurdo se tutti i player MP3 dovessero pagare i diritti per sfruttare il procedimento di codifica/decodifica all'MPEG group? Piu` precisamente, nell'esempio, un codec e` un frammento di programma "completo" e "funzionale"? O no?
    • Anonimo scrive:
      Re: Aperta a equivoci?

      frammenti di codice, ma non sarebbe assurdo
      se tutti i player MP3 dovessero pagare i
      diritti per sfruttare il procedimento di
      codifica/decodifica all'MPEG group? Piu`Non sarebbe assurdo se i player DVD dovessero pagare i diritti per la decod... ma, guarda caso, e` esattamente il caso del CSS e di tutto quello che ne e` derivato.Altro esempio, la mezza rivoluzione che e` stata fatta quando hanno deciso di fare pagare le royalities per i .GIF (ed infatti sono nati i PNG che funzionano gran meglio!)Ciao!
    • Anonimo scrive:
      Re: Aperta a equivoci?
      - Scritto da: alex¸tg
      Cosa intendono per "completezza"?
      Voglio dire... un player MP3 si appoggera` a
      un codec MP3, che fondamentalmente e` un
      insieme di subroutines. Queste sono
      frammenti di codice, ma non sarebbe assurdo
      se tutti i player MP3 dovessero pagare i
      diritti per sfruttare il procedimento di
      codifica/decodifica all'MPEG group? Piu`
      precisamente, nell'esempio, un codec e` un
      frammento di programma "completo" e
      "funzionale"? O no?il formato mp3 e` aperto, per quello che ne so io... no? quindi non potrebbero farlo..se la gente poi preferisce usareasf che e` proprietaro Micro$oftche si f0ttan0Pino Silvestrel1vo8f1yv9hw08a001@sneakemail.com
  • Anonimo scrive:
    Preferisco andare contro la legge!
    Microsoft ha attinto a piene manida codice di altri sviluppatoriprotetto dalla GPL per creare nuovi formati,nuovi software, nuovi protocolli;nel fare questa cosa ha miglioratoil prodotto iniziale ed e` giusto chenon divulghi il codice come vorrebberoi comunisti linuxari; secondo questa leggedovrebbe essere accusata di plagio,ma preferisco continuare ad usare Micro$ofttanto comunque in Italia le leggisulla pirateria, sull'antitrust, e sulla trasparenza degli appalti pubblicinella pubblica amministrazioneanche se ci sono non vengono rispettate.Pino Silvestrel1vo8f1yv9hw08a001@sneakemail.com
    • Anonimo scrive:
      Re: Preferisco andare contro la legge!
      - Scritto da: Pino Silvestre
      Microsoft ha attinto a piene mani
      da codice di altri sviluppatori
      protetto dalla GPL per creare nuovi formati,
      nuovi software, nuovi protocolli;

      nel fare questa cosa ha migliorato
      il prodotto iniziale ed e` giusto che
      non divulghi il codice come vorrebbero
      i comunisti linuxari;Comunisti? Dove?Senti, a parte l'orientamento politico, cosa di cui dubito per quanto riguarda i "Linuxari", la GPL e` un contratto fra TE, colui a cui e` reso disponibile il codice sorgente, e gli autori del sorgente stesso. Le condizioni sono chiare, e l'uso del codice protetto da GPL impone la redistribuzione del TUO prodotto derivato, anche se e` piu` grande e anche se e` migliore. E anche se ti chiami Microsoft. Se non vuoi sottostare a queste restrizioni, non importare nei tuoi prodotti codice protetto da GPL. Semplice.
      • Anonimo scrive:
        Re: Preferisco andare contro la legge!
        - Scritto da: alex¸tg
        - Scritto da: Pino Silvestre

        Microsoft ha attinto a piene mani

        da codice di altri sviluppatori

        protetto dalla GPL per creare nuovi
        formati,

        nuovi software, nuovi protocolli;



        nel fare questa cosa ha migliorato

        il prodotto iniziale ed e` giusto che

        non divulghi il codice come vorrebbero

        i comunisti linuxari;
        Comunisti? Dove?e` accertato, Fidel Castrousa la mandrake, pero` per invidiavuole impedire che gli altri cubanila possano usare...
        Senti, a parte l'orientamento politico, cosa
        di cui dubito per quanto riguarda i
        "Linuxari", la GPL e` un contratto fra TE,
        colui a cui e` reso disponibile il codice
        sorgente, e gli autori del sorgente stesso.
        Le condizioni sono chiare, e l'uso del
        codice protetto da GPL impone la
        redistribuzione del TUO prodotto derivato,
        anche se e` piu` grande e anche se e`
        migliore. E anche se ti chiami Microsoft. Se
        non vuoi sottostare a queste restrizioni,
        non importare nei tuoi prodotti codice
        protetto da GPL. Semplice.tu presupponi che le regole vengano rispettate,cosi` come i "gentleman agreement";ora, se Micro$oft riesce a piazzarsinei ministeri scavalcando tutte le eventuali offerte alternativein barba alla legge che vieta la dipendenzada un unico fornitore,sai quanto se ne sbatte le ^!%^$^@%delle "regole" della GPL?e poi sanno tutti che e` fatta dagente che fa ste cose nel tempo libero,che vale poco, mentre Micro$oftfa diventare oro tutto quello che tocca...Linux e` il sistema operativo dei disoccupati,mentre Micro$oft e` quella che ha portatoin europa occupazione, posti di lavoro,la cultura informatica;i microsoft certified sono la baseportante su cui si poggia tutta l'IT italiana,e` grazie a Micro$oft se in Europala gente va su internet usando un unicobrowser, e` grazie a Micro$oft che orala gente sa cosa sono i virus e gli antivirus,e` sempre grazie a Micro$oft che la gente finalmente puo' scambiarsi documentiin un unico formato multipiattaforma(il .DOC puoi usarlo su win95/98/nt/2000/me/xp/ce e pure sul mac)e` grazie a Micro$oft che la gentefinalmente puo' imparare a programmarein poco tempo; il VB e`il migliorelinguaggio ad oggetti (basta provaread istanziare un modulo per accorgertene)il C# ha portatouna rivoluzione nello sviluppo su web,e non ha un cavolo a che spartire con il Java, anche se hanno cominciato a parlarnequalche tempo dopo la chiusura del supportoper il visual J++ (sono solo coincidenze)e tu vorresti impedire alla Micro$oftdi migliorare il nostro mondo?tsk tskPino Silvestrel1vo8f1yv9hw08a001@sneakemail.com
        • Anonimo scrive:
          Re: Preferisco andare contro la legge!
          Mamma mia che leccata di c*lo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Preferisco andare contro la legge!
          Non so se mi fai pena o ridere...
        • Anonimo scrive:
          Re: Preferisco andare contro la legge!
          Non ho capito se stai difendendo la MS o la prendi per il sottostante? Comunque sia, se e` una presa di cu_o come sospetto, fammi integrare un po'... altrimenti scusa se mi abbandono alla mia solita libera critica forzata dell'atteggiamento M$... non prenderla come una questione personale, eh? :)[piccolo zac]
          tu presupponi che le regole vengano
          rispettate,
          cosi` come i "gentleman agreement";
          ora, se Micro$oft riesce a piazzarsi
          nei ministeri scavalcando tutte le
          eventuali offerte alternative
          in barba alla legge che vieta la dipendenza
          da un unico fornitore,
          sai quanto se ne sbatte le ^!%^$^@%
          delle "regole" della GPL?Mah, vengo a parlarne proprio con te... di roba legale, intendo. Comunque per quel che ne so, le regole della GPL, come quelle di qualsiasi condizione d'uso per un prodotto dell'ingegno, sono legalmente protette a livello internazionale dalla convenzione di Berna. Se io sono l'autore di un software, e lo pongo sotto GPL, chi usa quel software deve rispettare le mie condizioni. Cioe` la GPL. Per la stessa autorita` che da` potere alla microsoft di proteggere i propri prodotti.
          e poi sanno tutti che e` fatta da
          gente che fa ste cose nel tempo libero,
          che vale poco, mentre Micro$oft
          fa diventare oro tutto quello che tocca...Microsoft fa diventare qualcos'altro quello che gia` luccica. Vuoi un esempio a caso? Sto usando WinXP ora. Non trovo la funzione per disattivare la cache write-behind per i dischi rigidi. L'esperienza cosa ha insegnato a microsoft? Che la cache write-behind e` talmente importante da sopravanzare il desiderio di salvare dei dati esattamente QUANDO dico al programma di farlo? O ha insegnato loro che il loro sistema e` cosi` stabile (ha crashato completamente 2 volte solo oggi) che la cache write-behind mai potra` danneggiare dei dati in quanto il contenuto della cache sara` sempre regolarmente registrato in quanto il sistema puo` essere chiuso solo tramite l'apposito start-
          spegni computer?E` questo che fa Windows, almeno dalla versione 95. Si INVOLVE. E nel frattempo aggiunge caratteristiche cosmetiche e inutili se non dannose automazioni (wizard, email preview etc...) che lo fanno SEMBRARE oro, mentre sotto c'e` sempre piu` merda.
          Linux e` il sistema operativo dei
          disoccupati,
          mentre Micro$oft e` quella che ha portato
          in europa occupazione, posti di lavoro,
          la cultura informatica;
          i microsoft certified sono la base
          portante su cui si poggia tutta l'IT
          italiana,ah! ecco perche` non funziona una sega...
          e` grazie a Micro$oft se in Europa
          la gente va su internet usando un unico
          browser, no, e` grazie al W3C.
          e` grazie a Micro$oft che ora
          la gente sa cosa sono i virus e gli
          antivirus,suona un po' ironico, questo...
          e` sempre grazie a Micro$oft che
          la gente finalmente puo' scambiarsi documenti
          in un unico formato multipiattaforma
          (il .DOC puoi usarlo su
          win95/98/nt/2000/me/xp/ce e pure sul mac)anche il TXT.In formato ASCII standard.Senza codici estesi o unicode.Anzi! Il TXT lo puoi usare anche sul C64...Ah, poscritto: i programmi non si scrivono in DOC.
          e` grazie a Micro$oft che la gente
          finalmente puo' imparare a programmare
          in poco tempo; il VB e`il migliore
          linguaggio ad oggetti (basta provare
          ad istanziare un modulo per accorgertene)Dipende da cosa devi farci.A me piace pensare di poter fare qualcosa d'innovativo, invece che fare un "programma", tra molte virgolette, che e` un patchwork di DLL, librerie statiche, e 2 Kb si e no di codice puro. A me piace ogni tanto pensare di poter scrivere un videogioco. Se volevo qualcosa per fare dei gestionali con interfaccia semplice, usavo ancora il COBOL che m'hanno insegnato a ragioneria anni e anni fa...
          il C# ha portato
          una rivoluzione nello sviluppo su web,
          e non ha un cavolo a che spartire con il
          Java, anche se hanno cominciato a parlarne
          qualche tempo dopo la chiusura del supporto
          per il visual J++ (sono solo coincidenze)Ma dove?Puoi indicarmi qualcosa che usa il C#?
          e tu vorresti impedire alla Micro$oft
          di migliorare il nostro mondo?
          tsk tskNo, sono pentito.
          Pino Silvestre
          l1vo8f1yv9hw08a001@sneakemail.com
          • Anonimo scrive:
            Re: Preferisco andare contro la legge!(Alex ;-)
            - Scritto da: alex¸tg
            Non ho capito se stai difendendo la MS o la
            prendi per il sottostante?sto enunciando delle verita`
            [piccolo zac]

            tu presupponi che le regole vengano

            rispettate,

            cosi` come i "gentleman agreement";

            ora, se Micro$oft riesce a piazzarsi

            nei ministeri scavalcando tutte le

            eventuali offerte alternative

            in barba alla legge che vieta la
            dipendenza

            da un unico fornitore,

            sai quanto se ne sbatte le ^!%^$^@%

            delle "regole" della GPL?

            Mah, vengo a parlarne proprio con te... di
            roba legale, intendo. Comunque per quel che
            ne so, le regole della GPL, come quelle di
            qualsiasi condizione d'uso per un prodotto
            dell'ingegno, sono legalmente protette a
            livello internazionale dalla convenzione di
            Berna. Se io sono l'autore di un software, e
            lo pongo sotto GPL, chi usa quel software
            deve rispettare le mie condizioni. Cioe` la
            GPL. Per la stessa autorita` che da` potere
            alla microsoft di proteggere i propri
            prodotti.eh, un corno, in italia ci sono un sacco di leggi che non vengono rispettateperche` manca la volonta` politica;l'italiano si merita la fama che ha dimariuolo in ambito internazionale,perche` da quando si alza la mattinaa quando si addormenta la sera si scervellasu come aggirare la legge ed andarecontro la cosa pubblica

            e poi sanno tutti che e` fatta da

            gente che fa ste cose nel tempo libero,

            che vale poco, mentre Micro$oft

            fa diventare oro tutto quello che tocca...

            Microsoft fa diventare qualcos'altro quello
            che gia` luccica. Vuoi un esempio a caso?
            Sto usando WinXP ora. Non trovo la funzione
            per disattivare la cache write-behind per i
            dischi rigidi. L'esperienza cosa ha
            insegnato a microsoft? Che la cache
            write-behind e` talmente importante da
            sopravanzare il desiderio di salvare dei
            dati esattamente QUANDO dico al programma di
            farlo? O ha insegnato loro che il loro
            sistema e` cosi` stabile (ha crashato
            completamente 2 volte solo oggi) che la
            cache write-behind mai potra` danneggiare
            dei dati in quanto il contenuto della cache
            sara` sempre regolarmente registrato in
            quanto il sistema puo` essere chiuso solo
            tramite l'apposito start-
            spegni computer?
            E` questo che fa Windows, almeno dalla
            versione 95. Si INVOLVE. windows, verso nuovi ed incredibili bugwindows, ogni giorno una sorpresasenza windows la vita sarebbe troppo piatta
            E nel frattempo
            aggiunge caratteristiche cosmetiche e
            inutili se non dannose automazioni (wizard,
            email preview etc...) che lo fanno SEMBRARE
            oro, mentre sotto c'e` sempre piu` merda.che brutta parola hai usato...la merda almeno fertilizza,secondo me nei sorgenti di windowsci sono resti di cadaveri di codicescritti qualche decina d'anni fae mai rimossi perche` ormai non ce la fannoa controllare tutto;altrimento PER QUALE %!$@%^! di motivoanche se ho 256Mb di ram sto ^!%$@!^@di windows 2000 continua ad usare il file di swap!?!?!?!?

            Linux e` il sistema operativo dei

            disoccupati,

            mentre Micro$oft e` quella che ha portato

            in europa occupazione, posti di lavoro,

            la cultura informatica;

            i microsoft certified sono la base

            portante su cui si poggia tutta l'IT

            italiana,

            ah! ecco perche` non funziona una sega...appunto

            e` grazie a Micro$oft se in Europa

            la gente va su internet usando un unico

            browser,

            no, e` grazie al W3C.no,no, e` grazie ai commerciali dellaMicro$$$$$$$$$$oft se oggi la genteparla di Explorer anziche` di browser,e l'unico test di compatibilita`delle pagine web e`: "se gira su IE 5.0 allora va bene"il W3C sullo standard html non se locaga nessuno purtroppo

            e` grazie a Micro$oft che ora

            la gente sa cosa sono i virus e gli

            antivirus,
            suona un po' ironico, questo...senza outlook ed IIS, e il netbiosbacato, e quelle ^@%#^ di macro di office la gente non avrebbe mai conosciuto Nimda, Codered, Melissa, Klez...grazie Micro$oft!come ti vuoi infettare oggi?

            e` sempre grazie a Micro$oft che

            la gente finalmente puo' scambiarsi
            documenti

            in un unico formato multipiattaforma

            (il .DOC puoi usarlo su

            win95/98/nt/2000/me/xp/ce e pure sul mac)

            anche il TXT.
            In formato ASCII standard.
            Senza codici estesi o unicode.
            Anzi! Il TXT lo puoi usare anche sul C64...(e ggia`, perche` secondo te poimultipiattaforma=win95/98/nt/2000/me/xp/ce!??!)
            Ah, poscritto: i programmi non si scrivono
            in DOC.e meno male...

            e` grazie a Micro$oft che la gente

            finalmente puo' imparare a programmare

            in poco tempo; il VB e`il migliore

            linguaggio ad oggetti (basta provare

            ad istanziare un modulo per accorgertene)
            Dipende da cosa devi farci.
            A me piace pensare di poter fare qualcosa
            d'innovativo, invece che fare un
            "programma", tra molte virgolette, che e` un
            patchwork di DLL, librerie statiche, e 2 Kb
            si e no di codice puro. A me piace ogni
            tanto pensare di poter scrivere un
            videogioco. Se volevo qualcosa per fare dei
            gestionali con interfaccia semplice, usavo
            ancora il COBOL che m'hanno insegnato a
            ragioneria anni e anni fa...cioe` hai provato ad "istanziare"un modulo .bas?!!??!!?!?secondo te VB e` a oggetti?!!?!?

            il C# ha portato

            una rivoluzione nello sviluppo su web,

            e non ha un cavolo a che spartire con il

            Java, anche se hanno cominciato a parlarne

            qualche tempo dopo la chiusura del
            supporto

            per il visual J++ (sono solo coincidenze)

            Ma dove?
            Puoi indicarmi qualcosa che usa il C#?i depliant degli addetti agli ufficimarketing della micro$oft in tutto il mondo

            e tu vorresti impedire alla Micro$oft

            di migliorare il nostro mondo?

            tsk tsk
            No, sono pentito.non ci credo, ormai affoghiamo nellamelma di redmondPino Silvestrel1vo8f1yv9hw08a001@sneakemail.com
    • Anonimo scrive:
      Re: Preferisco andare contro la legge!
      Troll
  • Anonimo scrive:
    Una non notizia
    Ma insomma, la legge lo dice chiaro e tondo:Il software prodotto nell'ambito di un contrattodi lavoro subordinato o su commessa è proprietàdel datore di lavoro o del commettente.
    • Anonimo scrive:
      Citare legge
      Come da titolo Grazie
      • Anonimo scrive:
        Re: Citare legge
        - Scritto da: Programmateur
        Come da titolo
        GrazieNessuna legge...solo il tuo contratto che hai firmato per essere assunto...
        • Anonimo scrive:
          Re: Citare legge
          - Scritto da: TeX


          - Scritto da: Programmateur

          Come da titolo

          Grazie

          Nessuna legge...solo il tuo contratto che
          hai firmato per essere assunto...No, si tratta proprio di una legge, cioè quella sul diritto d'autore (L. 633/41)Marco
          • Anonimo scrive:
            Re: Citare legge
            - Scritto da: marco


            - Scritto da: TeX





            - Scritto da: Programmateur


            Come da titolo


            Grazie



            Nessuna legge...solo il tuo contratto che

            hai firmato per essere assunto...

            No, si tratta proprio di una legge, cioè
            quella sul diritto d'autore (L. 633/41)L'autore sei tu.....Il problema sono i diritti sull'opera, che vengono automaticamente trasferiti al datore di lavoro grazie al contratto che hai firmato all'atto dell'assunzione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Una non notizia
      Non ci piove.Il problema e': si deve proteggere il codice (ovvero le righe del programma) oppure l'algoritmo che sta dietro di esso?Chiaro che la soluzione e' la seconda. Ad esempio io potrei trovare la soluzione ad un problema, metterla nero su bianco in un bel diagramma a blocchi (i cosidetti diagrammi di flusso), magari seguendo delle direttive internazionali per la sua compilazione, e porteggere cosi' meglio la mia proprieta' intellettuale.Se invece passa il concetto che ad essere protetto non e' l'algortimo, ma il codice, allora un povero cristo di programmatore che magari per ragioni di tempo conosce solo un linguaggio (ad esempio Javascript) e ha un'idea geniale su una procedura di programmazione, per poter proteggere la sua idea al meglio dovrebbe riscrivere il programma in tutti i codici esistenti.Esiste un esempio molto significativo di quello che dico: le opere letterarie. I poemi di Shakespeare son di Shakespeare, in qualunque lingua essi vengano scritti.Diceva proprio bene: "To be, or not to be?"Ovvero: "Essere, o non essere?"I linguaggi sono diversi, ma il concetto e' lo stesso- Scritto da: Mario Rossi
      Ma insomma, la legge lo dice chiaro e tondo:

      Il software prodotto nell'ambito di un
      contratto
      di lavoro subordinato o su commessa è
      proprietà
      del datore di lavoro o del commettente.
      • Anonimo scrive:
        Re: Una non notizia

        Il problema e': si deve proteggere il codice
        (ovvero le righe del programma) oppure
        l'algoritmo che sta dietro di esso?
        Chiaro che la soluzione e' la seconda. Ad
        esempio io potrei trovare la soluzione ad un
        problema, metterla nero su bianco in un bel
        diagramma a blocchi (i cosidetti diagrammi
        di flusso), magari seguendo delle direttive
        internazionali per la sua compilazione, e
        porteggere cosi' meglio la mia proprieta'
        intellettuale.non sono d'accordo. secondo me l'idea deve essere liberamente utilizzabile. altrimenti se ci fosse stata proprieta` intellettuale sul TCP/IP nessuno avrebbe potuto utilizzare l'"idea del protocollo".per quanto riguarda invece la notizia in questione. (per rimanere in topic). mi pare che sia una sentenza prevedibile se il programmatore in questione produceva software proprietario in una casa e ha copiato il codice usandolo in un altro programma di un'altra software house.se il codice fosse stato sotto GPL ovviamente non ci sarebbe stato problema.
        • Anonimo scrive:
          Re: Una non notizia
          - Scritto da: Beautiful Freak
          non sono d'accordo. secondo me l'idea deve
          essere liberamente utilizzabile. altrimenti
          se ci fosse stata proprieta` intellettuale
          sul TCP/IP nessuno avrebbe potuto utilizzare
          l'"idea del protocollo".Il protocollo TCP/IP non e' un programma. Ma anche se fosse, ovviamente quando parlo di proprieta' intellettuale, mi riferisco a tutto cio' che puo' essere sfruttato commercialmente (leggi: non strettamente indispensabile alla societa'). Cosa che ovviamente, ormai lo hanno capito anche i muri, non puo' essere per il TCP/IP, cosa che fra l'altro avevano capito gli ideatori. Stai pur tranquillo che se io ho una buona idea, prima di tutto la sfrutto commercialmente. Pero' mi guardo bene dal proteggere uno script di codice. A me interessa proteggere la procedura (non l'idea, attenzione), il frutto del mio ingegno per trovare una soluzione. Tanto poi fra cinquant'anni diventano di pubblico dominio.

          per quanto riguarda invece la notizia in
          questione. (per rimanere in topic). mi pare
          che sia una sentenza prevedibile se il
          programmatore in questione produceva
          software proprietario in una casa e ha
          copiato il codice usandolo in un altro
          programma di un'altra software house.

          se il codice fosse stato sotto GPL
          ovviamente non ci sarebbe stato problema.Sono d'accordo con la sentenza solo se viene contestato il "furto" dell'algoritmo. Ma non del codice, perche' non ha senso. E' come se uno dicesse: tu non puoi usare la frase "che tempo fa oggi?"
          • Anonimo scrive:
            Re: Una non notizia

            Stai pur tranquillo che se io ho una buona
            idea, prima di tutto la sfrutto
            commercialmente. Pero' mi guardo bene dal
            proteggere uno script di codice. A me
            interessa proteggere la procedura (non
            l'idea, attenzione), il frutto del mio
            ingegno per trovare una soluzione. Tanto poi
            fra cinquant'anni diventano di pubblico
            dominio.ok, se tu fai una procedura per fare il caffe` comunicando con una macchina del caffe` a raggi infrarossi, secondo te io non posso rifare la procedura ottenendo il tuo stesso risultato? (non copiando il tuo codice, che presumo proprietario)

            se il codice fosse stato sotto GPL

            ovviamente non ci sarebbe stato problema.
            Sono d'accordo con la sentenza solo se viene
            contestato il "furto" dell'algoritmo. Ma non
            del codice, perche' non ha senso. E' come se
            uno dicesse: tu non puoi usare la frase "che
            tempo fa oggi?"beh, allora in questo caso vieteresti a tutti di chiedere 'che tempo fa oggi' anche non usando le stesse parole.cioe` non potrei esprimere un concetto come: 'che condizioni metereologiche ci sono oggi'quello che voglio dire e` che ci sono diversi modi per implementare un algoritmo e non puoi vietare l'idea che ti e` venuta con quell'algoritmo. (del tuo codice si`).
          • Anonimo scrive:
            Re: Una non notizia

            quello che voglio dire e` che ci sono
            diversi modi per implementare un algoritmo e
            non puoi vietare l'idea che ti e` venuta con
            quell'algoritmo. (del tuo codice si`).ma che vuoi che conti questo davanti alla prospettiva di fare tanti soldi vendendo il diritto d'uso dell'idea e con limitazioni alla modifica che potrebbe migliorare il processo ????e sarebbe anche una cosa se questo fosse fatto da chi ha inventato la cosa...pero non e cosi...
          • Anonimo scrive:
            Re: Una non notizia
            - Scritto da: Beautiful Freak


            Stai pur tranquillo che se io ho una buona

            idea, prima di tutto la sfrutto

            commercialmente. Pero' mi guardo bene dal

            proteggere uno script di codice. A me

            interessa proteggere la procedura (non

            l'idea, attenzione), il frutto del mio

            ingegno per trovare una soluzione. Tanto
            poi

            fra cinquant'anni diventano di pubblico

            dominio.

            ok, se tu fai una procedura per fare il
            caffe` comunicando con una macchina del
            caffe` a raggi infrarossi, secondo te io non
            posso rifare la procedura ottenendo il tuo
            stesso risultato? (non copiando il tuo
            codice, che presumo proprietario)be', posso impedirti di farlo, ma in un solo modo: brevettando il tutto. e, lasciami aggiungere, sui brevetti (software e non) se ne sentono di troppo ridicole in questo periodo...!


            se il codice fosse stato sotto GPL


            ovviamente non ci sarebbe stato
            problema.

            Sono d'accordo con la sentenza solo se
            viene

            contestato il "furto" dell'algoritmo. Ma
            non

            del codice, perche' non ha senso. E' come
            se

            uno dicesse: tu non puoi usare la frase
            "che

            tempo fa oggi?"

            beh, allora in questo caso vieteresti a
            tutti di chiedere 'che tempo fa oggi' anche
            non usando le stesse parole.

            cioe` non potrei esprimere un concetto come:
            'che condizioni metereologiche ci sono oggi'

            quello che voglio dire e` che ci sono
            diversi modi per implementare un algoritmo e
            non puoi vietare l'idea che ti e` venuta con
            quell'algoritmo. (del tuo codice si`).il discorso è lo stesso. la Unisys ha brevettato l'algoritmo per creare le GIF e non so a quanti potrebbe chiedere royalties. c'è stato chi ha brevettato l'algoritmo di exclusive-or (XOR) e così via. e purtroppo non si può fare niente per impedirlo. personalmente lo ritengo sbagliato. ditemi quello che volete, ma per me un'azienda non può appropiarsi di un principio; tutt'al più di un'implementazione.ciaogodz
          • Anonimo scrive:
            Re: Una non notizia


            ok, se tu fai una procedura per fare il

            caffe` comunicando con una macchina del

            caffe` a raggi infrarossi, secondo te io
            non

            posso rifare la procedura ottenendo il tuo

            stesso risultato? (non copiando il tuo

            codice, che presumo proprietario)
            be', posso impedirti di farlo, ma in un solo
            modo: brevettando il tutto. e, lasciami
            aggiungere, sui brevetti (software e non) se
            ne sentono di troppo ridicole in questo
            periodo...!beh, i brevetti sul software in europa mi pare che non siano ancora arrivati (per fortuna...)
            il discorso è lo stesso. la Unisys ha
            brevettato l'algoritmo per creare le GIF e
            non so a quanti potrebbe chiedere royalties.
            c'è stato chi ha brevettato l'algoritmo di
            exclusive-or (XOR) e così via. e purtroppo
            non si può fare niente per impedirlo.beh, non direi. c'e` gente che si muove contro questo: http://www.eurolinux.org/tieni conto che in america per ora si vanno incontro a quei *grossi* problemi.
            personalmente lo ritengo sbagliato. ditemi
            quello che volete, ma per me un'azienda non
            può appropiarsi di un principio; tutt'al più
            di un'implementazione.siamo perfettamente d'accordo!ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Una non notizia
          - Scritto da: Beautiful Freak
          non sono d'accordo. secondo me l'idea deve
          essere liberamente utilizzabile. altrimenti
          se ci fosse stata proprieta` intellettuale
          sul TCP/IP nessuno avrebbe potuto utilizzare
          l'"idea del protocollo".ok, ma se fosse stato proprietario e "closed" (e magari a pagamento), quanti l'avrebbero usato? o secondo te ogni azienda si fa scrivere un protocollo proprietario per la propria LAN? il discorso è molto diverso: le specifiche dei protocolli sono pubbliche (altrimenti in questo momento non staremmo qui a scriverci!), poi ognuno è libero di implementarli come vuole...
          per quanto riguarda invece la notizia in
          questione. (per rimanere in topic). mi pare
          che sia una sentenza prevedibile se il
          programmatore in questione produceva
          software proprietario in una casa e ha
          copiato il codice usandolo in un altro
          programma di un'altra software house.su questo sono d'accordissimo... sarebbe stato assurdo il contrario! mi chiedo anzi come mai l'abbiano riportata...
          se il codice fosse stato sotto GPL
          ovviamente non ci sarebbe stato problema.in che senso "non ci sarebbe stato problema"? ci sarebbe stato, eccome! sarebbe stato esattamente la stessa cosa, secondo me (con l'eccezione che il giudice prima di pronunciare la sentenza avrebbe dovuto leggersi e rileggersi il testo della GPL almeno un centinaio di volte)!ciaogodz
          • Anonimo scrive:
            Re: Una non notizia


            non sono d'accordo. secondo me l'idea deve

            essere liberamente utilizzabile.
            altrimenti

            se ci fosse stata proprieta` intellettuale

            sul TCP/IP nessuno avrebbe potuto
            utilizzare

            l'"idea del protocollo".
            ok, ma se fosse stato proprietario e
            "closed" (e magari a pagamento), quanti
            l'avrebbero usato? o secondo te ogni azienda
            si fa scrivere un protocollo proprietario
            per la propria LAN? il discorso è molto
            diverso: le specifiche dei protocolli sono
            pubbliche (altrimenti in questo momento non
            staremmo qui a scriverci!), poi ognuno è
            libero di implementarli come vuole...mi sembra che stiamo dicendo la stessa cosa :)

            per quanto riguarda invece la notizia in

            questione. (per rimanere in topic). mi
            pare

            che sia una sentenza prevedibile se il

            programmatore in questione produceva

            software proprietario in una casa e ha

            copiato il codice usandolo in un altro

            programma di un'altra software house.
            su questo sono d'accordissimo... sarebbe
            stato assurdo il contrario! mi chiedo anzi
            come mai l'abbiano riportata... perfettamente d'accordo

            se il codice fosse stato sotto GPL

            ovviamente non ci sarebbe stato problema.
            in che senso "non ci sarebbe stato
            problema"? ci sarebbe stato, eccome! sarebbe
            stato esattamente la stessa cosa, secondo me
            (con l'eccezione che il giudice prima di
            pronunciare la sentenza avrebbe dovuto
            leggersi e rileggersi il testo della GPL
            almeno un centinaio di volte)!beh, la GPL ti permette di modificare/riutilizzare il codice (a patto che il codice riutilizzato non venga inserito in un prodotto proprietario)certo. il giudice avrebbe dovuto leggersi la licenza, ma non ci vedo niente di male...
      • Anonimo scrive:
        Re: Una non notizia
        - Scritto da: William Shatner

        Il problema e': si deve proteggere il codice
        (ovvero le righe del programma) oppure
        l'algoritmo che sta dietro di esso?

        Chiaro che la soluzione e' la seconda. Ad
        esempio io potrei trovare la soluzione ad un
        problema, metterla nero su bianco in un bel
        diagramma a blocchi (i cosidetti diagrammi
        di flusso), magari seguendo delle direttive
        internazionali per la sua compilazione, e
        porteggere cosi' meglio la mia proprieta'
        intellettuale.Esistono formalismi standard molto migliori dei classici flow chart e block diagrams (o diagrammi Jackson), per esempio i linguaggi formali come Z o SCM, oppure, per restare sui rettangolini colorati, UML con tutte le sue estensioni.Tuttavia, se s'inizia a brevettare gli algoritmi, bisognerà innanzitutto individuare qualche migliaio di classici non brevettabili: bubblesort, mergesort, quicksort, e poi il minimum spanning tree Dijkstra, Kruskal, Prim, Bellman-Ford, o il pattern matching Knuth-Morris-Pratt, Boyer-Moore, Rabin-Karp, giusto per andare a memoria coi primissimi che vengono in mente... esiste un enorme patrimonio algoritmico accademico che è di tutti e non è di nessuno, salvo magari ricordarsi il nome dei ricercatori che hanno concepito i singoli algoritmi. Sarebbe non solo assurdo, ma semplicemente idiota lasciare che qualcuno brevettasse in blocco il trittico di Knuth, il Sedgewick o il Cormen-Leiserson-Rivest !
  • Anonimo scrive:
    la verità è
    che il mondo sta cambiando in DIGITALE.e tutto quello che è stato pensato e ideato a penna verrà riscritto in codice binario...... ne seguirà che dovremo convertire tutte le leggi del merito nella sfera digitale..... quindi i programmatori diventeranno autori .... di soluzioni o di visioni. Come per la musica, la pittura la scultura etcetc. Con pregi e difetti. E se ne stanno accorgendo solo ora.Io non sono programmatore come voi, ma un autore. Vi sto guardando da un pò di tempo e mi accorgo che siete come noi. Con gli stessi problemi, divisi tra genio e denaro. Comunque va bene così. Qualcuno di voi, come qualcuno di noi farà molta strada..........
    • Anonimo scrive:
      Re: la verità è
      ...grazie per averci tenuti sotto osservazione.L'occhio esperto di un "Autore" (...a proprie spese ? ) ci consola e conforta nella lotta quotidiana per vederci riconosciuto il diritto ad una proprietà intellettuale.Sono felice che ci sia arrivato, ma era nelle premesse. Soliti risultati dell'insegnamento delle "due culture". Resta su "Il rifugio dell'esordiente" e simili, grazie.
  • Anonimo scrive:
    Troppi problemi
    Io sviluppo software... ho il mio stile di programmazione, tutti i miei programmi si somigliano un po'...Lavoro come consulente... dunque lavoro presso un cliente e sviluppo una soluzione software per il suo problema...Poi passo ad un altro cliente, che magari ha un problema molto simile o addirittura lo stesso problema... cosa faccio gli dico "guardi, conosco la soluzione al suo problema ma non posso risolverlo perché l'ho già fatto per un'altra azienda"?No, applico la mia esperienza, risolvo questo secondo problema in maniera molto simile al primo, non faccio cut&paste del codice, lo ricreo, ma comunque sarà simile...Qual è il grado di similitudine accettabile?
    • Anonimo scrive:
      Ca##o se sei ingenuo!
      Se lavori come consulente in proprio, la prima cosa che dovresti fare e' tentare di proteggere in qualche modo i metodi da te escogitati per arrivare alle soluzioni. Con la tua esperienza infatti potresti un giorno arrivare a creare un software ad hoc da immettere sul mercato.Se lavori come consulente per conto di un'aktra azienda (come impiegato intendo) sei un miracolato...- Scritto da: Ingenuo 2001
      Io sviluppo software... ho il mio stile di
      programmazione, tutti i miei programmi si
      somigliano un po'...
      Lavoro come consulente... dunque lavoro
      presso un cliente e sviluppo una soluzione
      software per il suo problema...
      Poi passo ad un altro cliente, che magari ha
      un problema molto simile o addirittura lo
      stesso problema... cosa faccio gli dico
      "guardi, conosco la soluzione al suo
      problema ma non posso risolverlo perché l'ho
      già fatto per un'altra azienda"?
      No, applico la mia esperienza, risolvo
      questo secondo problema in maniera molto
      simile al primo, non faccio cut&paste del
      codice, lo ricreo, ma comunque sarà
      simile...
      Qual è il grado di similitudine accettabile?
      • Anonimo scrive:
        Re: Ca##o se sei ingenuo!
        Grazie per il _ca##o_, molto gentile...Comunque... la seconda che hai detto, e poi perché miracolato?- Scritto da: IoCann
        Se lavori come consulente in proprio, la
        prima cosa che dovresti fare e' tentare di
        proteggere in qualche modo i metodi da te
        escogitati per arrivare alle soluzioni. Con
        la tua esperienza infatti potresti un giorno
        arrivare a creare un software ad hoc da
        immettere sul mercato.

        Se lavori come consulente per conto di
        un'aktra azienda (come impiegato intendo)
        sei un miracolato...
        • Anonimo scrive:
          Re: Ca##o se sei ingenuo!
          Nel senso che allora lavori per della gente in gamba...Ciao, per quanto riguarda l'esclamazione era solo una battuta, ovviamente ;-)- Scritto da: Ingenuo 2001
          Grazie per il _ca##o_, molto gentile...

          Comunque... la seconda che hai detto, e poi
          perché miracolato?

          - Scritto da: IoCann

          Se lavori come consulente in proprio, la

          prima cosa che dovresti fare e' tentare di

          proteggere in qualche modo i metodi da te

          escogitati per arrivare alle soluzioni.
          Con

          la tua esperienza infatti potresti un
          giorno

          arrivare a creare un software ad hoc da

          immettere sul mercato.



          Se lavori come consulente per conto di

          un'aktra azienda (come impiegato intendo)

          sei un miracolato...

    • Anonimo scrive:
      Re: Troppi problemi
      per proteggerti da problemi accetta di lavorare sviluppando solo software libero, perche` in realta` non potresti "copiare-e-incollare" da lavori fatti per committenti diversi.Informati sul software libero
  • Anonimo scrive:
    ...e il software libero?
    L'articolo non dice se ed ev. in che modo la Cassazione abbia inteso fare dei distinguo in base alla licenza del software in questione; esiste software per cui la copia e l'incorporazione sono espressamente previsti dalla licenza d'uso (p. es. il software GPL, ma anche altri tipi di software libero), non so fino a che punto una sentenza della Corte di Cassazione possa regolamentare quello che già è regolamentato da (essenzialmente) scritture private.*Nel caso in questione* si tratta di software proprietario, quindi sentenza tutto sommato giusta; se il precedente facesse legge sarebbe decisamente preoccupante, però.
    • Anonimo scrive:
      Re: ...e il software libero?
      Qui non si parla di software libero...Si parla del caso che un sig. X dipendente dell'azienda Y, diventando dipendente dell'azienda Z porta via della proprietà intellettuale aziendale (se sei dipendente produci per proprietà intellettuale aziendale) per terzi.
    • Anonimo scrive:
      Re: ...e il software libero?
      E' chiaro che la Cassazione si muove in base ad una denuncia. Se percio' la denuncia avesse riguardato un software libero, ritengo plausibile una sentenza diversa da questa.- Scritto da: Nando
      L'articolo non dice se ed ev. in che modo la
      Cassazione abbia inteso fare dei distinguo
      in base alla licenza del software in
      questione; esiste software per cui la copia
      e l'incorporazione sono espressamente
      previsti dalla licenza d'uso (p. es. il
      software GPL, ma anche altri tipi di
      software libero), non so fino a che punto
      una sentenza della Corte di Cassazione possa
      regolamentare quello che già è regolamentato
      da (essenzialmente) scritture private.
      *Nel caso in questione* si tratta di
      software proprietario, quindi sentenza tutto
      sommato giusta; se il precedente facesse
      legge sarebbe decisamente preoccupante,
      però.
    • Anonimo scrive:
      Re: ...e il software libero?
      - Scritto da: Nando
      [...]
      questione; esiste software per cui la copia
      e l'incorporazione sono espressamente
      previsti dalla licenza d'uso (p. es. il
      software GPL, ma anche altri tipi di
      software libero), non so fino a che punto
      [...]tutto il software libero!una delle caratteristiche fondamentali del software libero e' proprio la possibilita' di modificare e/o riutilizzare il codice.Poi alcune licenze (BSD, LGPL) permettono di usarlo in qualsiasi modo, altre impongono di rimanere nell'ambito del software libero (GPL)Se il programma fosse stato software libero sotto GPL e il programmatore _dipendente_ avesse riutilizzato il codice per il programma proprietario di un'altra ditta avrebbe dovuto essere condannato per violazione di copyright...(pero' in questo caso avrebbe potuto riutilizzarlo mettendo il nuovo prodotto sotto GPL)l'unica cosa sulla quale si possono avere dubbi e' l'opportunita' di assegnare il copyright alla ditta e non all'autore... forse...
  • Anonimo scrive:
    [ot] linguaggio dei giornalisti di punto-inf
    Per cortesia, è già brutto dire "aziende", ma evitate almeno di usare la parola "ditta". Sembra di essere al mercato rionale :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: [ot] linguaggio dei giornalisti di punto-inf
      In che senso "e' brutto" dire aziende? Parli da un punto di vista fonetico o hai qualcosa contro chi si da da fare per migliorare il mondo?- Scritto da: massimo
      Per cortesia, è già brutto dire "aziende",
      ma evitate almeno di usare la parola
      "ditta". Sembra di essere al mercato rionale
      :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: [ot] linguaggio dei giornalisti di punto-inf
      - Scritto da: massimo
      Per cortesia, è già brutto dire "aziende",
      ma evitate almeno di usare la parola
      "ditta". Sembra di essere al mercato rionale
      :-)Giusto chiamamole COMPANY.Ma l'Italiano ti fa così schifo?
      • Anonimo scrive:
        Re: [ot] linguaggio dei giornalisti di punto-inf
        - Scritto da: Keper
        - Scritto da: massimo

        Per cortesia, è già brutto dire "aziende",

        ma evitate almeno di usare la parola

        "ditta". Sembra di essere al mercato
        rionale

        :-)

        Giusto chiamamole COMPANY.
        Ma l'Italiano ti fa così schifo?Si chiamano "imprese". Non vedrai mai nessun giornalista del Sole24Ore usare la parola "ditte"
  • Anonimo scrive:
    Hey Attenzione!!!!!!!!!!!!!!!!
    Cosa stai facendo??? Mi leggi?? Attento a non pensare quello che penso io, oppure ti denuncio!!Arriveremo a questo, non ci credi? anni fà era inimmaginabile vendere piscia per posta (tralasciamo il suo acquisto in rete con carta di credito, hehehe), quindi mai dire mai!
  • Anonimo scrive:
    Cassazione che si scassera' da sola, poi riscas...
    Dunque, mi tornano in mente le comiche del povero Benny Hill. Immaginate di leggere l'articolo con una delle sue musichette di background e la legge acquisirà il suo vero senso. Sta prendendo forma una "babele's tower" tra algoritmi e linguaggi e persone che desiderano amministrare un mondo di cui ignorano completamente le vere regole. Sono consapevole che con piu' di 200.000 leggi si possa fare di piu', soprattutto per garantire a questi milioni di avvocati un lavoro sicuro tra dispute legali di ogni genere, i loro introiti sono direttamente proporzionali al grado di entropia legale in cui saremo immersi.Negli altri stati il codice (tanto per rimanere in tema) e' molto piu' leggero, spesso non supera le 10.000 leggi.La il sistema legale e' il nostro sistema operativo (pensatene uno a caso, hehe) e col tempo si appesantisce, richiede piu' memoria, piu' risorse per fare sempre le stesse cose o peggio, gestire di piu' e ottenere meno risultati. Non vi viene in mente niente? eh? :-)Comunque questo problema e quello che la legge con la sua complessita' divenga sempre meno efficace non e' da trattare qui, procedo con il nocciolo della questione.Cosa succederà? Quale sara' il grado di similitudine oltre il quale un algoritmo (in futuro) o codice sorgente sarà ritenuto una copia? E con che criterio potranno decidere inequivocabilmente tale valore?Se venissi accusato ingiustamente di aver copiato un codice, o reingenierizzato una porzione di software altrui sarei costretto ad esibire il codice sorgente esplicativo della mia invenzione, rischiando che le informazioni, l'analisi e soluzione del problema possano essere trafugate da mani "esperte"?Si certo sono tutti onesti ne sono certo, ma fidarsi e' bene non fidarsi e' meglio.Questa e' un arma a doppio taglio molto pericolosa secondo il mio modesto parere e rischia di essere utilizzata in modo arbitrario specialmente perche' quando leggo la frase "la legge e' uguale per tutti", penso sempre che manchi qualcosa in coda a questa frase di tanto elevata.Io opero nel campo informatico come project manager ma credo convenga mutare la mia professione in avvocato-analista-programmatore perche' ci saranno tante di quelle cause da arricchire chiuque seguira' questa carriera, prepariamoci a vedere delle belle in un esplosione di "buffer underrun" e "overflow" legali e cerebrali.Che dire, siamo in buone mani, non trovate?
    • Anonimo scrive:
      Re: Cassazione che si scassera' da sola, poi riscas...
      - Scritto da: MindPowa
      Sono
      consapevole che con piu' di 200.000 leggi si
      possa fare di piu', soprattutto per
      garantire a questi milioni di avvocati un
      lavoro sicuro tra dispute legali di ogni
      genere, i loro introiti sono direttamente
      proporzionali al grado di entropia legale in
      cui saremo immersi.
      Negli altri stati il codice (tanto per
      rimanere in tema) e' molto piu' leggero,
      spesso non supera le 10.000 leggi.Stai probabilmente parlando degli stati anglosassoni; se è così, considera che gli avvocati laggiù (per esempio in USA) devono studiare oltre al codice "leggero" anche le sentenze precedenti, perché fanno legge a differenza che da noi. Non per niente ci sono molti più avvocati pro capite da loro che da noi.Detto questo, il resto è condivisibile.
    • Anonimo scrive:
      E' il diagramma di flusso che va protetto
      Io sono in massima d'accordo con te, e penso che piu' che il codice (o porzione di codice) vada protetto il relativo diagramma di flusso, che rende meglio l'idea dell'algoritmo che sta alla base del buon funzionamento del programma. Un po' come per gli spartiti musicali.- Scritto da: MindPowa
      Dunque, mi tornano in mente le comiche del
      povero Benny Hill. Immaginate di leggere
      l'articolo con una delle sue musichette di
      background e la legge acquisirà il suo vero
      senso. Sta prendendo forma una "babele's
      tower" tra algoritmi e linguaggi e persone
      che desiderano amministrare un mondo di cui
      ignorano completamente le vere regole. Sono
      consapevole che con piu' di 200.000 leggi si
      possa fare di piu', soprattutto per
      garantire a questi milioni di avvocati un
      lavoro sicuro tra dispute legali di ogni
      genere, i loro introiti sono direttamente
      proporzionali al grado di entropia legale in
      cui saremo immersi.
      Negli altri stati il codice (tanto per
      rimanere in tema) e' molto piu' leggero,
      spesso non supera le 10.000 leggi.
      La il sistema legale e' il nostro sistema
      operativo (pensatene uno a caso, hehe) e col
      tempo si appesantisce, richiede piu'
      memoria, piu' risorse per fare sempre le
      stesse cose o peggio, gestire di piu' e
      ottenere meno risultati. Non vi viene in
      mente niente? eh? :-)

      Comunque questo problema e quello che la
      legge con la sua complessita' divenga sempre
      meno efficace non e' da trattare qui,
      procedo con il nocciolo della questione.

      Cosa succederà? Quale sara' il grado di
      similitudine oltre il quale un algoritmo (in
      futuro) o codice sorgente sarà ritenuto una
      copia? E con che criterio potranno decidere
      inequivocabilmente tale valore?
      Se venissi accusato ingiustamente di aver
      copiato un codice, o reingenierizzato una
      porzione di software altrui sarei costretto
      ad esibire il codice sorgente esplicativo
      della mia invenzione, rischiando che le
      informazioni, l'analisi e soluzione del
      problema possano essere trafugate da mani
      "esperte"?
      Si certo sono tutti onesti ne sono certo, ma
      fidarsi e' bene non fidarsi e' meglio.

      Questa e' un arma a doppio taglio molto
      pericolosa secondo il mio modesto parere e
      rischia di essere utilizzata in modo
      arbitrario specialmente perche' quando leggo
      la frase "la legge e' uguale per tutti",
      penso sempre che manchi qualcosa in coda a
      questa frase di tanto elevata.

      Io opero nel campo informatico come project
      manager ma credo convenga mutare la mia
      professione in
      avvocato-analista-programmatore perche' ci
      saranno tante di quelle cause da arricchire
      chiuque seguira' questa carriera,
      prepariamoci a vedere delle belle in un
      esplosione di "buffer underrun" e "overflow"
      legali e cerebrali.

      Che dire, siamo in buone mani, non trovate?
      • Anonimo scrive:
        Re: E' il diagramma di flusso che va protetto
        - Scritto da: Lui
        Io sono in massima d'accordo con te, e penso
        che piu' che il codice (o porzione di
        codice) vada protetto il relativo diagramma
        di flusso, che rende meglio l'idea
        dell'algoritmo che sta alla base del buon
        funzionamento del programma. Un po' come per
        gli spartiti musicali.se se, il flusso mestruale PS: quota i messaggi
    • Anonimo scrive:
      Re: Cassazione che si scassera' da sola, poi risca

      Se venissi accusato ingiustamente di aver
      copiato un codice, o reingenierizzato una
      porzione di software altrui sarei costretto
      ad esibire il codice sorgente esplicativo
      della mia invenzione, rischiando che le
      informazioni, l'analisi e soluzione del
      problema possano essere trafugate da mani
      "esperte"?puoi sempre dire che ritiri il software dal mercato;-)
  • Anonimo scrive:
    Non ho capito bene...
    Sarà che sono stanco, ma non son sicuro d'aver afferrato con esattezza.Il programmatore è stato giudicato *COLPEVOLE* di aver utilizzato del codice creato ed ideato da lui per un'altra applicazione???Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ho capito bene...
      Eh certo. Se lavori per un'azienda quello che fai sul posto di lavoro non è tuo. E' dell'azienda, non lo sapevi?Non puoi portartelo a casa e usarlo in un'altra azienda.Quest'altra risparmierebbe tutto il tempo e i soldi impiegati dalla prima per creare quel codice.Su qs non ci piove.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non ho capito bene...
        - Scritto da: uhma
        Eh certo.

        Se lavori per un'azienda quello che fai sul
        posto di lavoro non è tuo. E' dell'azienda,
        non lo sapevi?

        Non puoi portartelo a casa e usarlo in
        un'altra azienda.
        Quest'altra risparmierebbe tutto il tempo e
        i soldi impiegati dalla prima per creare
        quel codice.

        Su qs non ci piove.Sembrerebbe corretto quello che dici, ma la proprietà intellettuale dove la mettiamo?? Se il programmatore ha creato lui quel codice, gli sarà abbastanza facile rifarlo e nessuno gli potrà mai impedire fisicamente di avere una copia del suo codice e di 'prendere qualche spunto' nel caso si trasferisca in un'altra azienda. A quel punto penso che chiunque lo sappia cambiare il giusto perchè non venga riconosciuto identico all'originale...
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ho capito bene...
          Beh, se io cambio ditta e vado a fare un lavoro simile, è chiaro che userò la mia esperienza per proporre e adottare metodi e/o algoritmi e/o linguaggi etc già provati e che hanno funzionato.( e questa si chiama esperienza)ma da li a ricordarsi A MEMORIA migliaia di linee di codice, in modo da riscriverlo senza bachi, ce ne passa. Però se utilizzo nel nuovo programma un algoritmo da me sviluppato presso la precedente ditta e da questa brevettato, questo non lo posso fare
          • Anonimo scrive:
            Re: Non ho capito bene...
            No, guarda ti sbagli :il brevetto non c'entra niente Mauro- Scritto da: ishitawa
            Beh, se io cambio ditta e vado a fare un
            lavoro simile, è chiaro che userò la mia
            esperienza per proporre e adottare metodi
            e/o algoritmi e/o linguaggi etc già provati
            e che hanno funzionato.
            ( e questa si chiama esperienza)
            ma da li a ricordarsi A MEMORIA migliaia di
            linee di codice, in modo da riscriverlo
            senza bachi, ce ne passa.

            Però se utilizzo nel nuovo programma un
            algoritmo da me sviluppato presso la
            precedente ditta e da questa brevettato,
            questo non lo posso fare
          • Anonimo scrive:
            Re: Non ho capito bene...
            - Scritto da: ishitawa
            Però se utilizzo nel nuovo programma un
            algoritmo da me sviluppato presso la
            precedente ditta e da questa brevettato,
            questo non lo posso fareMolto meglio mettersi in prorpio allora!! :-))
          • Anonimo scrive:
            Re: Non ho capito bene...
            Non è detto: se hai sviluppato un programma per una ditta, anche lavorando in proprio, non lo puoi "rivendere" a altri (a meno che non sia chiaramente specificato nel contratto)Anche qui è come per gli autori di musiche: se tu scrivi una canzone per tizio, poi non ne puoi copiare pezzi per una canzone per caio, anche se l'hai scritta tu e sei un libero professionista- Scritto da: Tale e quale

            - Scritto da: ishitawa


            Però se utilizzo nel nuovo programma un

            algoritmo da me sviluppato presso la

            precedente ditta e da questa brevettato,

            questo non lo posso fare

            Molto meglio mettersi in prorpio allora!!
            :-))
          • Anonimo scrive:
            Re: Non ho capito bene...
            Naturalmente quando intendo "in proprio", intendo che sono io che semmai do incarico a dei programmatori di realizzare dei codici che poi diventano di mia proprieta', per le stesse ragioni che tu hai elencato (fra l'altro corrette).Insomma facciamoci furbi!! Non lasciamo tutto nelle mani di Bill Gates!!! (E' una battuta ma rende l'idea di quello che voglio dire)- Scritto da: ishitawa
            Non è detto: se hai sviluppato un programma
            per una ditta, anche lavorando in proprio,
            non lo puoi "rivendere" a altri (a meno che
            non sia chiaramente specificato nel
            contratto)
            Anche qui è come per gli autori di musiche:
            se tu scrivi una canzone per tizio, poi non
            ne puoi copiare pezzi per una canzone per
            caio, anche se l'hai scritta tu e sei un
            libero professionista

            - Scritto da: Tale e quale



            - Scritto da: ishitawa




            Però se utilizzo nel nuovo programma un


            algoritmo da me sviluppato presso la


            precedente ditta e da questa
            brevettato,


            questo non lo posso fare



            Molto meglio mettersi in prorpio allora!!

            :-))
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ho capito bene...
          Chiaro, ma se avessi già risolto una certa classe di problemi in un certo modo e cambiassi azienda farei un copia-incolla dal mio cervello alla tastiera e chi puo' stabilire cosa copia da cosa? La nuova versione sarebbe necessariamente una ottimizzazione della precedente ma questo è solo il frutto del lavoro e non del copyright di qualcuno, non credete?
          • Anonimo scrive:
            Re: Non ho capito bene...
            Eh, no, troppo comodo... Metti un'azienda di software per conto tuo e poi ne riparliamo.- Scritto da: angelo
            Chiaro, ma se avessi già risolto una certa
            classe di problemi in un certo modo e
            cambiassi azienda farei un copia-incolla dal
            mio cervello alla tastiera e chi puo'
            stabilire cosa copia da cosa? La nuova
            versione sarebbe necessariamente una
            ottimizzazione della precedente ma questo è
            solo il frutto del lavoro e non del
            copyright di qualcuno, non credete?
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ho capito bene...
          Flavio, informati:la proprieta' intellettuale del software non e' del programmatore, e' dell'azienda.Mauro- Scritto da: Flavio

          Sembrerebbe corretto quello che dici, ma la
          proprietà intellettuale dove la mettiamo??
          Se il programmatore ha creato lui quel
          codice, gli sarà abbastanza facile rifarlo e
          nessuno gli potrà mai impedire fisicamente
          di avere una copia del suo codice e di
          'prendere qualche spunto' nel caso si
          trasferisca in un'altra azienda. A quel
          punto penso che chiunque lo sappia cambiare
          il giusto perchè non venga riconosciuto
          identico all'originale...
          • Anonimo scrive:
            A mano che...
            - Scritto da: Mauro
            Flavio, informati:

            la proprieta' intellettuale del software non
            e' del programmatore, e' dell'azienda.
            A meno che il titolare dell'azienda non sia il programmatore stesso eheh... Comunque l'importante e' che la sentenza della Cassazione si riferisca agli algoritmi (cioe' alle procedure e ai metodi concepiti dal programmatore per arrivare ad una soluzione) e non al codice in se' e nemmeno al risultato (ad esempio, un conto e' cercare di proteggere l'idea di browser o il suo codice, un conto e' cercare di proteggere gli algoritmi che stanno alla base del suo funzionamento. Un po' come per i pneumatici: non si protegge il pneumatico in se', ma il disegno del battistrada.
          • Anonimo scrive:
            Re: A mano che...
            - Scritto da: Michelin
            Comunque
            l'importante e' che la sentenza della
            Cassazione si riferisca agli algoritmi
            e non al codice in se' e nemmeno
            al risultato Ciao, da quello che c'e' scritto nell'articolo si evince esattamente il contrario :) Viene condannato l'atto di portare presso un'altra azienda il *codice* e non l'algoritmo a condizione che detto pezzo di programma sia *autosufficente* e *originale*.
          • Anonimo scrive:
            Re: A mano che...
            Era quello che volevo dire io ma tu sei stato piu' chiaro.- Scritto da: Roberto Romano


            - Scritto da: Michelin

            Comunque

            l'importante e' che la sentenza della

            Cassazione si riferisca agli algoritmi

            e non al codice in se' e nemmeno

            al risultato

            Ciao,
            da quello che c'e' scritto nell'articolo
            si evince esattamente il contrario :)
            Viene condannato l'atto di portare presso
            un'altra azienda il *codice* e non
            l'algoritmo
            a condizione che detto pezzo di programma
            sia *autosufficente* e *originale*.
        • Anonimo scrive:
          Re: Non ho capito bene...
          - Scritto da: Flavio
          - Scritto da: uhma

          Se lavori per un'azienda quello che fai
          sul

          posto di lavoro non è tuo. E'
          dell'azienda,

          non lo sapevi?
          Sembrerebbe corretto quello che dici, ma la
          proprietà intellettuale dove la mettiamo??Avete ragione entrambi.Certo che, se fossero esistiti all'epoca, i diritti d'autore e le legislazioni che abbiamo ora, gente come Bach e Mozart avrebbero dovuto trovarsi un altro lavoro e scordarsi la carriera musicale.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non ho capito bene...
      Maurizio, fa una bella cosa:informati , prima di "non capire".Questa e' purtroppo una consuetudine di molti programmatori, che "senza saperlo" utilizzano in modo improprio codice che non e' di loro proprieta' e sul quale non possono vantare nessun diritto. Questo lo fanno sia quando vanno a lavorare per altri oppure, e questo caso e' altrettanto frequente, quando fanno dei lavori "in proprio"Mauro- Scritto da: MaurizioB
      Sarà che sono stanco, ma non son sicuro
      d'aver afferrato con esattezza.

      Il programmatore è stato giudicato
      *COLPEVOLE* di aver utilizzato del codice
      creato ed ideato da lui per un'altra
      applicazione???

      Saluti
  • Anonimo scrive:
    Molto interessante ma...
    ... chi controlla i controllori?Ovvero, chi (e soprattutto come) decide se una porzione di codice «ha i caratteri di completezza e funzionalità autonoma necessari ad essere riconosciuta come "originale"?»Io credo che sia sbagliato questa sentenza: quello che a mio avviso va protetto non e' il codice, o la porzione di codice, ma l'algoritmo.Puo' cambiare il linguaggio, ma l'algoritmo rimane. Io posso scrivere un medesimo programma in Basic, in Assembler, in Cobol, in Fortran, in Perl, in C++, con i medesimi risultati.Questa sentenza e', ancora una volta, un'ottimo scudo per chi puo' permettersi di scrivere un medesimo algoritmo in piu' linguaggi (ovvero in tutti quelli esistenti), proteggere la vera risorsa intellettuale (l'algoritmo) e tagliare fuori dal mercato il povero programmatore che magari ha avuto un'idea geniale, l'ha trascritta in Javascritp e gliela ricopiano in C++.E tanti saluti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Molto interessante ma...
      - Scritto da: Esso
      quello che a mio avviso va protetto non e'
      il codice, o la porzione di codice, ma
      l'algoritmo.in questo modo, nel giro di qualche anno, nessuno potrà più scrivere software senza passare pe beghe legali!
      • Anonimo scrive:
        Re: Molto interessante ma...

        in questo modo, nel giro di qualche anno,
        nessuno potrà più scrivere software senza
        passare pe beghe legali!alla faccia del progresso...
    • Anonimo scrive:
      Re: Molto interessante ma...
      - Scritto da: Esso
      Io credo che sia sbagliato questa sentenza:
      quello che a mio avviso va protetto non e'
      il codice, o la porzione di codice, ma
      l'algoritmo.Cazzata! Cosi' l'impresa la prossima volta dira' che _l'algoritmo_ e' suo (non del programmatore) e chi l'ha sviluppato non potra' neppure reimplementarlo.Mi _pare_ di capire che il problema sia che la persona in questione ha riutilizzato lo _stesso codice_ che aveva sviluppato in un'altra ditta.Tra parentesi, i brevetti sugli algoritmi sono il _male_. 8)
      • Anonimo scrive:
        Re: Molto interessante ma...
        Forse non hai letto bene il post.- Scritto da: IlGrillo


        - Scritto da: Esso


        Io credo che sia sbagliato questa
        sentenza:

        quello che a mio avviso va protetto non e'

        il codice, o la porzione di codice, ma

        l'algoritmo.

        Cazzata! Cosi' l'impresa la prossima volta
        dira' che _l'algoritmo_ e' suo (non del
        programmatore) e chi l'ha sviluppato non
        potra' neppure reimplementarlo.

        Mi _pare_ di capire che il problema sia che
        la persona in questione ha riutilizzato lo
        _stesso codice_ che aveva sviluppato in
        un'altra ditta.

        Tra parentesi, i brevetti sugli algoritmi
        sono il _male_. 8)
  • Anonimo scrive:
    ma se le idee erano le sue?
    se il programmatore che cambiava ditta era colui che ha costruito quelle porzioni ????cazzo di cazzazione!!!!!! ora sono terrorizzato
    • Anonimo scrive:
      Re: ma se le idee erano le sue?
      Nell'articolo non dice che il codice in questione era suo, anche se così sembra. Il problema è avendo scritto il codice in base a un rapporto di lavoro coordinato il lavoro prodotto ( il codice clonato ) appartiene alla ditta di cui ne rivendica il copyright.Il che in parte è giudtso e in parte no... ma sono stanco. Buona notte...
  • Anonimo scrive:
    ma l'opensource non si basa su questo?
    come da subject.
    • Anonimo scrive:
      Re: ma l'opensource non si basa su questo?
      Quindi cio' che io imparo da te non lo posso usare per me, intendo dire : senza copiare spudoratamente. Quindi il mio know how maturato nella tua azienda diverrebbe inutilizzabile? Hehe, raga... preparatevi! Questo e' solo l'inizio! Entropia entropia!!!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: ma l'opensource non si basa su questo?
        - Scritto da: MindPowa
        Quindi cio' che io imparo da te non lo posso
        usare per meTu stai parlando di imparare ad usare un linguaggio di programmazione, che e' diverso dal saper programmare. Si puo' avere la capacita' di saper parlare, senza pero' dire nulla di nuovo.
    • Anonimo scrive:
      Re: ma l'opensource non si basa su questo?
      L'Open Source non si basa necessariamente su questo: possono darti il codice di un programma solo per darti la possibilità di esaminarlo ed eventualmente modificarlo.I software free invece si basano su questo, ma sono correlati di licenza (GPL) che dichiara esplicitamente che con il codice puoi fare quello che ti pare (per dirla in breve).Nell'introduzione della licenza si dichiara che la GPL esiste per preservare i diritti dell'utente e non quelli dell'autore.
      • Anonimo scrive:
        Re: ma l'opensource non si basa su questo?

        L'Open Source non si basa necessariamente su
        questo: possono darti il codice di un
        programma solo per darti la possibilità di
        esaminarlo ed eventualmente modificarlo.
        I software free invece si basano su questo,
        ma sono correlati di licenza (GPL) che
        dichiara esplicitamente che con il codice
        puoi fare quello che ti pare (per dirla in
        breve).no. open source e free software sostanzialmente ti danno gli stessi diritti. ovvero di modificare, redistribuire, studiare, etc il software.le idee non si possono imprigionare. non siamo in america fortunatamente.(leggi: brevetti)qua trovi molte informazioni a propositohttp://petition.eurolinux.org/index_html?LANG=en
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