Carte di credito online (quasi) sicure

Non emergono differenze sostanziali tra gli abusi dentro e fuori dalla rete. Un buon risultato per un sistema di pagamento che molti non vogliono usare


Web – Essenziale per lo sviluppo del commercio elettronico, bene poco diffuso in Italia e di più all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, la Carta di credito è l’elemento necessario per uno sviluppo rapido e transnazionale del commercio elettronico. Non è dunque una sorpresa che al suo uso nel cyberspazio siano dedicati importanti studi.

L’Osservatorio permanente sull’Usura e la Criminalità ha presentato ieri alla Camera di Commercio a Milano il rapporto “Le frodi con le carte di credito, rischi e limiti del commercio elettronico”.

Si tratta di uno studio che da un lato evidenzia un uso crescente, seppure ancora debole in Italia ma anche in altri paesi, della carta di credito da parte dell’utenza internet, e dall’altra mette in chiaro come la quantità di frodi realizzate online con dati sottratti o replicati delle carte di credito ai danni di chi le rilascia e degli intestatari sono pari a quelle che avvengono fuori dalla rete.

Stando allo studio, la carta di credito si rivela essenziale nel 98,5 per cento delle transazioni di pagamento che avvengono via internet. Un dato che potrebbe far ripensare alla situazione chi teme cracker, violazioni di database o connessioni poco sicure, visto che nonostante una percentuale così alta di pagamenti si realizzi con carta di credito, gli abusi che si verificano sono rari come quelli che accadono tradizionalmente off line.

Secondo l’Osservatorio è dunque chiaro che “immettere i dati della carta di credito in internet non presenta più rischi di quelli corsi in un qualsiasi esercizio commerciale tradizionale”.

Basterà questo a far superare le ultime paure in un paese, l’Italia, dove la carta di credito risulta poco diffusa rispetto alla media europea?

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  • Anonimo scrive:
    Ma i cd che fine fanno ?
    Ho assistito più di qualche volta a sequestri di cd agli ambulanti. A v.le Europa, qui a Roma, una volta c'è stata una rivolta da parte degli abitanti contro i vigili e il loro modo di "sequestrare" il materiale... ovvero con calci e pugni...Un'altra volta ho visto con i miei occhi e sentito con le mie orecchie dei Vigili che dopo aver sequestrato una borsa con cd ad un Marocchino se li stavano spartendo dicendo "Questo a mio figlio manca, questo ce l'ha". Ma cosa gli potevo dire io ? Nulla. Anzi avrei rischiato anche di rimanere coinvolto ed essere denunciato per favoreggiamento, dato che avrebbere fatto abuso di potere. Con questo non dico che sia favorevole allo smercio di software pirata, ma quantomeno portassero a termine il loro lavoro in modo pulito.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma i cd che fine fanno ?
      I cd sequestrati dovrebbero essere tutti distrutti da presse ecc..ecc come hanno anche mostrato un paio di volte in tv o in alcune foto in rete o in riviste.Purtroppo le cosidette mele marce sono ovunque, del resto siamo tutti esseri umani, tu ti stai scandalizzando x dei vigili/poliziotti/finanzieri che si spartivano tali cd illegali, io so anche che alcuni di questi una volta che sequestrano pc o altro materiale hardware aspettano un tot di tempo (qualche mese) e poi cominciano a "cannibalizzare il tutto" pian piano, l'unica cosa che rimane nel loro magazzino sotto sequestro ad andar bene è il case..ad andar bene!!Ahime molti agenti credono che impossesarsi di tali cd/hardware sequestrati in piccole parti sia una cosa da nulla...non lo classificano neanche come reato commesso da loro, sarebbe invece molto diverso se uno di questi si tenesse tot etti droga sequestrata, questo tipo di materiale sequestrato come anche le armi vengono tenute molto di + sotto sorveglianza x uno smaltimento in inceneritori o discariche apposite, sempre dopo un tot di tempo.Con questo rispetto tutti gli agenti e le autorità che invece sono ligi al dovere e che in ogni caso adottano tutti i regolamenti alla lettera. Ma come t ho già detto sono anche loro esseri umani sotto la divisa, con parecchie debolezze, e anche da loro vige la legge del + furbo che non coincide mai con la vera legge.
  • Anonimo scrive:
    Il bollino SIAE...
    Forse non tutti sanno che... il bollino SIAE apposto sul CD, molte volte viene applicato sull'apertura, meta' su un pezzo di custodia, e meta' sull'altra.E' anche vero pero' che il bollino SIAE una volta strappato non e' piu' valido, quindi un cd originale ma con un bollino strappato (il possessore dovra' pur strapparlo per aprirlo...) e' considerato illegale per la legge (anche se alla fine e' originale).Non sono balle, l'ho sentito in una puntata di report, sulla RAI, dove i giornalisti e gli autori descrivevano come venivano trattati da mamma SIAE.Ad esempio non tutti sanno che una piccola cifra del costo di un cd-r vergine, viene versata alla SIAE. Indipendentemente se io quel cd lo uso per scopo personale (voglio salvarci il mio documento di word) oppure illegale. Non ho parole.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il bollino SIAE...
      - Scritto da: gino paoli
      Forse non tutti sanno che... il bollino SIAE
      apposto sul CD, molte volte viene applicato
      sull'apertura, meta' su un pezzo di
      custodia, e meta' sull'altra.
      E' anche vero pero' che il bollino SIAE una
      volta strappato non e' piu' valido, quindi
      un cd originale ma con un bollino strappato
      (il possessore dovra' pur strapparlo per
      aprirlo...) e' considerato illegale per la
      legge (anche se alla fine e' originale).E i CD che hanno il bollimo sulla plastica della confezione? quando apro il CD la plastica la butto...
      Non sono balle, l'ho sentito in una puntata
      di report, sulla RAI, dove i giornalisti e
      gli autori descrivevano come venivano
      trattati da mamma SIAE.
      Ad esempio non tutti sanno che una piccola
      cifra del costo di un cd-r vergine, viene
      versata alla SIAE. Indipendentemente se io
      quel cd lo uso per scopo personale (voglio
      salvarci il mio documento di word) oppure
      illegale. Non ho parole.Senza contare che queste retate lasciano il tmepo ch etrovano... tutti sanno dove e come recuperare questi sw: se veramente volessero combattere la pirateria potrebbero farlo in maniera 1000 volte più efficace (resta poi il "problema" inernet)
    • Anonimo scrive:
      Re: Il bollino SIAE...
      - Scritto da: gino paoli
      Non sono balle, l'ho sentito in una puntata
      di report, sulla RAI, dove i giornalisti e
      gli autori descrivevano come venivano
      trattati da mamma SIAE.Sito web: http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82
      Ad esempio non tutti sanno che una piccola
      cifra del costo di un cd-r vergine, viene
      versata alla SIAE. Solo per i cd registrabili per uso "solo audio", per tutti gli altri cdr (la maggiornaza) non c'è alcuna tassa SIAE. Tassati, invece, sono pure le cassette audio vergini, videocassette vergini, mini disc vergini...Ciao.
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