Brevetti: Novell sposa la causa di EFF

Novell si è unita alla battaglia contro i brevetti del software, garantendo fondi e risorse per invalidare quelli fasulli. In tema di brevetti, Mark Shuttleworth assolve Microsoft: non è il vero nemico dell'open source

San Francisco (USA) – Con una mossa a sorpresa, durante l’ Open Source Business Conference , Novell ha annunciato che collaborerà con Electronic Frontier Foundation ( EFF ) per riformare l’attuale sistema dei brevetti software e, nel contempo, attaccare i brevetti più deleteri e pericolosi per il mondo open source e gli utenti di Internet.

Novell ha detto che collaborerà con EFF nel cercare di influenzare governi locali e organizzazioni nazionali e internazionali, in particolar modo l’Organizzazione mondiale della Proprietà intellettuale ( WIPO ), “affinché sviluppino legislazioni e politiche che promuovano l’innovazione”.

Negli USA l’azienda appoggerà – seppure in modo indiretto – il Patent Reform Act , una proposta di legge con cui il Partito Democratico intende arginare quel fenomeno che, soprattutto in USA, vede la registrazione indiscriminata di brevetti generici o basati su idee tutt’altro che originali.

Novell si è inoltre impegnata ad investire denaro e altre risorse nel progetto Patent Busting di EFF. Lanciata nel 2004, questa iniziativa si propone di attaccare i brevetti più opinabili e immotivati che minacciano l’evoluzione del software e di Internet: lo fa identificando quegli elementi – come eventuali tecnologie precedenti, le cosiddette prior art – che possano essere utilizzati per invalidare il brevetto.

“La nostra partnership con EFF mira a creare un mondo dove gli sviluppatori e gli utilizzatori di software non debbano più preoccuparsi dei brevetti”, ha affermato Nat Friedman, chief strategy and technology officer di Novell per l’open source. “I brevetti software intralciano gli standard aperti e l’interoperabilità, ostacolano l’innovazione e il progresso, minacciano lo sviluppo del software free e open source, e frenano lo sviluppo del software in generale”.

L’executive director di EFF, Shari Steele, sostiene che l ‘appoggio di Novell è prezioso per rafforzare la propria battaglia contro i brevetti selvaggi , e si augura che il suo esempio “incoraggi altri produttori di software ad unirsi all’iniziativa”.

Novell afferma di possedere oltre 500 brevetti , molti dei quali riguardanti “tecnologie fondamentali per il mercato odierno”. nel recente passato l’azienda ha però promesso di utilizzare il suo portafoglio di tecnologie brevettate esclusivamente per difendere l’open source da eventuali attacchi legali. Novell figura anche tra i fondatori, nel 2005, dell’ Open Invention Network , che gestisce i brevetti royalty-free utilizzabili dagli sviluppatori open source senza rischi.

Con la decisione di sostenere le iniziative di EFF, Novell cammina nella stessa direzione percorsa dal mondo open source. Nonostante questo, dalla comunità del software aperto sono pochi gli applausi rivolti alla mamma di Netware . Il motivo è che la maggior parte degli esponenti dell’open source non perdona a Novell l’ accordo di cross-licensing stipulato lo scorso anno con Microsoft: un accordo visto come una sorta di tradimento all’open source e alla licenza GPL. Non sorprende dunque che qualcuno interpreti la collaborazione con EFF come una mossa calcolata per riguadagnare la stima della comunità open source o, quanto meno, per controbilanciare le accuse relative ai brevetti rivolte recentemente da BigM contro Linux.

A riaccendere il dibattito relativo a Microsoft e brevetti è intervenuto negli scorsi giorni il fondatore di Ubuntu , Mark Shuttleworth , che in questo post afferma come non sia Microsoft la vera minaccia dell’open source. Il miliardario sudafricano ritiene infatti che BigM, al pari di molte altre aziende che producono tecnologia, spenda cifre sempre più salate per difendersi dalle cause legali relative ai brevetti: questo rischierebbe di interferire con i suoi piani di sviluppo e rilascio del software, danneggiandola economicamente. Secondo Shuttleworth, il vero nemico è rappresentato da quelle società, spesso di modeste dimensioni, il cui principale reddito deriva dalla raccolta di royalty sui brevetti.

“Sono quasi certo che, entro pochi anni, Microsoft diverrà uno dei più strenui avversari dei brevetti software”, ha commentato Shuttleworth.
Si aprono le scommesse.

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  • Anonimo scrive:
    Buon per noi.
    Se né intel né AMD se ne stanno con le mani in mano e si rispondono colpo su colpo abbiamo tutto da guadagnarci......e forse nel 2010 avremo finalmente una CPU in grado di far girare decentemente Vista! O) (idea) :D
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