Chi scambierebbe iPad con Surface?

Microsoft offre buoni acquisto dal valore minimo di 200 dollari per la consegna dell'usato in buono stato dei tablet di Apple. Solo negli Stati Uniti e non online

Roma – Curiosa promozione di Microsoft per spingere le vendite dei suoi modelli di tablet Surface RT e Pro. Fino alla fine del prossimo ottobre, l’azienda di Redmond accetterà l’usato in buono stato degli utenti di Apple, regalando un buono dal valore minimo di 200 dollari (150 euro) per la consegna delle generazioni 2, 3 e 4 di iPad .

Disponibile solo nei negozi statunitensi di BigM – inclusi i mercati di Porto Rico e Canada – l’offerta sarà comunque valida per quegli apparecchi iOS non protetti da password e dotati di cavo di alimentazione.

In attesa della seconda versione di Surface e Surface Pro, Microsoft cercherà di tamponare l’emorragia di vendite attirando la diretta concorrenza. ( M.V. )

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  • FDG scrive:
    Da ascoltare
    Sono quasi tre ore, ma vale la pena di ascoltarlo:http://download.radioradicale.it/store-55/roma/2013/01/MP685014.mp3
    • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
      Re: Da ascoltare
      - Scritto da: FDG
      Sono quasi tre ore, ma vale la pena di ascoltarlo:

      http://download.radioradicale.it/store-55/roma/201è il convegno di Guarino, Savona, Bagnai, Borghi, Rinaldi di 4 giorni fa?
      • FDG scrive:
        Re: Da ascoltare
        - Scritto da: zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd
        è il convegno di Guarino, Savona, Bagnai, Borghi,
        Rinaldi di 4 giorni
        fa?Si. Ho conservato il link all'audio.EDIT: ho recuperato l'originalehttp://www.radioradicale.it/scheda/389858-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 settembre 2013 17.22-----------------------------------------------------------
        • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
          Re: Da ascoltare
          - Scritto da: FDG
          - Scritto da: zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd


          è il convegno di Guarino, Savona, Bagnai,
          Borghi,

          Rinaldi di 4 giorni

          fa?

          Si. Ho conservato il link all'audio.bhe a questo punto c'è il video sul tubo:http://www.youtube.com/watch?v=Ll0HuKH0DrQ&feature=youtu.be
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: Da ascoltare
      - Scritto da: FDG
      Sono quasi tre ore, ma vale la pena di ascoltarlo:

      http://download.radioradicale.it/store-55/roma/201Non so gli altri, ma a livello accademico Bagnai e Borghi contano zero. Sono due professori associati, il primo di un'università minuscola. L'altro tiene un corso sulla compravendita di arte alla Cattolica. Però poi vanno in tv e in radio e sembra che siano dei premi Nobel.
      • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
        Re: Da ascoltare
        - Scritto da: Dottor Stranamore
        - Scritto da: FDG

        Sono quasi tre ore, ma vale la pena di
        ascoltarlo:




        http://download.radioradicale.it/store-55/roma/201

        Non so gli altri,bhe Savona è uno dei migliori economisti che abbiamo in Italia e Guarino è uno dei nostri massimi giuristi, non hanno certo bisogno di presentazioni
        ma a livello accademico Bagnai
        e Borghi contano zero. Sono due professori
        associati, il primo di un'università minuscola.
        L'altro tiene un corso sulla compravendita di
        arte alla Cattolica. Però poi vanno in tv e in
        radio e sembra che siano dei premi
        Nobel.questo perchè le loro tesi sono le medesime sostenute dai massimi premi nobel in economia (Krugman, Stiglitz, Sen, ecc..); in tal senso si, non sono originali ma le loro pesi hanno molto peso perchè sono le tesi di gente che ha molto peso.
        • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
          Re: Da ascoltare
          - Scritto da: zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd
          ma le loro pesis/pesi/tesi/
        • Guidone scrive:
          Re: Da ascoltare
          Le loro tesi hanno molto peso perchè sono le tesi di gente che ha molto peso? Forse è la tarda ora? Questa è una tautologia da manuale.
          • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
            Re: Da ascoltare
            - Scritto da: Guidone
            Le loro tesi hanno molto peso perchè sono le tesi
            di gente che ha molto peso? Forse è la tarda ora?
            Questa è una tautologia da
            manuale.no una tautologia è un'affermazione vera per definizione e non è questo il caso; si è detto che i due economisti in questione non avevano molto peso e implicitamente anche le loro teorie, ho risposto che non sono le loro teorie ma le teorie dei più insigni premi nobel, quindi semmai ho invocato il principio di autorità, ma non è certo una tautologia
          • Guidone scrive:
            Re: Da ascoltare
            Ora è chiaro.
          • Dottor Stranamore scrive:
            Re: Da ascoltare
            - Scritto da: zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd
            ho risposto che non sono le loro teorie ma le
            teorie dei più insigni premi nobelPeccato che non sia vero per niente.
      • FDG scrive:
        Re: Da ascoltare
        - Scritto da: Dottor Stranamore
        Non so gli altri, ma a livello accademico Bagnai
        e Borghi contano zero...Guarda caso Bagnai sostiene proprio che lui non è nessuno, ma che certe tesi vengono da altri. E mette pure i riferimenti, per rispondere all'altro tuo post.Tu da chi ti informi?EDIT: questo non l'ha scritto Bagnaihttp://www.repubblica.it/economia/2013/09/14/news/eurobarometro_crisi_germania-66459538/È a beneficio anche degli altri con cui ho discusso di questi temi.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 17 settembre 2013 14.10-----------------------------------------------------------
        • Guidone scrive:
          Re: Da ascoltare

          EDIT: questo non l'ha scritto Bagnai

          http://www.repubblica.it/economia/2013/09/14/news/Scritto così, dal giornalista Maurizio Ricci, mi sembra un cumulo di sciocchezze, e pure superficiali. "Un tedesco su cinque ha una retribuzione inferiore a 9 euro l'ora". A parte la precisione proprio da economisti da premio Nobel (quanto inferiore? 8 euro e 95 cent? 8 euro e 99? Mah...), la notizia è che almeno 4 tedeschi su cinque uno stipendio ce l'hanno, e anche discreto. Il tasso di disoccupazione della Germania è meno della metà di quello italiano."è la quota maggiore di salari bassi, rispetto al reddito medio nazionale, in tutta l'Europa occidentale": scusi, eh, ma guardi che qui stiamo parlando di tutta l'UE, non di Europa occidentale, come ai tempi della cortina di ferro. E mi immagino proprio come in Romania e in Bulgaria ci siano meno lavoratori in percentuale con paghe inferiori ai 9 euro all'ora.Spero sia il solito articolo che mal riporta le tesi di un economista. Diversamente, c'é da chiedersi coa diavolo insgeni costui.
  • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
    gettito fiscale
    ho letto diversi thread di persone convinte che paghiamo poche tasse, che se tutti le pagassero ripianeremmo il debito pubblico, ecc..La verita è che in Italia l'impresa privata paga più tasse che in qualunque altra nazione dell'eurozona:http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-11-20/italia-peggior-paese-europeo-205152.shtml?uuid=AbcbYu4Gla verità è che siamo TERZI AL MONDO per tasse effettivamente pagate (quindi non considerando quelle evase) in rapporto al pil (che comprende anche quello che producono quelli che evadono le tasse); quindi, nonostante l'evasione fiscale, paghiamo più tasse di quasi chiunque altro al mondo:http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_gettito_fiscale_in_rapporto_al_PIL.
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: gettito fiscale
      - Scritto da: zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd
      ho letto diversi thread di persone convinte che
      paghiamo poche tasse, che se tutti le pagassero
      ripianeremmo il debito pubblico,
      ecc..
      La verita è che in Italia l'impresa privata paga
      più tasse che in qualunque altra nazione
      dell'eurozona:
      Non ho letto tutti i thread, ma il succo del discorso è che prima le fai pagare a tutti e poi le abbassi, non il contrario, altrimenti il paese salta perché non può coprire i costi, cosa che comunque già sta succedendo perché le aziende che lavorano per il settore pubblico aspettano i soldi da tempo.E di economia in nero stai sicuro che da noi ce n'è ce n'è. Sia al nord che al sud. Ricordo qualche anno fa la notizia che in Emilia Romagna la metà degli alberghi dichiarava 0 euro all'anno:http://bologna.repubblica.it/cronaca/2012/08/17/news/guardia_di_finanza-41088490/ <i
      Su 2mila albergatori della provincia, 837 hanno dichiarato reddito zero. </i
      • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
        Re: gettito fiscale
        - Scritto da: Dottor Stranamore
        - Scritto da: zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd

        ho letto diversi thread di persone convinte
        che

        paghiamo poche tasse, che se tutti le
        pagassero

        ripianeremmo il debito pubblico,

        ecc..

        La verita è che in Italia l'impresa privata
        paga

        più tasse che in qualunque altra nazione

        dell'eurozona:



        Non ho letto tutti i thread, ma il succo del
        discorso è che prima le fai pagare a tutti e poi
        le abbassi, non il contrario,ti rendi conto che, ad oggi, con l'evasione alle stelle siamo terzi al mondo per tasse pagate? se le facessi pagare a tutto con la pressione fiscale di oggi, la stragrande maggioranza delle aziende chiuderebbero; avresti difatto distrutto l'economia
        altrimenti il paese
        salta perché non può coprire i costi,i costi non devono essere coperti, lo sanno anche i sassi che in periodi di recessione le politiche economiche pro-cicliche non funzionano (anzi esacerbano il problema), viceversa bisogna che lo stato spenda a deficit (certo, per farlo devi avere sovranità monetaria), esattamente come han fatto e fanno USA, Giappone ed Inghilterra durante la crisi odierna.
        cosa che
        comunque già sta succedendo perché le aziende che
        lavorano per il settore pubblico aspettano i
        soldi da
        tempo.appunto, come vedi le politiche pro-cicliche ed il pareggio di bilancio (o il 3%) non funzionano, anzi peggiorano le cose
        E di economia in nero stai sicuro che da noi ce
        n'è ce n'è. Sia al nord che al sud.e meno male, se così non fosse il paese sarebbe gia morto anzichè in ginocchio.
        • Dottor Stranamore scrive:
          Re: gettito fiscale
          - Scritto da: zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd
          e meno male, se così non fosse il paese sarebbe
          gia morto anzichè in
          ginocchio.Ma se ho citato degli evasori totali che non pagano niente di tasse, un conto è fare un po' di nero, ma uno che non paga niente se gliele abbassi non le paga lo stesso. Comunque ti ho già inquadrato, ti saluto.
          • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
            Re: gettito fiscale
            - Scritto da: Dottor Stranamore
            - Scritto da: zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd

            e meno male, se così non fosse il paese
            sarebbe

            gia morto anzichè in

            ginocchio.

            Ma se ho citato degli evasori totali che non
            pagano niente di tasse,quindi? Vale sempre lo stesso discorso, non pagano perchè se pagassero chiuderebbero (ricordo che in Italia la pressione fiscale è quasi al 70% per le aziende, ed è la più alta d'Europa)
            un conto è fare un po' di
            nero, ma uno che non paga niente se gliele
            abbassi non le paga lo stesso. no, chi non paga oggi lo fa rischiando di essere beccato e dover chiudere perchè se le dovesse pagare avrebbe la certezza di chiudere; se le abbassi buona parte delle aziende che evadono avranno la possibilità di restare a galla e quindi rischiare di chiudere per evadere non converrebbe più e pagherebbero.
    • Phronesis scrive:
      Re: gettito fiscale
      - Scritto da: zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd
      ho letto diversi thread di persone convinte che
      paghiamo poche tasse, che se tutti le pagassero
      ripianeremmo il debito pubblico,
      ecc..
      La verita è che in Italia l'impresa privata paga
      più tasse che in qualunque altra nazione
      dell'eurozona:

      http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/201

      la verità è che siamo TERZI AL MONDO per tasse
      effettivamente pagate (quindi non considerando
      quelle evase) in rapporto al pil (che comprende
      anche quello che producono quelli che evadono le
      tasse); quindi, nonostante l'evasione fiscale,
      paghiamo più tasse di quasi chiunque altro al
      mondo:
      http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_gettito_fis

      .Ciao.rispondo qui considerando anche l'intervento sotto il mio commento.Io non sono per nulla convinto che paghiamo poche tasse.Ripeto a te e a chiunque, considerare solo le tasse pagate non serve a NULLA.Le tasse si pagano per avere servizi, se non si mettono sul piano anche i servizi offerti il ragionamento è inutile.Io rispondevo a chi sosteneva che la soluzione è ridurre al minimo la tassazione, facendogli notare che se con essa si riducono al minimo i servizi non risolvi nulla.Puoi darmi torto?Il problema sono le tasse o è il rapporto tasse/servizi?
      • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
        Re: gettito fiscale
        - Scritto da: Phronesis
        - Scritto da: zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd

        ho letto diversi thread di persone convinte che

        paghiamo poche tasse, che se tutti le pagassero

        ripianeremmo il debito pubblico,

        ecc..

        La verita è che in Italia l'impresa privata paga

        più tasse che in qualunque altra nazione

        dell'eurozona:




        http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/201



        la verità è che siamo TERZI AL MONDO per tasse

        effettivamente pagate (quindi non considerando

        quelle evase) in rapporto al pil (che comprende

        anche quello che producono quelli che evadono le

        tasse); quindi, nonostante l'evasione fiscale,

        paghiamo più tasse di quasi chiunque altro al

        mondo:


        http://it.wikipedia.org/wiki/Stati_per_gettito_fis



        .

        Ciao.
        rispondo qui considerando anche l'intervento
        sotto il mio
        commento.
        Io non sono per nulla convinto che paghiamo poche
        tasse.

        Ripeto a te e a chiunque, considerare solo le
        tasse pagate non serve a
        NULLA.
        Le tasse si pagano per avere servizi, se non si
        mettono sul piano anche i servizi offerti il
        ragionamento è
        inutile.
        Io rispondevo a chi sosteneva che la soluzione è
        ridurre al minimo la tassazione, facendogli
        notare che se con essa si riducono al minimo i
        servizi non risolvi
        nulla.

        Puoi darmi torto?
        Il problema sono le tasse o è il rapporto
        tasse/servizi?il tuo discorso parte dal presupposto che lo stato sia come un'azienda e che quindi per spendere X debba avere X gettito fiscale; non è esattamente così, lo stato può spendere a deficit (finanziandosi a tassi bassi, come facevamo noi fino al 1981, avendo sovranità monetaria) forte del fatto che il moltiplicatore keynesiano farà aumenterare il PIL in misura maggiore di quanto lo stato ha speso.Per approfondire:http://keynesblog.com/2012/04/04/per-risparmiare-occorre-spendere/http://keynesblog.com/2013/05/24/keynes-e-la-macchina-stampa-soldi/
  • John scrive:
    Che pozza.
    Questa mattina ho acceso il computer e ho sentito uno strano odore, era la pernacchia di Google fatta a quel geniale esponente del partito delle tasse, il PD-L.Se si vuole avere una speranza che grandi aziende vengano investire da noi bisogna avere una tassazione almeno come l'Irlanda, comunque non verranno vista la credibilità di questo stato.Qualcuno s'illude che se tutti avessero pagato la situazione sarebbe stata migliore?La casta si sarebbe pappato tutto con sprechi e parassiti raccomandati.
    • qualcuno scrive:
      Re: Che pozza.
      - Scritto da: John
      Questa mattina ho acceso il computer e ho sentito
      uno strano odore, era la pernacchia di Google
      fatta a quel geniale esponente del partito delle
      tasse, il PD-L.Giusto maglio un partito che invece di fare pagare le tasse scarica tutto sui debiti così pagano i nostri figli (se il default non arriva prima).
      Se si vuole avere una speranza che grandi aziende
      vengano investire da noi bisogna avere una
      tassazione almeno come l'Irlanda, comunque non
      verranno vista la credibilità di questo
      stato.La burocrazia e le estorsioni sono un deterrente molto più efficace delle tasse.
      Qualcuno s'illude che se tutti avessero pagato la
      situazione sarebbe stata
      migliore?Si.
      La casta si sarebbe pappato tutto con sprechi e
      parassiti
      raccomandati.La casta ha comunque papato quello che poteva pappare.Potevi anche evitare di alludere alla casta in terza persona perchè si vede benissimo che sei un evasore fiscale che cerca di autogiustificarsi.
      • John scrive:
        Re: Che pozza.
        Sbagliato, purtroppo sono un dipendente di una multinazionale che se ne stà andando per quanto scritto sopra ed in cassa integrazione.Ma il salame negli occhi quando te lo levi?
        • qualcuno scrive:
          Re: Che pozza.
          - Scritto da: John
          Sbagliato, purtroppo sono un dipendente di una
          multinazionale che se ne stà andando per quanto
          scritto sopra ed in cassa integrazione.Ed ovviamente è tutta colpa del partito delle tasse che sta governando da pochi mesi. Non del partito della mafia che ha rafforzato burocrazia e illegalità per anni.
          Ma il salame negli occhi quando te lo levi?Dovresti dirlo a chi crede alle tue ca..ate, non a me.
      • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
        Re: Che pozza.
        - Scritto da: qualcuno
        - Scritto da: John

        Questa mattina ho acceso il computer e ho
        sentito

        uno strano odore, era la pernacchia di Google

        fatta a quel geniale esponente del partito
        delle

        tasse, il PD-L.

        Giusto maglio un partito che invece di fare
        pagare le tasse scarica tutto sui debiti così
        pagano i nostri figli (se il default non arriva
        prima).tenere alta la pressione fiscale (ma non così alta, oggi in Italia la pressione fiscale sulle aziende è circa al 70%, la più alta d'Europa) potrebbe andare anche bene se si aumentasse di conseguenza la spesa primaria, generando più soldi di quelli immessi nell'economia (vedi moltiplicatore keynesiano), se invece tieni alte le tasse e riduci spesa primaria, uccidi le aziende (gia in crisi per via di una moneta troppo forte e dei tassi di inflazione non convergenti nell'eurozona) quindi il gettito fiscale diminuisce (meno aziende da tassare se molte chiudono), oltre che aumentare la disoccupazione (quindi aumenta spesa pubblica per sussidi tipo cassa integrazione)
    • Trollollero scrive:
      Re: Che pozza.
      - Scritto da: John
      Questa mattina ho acceso il computer e ho sentito
      uno strano odore, era la pernacchia di Google
      fatta a quel geniale esponente del partito delle
      tasse, il
      PD-L.
      Se si vuole avere una speranza che grandi aziende
      vengano investire da noi bisogna avere una
      tassazione almeno come l'Irlanda, Come detto sopra, se pago <b
      ZERO </b
      , e tu intendi farmi pagare x
      0, io ci rimetto a prescindere.Una bassa tassazione non e' un incentivo contro l'evasione o l'elusione, cosi' come un'alta tassazione non e' una scusa o un incentivo pro evasione.L'evasore evade per massimizzare il vantaggio personale, non per altri motivi.
      comunque non verranno vista la credibilità di questo
      stato.
      Qualcuno s'illude che se tutti avessero pagato la
      situazione sarebbe stata
      migliore?La Svezia e' li' a dimostrarlo.
      La casta si sarebbe pappato tutto con sprechi e
      parassiti
      raccomandati.Ti svelo un segreto: l'Italia e' una democrazia rappresentativa.La "casta" rappresenta <b
      <u
      alla perfezione </u
      </b
      l'italiano medio: insofferente alle regole, zero senso della comunita' e disposto a tutto pur di XXXXXXX il prossimo per ottenere un vantaggio personale.
      • Sg@bbio scrive:
        Re: Che pozza.
        ci sono storie come l'elevata tassazione strangoli molti, forse rivedere il sistema tributario, male non farebbe.
        • Trollollero scrive:
          Re: Che pozza.
          - Scritto da: Sg@bbio
          ci sono storie come l'elevata tassazione
          strangoli molti, forse rivedere il sistema
          tributario, male non
          farebbe.Strangoli chi ?Il carico fiscale maggiore, in Italia, e' sul groppone dei lavoratori dipendenti, e viene prelevato alla fonte.Ho smesso da tempo di credere alle favole: cosi' come non esiste Babbo Natale non esiste nemmeno il gioielliere che gaudagna 15 mila euro l'anno "per colpa delle tasse", o il "povero imprenditore strangolato dal fisco".Io pago, alla fonte e al centesimo, quasi la meta' del mio reddito lordo per permettere a questi parassiti di usufruire di servizi che non hanno pagato. In cambio ho ottenuto meno tutele sul posto di lavoro, uno stipendio da cassiere (che molti "imprenditori" hanno il coraggio di definire troppo alto...) e la certezza che la pensione la vedro' solo dal lato sbagliato di una cassa di legno.Quindi, fatemi il favore: chi non paga le tasse non va capito e compatito "perche' non ce la fa".Va messo alla gogna sulla pubblica piazza, va appeso per i piedi e scosso finche' non caccia fuori tutto i soldi che ha rubato alla collettivita'.Altro che frignare.
          • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Trollollero
            - Scritto da: Sg@bbio

            ci sono storie come l'elevata tassazione

            strangoli molti, forse rivedere il sistema

            tributario, male non

            farebbe.
            Strangoli chi ?
            Il carico fiscale maggiore, in Italia, e' sul
            groppone dei lavoratori dipendenti, e viene
            prelevato alla
            fonte.

            Ho smesso da tempo di credere alle favole: cosi'
            come non esiste Babbo Natale non esiste nemmeno
            il gioielliere che gaudagna 15 mila euro l'anno
            "per colpa delle tasse", o il "povero
            imprenditore strangolato dal
            fisco".questa è una sciocchezza, in Italia la pressione fiscale sulle aziende è a circa il 70%, la più alta d'Europa, e molto più alta di quella sui lavoratori dipendenti
          • ppallino scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Trollollero
            - Scritto da: Sg@bbio

            ci sono storie come l'elevata tassazione

            strangoli molti, forse rivedere il sistema

            tributario, male non

            farebbe.
            Strangoli chi ?
            Il carico fiscale maggiore, in Italia, e' sul
            groppone dei lavoratori dipendenti, e viene
            prelevato alla
            fonte.

            Ho smesso da tempo di credere alle favole: cosi'
            come non esiste Babbo Natale non esiste nemmeno
            il gioielliere che gaudagna 15 mila euro l'anno
            "per colpa delle tasse", o il "povero
            imprenditore strangolato dal
            fisco".
            Io pago, alla fonte e al centesimo, quasi la
            meta' del mio reddito lordo per permettere a
            questi parassiti di usufruire di servizi che non
            hanno pagato.Strano sentire dire che il "povero imprenditore strangolato dal fisco" non esiste, sapendo che da piccolo imprenditore il 60% del fatturato (Fatturato != Utile) mi svanisce in tasse, e di ciò che rimane si fatica a pagare le spese di esercizio...
            In cambio ho ottenuto meno tutele sul posto di
            lavoro, uno stipendio da cassiere (che molti
            "imprenditori" hanno il coraggio di definire
            troppo alto...) e la certezza che la pensione la
            vedro' solo dal lato sbagliato di una cassa di
            legno.Anche qui la questione non è se lo stipendio è troppo alto (generalmente non lo è) ma il fatto che all'imprenditore un lavoratore costa all'incirca 2 volte il suo stipendio.
            Quindi, fatemi il favore: chi non paga le tasse
            non va capito e compatito "perche' non ce la
            fa".
            Va messo alla gogna sulla pubblica piazza, va
            appeso per i piedi e scosso finche' non caccia
            fuori tutto i soldi che ha rubato alla
            collettivita'.
            Altro che frignare.
          • FDG scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: ppallino
            Anche qui la questione non è se lo stipendio è
            troppo alto (generalmente non lo è) ma il fatto
            che all'imprenditore un lavoratore costa
            all'incirca 2 volte il suo stipendio.Soprattutto quando non riesce più a vendere perché l'export è crollato.
          • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: FDG
            - Scritto da: ppallino


            Anche qui la questione non è se lo stipendio
            è

            troppo alto (generalmente non lo è) ma il
            fatto

            che all'imprenditore un lavoratore costa

            all'incirca 2 volte il suo stipendio.

            Soprattutto quando non riesce più a vendere
            perché l'export è
            crollato.aggiungo che l'export è crollato perchè i tassi di inflazione dell'eurozona non convergono (in generale l'eurozona non è un'area valutaria ottimale e la cosa è stata esacerbata da una sleale svalutazione competitiva interna che la Germania ha cominciato a fare dal 2003 con le riforme Hartz), quindi ci ritroviamo con una moneta che è del 20/25% più forte di quanto dovrebbe essere per la nostra economia (e quindi le nostre merci risultano poco convenienti).Inoltre, insieme alla domanda esterna (per l'export) è crollata anche la domanda interna a seguito delle criminali politiche economiche pro-cicliche (l'austerità) messe in atto dal "governo" Monti prima e dal governo delle "larghe intese" poi; difatti se aumenti la pressione fiscale e tagli la spesa pubblica (che è linfa vitale per le aziende) causi disoccupazione e svalutazione salariale, quindi la gente ha meno soldi da spendere ed automaticamente la domanda interna cala
          • Trollollero scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: ppallino
            - Scritto da: Trollollero

            - Scritto da: Sg@bbio


            ci sono storie come l'elevata tassazione


            strangoli molti, forse rivedere il sistema


            tributario, male non


            farebbe.

            Strangoli chi ?

            Il carico fiscale maggiore, in Italia, e' sul

            groppone dei lavoratori dipendenti, e viene

            prelevato alla

            fonte.



            Ho smesso da tempo di credere alle favole: cosi'

            come non esiste Babbo Natale non esiste nemmeno

            il gioielliere che gaudagna 15 mila euro l'anno

            "per colpa delle tasse", o il "povero

            imprenditore strangolato dal

            fisco".

            Io pago, alla fonte e al centesimo, quasi la

            meta' del mio reddito lordo per permettere a

            questi parassiti di usufruire di servizi che non

            hanno pagato.

            Strano sentire dire che il "povero imprenditore
            strangolato dal fisco" non esiste, sapendo che da
            piccolo imprenditore il 60% del fatturato
            (Fatturato != Utile) mi svanisce in tasse, e di
            ciò che rimane si fatica a pagare le spese di
            esercizio...
            Lamentati coi tuoi colleghi evasori.

            In cambio ho ottenuto meno tutele sul posto di

            lavoro, uno stipendio da cassiere (che molti

            "imprenditori" hanno il coraggio di definire

            troppo alto...) e la certezza che la pensione la

            vedro' solo dal lato sbagliato di una cassa di

            legno.

            Anche qui la questione non è se lo stipendio è
            troppo alto (generalmente non lo è) ma il fatto
            che all'imprenditore un lavoratore costa
            all'incirca 2 volte il suo
            stipendio.
            E quindi il costo va scaricato sul dipendente, sottopagandolo e/o pagando in nero ?

            Quindi, fatemi il favore: chi non paga le tasse

            non va capito e compatito "perche' non ce la

            fa".

            Va messo alla gogna sulla pubblica piazza, va

            appeso per i piedi e scosso finche' non caccia

            fuori tutto i soldi che ha rubato alla

            collettivita'.

            Altro che frignare.
          • ppallino scrive:
            Re: Che pozza.



            In cambio ho ottenuto meno tutele sul
            posto
            di


            lavoro, uno stipendio da cassiere (che
            molti


            "imprenditori" hanno il coraggio di
            definire


            troppo alto...) e la certezza che la
            pensione
            la


            vedro' solo dal lato sbagliato di una
            cassa
            di


            legno.



            Anche qui la questione non è se lo stipendio
            è

            troppo alto (generalmente non lo è) ma il
            fatto

            che all'imprenditore un lavoratore costa

            all'incirca 2 volte il suo

            stipendio.



            E quindi il costo va scaricato sul dipendente,
            sottopagandolo e/o pagando in nero
            ?Se il mio budget per il costo del lavoro dipendente è X, esso deve coprire tutti i dipendenti che quindi guadagnano meno di quanto potrei dargli con un inferiore pressione fiscale; certo per pagare meglio i dipendenti si potrebbe anche ridurre il numero di dipendenti per i quali ridurre il budget ma ciò oltre a non essere umanamente corretto sarebbe economicamente svantaggioso (minore forza lavoro = minore produttività = minore fatturato = minore budget per gli stipendi).
          • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Trollollero
            - Scritto da: ppallino

            Anche qui la questione non è se lo stipendio
            è

            troppo alto (generalmente non lo è) ma il
            fatto

            che all'imprenditore un lavoratore costa

            all'incirca 2 volte il suo

            stipendio.



            E quindi il costo va scaricato sul dipendente,
            sottopagandolo e/o pagando in nero
            ?l'alternativa sarebbe chiudere l'azienda (perchè dovrebbe alzare i prezzi dei prodotti che vende diventando non competitivo, quindi nessuno comprerebbe le merci in questione, quindi chiuderebbe); è questo il risultato di non poter svalutare la moneta, gli shock e gli aggiustamenti gravano sui lavoratori; l'euro funziona a forza di moderazioni salariali, fattene una ragione.
          • FDG scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Trollollero
            ...Guarda che se hai meno tutele non c'entra un tubo l'evasione. La questione dell'evasione ha più a che vedere con una cosa che si chiama equità. Alla fine se paghi di più tu, ma i soldi ritornano nel sistema, non cambia molto per l'economia nazionale. Viceversa, a me è stato sempre propagandato il mantra "pagare tutti pagare di meno". Quindi alla fine quanto differirebbe il gettito fiscale? E soprattutto, dove andrebbero a finire questi soldi, in Italia o all'estero?Il motivo per cui tu oggi hai meno garanzie si può riassumere con una parola: deflazione. La tanta decantata efficienza, la competitività e le tanto richieste riforme sono traducibili con la necessità per qualcuno di darti meno garanzie e pagarti meno.
          • Trollollero scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: FDG
            - Scritto da: Trollollero


            ...

            Guarda che se hai meno tutele non c'entra un tubo
            l'evasione. Au contrair.Con la bella favoletta "troppi costi in Italia, abbassateli o chiudiamo" (e includendo le tasse alla voce "costi") gli imprenditori sono riusciti ad ottenere, ricattando, una serie di vantaggi a senso unico a scapito dei dipendenti.Tanto che ci siamo, ricordo agli smemorati che un sistema di tassazione <b
            <i
            equo </i
            </b
            non e' <b
            solo </b
            proporzionale ma <b
            anche </b
            progressivo.Se guadagni 1 milione di euro l'anno puoi tranquillamente permetterti di pagare l'80% di tasse, coi 200 mila euro che ti restano campi da re.Se guadagni 20 mila euro l'anno, anche solo una tassazione al 20% puo' essere eccessiva, perche' con 16 mila euro (1300 al mese, piu' o meno) annui
            La questione dell'evasione ha più a
            che vedere con una cosa che si chiama equità.
            Alla fine se paghi di più tu, ma i soldi
            ritornano nel sistema, non cambia molto per
            l'economia nazionale.
            Viceversa, a me è stato
            sempre propagandato il mantra "pagare tutti
            pagare di meno". Quindi alla fine quanto
            differirebbe il gettito fiscale? E soprattutto,
            dove andrebbero a finire questi soldi, in Italia
            o
            all'estero?

            Il motivo per cui tu oggi hai meno garanzie si
            può riassumere con una parola: deflazione. La
            tanta decantata efficienza, la competitività e le
            tanto richieste riforme sono traducibili con la
            necessità per qualcuno di darti meno garanzie e
            pagarti
            meno.Deflazione un par di balle.Io la chiamo imprenditoria all'italiana: rischi a te e guadagni a me.Contratti a progetto, contributi previdenziali ridotti ( ! ) per i neo assunti, liberta' di licenziare e via discorrendo sono tutti figli della stessa favola....
          • ppallino scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Trollollero
            - Scritto da: FDG

            - Scritto da: Trollollero




            ...



            Guarda che se hai meno tutele non c'entra un
            tubo

            l'evasione.

            Au contrair.
            Con la bella favoletta "troppi costi in Italia,
            abbassateli o chiudiamo" (e includendo le tasse
            alla voce "costi") gli imprenditori sono riusciti
            ad ottenere, ricattando, una serie di vantaggi a
            senso unico a scapito dei
            dipendenti.

            Tanto che ci siamo, ricordo agli smemorati che un
            sistema di tassazione <b
            <i
            equo
            </i
            </b
            non e' <b
            solo
            </b
            proporzionale ma <b
            anche
            </b

            progressivo.
            Se guadagni 1 milione di euro l'anno puoi
            tranquillamente permetterti di pagare l'80% di
            tasse, coi 200 mila euro che ti restano campi da
            re.
            Se guadagni 20 mila euro l'anno, anche solo una
            tassazione al 20% puo' essere eccessiva, perche'
            con 16 mila euro (1300 al mese, piu' o meno)
            annuiProporzionale al guadagno si ma anche inversamente proporzionale alla ricchezza generata; infatti uno che guadagna 1 milione da solo dovrebbe essere tassato di più di uno che guadagna altrettanto dando però lavoro a 100 persone.

            La questione dell'evasione ha più a

            che vedere con una cosa che si chiama equità.

            Alla fine se paghi di più tu, ma i soldi

            ritornano nel sistema, non cambia molto per

            l'economia nazionale.

            Viceversa, a me è stato

            sempre propagandato il mantra "pagare tutti

            pagare di meno". Quindi alla fine quanto

            differirebbe il gettito fiscale? E
            soprattutto,

            dove andrebbero a finire questi soldi, in
            Italia

            o

            all'estero?



            Il motivo per cui tu oggi hai meno garanzie
            si

            può riassumere con una parola: deflazione. La

            tanta decantata efficienza, la competitività
            e
            le

            tanto richieste riforme sono traducibili con
            la

            necessità per qualcuno di darti meno
            garanzie
            e

            pagarti

            meno.

            Deflazione un par di balle.
            Io la chiamo imprenditoria all'italiana: rischi a
            te e guadagni a
            me.Scusami ma questo discorso si applica anche all'occupazione all'italiana: ovvero stipendio a me e rischi a te, infatti il dipendente rischia il posto e dunque la sua fonte di reddito, l'imprenditore rischia oltre alla fonte di reddito (l'azienda) anche il capitale investito, e nel caso sia una società di persone anche il capitale personale (conto corrente privato, casa, autovettura,...).
          • FDG scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Trollollero

            Guarda che se hai meno tutele non c'entra un tubo

            l'evasione.

            Au contrair.
            Con la bella favoletta "troppi costi in Italia,
            abbassateli o chiudiamo" (e includendo le tasse
            alla voce "costi") gli imprenditori sono riusciti
            ad ottenere, ricattando, una serie di vantaggi a
            senso unico a scapito dei
            dipendenti.Appunto, una favoletta. Il costo del lavoro per unità di prodotto (venduto) tiene conto, oltre che dei costi di produzione fissi e variabili, anche dei ricavi. Quindi se l'azienda ha difficoltà nel vendere (in che mercato?) e deve far quadrare i conti da qualche parte deve andare a parare, soprattutto se aspira a crescere e a proteggere i capitali degli investitori.
            Tanto che ci siamo, ricordo agli smemorati che un
            sistema di tassazione...Irrilevante ai fini dell'uso che se ne fa attualmente di questo gettito fiscale, dove i soldi servono, in una economia in recessione, a pagare gli interessi sui debito contratto. Ovvero, se l'economia è in recessione e devi garantire questi interessi (quasi fosse l'unica cosa da considerare), cosa conta dove prendi i soldi? Tanto sempre fuori dal sistema paese vanno. Come del resto sono andati via gli altri con una bilancia commerciale rimasta in passivo per troppi anni.
            Deflazione un par di balle.
            Io la chiamo imprenditoria all'italiana: rischi a
            te e guadagni a
            me.
            Contratti a progetto, contributi previdenziali
            ridotti ( ! ) per i neo assunti, liberta' di
            licenziare e via discorrendo sono tutti figli
            della stessa
            favola....E costi inferiori. Che è quello che sto dicendo. Se ci vuoi mettere un'interpretazione moralistica, fai pure, finché non perdi di vista il quadro macroeconomico.
    • FDG scrive:
      Re: Che pozza.
      - Scritto da: John
      Se si vuole avere una speranza che grandi aziende
      vengano investire da noi bisogna avere una
      tassazione almeno come l'Irlanda...E fare la fine dell'Irlanda, cioè col sedere all'aria. Finché il mercato cresce, gli investitori stranieri ti lasciano una parte del ricavato (poco con le tasse). Ma quando le cose vanno male, si portano via tutto con gli interessi... si perché un investimento straniero purtroppo è anche un debito per la nazione che lo riceve. Quindi, attenzione con le ricette "irlandesi".
      • Guidone scrive:
        Re: Che pozza.

        Finché il mercato cresce, gli
        investitori stranieri ti lasciano una parte del
        ricavato (poco con le tasse). Ma quando le cose
        vanno male, si portano via tutto con gli
        interessi... si perché un investimento straniero
        purtroppo è anche un debito per la nazione che lo
        riceve. Vuoi spiegare meglio il concetto? Perché un investimento straniero in sé è un debito per la nazione che lo ospita?Io so che la Serbia i debiti li sta facendo davvero, perché ad ogni nuova azienda che si impianta là paga buona parte della manodopera i primi anni. Ma queste sono facilitazioni, al limite del dumping per la verità, che con la tassazione non c'entrano. Sono proprio un'altra cosa.
        • FDG scrive:
          Re: Che pozza.
          - Scritto da: Guidone
          Vuoi spiegare meglio il concetto? Perché un
          investimento straniero in sé è un debito per la
          nazione che lo ospita?Lo spiego in parole povere (perdonatemi se uso la terminologia in modo improprio): se un investitore mette 100 nella realizzazione di impresa A nella nazione N si aspetta di averne un utile. Cioè, quei soldi dovranno tornare indietro con gli interessi, mettiamo 110. Quindi, c'è un -10 che devi considerare nel conto complessivo, oltre ai soldi che dovranno esser restituiti all'investitore (ma qui ci può essere rischio d'impresa o no a seconda di come si configura l'investimento, se come prestito o come investimento diretto). Quindi, se l'impresa A produce attività superiori a 10 ne avrai un guadagno, ad esempio se si tratta di prodotti esportati altrove. Ma se l'impresa A non produce utili a sufficienza o opera solo nel mercato interno, la perdita può essere netta. In questo senso ho scritto "attenzione". Lo sviluppo di una nazione non può basarsi solo su ricette "miracolose".p.s.: l'esempio di investitore che compra un'azienda che opera nel mercato interno è calzante. In questo caso è solo una perdita per la nazione che riceve l'investimento.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 settembre 2013 10.53-----------------------------------------------------------
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.

            p.s.: l'esempio di investitore che compra
            un'azienda che opera nel mercato interno è
            calzante. In questo caso è solo una perdita per
            la nazione che riceve
            l'investimento.Rispondo anche a te: a me pare che quando si dice "investire in Italia" non si intenda "acquisire una ditta italiana", in genere decotta, altrimenti non sarebbe stata in vendita. Significa ampliare l'azienda anche con sedi italiane, oppure inventarsi attività in Italia non esistenti prima... O sbaglio io a intendere questa frase?
          • FDG scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Guidone
            Rispondo anche a te: a me pare che quando si dice
            "investire in Italia" non si intenda "acquisire
            una ditta italiana", in genere decotta,
            altrimenti non sarebbe stata in vendita.Magari anche fare una buona offerta perché è un buon investimento. L'azienda per cui lavoro è stata acquistata di recente da un importante fondo d'investimento estero per questa ragione. Mia considerazione: operiamo solo nel mercato nazionale, anche se abbiamo ambizioni internazionali.
            Significa ampliare l'azienda anche con sedi
            italiane, oppure inventarsi attività in Italia
            non esistenti prima...

            O sbaglio io a intendere questa frase?Si, se apri filiali in Italia vuol dire che vendi il tuo prodotto in Italia. E per quanto tu paghi stipendi ai dipendenti italiani, gli utili vanno all'estero.p.s.: il problema non è che avvengano queste cose, se di contro anche investitori italiani lo fanno altrove. Il problema è che non è una soluzione miracolosa. Tutto qui.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 16 settembre 2013 14.53-----------------------------------------------------------
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.


            Significa ampliare l'azienda anche con sedi

            italiane, oppure inventarsi attività in
            Italia

            non esistenti prima...



            O sbaglio io a intendere questa frase?

            Si, se apri filiali in Italia vuol dire che vendi
            il tuo prodotto in Italia. E per quanto tu paghi
            stipendi ai dipendenti italiani, gli utili vanno
            all'estero.Ecco, ma io continuo a non capire: in che modo "un investimento straniero è anche un debito per la nazione che lo riceve"?Spiego meglio: gli utili possono andare all'estero anche quando la ditta è italiana, se i singoli soci non vogliono reinvestirli per un ampliamento o un aumento di capitale. Se io, socio di una ditta italiana al 100 %, a fine anno ho un dividendo interessante che voglio per me, poi il dividendo me lo spendo come meglio credo. Anche se probabilmente è illegale esportare capitali, nessuno o nulla può realmente impedirmi, nel 2013, di farmi una villa alle Maldive. Quindi non vedo differenze per la contabilità statale fra capitali esteri e capitali italiani.
        • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
          Re: Che pozza.
          - Scritto da: Guidone

          Finché il mercato cresce, gli

          investitori stranieri ti lasciano una parte
          del

          ricavato (poco con le tasse). Ma quando le
          cose

          vanno male, si portano via tutto con gli

          interessi... si perché un investimento
          straniero

          purtroppo è anche un debito per la nazione
          che
          lo

          riceve.


          Vuoi spiegare meglio il concetto? Perché un
          investimento straniero in sé è un debito per la
          nazione che lo
          ospita?lo dice chiaramente il manuale della bilancia dei pagamenti ( http://www.imf.org/external/pubs/ft/bop/2007/bopman6.htm ) del fondo monetario internazionale, che mette gli investimenti diretti esteri in entrata (afflusso di capitali con finalità di acquisizione di aziende italiane) al passivo.
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.


            Vuoi spiegare meglio il concetto? Perché un

            investimento straniero in sé è un debito per la

            nazione che lo

            ospita?

            lo dice chiaramente il manuale della bilancia dei
            pagamenti (
            http://www.imf.org/external/pubs/ft/bop/2007/bopma
            del fondo monetario internazionale, che mette
            gli investimenti diretti esteri in entrata
            (afflusso di capitali con finalità di acquisizione
            di aziende italiane) al passivo.Io però parlavo di investimenti esteri in Italia, e solo di questi. Anche senza essere un genio dell'economia, mi ero accorto da me che l'acquisizione da parte di una società Usa della Piaggio nel 1999, che produceva un capolavoro del design come la Vespa, non era una buona notizia.In genere quando si intende "investire in Italia", si intende impiantare nuove attività, o anche effettuare joint venture con società italiane. O no?!?
          • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Guidone


            Vuoi spiegare meglio il concetto?
            Perché
            un


            investimento straniero in sé è un
            debito per
            la


            nazione che lo


            ospita?



            lo dice chiaramente il manuale della
            bilancia
            dei

            pagamenti (


            http://www.imf.org/external/pubs/ft/bop/2007/bopma

            del fondo monetario internazionale, che
            mette


            gli investimenti diretti esteri in entrata

            (afflusso di capitali con finalità di
            acquisizione


            di aziende italiane) al passivo.

            Io però parlavo di investimenti esteri in Italia,
            e solo di questi. Anche senza essere un genio
            dell'economia, mi ero accorto da me che
            l'acquisizione da parte di una società Usa della
            Piaggio nel 1999, che produceva un capolavoro del
            design come la Vespa, non era una buona
            notizia.
            In genere quando si intende "investire in
            Italia", si intende impiantare nuove attività, o
            anche effettuare joint venture con società
            italiane. O
            no?!?è la stessa cosa, il FMI mette in passività gli IDE perchè se da una parte le tasse e gli stipendi son soldi che rimangono nel paese in cui ha sede l'azienda acquistata, i dividendi quasi sempre prendono il volo; il che vale tanto per gli IDE, quanto per l'avvio di nuove attività che citavi tu, tanto per le privatizzazioni in cui chi compra sta all'estero.
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.


            Io però parlavo di investimenti esteri in
            Italia,

            e solo di questi. Anche senza essere un genio

            dell'economia, mi ero accorto da me che

            l'acquisizione da parte di una società Usa
            della

            Piaggio nel 1999, che produceva un
            capolavoro
            del

            design come la Vespa, non era una buona

            notizia.

            In genere quando si intende "investire in

            Italia", si intende impiantare nuove
            attività,
            o

            anche effettuare joint venture con società

            italiane. O

            no?!?

            è la stessa cosa, il FMI mette in passività gli
            IDE perchè se da una parte le tasse e gli
            stipendi son soldi che rimangono nel paese ... Il che non mi sembra una cosa su cui sputare, tengo a dire. :|E al paese rimane anche l'occupazione, almeno in parte.
            in cui
            ha sede l'azienda acquistata, i dividendi quasi
            sempre prendono il volo; I dividendi possono anche non esserci. Anzi, in una ditta appena avviata, o appena salvata dal fallimento, è quasi certo che che non ci saranno per almeno due anni.In più, se la contabilità non è in nero, le tasse si pagano anche sui dividendi pagati agli investitori, che io sappia. Ovviamente tasse pagate al Paese in cui la ditta produce.
            il che vale tanto per
            gli IDE, quanto per l'avvio di nuove attività che
            citavi tu, tanto per le privatizzazioni in cui
            chi compra sta
            all'estero.Hai per caso un link a questo criterio di passività secondo la prospettiva del FMI? Vorrei approfondire.
          • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Guidone


            Io però parlavo di investimenti esteri
            in

            Italia,


            e solo di questi. Anche senza essere un
            genio


            dell'economia, mi ero accorto da me che


            l'acquisizione da parte di una società
            Usa

            della


            Piaggio nel 1999, che produceva un

            capolavoro

            del


            design come la Vespa, non era una buona


            notizia.


            In genere quando si intende "investire
            in


            Italia", si intende impiantare nuove

            attività,

            o


            anche effettuare joint venture con
            società


            italiane. O


            no?!?



            è la stessa cosa, il FMI mette in passività
            gli

            IDE perchè se da una parte le tasse e gli

            stipendi son soldi che rimangono nel paese

            ... Il che non mi sembra una cosa su cui sputare,
            tengo a dire.
            :|
            E al paese rimane anche l'occupazione, almeno in
            parte.si ma non è abbastanza per poter spendere a deficit e contare sul moltiplicatore keynesiano (perchè buona parte dell'effetto moltiplicativo viene meno a causa del fatto che i dividendi prendono il volo)

            in cui

            ha sede l'azienda acquistata, i dividendi
            quasi

            sempre prendono il volo;

            I dividendi possono anche non esserci. Anzi, in
            una ditta appena avviata, o appena salvata dal
            fallimento, è quasi certo che che non ci saranno
            per almeno due
            anni.non puoi fare politiche economiche ragionando da qui a due anni, devi fare piano almeno decennali, contare solo sull'indotto che ti portano i primi due anni nuove aziende frutto di investimenti esteri è fallimentare
            In più, se la contabilità non è in nero, le tasse
            si pagano anche sui dividendi pagati agli
            investitori, che io sappia. Ovviamente tasse
            pagate al Paese in cui la ditta produce.ovvio, infatti ho detto che le tasse rimangono



            il che vale tanto per

            gli IDE, quanto per l'avvio di nuove
            attività
            che

            citavi tu, tanto per le privatizzazioni in
            cui

            chi compra sta

            all'estero.

            Hai per caso un link a questo criterio di
            passività secondo la prospettiva del FMI? Vorrei
            approfondire.lo dice chiaramente (iscrivendo nelle passività gli investimenti diretti esteri in entrata) il manuale della bilancia dei pagamenti del FMI:http://www.imf.org/external/pubs/ft/bop/2007/bopman6.htm
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.


            ... Il che non mi sembra una cosa su cui
            sputare,

            tengo a dire.

            :|

            E al paese rimane anche l'occupazione,
            almeno
            in

            parte.

            si ma non è abbastanza per poter spendere a
            deficit e contare sul moltiplicatore keynesiano
            (perchè buona parte dell'effetto moltiplicativo
            viene meno a causa del fatto che i dividendi
            prendono il
            volo)Non è una buona ragione, ma è un buon inizio. Se pensi che quei dipendenti sarebbero sul groppone della cassa integrazione se la ditta estera non li avesse assunti, il vantaggio si vede a occhi nudo. Senza scomodare Keynes.

            I dividendi possono anche non esserci. Anzi,
            in

            una ditta appena avviata, o appena salvata
            dal

            fallimento, è quasi certo che che non ci
            saranno

            per almeno due

            anni.

            non puoi fare politiche economiche ragionando da
            qui a due anni, devi fare piano almeno decennali,
            contare solo sull'indotto che ti portano i primi
            due anni nuove aziende frutto di investimenti
            esteri è
            fallimentareInfatti non dico di contare sull'indotto. Ma di accogliere un'azienda che investe in Italia come una buona notizia. Se ci fossero diecimila italiani che aprono un'azienda ogni settimana sarei anche d'accordo che vengono a disturbare; ma siccome mi pare vero il contrario, che cioè le aziende italiane chiudono, considerare una passività per lo Stato un investimento estero è un controsenso. I dividendi i primi anni non ci sono né per le aziende straniere, né per quelle italiane, quando partono da zero. Le tasse pagate invece ci sono comunque.

            In più, se la contabilità non è in nero, le
            tasse

            si pagano anche sui dividendi pagati agli

            investitori, che io sappia. Ovviamente tasse

            pagate al Paese in cui la ditta produce.

            ovvio, infatti ho detto che le tasse rimangonoSpecifichiamo: non sono solo le tasse come l'IVA, l'IRAP, o quelle pagate alla fonte dai loro dipendenti. Ma anche quelle sui dividendi, se ci sono.

            Hai per caso un link a questo criterio di

            passività secondo la prospettiva del FMI?
            Vorrei

            approfondire.

            lo dice chiaramente (iscrivendo nelle passività
            gli investimenti diretti esteri in entrata) il
            manuale della bilancia dei pagamenti del
            FMI:
            http://www.imf.org/external/pubs/ft/bop/2007/bopmaEhm, ti spiacerebbe indicarmi il link che contiene il capitolo esatto? ;-)Ce ne sono ben 14, più le appendici.
          • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Guidone


            ... Il che non mi sembra una cosa su cui

            sputare,


            tengo a dire.


            :|


            E al paese rimane anche l'occupazione,

            almeno

            in


            parte.



            si ma non è abbastanza per poter spendere a

            deficit e contare sul moltiplicatore
            keynesiano

            (perchè buona parte dell'effetto
            moltiplicativo

            viene meno a causa del fatto che i dividendi

            prendono il

            volo)

            Non è una buona ragione, ma è un buon inizio.
            Se pensi che quei dipendenti sarebbero sul
            groppone della cassa integrazione se la ditta
            estera non li avesse assunti, il vantaggio si
            vede a occhi nudo. Senza scomodare
            Keynes.è ovvio, se sei legato mani e piedi su politiche monetarie e fiscali, come lo siamo oggi grazie all'eurozona, meglio quei soldi che niente; io parlavo di una situazione in cui ci si liberi dell'eurozona e si possa ricominciare a fare politiche economiche e fiscali come meglio ci aggrada, in quel caso, svalutando e spendendo a deficit l'economia ripartirebbe e quindi fortunatamente ci sarebbe poco spazio per gli investimenti esteri (di cui comunque non avremmo bisogno)



            I dividendi possono anche non esserci.
            Anzi,

            in


            una ditta appena avviata, o appena
            salvata

            dal


            fallimento, è quasi certo che che non ci

            saranno


            per almeno due


            anni.



            non puoi fare politiche economiche
            ragionando
            da

            qui a due anni, devi fare piano almeno
            decennali,

            contare solo sull'indotto che ti portano i
            primi

            due anni nuove aziende frutto di investimenti

            esteri è

            fallimentare

            Infatti non dico di contare sull'indotto. Ma di
            accogliere un'azienda che investe in Italia come
            una buona notizia. Se ci fossero diecimila
            italiani che aprono un'azienda ogni settimana
            sarei anche d'accordo che vengono a disturbare;
            ma siccome mi pare vero il contrario, che cioè le
            aziende italiane chiudono, considerare una
            passività per lo Stato un investimento estero è
            un controsenso.ha senso perchè toglie una fetta di mercato che potrebbe essere utilizzata da aziende italiane che non portano i dividendi all'estero; certo che se sei in una situazione demenziale come quella odierna dell'eurozona in cui hai mani e piedi legati e sei costretto a fare politiche pro-cicliche con il cambio bloccato e l'acqua alla gola, è ovvio che tali investimenti sono meglio di niente, tanto non tolgono mercato a nessuno visto che le aziende anzichè aprire chiudono
            I dividendi i primi anni non ci sono né per le
            aziende straniere, né per quelle italiane, quando
            partono da zero. Le tasse pagate invece ci sono
            comunque.come ho detto, quando fai politiche economiche non ragioni di qui a due anni ma un po' più lontano



            In più, se la contabilità non è in
            nero,
            le

            tasse


            si pagano anche sui dividendi pagati
            agli


            investitori, che io sappia. Ovviamente
            tasse


            pagate al Paese in cui la ditta produce.



            ovvio, infatti ho detto che le tasse
            rimangono

            Specifichiamo: non sono solo le tasse come l'IVA,
            l'IRAP, o quelle pagate alla fonte dai loro
            dipendenti. Ma anche quelle sui dividendi, se ci
            sono.sempre tasse sono, quando ho scritto tasse intendevo tasse e non solo IVA, IRAP, ecc..


            Hai per caso un link a questo criterio
            di


            passività secondo la prospettiva del
            FMI?

            Vorrei


            approfondire.



            lo dice chiaramente (iscrivendo nelle
            passività

            gli investimenti diretti esteri in entrata)
            il

            manuale della bilancia dei pagamenti del

            FMI:


            http://www.imf.org/external/pubs/ft/bop/2007/bopma

            Ehm, ti spiacerebbe indicarmi il link che
            contiene il capitolo esatto?
            ;-)
            Ce ne sono ben 14, più le appendici.chi si ricorda, non ci metto le mani da parecchio, mi _*sembra*_ fosse il cap. 7
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.

            è ovvio, se sei legato mani e piedi su politiche
            monetarie e fiscali, come lo siamo oggi grazie
            all'eurozona, meglio quei soldi che niente; io
            parlavo di una situazione in cui ci si liberi
            dell'eurozona e si possa ricominciare a fare
            politiche economiche e fiscali come meglio ci
            aggrada, in quel caso, svalutando e spendendo a
            deficit l'economia ripartirebbe E non potevi dirlo subito che il tuo intervento era solo l'ennesimo sfogo contro l'euro e l'eurozona? Non avrei risposto, sono discussioni talmente inconcludenti...Sono sicuro che se cercassi bene nella blogosfera troverei anche dei sostenitori del ritorno al dollaro texano in Texas:http://dailybail.com/slideshows/texas-photos/8206495...per sganciarsi dalla politica suicida e autolesionista del dollaro americano. E con la stessa possibilità di sucXXXXX...
    • pallino pinco scrive:
      Re: Che pozza.
      "PDmenoL"? Ma quanti anni hai, 12?
    • Phronesis scrive:
      Re: Che pozza.
      - Scritto da: John
      Se si vuole avere una speranza che grandi aziende
      vengano investire da noi bisogna avere una
      tassazione almeno come l'IrlandaCiaoParlare di politica in Italia su di un forum è impensabile. Su questo forum che tende al "provocatorio" dovrebbe essere assurdo...Eppure...Voglio anche io dire la mia.Quando in Italia si comprenderà che le tasse sono in effetti l'ultmo dei problemi, oltre che e lo sotolineo l'ultimo aspeto da considerae, forse e dico forse si avrà qualche speranza.Il problema non sono le tassa, ma quali quanti e di che qualità sono i servizi che hai in cambio delle tasse.Poichè le mgliori campagne elettorali si sono vinte in Italia al grido "Più Pilu pe' alcuni e meno tasse pe' tutti" però poi si diminuivano le tasse e si finanziava la scuola privata a discapito della pubblica, si diminuivano le tasse e si tagliava la sanità per promuovere aziende e cliniche private, si diminuivano le tassa e si facevano rientrare capitali esteri evasi anche lì applicando poche tasse.Alla fine ripeto non sono le tasse il problema. Se i soldi sono quelli (lordati persino dallo spreco e dalle ruberie) puoi anche vincere la riffa e tagliare le tasse ma dovrai tagliare anche i servizi ed il cittadino pagherà, anche non rendendosene conto di più.cfrPressione fiscale europea.citazione.IM P IM P IM P NBIn Italia la pressione fiscale agli inizi del Governo Berlusconi II (2001) ammontava al 41,3% del PIL, per poi salire al 42% nel 2006, al termine della legislatura. Anche durante il governo Prodi II la pressione ha continuato a salire fino al 43,1% del 2007, per poi scendere nel 2008 al 42,6%. Nel 2011 la pressione ammontava al 42,5% del PIL [1]. Secondo i dati ISTAT, dall'insediamento del Governo Monti, la pressione è stata del 41,3% nei primi nove mesi del 2012 e del 42,6% nell'ultimo trimestre dell'anno, riallineandosi ai dati degli anni precedenti[2].Secondo l'OCSE, nel 2009 i Paesi con maggiore pressione fiscale sono Danimarca (48,2%) e Svezia (46,4), paesi che storicamente hanno un evoluto sistema di welfare. Seguono Belgio (43,2%), Austria (42,8%) e Francia (41,9%).
      • Guidone scrive:
        Re: Che pozza.

        Parlare di politica in Italia su di un forum è
        impensabile.

        Su questo forum che tende al "provocatorio"
        dovrebbe essere
        assurdo...Le probabilità che venga cancellato lunedì mattina sono molto vicine al 100 %. Ma pazienza...
        Poichè le mgliori campagne elettorali si sono
        vinte in Italia al grido "Più Pilu pe' alcuni e
        meno tasse pe' tutti" però poi si diminuivano le
        tasse e si finanziava la scuola privata a
        discapito della pubblica, La scuola privata, intesa come scuola elementare media e superiore, non è mai stata finanziata. Ci sono rimborsi a chi iscrive i figli alle private, ma arrivano con un meccanismo che io chiamo "in differita", per cui quelli che di soldi non ne hanno per sostenere la retta continueranno a non averne, e a iscrivere i figli alle scuole pubbliche. Perché le scuole private non aspettano i rimborsi statali.
        citazione.
        IM <<In italia le tasse sono troppo alte, il nord
        europa ci mangerà vivi, li si che si vive
        bene


        P <<Ma nel nord europa le tasse sono più alte o
        simili


        IM <<Però hanno i servizi


        P <<Allorà perchè continui a votare chi taglia le
        tasse senza spiegare come manterrà efficienti i
        servizi?


        IM <<Comunista, berlusconiano facende parte della
        casta non sai nulla di
        politica


        P <<Ok, scusa '-'

        Sospetto che ti sei trovato in una conversazione del genere più di una volta. ;-)Va però aggiunto che alcuni servizi erogati dagli Stati nordici l'italiano medio proprio non li desidera. Magari non lo dice a voce alta, non è popolare, ma lo pensa... e il voto nell'urna è di conseguenza.Molti italiani ritengono immorale, addirittura nel senso religioso del termine, che lo Stato paghi una quota fissa a disoccupati nullatenenti vita natural durante. Che è perlappunto quello che avviene nei Paesi scandinavi. E il risultato, manco a dirlo, è che come ammortizzatore sociale in Italia per decenni c'è stata solo la falsa invalidità. :|
        Secondo l'OCSE, nel 2009 i Paesi con maggiore
        pressione fiscale sono Danimarca (48,2%) e Svezia
        (46,4), paesi che storicamente hanno un evoluto
        sistema di welfare. Seguono Belgio (43,2%),
        Austria (42,8%) e Francia
        (41,9%).Stai parlando probabilmente di tasse sul lavoro dipendente e autonomo. Normalmente, quando si parla di investimenti esteri, si prendono in considerazione le tasse sulle società.
        • Phronesis scrive:
          Re: Che pozza.
          Ciao, (L.?) è sempre un piacere.La meticolosità è d'obbligo in questo tipo di discorsi.Per poter affrontare e "abbattere" luoghi o mentalità comuni anche in chi semplicemente legge e non partecipa.Ti ringrazio quindi in primis del commento.L'intervento era comunque generalalizzato, però approfondendo i tui spunti di riflessione specifico.- Scritto da: Guidone
          La scuola privata, intesa come scuola elementare
          media e superiore, [cut] Perché le scuole private non aspettano
          i rimborsi
          statali.Quindi parliamo anche di scuole secondarie (lasciamo perdere asili e elementari per esempio della Chiesa).Io sapevo che anche la legge Moratti (l'ultima cronologicamente? forse c'è la gelmini ma non ricordo se è solo per le università) finanziava in modo diretto o indiretto anche le scuole secondarie.Potrei sbagliare, anche perchè non seguo specificatamente la questione.Da wiki (credo attendibile in questo caso) apprendo: Va però aggiunto che alcuni servizi erogati dagli
          Stati nordici l'italiano medio proprio non li
          desidera. Magari non lo dice a voce alta, non è
          popolare, ma lo pensa... e il voto nell'urna è di
          conseguenza.
          Molti italiani ritengono immorale, addirittura
          nel senso religioso del termine, che lo Stato
          paghi una quota fissa a disoccupati nullatenenti
          vita natural durante. Che è perlappunto quello
          che avviene nei Paesi scandinavi. E il risultato,
          manco a dirlo, è che come ammortizzatore sociale
          in Italia per decenni c'è stata solo la falsa
          invalidità.
          :|Concordo sul discorso in generale, io però ho vissuto in alcuni dei paesi citati e sicuramente i sussidi di disoccupazione sono maggiori (questo però ad onor del vero anche perchè per esempio in Danimarca sono "quattro gatti") ma anche in generale il resto dei servizi sono più efficienti e capillari.Quindi il discorso comprende ma non si esaurisce con il sussidio ai disoccupati :D



          Secondo l'OCSE, nel 2009 i Paesi con maggiore

          pressione fiscale sono Danimarca (48,2%) e
          Svezia

          (46,4), paesi che storicamente hanno un
          evoluto

          sistema di welfare. Seguono Belgio (43,2%),

          Austria (42,8%) e Francia

          (41,9%).

          Stai parlando probabilmente di tasse sul lavoro
          dipendente e autonomo.
          La fonte è ancora wikipedia, l'ho citata solo per non campare il mio discoso sulla fiducia, ma su dati almeno verificabili e/o contestabili.http://it.wikipedia.org/wiki/Pressione_fiscale#La_pressione_fiscale_in_alcuni_Paesi
          Sospetto che ti sei trovato in una conversazione del genere più di una
          volta. OcchiolinoHo vissuto molto all'estero, semplicemente a volte sono "fuori" dall'approccio italiano alla politica.Buona domenica.
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.


            La scuola privata, intesa come scuola elementare

            media e superiore, [cut] Perché le scuole
            private non
            aspettano

            i rimborsi

            statali.

            Quindi parliamo anche di scuole secondarie
            (lasciamo perdere asili e elementari per esempio
            della
            Chiesa).Sì, tutte le scuole del ciclo. Esclusa l'università.
            Io sapevo che anche la legge Moratti (l'ultima
            cronologicamente? forse c'è la gelmini ma non
            ricordo se è solo per le università) finanziava
            in modo diretto o indiretto anche le scuole
            secondarie.Solo indiretto.
            Il governo DAlema bis con la legge 62/2000
            sancisce lentrata a pieno titolo nel sistema di
            istruzione nazionale delle scuole private, che
            pertanto <b
            devono essere trattate alla pari
            anche sul piano economico </b
            .No, devono essere trattate alla pari per quanto riguarda l'acXXXXX a graduatorie degli insegnanti, punteggi, contratti...Se lo Stato dovesse finanziare "alla pari" le scuole private e pubbliche, tanto vale non avere più scuole pubbliche, ti pare? Sai quanti grattacapi in meno...
            Il governo Berlusconi, ministro Letizia Moratti,
            con il DM 27/2005 apporta alla Legge 62/2000 le
            seguenti
            modifiche:

            non si parla più di concessione di
            contributi ma di partecipazione alle spese
            delle scuole secondarie
            paritarie;Su questo punto hai ragione. Ma le condizioni poste alle scuole paritarie per ottenere questi contributi sono così esigenti che dubito una scuola li abbia mai ottenuti, almeno legalmente. Ne elenco alcuni:- classi successive alla prima costituite da almeno il 70 % di alunni provenienti da classi precedenti della stessa scuola.- l'accoglienza e l'inserimento degli alunni stranieri;- i rapporti interculturali e interreligiosi nell'attuale contesto sociale;- l'ampliamento dello studio delle lingue straniere;- l'uso e la diffusione delle risorse informatiche nella prassi didattica;- l'alternanza scuola-lavoro; Sono cose che non fanno nemmeno le migliori scuole pubbliche, vuoi che ci riescano le private? ;-)
            Come si può vedere non c'è schieramento
            ideologico che all'atto pratico abbia un corretto
            (imho) concetto di Democrazia Repubblicana.
            :|Sono d'accordo che hanno abilmente aggirato l'art. 33 della costituzione, ma queste norme non incidono sulla solidità economica e sul numero delle scuole private già esistenti in Italia. In un Paese che elargisce finanziamenti, e ben più cospicui, alla stampa (privata) e all'agricoltura (privata), è difficile pensare che la scuola (privata) sarebbe rimasta a bocca asciutta a lungo.
            Ribadisco, io potrei anche essere d'accordo con
            le scuole private e il loro finanziamento, con le
            cliniche private e il loro finanziamento, ma la
            priorità dovrebbe essere il pubblico ( <i
            res
            publica </i
            ).Quando i soldi scarseggiano non si guarda in faccia a nulla. La polizia si lamenta che non ha benzina per girare in pattuglia...
            Se si taglia o si deve tagliare, si dovrebbe
            tagliare in primis sul finanziamento del duale
            privato.
            Non concordi?I soldi "stanziati" non sono i soldi realmente spesi. Sono due cose diverse. Sarei curioso di vedere quanti soldi sono usciti realmente dalla casse statali per andare a finanziare "progetti" delle scuole paritarie.Ed è triste ammetterlo, ma allo Stato costa molto meno un alunno che frequenta facendo tutto il percorso in una scuola privata, e poi si diploma, che non se frequenta una statale. In tempi di magre finanze si fanno anche questi ragionamenti...

            Va però aggiunto che alcuni servizi erogati
            dagli

            Stati nordici l'italiano medio proprio non li

            desidera. Magari non lo dice a voce alta, non è

            popolare, ma lo pensa... e il voto nell'urna è
            di

            conseguenza.

            Molti italiani ritengono immorale, addirittura

            nel senso religioso del termine, che lo Stato

            paghi una quota fissa a disoccupati nullatenenti

            vita natural durante. Che è perlappunto quello

            che avviene nei Paesi scandinavi. E il
            risultato,

            manco a dirlo, è che come ammortizzatore sociale

            in Italia per decenni c'è stata solo la falsa

            invalidità.

            :|

            Concordo sul discorso in generale, io però ho
            vissuto in alcuni dei paesi citati e sicuramente
            i sussidi di disoccupazione sono maggiori (questo
            però ad onor del vero anche perchè per esempio in
            Danimarca sono "quattro gatti") Non più. I disoccupati in Danimarca stanno diventando un'emergenza, dopo la crisi del 2008 (5,7 % della popolazione attiva). Ma per ora progetti di riforma non ve ne sono.I sussidi di disoccupazione sono davvero sussidi (e non solo in Danimarca, penso un po' ovunque in Europa), non sono paghetta per andare a prendere il caffè e la brioche al bar la mattina, e farsi mantenere da qualcuno il resto della giornata.
            ma anche in
            generale il resto dei servizi sono più efficienti
            e
            capillari.
            Quindi il discorso comprende ma non si esaurisce
            con il sussidio ai disoccupati
            :DIl discorso lo avevo tirato fuori per sottolineare che non tutte le soluzioni van bene per tutti gli Stati, e il sussidio di disoccupazione a vita in Italia non sarebbe mai benvisto. È incompatibile con <I
            Genesi </I
            , 3:19 (bisogna sudare), e quindi non se ne farà nulla. :-)
            Ho vissuto molto all'estero, semplicemente a
            volte sono "fuori" dall'approccio italiano alla
            politica.Ti devi riabituare, altrimenti non tieni testa agli altri commentatori sui vari forum. :-D
          • Phronesis scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Guidone
            Ti devi riabituare, altrimenti non tieni testa
            agli altri commentatori sui vari forum.
            :-DXDSopratutto con chi non ammetterà mai che ha torto, che poi è l'italiano esperto di politica. XDVoglio semplicficare, visto che il mio commento verteva su altro e oggi ho poco tempo.Lo stato finanzia in maniera diretta o indiretta la scula privata?si o no?Io e la legge diciamo di si.Tu aggiungi un maSI, la legge finazia la scuola privata ma i finanziamenti sono inaccessibili.Considera che tu hai sostenuto questa obiezione su un discorso più ampio e diversamente articolato, che verteva in paratica su altro (rapporto tasse/servizi)http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3889125&m=3889585#p3889585e traine le tue conclusioni.Buona giornataPSpensavo fossi un altro utente (L.) mi sbagliavo, sembrava più razionale e meno troll.BUona giornata Guidone.
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.

            Voglio semplicficare, visto che il mio commento
            verteva su altro e oggi ho poco
            tempo.

            Lo stato finanzia in maniera diretta o indiretta
            la scula
            privata?

            si o no?In maniera indiretta sì. Lo fa in seguito alla legge del 1999, e lo faceva anche prima, almeno dal 1948, data del riconoscimento del Concordato, in quanto la maggior parte delle scuole private sono cattoliche, e la chiesa cattolica riceve finanziamenti dallo Stato.In maniera diretta, bisogna guardare la contabilità, dopo la legge del 2005. Io ci credo poco.
            Io e la legge diciamo di si.

            Tu aggiungi un ma
            SI, la legge finazia la scuola privata ma i
            finanziamenti sono
            inaccessibili.Esatto.E la situazione cambia, e parecchio.
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.
            La tua ironia è fuori luogo. Se mi mostri una fonte dalla quale si evince che una scuola privata, almeno una, ha ricevuto finanziamenti dallo Stato, e in quanto scuola, non per altre ragioni, sono pronto a ricredermi.I finanziamenti da parte delle regioni non sono contemplati, perché da quando esiste il federalismo è nelle loro prerogative.
          • Phronesis scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Guidone
            I finanziamenti da parte delle regioni non sono
            contemplati, perché da quando esiste il
            federalismo è nelle loro
            prerogative.Adesso dipende anche da quale ente statale arrivano. :pPerchè non sono finanziamenti pubblici anche quelli della regione?facciamo così, ognuno resta della propria opinione.psScusa davvero per l'ironia, non volevo essere offensivo, solo sdrammatizzare.. ma questa discussione mi sembra oggettivamente poco interessante da continuare.Buona vita e dico sinceramente convinto che sarà dinuovo un piacere discutere: << Alla prossima

          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.


            I finanziamenti da parte delle regioni non
            sono

            contemplati, perché da quando esiste il

            federalismo è nelle loro

            prerogative.

            Adesso dipende anche da quale ente statale
            arrivano.
            :pCerto che sì. L'art. 33 accenna solo a "oneri per lo Stato". Da quando esiste l'autonomia delle regioni nella Costituzione ogni regione ha regole a sé su una serie di materie. E peraltro il tuo intervento iniziale riguardava solo la politica nazionale, mi pare: "Poichè le mgliori campagne elettorali si sono vinte in Italia al grido "Più Pilu pe' alcuni e meno tasse pe' tutti" però poi si diminuivano le tasse e si finanziava la scuola privata a discapito della pubblica"
            Perchè non sono finanziamenti pubblici anche
            quelli della
            regione?Vedi sopra.Le regioni hanno una (limitata) autonomia impositiva, e quindi i soldi dei residenti, se lo statuto regionale non lo vieta, possono anche andare a scuole private. Non mi pare un concetto così peregrino.
        • qualcuno scrive:
          Re: Che pozza.

          Molti italiani ritengono immorale, addirittura
          nel senso religioso del termine, che lo Stato
          paghi una quota fissa a disoccupati nullatenenti
          vita natural durante. Che è perlappunto quello
          che avviene nei Paesi scandinavi. E il risultato,Sulla scuola ti hanno già corretto. Ma anche questo punto è inesatto.Gli uffici di collocamento nei paesi scandinavi funzionano. Quando ti trovano lavoro se lo rifiuti perdi il sussidio. Se non ti trovano lavoro ti fanno fare dei corsi di aggiornamento. Se rifiuti perdi il sussidio.
          manco a dirlo, è che come ammortizzatore sociale
          in Italia per decenni c'è stata solo la falsa
          invalidità. :|Ci sono le pensioni sociali.
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.


            Molti italiani ritengono immorale,
            addirittura

            nel senso religioso del termine, che lo Stato

            paghi una quota fissa a disoccupati
            nullatenenti

            vita natural durante. Che è perlappunto
            quello

            che avviene nei Paesi scandinavi. E il
            risultato,

            Sulla scuola ti hanno già corretto. Quale correzione? Lui ha puntualizzato cosa intende per finanziamenti alla scuola, ed io ho scritto in cosa consistono realmente: sono riservati solo ad alcune scuole, e solo a certe condizioni (pressoché inattuabili).
            Ma anche
            questo punto è
            inesatto.
            Gli uffici di collocamento nei paesi scandinavi
            funzionano. Quando ti trovano lavoro se lo
            rifiuti perdi il sussidio. Vero.Ma guarda che di gente che il lavoro non lo trova ce n'è ovunque, non è il caso di crearsi un'immagine da ufficio di collocamento-Superman che riesce a collocare anche casi disperati. E spesso con "casi disperati" si intendono persone con poco più di 40 anni, rimaste fuori dal mondo del lavoro non per causa loro per un paio d'anni...
            Se non ti trovano
            lavoro ti fanno fare dei corsi di aggiornamento.Ahimè no. O almeno, non dappertutto, bisognerebbe vedere cosa accade in Svezia e Norvegia. Un tempo era così, ora con la stretta delle finanze li fanno fare solo a precise categorie... oppure offrono corsi di riqualificazione a senso unico: assistenza agli anziani/disabili. Con quel diploma le possibilità di trovare il lavoro sono vicine al 100 %, e va bene. Solo che non tutti sono adatti a svolgerlo. E non possono obbligare il cittadino a farlo.
            Se rifiuti perdi il
            sussidio.Sì. O meglio, il sussidio viene ridotto a una somma che nemmeno si paga l'affitto in una capanna. Il succo non cambia.

            manco a dirlo, è che come ammortizzatore
            sociale

            in Italia per decenni c'è stata solo la falsa

            invalidità. :|

            Ci sono le pensioni sociali.Per chi ha 65 anni e 3 mesi di età, certo.Gli altri o muoiono di fame, oppure ricorrono a un medico compiacente che stila un certificato di invalidità. O si mettono a rubare, c'è anche questa possibilità da considerare. :-(
          • qualcuno scrive:
            Re: Che pozza.
            - Scritto da: Guidone


            Molti italiani ritengono immorale,

            addirittura


            nel senso religioso del termine, che lo
            Stato


            paghi una quota fissa a disoccupati

            nullatenenti


            vita natural durante. Che è perlappunto

            quello


            che avviene nei Paesi scandinavi. E il

            risultato,



            Sulla scuola ti hanno già corretto.

            Quale correzione? Lui ha puntualizzato cosa
            intende per finanziamenti alla scuola, ed io ho
            scritto in cosa consistono realmente: sono
            riservati solo ad alcune scuole, e solo a certe
            condizioni (pressoché
            inattuabili).



            Ma anche

            questo punto è

            inesatto.

            Gli uffici di collocamento nei paesi
            scandinavi

            funzionano. Quando ti trovano lavoro se lo

            rifiuti perdi il sussidio.

            Vero.
            Ma guarda che di gente che il lavoro non lo trova
            ce n'è ovunque, non è il caso di crearsi
            un'immagine da ufficio di collocamento-Superman
            che riesce a collocare anche casi disperati. E
            spesso con "casi disperati" si intendono persone
            con poco più di 40 anni, rimaste fuori dal mondo
            del lavoro non per causa loro per un paio
            d'anni...
            Cha c'entra il caso del 40enne con la frase: <i
            Molti italiani ritengono immorale, addirittura nel senso religioso del termine, che lo Stato paghi una quota fissa a disoccupati nullatenenti vita natural durante. </i
            ?

            Se non ti trovano

            lavoro ti fanno fare dei corsi di
            aggiornamento.

            Ahimè no. O almeno, non dappertutto, bisognerebbe
            vedere cosa accade in Svezia e Norvegia. Un tempoInvece è proprio così
            era così, ora con la stretta delle finanze li
            fanno fare solo a precise categorie... oppure
            offrono corsi di riqualificazione a senso unico:
            assistenza agli anziani/disabili. Con quel
            diploma le possibilità di trovare il lavoro sono
            vicine al 100 %, e va bene. Solo che non
            tutti sono adatti a svolgerlo. E non possono
            obbligare il cittadino a
            farlo.
            Certi corsi hanno numero chiuso. Ma oltre a quelli non ci sono solo corsi da badante.

            Se rifiuti perdi il

            sussidio.

            Sì. O meglio, il sussidio viene ridotto a una
            somma che nemmeno si paga l'affitto in una
            capanna. Il succo non cambia.No. Perdi il sussidio.




            manco a dirlo, è che come ammortizzatore

            sociale


            in Italia per decenni c'è stata solo la
            falsa


            invalidità. :|



            Ci sono le pensioni sociali.

            Per chi ha 65 anni e 3 mesi di età, certo.
            Gli altri o muoiono di fame, oppure ricorrono a
            un medico compiacente che stila un certificato di
            invalidità. O si mettono a rubare, c'è anche
            questa possibilità da considerare.
            :-(
          • Guidone scrive:
            Re: Che pozza.

            Cha c'entra il caso del 40enne con la frase:
            <i
            Molti italiani ritengono immorale,
            addirittura nel senso religioso del termine, che
            lo Stato paghi una quota fissa a disoccupati
            nullatenenti vita natural
            durante.
            </i

            ?La risposta era alla tua osservazione sul potere dell'ufficio di collocamento.Se una persona poco più che quarantenne un lavoro non lo trova, e nessuno glielo trova, rimane disoccupata vita natural durante. Le disposizioni sul sussidio di disocupazione non erano nate con quest'intento, ma alla fine succede così.
            Invece è proprio cosìNon parlare di cose che non sai. Un conto sono le norme scritte, spesso solo buone intenzioni, un conto la loro applicazione nel quotidiano.
            Certi corsi hanno numero chiuso. Ma oltre a
            quelli non ci sono solo corsi da
            badante.Ci sono migliaia di corsi diversi. Se il Comune non accetta di iscrivere il disoccupato perché non ci sono soldi in cassa, o per altri motivi burocratici insindacabili, il disoccupato non viene riqualificato in nessun modo. Ed è quello che accade in molti casi. :|
      • zfdgsdfgzsd gxdfgsdfg sdfgsdfgsd gsd scrive:
        Re: Che pozza.
        - Scritto da: Phronesis

        Secondo l'OCSE, nel 2009 i Paesi con maggiore
        pressione fiscale sono Danimarca (48,2%) e Svezia
        (46,4), paesi che storicamente hanno un evoluto
        sistema di welfare. Seguono Belgio (43,2%),
        Austria (42,8%) e Francia
        (41,9%).attenzione, quella è la pressione fiscale aggregata, se invece consideri solo la pressione fiscale sulle aziende, sfiora il 70% in Italia, ed è la più alta d'Europa:http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-11-20/italia-peggior-paese-europeo-205152.shtml?uuid=AbcbYu4G
        • Guidone scrive:
          Re: Che pozza.


          Secondo l'OCSE, nel 2009 i Paesi con maggiore

          pressione fiscale sono Danimarca (48,2%) e
          Svezia

          (46,4), paesi che storicamente hanno un evoluto

          sistema di welfare. Seguono Belgio (43,2%),

          Austria (42,8%) e Francia

          (41,9%).

          attenzione, quella è la pressione fiscale
          aggregata, se invece consideri solo la pressione
          fiscale sulle aziende, sfiora il 70% in Italia,
          ed è la più alta
          d'Europa:
          http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/201Ed è quello che cercavo di far capire a Phronesis col mio commento iniziale. :-) Non ho insistito, l'argomento centrale non era quello.Questa tra l'altro è un'ennesima dimostrazione che la statistica intesa come la intendeva Trilussa è davvero la scienza per cui se ho i piedi nel frigo e la testa nel forno sto godendo di una temperatura ottimale. Mettere insieme dati fiscali diversissimi come il prelievo alle società, il prelievo ai dipendenti, le imposte sui patrimoni, e altre ancora, è una cosa assolutamente priva di senso!
    • Dottor Stranamore scrive:
      Re: Che pozza.
      - Scritto da: John
      Se si vuole avere una speranza che grandi aziende
      vengano investire da noi bisogna avere una
      tassazione almeno come l'Irlanda, comunque non
      verranno vista la credibilità di questo
      stato.Ma se l'Irlanda è stata salvata che andava in banca rotta.Poi in Italia se uno vuole può pagare meno tasse:http://www.dps.tesoro.it/zone_franche_urbane/zfu_cosa_sono.asp
  • pippo75 scrive:
    Una repubblica basata
    Sulle tasse oppure sul lavoro?
    • qualcuno scrive:
      Re: Una repubblica basata
      Sulla mafia
    • tucumcari scrive:
      Re: Una repubblica basata
      - Scritto da: pippo75
      Sulle tasse oppure sul lavoro?Una cosa non esclude l'altra il vero problema in Italia è un problema di equità fiscale di cui l'evasione (ma sopratutto l'elusione) sono un aspetto e contemporaneamente una conseguenza.Siamo inoltre uno dei pochi paesi in cui non sono tassati i patrimoni e questo incentiva la tendenza alla rendita invece che all'investimento nei paesi normali tenere i soldi "sotto il materasso" non è conveniente perchè li tassano e pure pesantemente questo fa si che o vengano reinvestiti o prendano la strada dei "paradisi fiscali" in USA però se ti beccano vai in galera direttamente "senza passare dal via".In italia la strada dei "paradisi fiscali" è invece finalizzata più che altro alla costituzione di "fondi neri" e operazioni di "lavanderia e riciclaggio" non di evasione patrimoniale.
  • Ignorante scrive:
    la soluzione è semplice
    La soluzione è semplice ABBASSIAMO LE TASSE ANCHE IN ITALIA E VEDRETE che verranno a pagarle tutte da noi le tasse e ci guagnamo tutti.
    • qualcuno scrive:
      Re: la soluzione è semplice
      - Scritto da: Ignorante
      La soluzione è semplice ABBASSIAMO LE TASSE ANCHE
      IN ITALIA E VEDRETE che verranno a pagarle tutte
      da noi le tasse e ci guagnamo
      tutti.Questa è una delle XXXXXXX ripetute più spesso anche se è sempre stata smentita dai fatti.In Italia l'evasione fiscale c'è sempre stata, anche quando la pressione fiscale era al 35% del PIL.Le multinazionali di oggi cercano tutti i trucchi possibili per evitare di pagare le tasse anche in paesi con una tassazione molto più bassa di quella italiana.
    • Descent scrive:
      Re: la soluzione è semplice
      - Scritto da: Ignorante
      La soluzione è semplice ABBASSIAMO LE TASSE ANCHE
      IN ITALIA E VEDRETE che verranno a pagarle tutte
      da noi le tasse e ci guagnamo
      tutti.Oppure potrebbe fare una specie di riffa.Tra tutti quelli che hanno pagato le tasse, ogni mese estrazione di 1 milione di euro, pagati dallo stato. Vedi che le pagheranno tutti.
    • Trollollero scrive:
      Re: la soluzione è semplice
      - Scritto da: Ignorante
      La soluzione è semplice ABBASSIAMO LE TASSE ANCHE
      IN ITALIA E VEDRETE che verranno a pagarle tutte
      da noi le tasse e ci guagnamo
      tutti.Se pago 0 di tasse, non me ne frega niente di quanto basse siano: verrei a pagare <b
      comunque </b
      piu' di quanto pago adesso.
  • Etype scrive:
    soldi
    Ahahah Letta e il suo governicchio fantoccio le stanno provando tutte per far cassa....Solo ora si sono accorti di questa cosa solo perchè serve denaro,prima dov'erano queste "illustri" menti ?La vedo dura sottrarre denaro con tasse alle aziende americane dato che l'italia è il cagnolino preferito dell'America che dice sempre si a tutto.
    • qualcuno scrive:
      Re: soldi
      - Scritto da: Etype
      Ahahah Letta e il suo governicchio fantoccio le
      stanno provando tutte per far
      cassa....

      Solo ora si sono accorti di questa cosa solo
      perchè serve denaro,prima dov'erano queste
      "illustri" menti ?All'opposizione.Al governo c'era il tuo padrone.
      La vedo dura sottrarre denaro con tasse alle
      aziende americane dato che l'italia è il
      cagnolino preferito dell'America che dice sempre
      si a tutto.Lo è sempre stata. Con una popolo composto da individui più interessati a fregarsi l'un l'altro che a difendere la propria libertà nessuno mette pressione ai politici, abiamo quello che ci meririamo.
    • Ubunto scrive:
      Re: soldi
      - Scritto da: Etype
      Ahahah Letta e il suo governicchio fantoccio le
      stanno provando tutte per far
      cassa....

      Solo ora si sono accorti di questa cosa solo
      perchè serve denaro,prima dov'erano queste
      "illustri" menti
      ?

      La vedo dura sottrarre denaro con tasse alle
      aziende americane dato che l'italia è il
      cagnolino preferito dell'America che dice sempre
      si a
      tutto.In cambio presteremo le basi per bombardare la Siria.Cosa credi che vada a fare Letta da Obama, il 16 ottobre? 8)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 settembre 2013 23.14-----------------------------------------------------------
      • qualcuno scrive:
        Re: soldi


        In cambio presteremo le basi per bombardare la
        Siria.
        Cosa credi che vada a fare Letta da Obama, il 16
        ottobre? A che servono le basi in Italia se già hanno le basi in turchia?
  • Esprit scrive:
    e magari...
    si potrebbe anche fare un emendamento per far emettere scontrino fiscale alle feste dei partiti, uno per evitare di dare soldi pubblici a giornali di partito pieni di debiti e che non pagano i dipendenti e sopratutto uno che non dia soldi pubblici ai partiti... o no ?
    • tucumcari scrive:
      Re: e magari...
      - Scritto da: Esprit
      si potrebbe anche fare un emendamento per far
      emettere scontrino fiscale alle feste dei
      partiti, uno per evitare di dare soldi pubblici a
      giornali di partito pieni di debiti e che non
      pagano i dipendenti e sopratutto uno che non dia
      soldi pubblici ai partiti... o no
      ?buona l'ultima...o no (appunto)...cosa pensi che siano tutti scemi?
    • Funz scrive:
      Re: e magari...
      - Scritto da: Esprit
      si potrebbe anche fare un emendamento per far
      emettere scontrino fiscale alle feste dei
      partiti, uno per evitare di dare soldi pubblici a
      giornali di partito pieni di debiti e che non
      pagano i dipendenti e sopratutto uno che non dia
      soldi pubblici ai partiti... o no
      ?sai chi devi votare.Se voti altri, non hai diritto di lamentarti.
  • tucumcari scrive:
    si ma....
    Finito il calcolo dei metri quadri del numero delle ruote che ha la seggiola della nonna paraplegica del numero dei punti neri che ha sul naso il venditore unitamente ai peli del sopracciglio sinistro del responsabile marketing.... quello che vorrei capire sarà possibile che la pubblicità su facebook o google sia fatturata dalla filiale lussemburghese o irlandese?Perchè temo che in materia di regolamenti comunitari sia impossibile vietarlo. :DE una volta che la fattura "prende il volo" per irlanda o lussemburgo... anche le tasse la seguono inevitabilmente.
    • bubba scrive:
      Re: si ma....
      - Scritto da: tucumcari
      Perchè temo che in materia di regolamenti
      comunitari sia impossibile
      vietarlo.e' una roba proprio cosi' impossibile da immaginare che le tasse 'base' (iva, irpef ecc) siano uguali tra i paesi UE [piu basse di quelle ita e piu alte di certe lussemburghesi]?? Eppure riescono a regolare la dimensione del pelo del cane o quanto latte va muntoSara' mica che va bene cosi ai frodatori presenti in parlamento? :P
      • tucumcari scrive:
        Re: si ma....
        - Scritto da: bubba
        e' una roba proprio cosi' impossibile da
        immaginare che le tasse 'base' (iva, irpef ecc)
        siano uguali tra i paesi UE Bello, non ci sono riusciti in America con la sales tax, che in pratica è l'Iva, alcuni ce l'hanno al 7,5 altri non ce l'hanno proprio, e loro esistono da 250. Che t'illudi che si emttano daccordo qui? :-DSull'Irpef non so...
        • bubba scrive:
          Re: si ma....
          - Scritto da: tucumcari
          - Scritto da: bubba

          e' una roba proprio cosi' impossibile da

          immaginare che le tasse 'base' (iva, irpef
          ecc)

          siano uguali tra i paesi UE

          Bello, non ci sono riusciti in America con la
          sales tax, che in pratica è l'Iva, alcuni ce
          l'hanno al 7,5 altri non ce l'hanno proprio, e
          loro esistono da 250. giusto... infatti pure li' la quantita' degli azzeccagarbugli e lobbysti in parlamento non e' mica tanto bassa (eufem.) :P. Loro almeno hanno la scusa che sono uno stato federale... e cmq almeno l'IRS e' unica per tutto lo stato (beh penso :P) ... qui abbiamo sempre 27 esattori nazionali diversi e TANTI "subesattori"...
          Che t'illudi che si emttano
          daccordo qui?
          :-Dno... era un msg un po provocatorio.... i parlamentari per motivi "ignoti"(??) sembrano aver la capacita' di cercare & implementare soluzioni complesse&contorte a problemi semplici :P
          • tucumcari scrive:
            Re: si ma....


            Bello, non ci sono riusciti in America con la

            sales tax, che in pratica è l'Iva, alcuni ce

            l'hanno al 7,5 altri non ce l'hanno proprio, e

            loro esistono da 250.
            giusto... infatti pure li' la quantita' degli
            azzeccagarbugli e lobbysti in parlamento non e'
            mica tanto bassa (eufem.) :P.Ah, non so se ci vogliono azzeccagarbugli e lobbysti per far rimanere tutto come era prima che gli stati entrassero nella federazione.... e se ce magari lobbysti di senso opposto siano necessari a unificare queste tasse.Io so che è così, così come ogni singolo stato federato da loro decide a che età si può conseguire la patente e a che età si diventa maggiorenni (in Alabama lo si diventa a 19, a Porto Rico a 21). Forse avendo più rispetto della sovranitá popolare di ogni territorio si può non pensare, una volta tanto, ai lobbysti. :-D
            Loro almeno hanno la scusa che sono uno stato
            federale... Invece l'UE è uno stato centralizzato, con un solo presidente, un solo governo e una sola lingua. :-P
        • tucumcari scrive:
          Re: si ma....
          - Scritto da: tucumcari
          - Scritto da: bubba

          e' una roba proprio cosi' impossibile da

          immaginare che le tasse 'base' (iva, irpef
          ecc)

          siano uguali tra i paesi UE

          Bello, non ci sono riusciti in America con la
          sales tax, che in pratica è l'Iva, alcuni ce
          l'hanno al 7,5 altri non ce l'hanno proprio, e
          loro esistono da 250. Che t'illudi che si emttano
          daccordo qui?
          :-D
          Sull'Irpef non so...1) La sales tax non è una tassa federale.2) le imposte sui redditi e quelle patrimoniali sono tasse <b
          federali </b
          3) in USA c'è una grande "varietà" di tasse locali e statali
      • zoppo scrive:
        Re: si ma....
        - Scritto da: bubba
        - Scritto da: tucumcari

        Perchè temo che in materia di regolamenti

        comunitari sia impossibile

        vietarlo.
        e' una roba proprio cosi' impossibile da
        immaginare che le tasse 'base' (iva, irpef ecc)
        siano uguali tra i paesi UE [piu basse di quelle
        ita e piu alte di certe lussemburghesi]?? Eppure
        riescono a regolare la dimensione del pelo del
        cane o quanto latte va
        muntosarebbe bello ma non è possibileInvece che si mettano d'accordo che i guadagni prodotti nel paese siano soggetti all'imposizione fiscale di quel paese invece mi sembra ragionevole.Soprattutto visto il fatto che le imprese italiane sono soggette a tante di quelle incombenze burocratiche che quella sopra sembra cosa da poco al confronto.

        Sara' mica che va bene cosi ai frodatori presenti
        in parlamento?
        :Pquando ce l'hai nel popo' meglio restare fermi, muoversi potrebbe fare ancora più male.
        • bubba scrive:
          Re: si ma....
          - Scritto da: zoppo
          - Scritto da: bubba

          - Scritto da: tucumcari


          Perchè temo che in materia di regolamenti


          comunitari sia impossibile


          vietarlo.

          e' una roba proprio cosi' impossibile da

          immaginare che le tasse 'base' (iva, irpef ecc)

          siano uguali tra i paesi UE [piu basse di quelle

          ita e piu alte di certe lussemburghesi]??
          Eppure

          riescono a regolare la dimensione del pelo del

          cane o quanto latte va

          munto

          sarebbe bello ma non è possibilenel senso che non vogliono... come dicevo nel mio post-provocazione.
          Invece che si mettano d'accordo che i guadagni
          prodotti nel paese siano soggetti all'imposizione
          fiscale di quel paese invece mi sembra
          ragionevole.come principio esiste da un pezzo ..usualmente chiamato "centro di interessi"... da applicare, col milione di barocchi arzigogoli presenti, MOLTO meno. Tutte quelle volte che la finanza solleva il problema dell'elusione, e' tipicamente per questi motivi. Purtroppo il concetto K.I.S.S e' alieno alla mente di un azzeccagarbugli parlamentare.

          Soprattutto visto il fatto che le imprese
          italiane sono soggette a tante di quelle
          incombenze burocratiche che quella sopra sembra
          cosa da poco al
          confronto.sfoltire peggiora i risultati dell'elusore... :P meglio tenere il caos :P
      • MacGeek scrive:
        Re: si ma....
        - Scritto da: bubba
        - Scritto da: tucumcari

        Perchè temo che in materia di regolamenti

        comunitari sia impossibile

        vietarlo.
        e' una roba proprio cosi' impossibile da
        immaginare che le tasse 'base' (iva, irpef ecc)
        siano uguali tra i paesi UE [piu basse di quelle
        ita e piu alte di certe lussemburghesi]?? Eppure
        riescono a regolare la dimensione del pelo del
        cane o quanto latte va
        muntoBravo, hai capito perché le premesse di questa "unione europea" sono tarate alla radice.
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