Una blockchain contro il traffico di esseri umani

La gestione decentralizzata delle informazioni offerta dalla blockchain come strumento utile per contrastare il traffico di esseri umani.
La gestione decentralizzata delle informazioni offerta dalla blockchain come strumento utile per contrastare il traffico di esseri umani.

Si è fino ad oggi parlato delle potenzialità delle blockchain e più in generale dei sistemi DLT (Distributed Ledger Technology) soprattutto in relazione al territorio delle criptovalute (Bitcoin su tutte), ma come abbiamo più volte scritto anche su queste pagine la gestione decentralizzata delle informazioni potrà tornare utile anche, ad esempio, in ambito industriale per certificare la provenienza delle merci e il rispetto delle norme lungo tutta la filiera di produzione. C’è chi immagina poi di impiegarla per la lotta alla criminalità.

Combattere il traffico di esseri umani con la blockchain

L’obiettivo della Anti-Human Trafficking Intelligence Initiative, come si può intuire già dal nome, è quello di combattere un fenomeno che si stima ancora oggi sia in grado di ridurre in stato di schiavitù dai 20 ai 40 milioni di persone nel mondo, generando profitti per circa 150 miliardi di dollari ogni anno destinati alle casse delle organizzazioni criminali.

In che modo una catena di blocchi potrebbe tornare utile per contrastarlo? Considerando come il problema sia spesso legato al fatto che in alcune zone del mondo agli individui non corrisponda un’identità, l’obiettivo è quello di spingere autorità e organizzazioni a cooperare affinché ogni persona venga registrata con le informazioni raccolte in un registro condiviso e non manipolabile.

Ad ogni file, ad ogni individuo, potrebbero essere associati fattori biometrici non riproducibili come quelli risultanti dalla scansione della retina oppure dalla lettura delle impronte digitali. In questo modo si andrebbe a rendere perlomeno più difficoltoso il passaggio non autorizzato da un paese all’altro sotto falsa identità. Un’idea oggi su carta, ma non irrealizzabile, che per arrivare a concretizzarsi dovrà in ogni caso necessariamente passare dalla collaborazione di tutti gli attori in gioco, a partire dalle autorità.

Sono già in molti i soggetti (istituzionali e privati) al lavoro per capire come poter beneficiare del sistema legato alle blockchain. Anche l’Italia lo sta facendo: a luglio il nostro paese ha assunto la presidenza della EU Blockchain Partnership e a Milano è appena stato inaugurato il primo Blockchain District. Tutto questo senza dimenticare il gruppo di esperti formato dal MISE.

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