Chi fa il bravo nell'ICT

Stilata una classifica per le aziende più etiche del 2009. Vincono quelle che si comportano bene sempre. La perseveranza, poi, ripaga
Stilata una classifica per le aziende più etiche del 2009. Vincono quelle che si comportano bene sempre. La perseveranza, poi, ripaga

L’istituto di ricerca newyorkese Ethisphere ha diffuso l’elenco 2009 delle cento compagnie più etiche , tra queste quindici rientrano a vario titolo nell’ambito ICT spaziando dai costruttori di hardware agli operatori telefonici. La partecipazione libera e gratuita è aperta ad aziende pubbliche o private di qualsiasi angolo del pianeta che incassino più di 50 milioni di dollari o vantino oltre 100 dipendenti.

Il quoziente etico è stato calcolato in base alle iniziative di valore sociale intraprese, alla percentuale di fatturato donata a scopo filantropico, all’etica nella catena di distribuzione, all’ecosostenibilità e al benessere dei propri lavoratori. Le informazioni fornite in “autocertificazione” dalle imprese in concorso sono state verificate in un secondo momento dall’istituto tenendo conto anche dei riscontri economici di tali pratiche virtuose: il diagramma comparativo tra l’andamento azionistico delle vincitrici e la media dello Standard&Poor 500 premia di gran lunga le cento in esame.

Andiamo a vedere in dettaglio i nomi, quasi tutti statunitensi e purtroppo nessuno italiano: Dell, HP, Xerox e la giapponese Ricoh in campo hardware, Oracle, Symantec e Salesforce.com (CRM e CloudComputing) i produttori di software, Intel, Freescale e Texas Instruments per le CPU, Google nel web, ed infine ramo telecomunicazioni Avaya, Cisco, T-Mobile e l’inglese Vodafone. Di questi Dell e Avaya sono iscritti al BELA (Business Ethics Leadership Alliance), iniziativa i cui membri sottoscrivono un codice di comportamento consono coi principi morali già indicati dallo stesso ES, mentre la Cisco è certificata EIC (Ethics Inside Certified), marchio di qualità rilasciato in base a ben 50 criteri diversi sempre da Ethisphere.

Un rapido paragone rispetto alle classifiche 2007 e 2008 rileva pochi cambiamenti: sono fuoriuscite Nokia, Sun e NEC, ma in generale chi aveva un comportamento virtuoso negli anni scorsi ha mantenuto gli stessi standard, segno di quanto un simile atteggiamento paghi sia nel lungo sia nel breve termine.

Questo è quanto più vero per quelle attività imprenditoriali beneficiarie di appalti governativi negli USA dove un punteggio alto vale ai fini dell’assegnazione: contrassegnando l’apposita casella nel questionario è possibile farlo valere anche per il sondaggio sui pubblici appaltatori, e gli “effetti collaterali” non finiscono qui, ne beneficiano anche l’immagine commerciale (su cui già spendono milioni ogni anno), l’appetibilità agli occhi dei potenziali dipendenti più talentuosi e l’affidabilità in Borsa in tempi di crack fraudolenti e truffe clamorose.

Fabrizio Bartoloni

I precedenti interventi di F.B. sono disponibili a questo indirizzo

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