Canada, il diritto alla banda larga

Le autorità canadesi hanno annunciato un nuovo piano per estendere il "diritto universale" all'accesso Internet in broadband anche alle zone peggio servite del paese. Discordanti le reazioni delle telco

Roma – La Canadian Radio-television and Telecommunications Commission (CRTC) si è impegnata a raggiungere “nuovi obiettivi per la Internet ad alta velocità” in tutte le zone del paese, iniziativa per cui saranno investiti centinaia di milioni di dollari e che nasce dalla nuova classificazione dell’accesso alla Rete mondiale come servizio universale.

La connessione a banda larga è ora considerato un servizio di telecomunicazione di base per tutti i cittadini canadesi , ha annunciato CRTC, e per estendere questo servizio basilare al cento per cento della popolazione verranno impiegati fino a 750 milioni di dollari in aggiunta ai progetti governativi già in essere.

Più in dettaglio, gli obiettivi specifici fissati dalla commissione canadese includono una velocità di base pari a 50 megabit al secondo in downstream > e 10 Mbps in upstream , un’opzione con traffico illimitato per le connessioni fisse, e la disponibilità delle tecnologie mobile di ultima generazione non solo in casa o in azienda ma anche su tutte le principali strade del paese.

I 750 milioni di nuovi investimenti serviranno a connettere a 50/10 Mbps il 18 per cento dei Canadesi (2 milioni di abitazioni) che ancora non hanno a disposizione questo livello di prestazioni, con l’obiettivo di ridurre la percentuale di “digital-divisi” al 10 per cento entro il 2021 e a 0 entro i prossimi 10, 15 anni. I fondi saranno utilizzati per sviluppare l’infrastruttura telematica nelle zone rurali del Canada, e verranno distribuiti alle aziende interessate su base competitiva.

Non che tutte le telco si siano dimostrate così entusiaste alla proposta, beninteso: Rogers Communications dice di essere già in grado di offrire traffico illimitato e velocità 20 volte superiori a quelle fissate da CRTC in tutte le zone raggiunte dal servizio, mentre Bell Canada ha comunicato di essere allo studio della proposta.

Vista dall’altro capo dell’Atlantico, infine, la decisione canadese non può che generare mestizia e pessimismo per un’Italia che – propaganda politica a parte – non ce la fa: al momento il limite minimo del “servizio universale” di connettività imposto da AGCOM è di 56 Kilobit al secondo , una velocità che appartiene alla preistoria di Internet.

Alfonso Maruccia

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