Cellulari, petizione per la trasparenza tariffaria

Una petizione online chiede l'imposizione agli operatori di una notifica predefinita, per far sapere al cliente se il destinatario da chiamare è utente della sua stessa rete mobile

Roma – Quanto costa chiamare un determinato numero di telefono mobile? In teoria gli strumenti di informazione tariffaria esistono: ma chi realmente adotta la soluzione di comporre il numero 456 prima del numero desiderato? “Praticamente nessuno”, osserva Marco V. Principato di MVPNetwork che ha deciso di varare un’iniziativa popolare con l’obiettivo di arrivare ad una soluzione istituzionale di massima trasparenza tariffaria, cioè una petizione.

“Il 24 maggio 2007, l’ Autorità Garante per le Comunicazioni – spiega MPVNetwork – ha avviato una consultazione pubblica sulle modalità per consentire all’utente di un operatore di telefonia mobile, al momento della chiamata verso un numero fisso o cellulare, di conoscere l’indicazione dell’operatore che gestisce il numero chiamato. Facciamo conoscere alle Autorità il nostro parere, mediante una petizione online “.

Gli operatori, come noto, applicano tariffe superiori sulle telefonate effettuate verso reti differenti dalla loro. Principato, su questo presupposto, spiega i motivi alla base dell’iniziativa: “Sino ad oggi sono stati concepiti vari metodi per portare a conoscenza il cliente dell’eventuale maggiore spesa a cui va incontro se il numero chiamato non ricade tra quelli “economici”. Tutti questi metodi, però, hanno in comune il dover pensare preventivamente ad ottenere quell’informazione: ciò, nella maggior parte dei casi, non avviene, con conseguenti maggiori spese di cui il cliente spesso non ha modo di avvedersi per tempo, per dei semplicissimi motivi:

1. Il numero da chiamare è in rubrica sul cellulare: chi memorizza, in rubrica, il numero preceduto da 456 o dal codice necessario per essere avvisati sulle diverse tariffe eventualmente pagate? Praticamente nessuno. Per di più, una volta richiamato il numero dalla rubrica, non tutti i cellulari permettono un’agevole modifica “al volo” del numero prima di inviare la chiamata.

2. Chi digita un numero perché lo legge da una rubrica cartacea o sotto dettatura e poi chiama, a tutto pensa fuorché ad anteporre eventuali codici per ricevere informazioni sul gestore e, quindi, sulla tariffa pagata.

3. I messaggi forniti dagli operatori sono solo relativamente indicativi: alcuni dicono il nome del gestore del numero chiamato, altri dicono solo se l’operatore coincide o meno con il proprio, eccetera. In ogni caso, non fanno alcun riferimento diretto al concetto di costo diverso.

4. Non esistono meccanismi di conferma a fronte di un costo più elevato: occorre solo sbrigarsi a riagganciare”.

Affinché un utente possa sapere se la telefonata che sta per effettuare preveda l’applicazione di una tariffa maggiorata, afferma Principato, serve una soluzione imposta a livello istituzionale, che è l’oggetto di richiesta della petizione . La raccolta di adesioni terminerà il 31 ottobre 2007: “Per tale data speriamo abbia raggiunto un numero di sottoscrittori tale da non poter essere ignorata per nessun motivo”.

“L’azione informativa da parte degli operatori – si legge nel testo della petizione – con particolare riguardo ai piani a tariffe differenziate, deve essere tale da non lasciare alcun dubbio: deve mettere il cliente immediatamente in condizione di capire qual è la spesa sostenuta in ciascuna fascia e, qualora il numero chiamato lo comporti, come verrà avvertito circa la spesa più elevata che sosterrà nella circostanza”.

Dario Bonacina

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