Broad band, un requisito per lavorare

La mancata disponibilità di banda larga può tradursi in occasioni perdute per il lavoro di professionisti e free lance. C'è anche questo nel digital divide italiano, basta farsi un giro in rete
La mancata disponibilità di banda larga può tradursi in occasioni perdute per il lavoro di professionisti e free lance. C'è anche questo nel digital divide italiano, basta farsi un giro in rete


Roma – Gentile redazione di PI, vorrei affrontare un argomento legato, collateralmente, al già trattatissimo problema del digital divide. Sto parlando della disponibilità della banda larga a “macchie di leopardo”, distribuita dal gestore in maniera piuttosto random .

Attualmente è possibile notare come, a fronte di città cablatissime e coperte dalle offerte di numerose aziende, sia sufficiente spostarsi di poche centinaia di metri per trovarsi nell’inferno delle connessioni a tempo su RTG. Non vivo in un piccolo paese sperduto in una remota valle alpina, ma in una grande borgata appena fuori dal Grande Raccordo Anulare di Roma, popolata da migliaia di cittadini.
Stiamo parlando di digital divide di “alto livello”, ben altri sono i problemi che affliggono i paesi in via di sviluppo, con reti allo stato primordiale, anche quando parliamo di RTG. Ma oggi ho avuto un primo esempio di come, questo problema, possa avere riscontri immediati in un mercato tanto importante come quello del lavoro.

Su web è possibile trovare offerte di lavoro, temporaneo, occasionale o a tempo indeterminato e fra gli altri annunci, mi è capitato di leggere questo:
“Addetti alla compilazione di schede tecniche – Lavoro part time da svolgere a domicilio
La posizione prevede l’attività di creazione e manutenzione delle schede tecniche dei prodotti. Il lavoro può essere svolto in maniera autonoma, in regime di collaborazione occasionale, con orario flessibile e gestito dal collaboratore in modo indipendente.
Requisiti: Passione per l’informatica, precisione e accuratezza, buona conoscenza dell’inglese, ottima conoscenza dell’hardware PC. Disponibilità di un personal computer e di una connessione ad internet a larga banda.”

Fra i requisiti, dunque (uno spazio dove sono solito trovare voci quali: Laurea scientifica, votazione non inferiore a 108/110, ecc.ecc) spicca la richiesta di disponibilità di una connessione ad internet a larga banda.

Come potrei io soddisfare questo requisito, anche volendo? E’ come se una società mi chiedesse di essere automunito, per ciò che riguarda il recarmi in ufficio, ed io, invece, volessi viaggiare con i mezzi pubblici. Con la differenza che, potendo permettermela, un auto, potrei sempre e comunque acquistarla.

Mentre fioccano annunci di tavole rotonde, riunioni ministeriali, leggi, leggine, che stanziano contributi per i privati che decidano di accendere abbonamenti ad internet su reti a banda larga (sempre per chi il gestore deciderà di raggiungere con la sua rete), il mondo del lavoro comincia a discriminare chi non può permetterseli o, peggio, non può proprio attivarli?

Lucio V.

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16 12 2003
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