Chipmaker: WinXP mangia poca RAM

La crisi non passa ed il prezzo delle memorie continua la sua caduta libera. I produttori hanno trovato un capro espiatorio: WinXP
La crisi non passa ed il prezzo delle memorie continua la sua caduta libera. I produttori hanno trovato un capro espiatorio: WinXP


Roma – Sono molti i produttori di memorie RAM a lamentare il fatto che né il Pentium 4 né Windows XP abbiano avuto sul mercato delle memorie quel benefico effetto in cui un po’ tutta l’industria dei microchip sperava.

La brusca frenata dell’economia mondiale, e soprattutto di quella legata all’IT, ha costretto e ancora sta costringendo molti chipmaker a vendere i propri prodotti sotto costo, una situazione che nel settore delle memorie per PC si è fatta ancora più drammatica e, in questi mesi, ha costretto alla chiusura parecchi produttori di SDRAM, soprattutto quelli di piccole e medie dimensioni.

Secondo il quotidiano taiwanese DigiTimes.com, molti fabbricanti asiatici sostengono che a tradire le loro speranze siano state le modeste richieste di sistema di Windows XP: a loro dire, inferiori alle aspettative.

Il nuovo sistemone di Microsoft richiede almeno 128 MB di RAM ma, per ottenere prestazioni ottimali, Microsoft consiglia una quantità di silicio almeno doppia. Evidentemente i produttori di memoria avrebbero desiderato che Windows XP necessitasse delle stesse risorse di sistema di una workstation grafica (traguardo dal quale, a sentire l’opinione di molti lettori, non si sarebbe neppure troppo lontani).

Secondo alcuni analisti, il problema sollevato dai produttori sta nel fatto che, con il crollo dei prezzi delle memorie in atto ormai da quasi un anno, la maggior parte degli utenti avrebbe già fatto l’upgrade del proprio PC a 128 o 256 MB di RAM: pertanto, a parere degli osservatori, non si può pretendere che Windows XP faccia miracoli.

La situazione del mercato si è poi fatta ancora più cupa dopo gli attacchi terroristici in USA e la guerra in Afganistan e, almeno per i prossimi mesi, nessuno sembra prevedere una ripresa della domanda.

Questa situazione, secondo la webzine taiwanese, avrebbe creato condizioni economiche ancor più sfavorevoli a Taiwan, dove i produttori non possono contare sulle stesse economie di scala dei colossi internazionali e dipendono, per la tecnologia, dalle aziende straniere.

Questa crisi per i consumatori si traduce invece in un’allettante occasione per caricare di RAM i propri computer: presso alcuni retailer un modulo di memoria SDRAM PC133 da 256 MB è sceso addirittura intorno alle 50.000 lire, IVA inclusa!

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30 10 2001
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