Chiude la società di Barletta bid.it! Spa

In un accorato comunicato il presidente dell'azienda ricostruisce la storia dell'azienda e la situazione che ha portato all'istanza di fallimento. Da sei mesi si lavorava per il rilancio


Roma – Pubblichiamo qui di seguito il comunicato stampa giunto ieri da Antonio Manno, presidente di bid.it! Spa, net company di Barletta che non è riuscita nell’intento di pervenire ad un rilancio dopo la crisi che l’ha colpita. Da sei mesi, come ben sanno i lettori di Punto Informatico, bid.it! aveva cercato la via del rilancio.

“E’ con profonda amarezza che si rende noto come l’assemblea dei soci, convocata in data odierna, non raggiungendo per l’ennesima volta l’accordo per il rilancio e la ricapitalizzazione della società, abbia invece all’unanimità deliberato di depositare istanza di fallimento in proprio.

Questa assemblea avrebbe dovuto porre un termine alla crisi che da quasi un anno vede colpita la Bid.it! SpA, attraverso un aumento di capitale e la concessione di un finanziamento da parte dei soci Banca121 e Banca Popolare di Bari.
Nonostante le dichiarazioni di interesse al salvataggio della Società espresse nel corso degli ultimi sei mesi, purtroppo, tale operazione è sfumata.

Si compie così il destino di una delle più importanti realtà del panorama dell’Internet.
E dire che Bid.it! SpA ha sede nel “Profondo” Sud; è stata tra i pionieri dell’Internet (il primo Internet Service Provider dello 0883 nel 1995); ha dato lavoro a decine di ragazzi, alcuni dei quali hanno dato vita a loro volta ad altre imprese; ha sviluppato un progetto innovativo come il portale di dinamic pricing; ha sostenuto il passaggio al digitale di centinaia di PMI e Pubbliche Amministrazioni? in una parola ha operato in ogni settore di quella famosa “Società dell’Informazione” che nel Meridione dovrebbe essere una priorità non solo commerciale, ma culturale.

Bid.it! SpA lascia adesso il proprio mercato ad altre società, anche non meridionali.

E’ passato quasi un anno dall’inizio della crisi; purtroppo nulla è stato fatto per porvi rimedio, e nonostante tutti gli sforzi e i sacrifici di quanti hanno lavorato per mesi, è evidente come ormai la Bid.it! SpA sia abbandonata al proprio destino. Il fallimento dell’ultima, ennesima trattativa, nata come tutte le altre sotto i migliori auspici e le più convinte adesioni ai piani di rilancio, impone di fare quello che un anno fa sembrava impossibile.

La fine della bid.it! rappresenta una storia emblematica della difficoltà di fare impresa qui al Sud, come imprenditore ho lottato fino alla fine e con tutte le mie forze anche economiche per evitare un’ingloriosa fine di una sana esperienza di sviluppo occupazionale oltre che di crescita culturale che aveva messo radici da tanti anni e che aveva avviato al lavoro oltre che formato centinaia di ragazzi della nostra terra.
Ciò che oggi mi rattrista di più e che mi amareggia profondamente è la consapevolezza di aver contribuito a costruire qualcosa di importante, un’impresa gioiello del nostro arido Sud che non viene bocciata dal mercato ma piuttosto dalla scarsa sensibilità di chi avrebbe potuto sostenere, in linea con le proprie linee strategiche, un’idea nata nel meridione d’Italia.

Un’indifferenza che ha colpito oltre che me, fondatore di questa iniziativa imprenditoriale, le decine di ragazzi che invano cercavano, pur attraverso iniziative e proteste clamorose, di attirare l’attenzione verso la “loro” azienda, dimostrando una professionalità fuori da ogni schema.

E pensare che l’Unione Europea considera aziende come la Bid.it! SpA un bene prezioso per lo sviluppo industriale e tecnologico…

Sento il dovere di ringraziare quanti hanno cercato, ahimè invano, di spezzare gli incomprensibili ostacoli che si frapponevano verso il salvataggio e il rilancio della Bid.it! SpA: su tutti, il Governatore Raffaele Fitto, che spontaneamente ha fatto il possibile per salvaguardare in estremis un patrimonio occupazionale e di know-how di primo piano per la Regione Puglia.

Giovedì 25 Luglio ho convocato una conferenza stampa a Bari presso l’hotel Sheraton alle ore 10.00 dove spiegherò in ogni dettaglio la storia della bid.it! Spa soffermandomi evidentemente sugli aspetti più inquietanti della crisi societaria, vi ricordo scoppiata improvvisamente ed inaspettatamente il 17 ottobre del 2001, cioè quasi un anno fa.

Aggiungo come, in qualità di rappresentante legale della bid.it! Spa, abbia già conferito mandato al prof. Avv. Vincenzo Chionna dell’Università di Bari per valutare ogni azione tesa a garantire la massima tutela dei diritti e degli interessi della società e dei soci.”

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  • Anonimo scrive:
    ai tempi...
    ...della prima distribuzione degli etacs aziendali si potevaassistere, nei corridoi di una grande multinazionale,alla scenetta del tizio che, dalla sua scrivania, parlava al cellulare col collega dell'ufficio accanto.....non li hanno proibiti al mercoledi': hanno presentato ad ogniimpiegato il tabulato delle chiamate pregandolo di spuntarele chiamate di lavoro, informandolo che dal mese seguente gli avrebbero addebitato in busta paga le altre.... improvvisamentev tutti sono tornati ad usare il vecchio modo, per parlare con i colleghi di la' dal corridoio ;)
  • Anonimo scrive:
    Hanno fatto bene
    Dal titolo pensavo che avessero eliminato le e-mail come metodo lavorativo. ma leggendo l'articolo mi sembra più una lotta per limitare un abuso della posta elettronica.E questo è giusto.Del resto in una rete intranet come quella dell'azienda dove lavoro l'e-mail è uno strumento prezioso: in un'attimo tutti gli interessati possono essere informatio di un problema o di una riunione.Lavorando, poi, nell'Ufficio Qualità è normale riceve posta elettronica con allegate foto di articoli con problemi ( in pochi minuti puoi risolverlo e non aspettare il giorno o due di corriere).E vanno bene saluti e brevi messaggi personali ( in certi luoghi di lavoro non è facile incontre il collega).Ma, come fanno certi, spedirsi foto, animazioni in flash, giochini e cretinate varie è un abuso e una perdita di tempo.Tutte cose, poi, che uno può fare a casa.
  • Anonimo scrive:
    Tanto ....
    ... se vogliono continuare a spedirsi barzellette lo faranno gli altri giorni della settimana !!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Tanto ....
      - Scritto da: PurpleX
      ... se vogliono continuare a spedirsi
      barzellette lo faranno gli altri giorni
      della settimana !!!e probabilmente le uniche comunicazioni davvero importanti saranno SCRITTE e mandate in QUEL giorno della settimana ... :-)
  • Anonimo scrive:
    Caro Luddista, tutto ma con moderazione ..
    Non c'è bisogno di demonizzare le tecnologie (come fanno più o meno coloro che seguono la tua presunta corrente di pensiero) semplicemente perchè le si usa troppo, la colpa non è loro ma nostra che stiamo ancora attraversando il periodo della "nuova scoperta" e ci facciamo quindi coinvolgere molto facilmente spesso anche abusandone.
    • Anonimo scrive:
      Re: Caro Luddista, tutto ma con moderazione ..

      colpa non è loro ma nostra che stiamo ancora
      attraversando il periodo della "nuova
      scoperta" e ci facciamo quindi coinvolgere
      molto facilmente spesso anche abusandone.Concordo completamente e, in effetti, era proprio questo il senso che volevo dare al mio articolo ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: Caro Luddista, tutto ma con moderazione ..
        - Scritto da: Luddist

        colpa non è loro ma nostra che stiamo
        ancora

        attraversando il periodo della "nuova

        scoperta" e ci facciamo quindi coinvolgere

        molto facilmente spesso anche abusandone.

        Concordo completamente e, in effetti, era
        proprio questo il senso che volevo dare al
        mio articolo ;)A me pareva tanto evidente ^____^io amo l'uso della tecnologia ... ma quando serve, persino a divertirsi, ma che serva davvero.E divertirsi, in un ufficio (specie se pubblico) è secondario, rispetto a, facciamo un esempio a caso, svolgere il lavoro.
  • Anonimo scrive:
    Ma complimenti!
    Certo, complimenti!Proprio qui, nel tempio della consapevolezza telematica, della rete dura e pura, si canta l'inno di... di che cosa? Di una *norma* che stabilisce che per qualcuno di mercoledi *e' vietato* scrivere email. E la decisione viene presentata come "accorta" e "moderna". Wow! Complimenti davvero!E i commenti? Meravigliosi anche quelli! A parte il primo (che verra' tacciato di oscurantismo dai luddisti telematico-chic e moderno), gli altri sono uno splendido inno alla "saggezza", al "grano salis"... oh, ma quanto perbenismo incipriato di modernita'...No, non avrei mai pensato che si arrivasse, e qui, a tessere le lodi di una misura di censura e proibizionista della peggiore specie. Ed e' un brutto segno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma complimenti!

      Proprio qui, nel tempio della consapevolezza
      telematica, della rete dura e pura, Io ringrazio PI che ospita i miei commenti.. O ti sorprendi che sul Corriere qualche volta appaia un articolo di Bertinotti?
      si canta
      l'inno di... di che cosa? Non ho scritto inni.....
      No, non avrei mai pensato che si arrivasse,
      e qui, a tessere le lodi di una misura di
      censura e proibizionista della peggiore
      specie. Ed e' un brutto segno.Questa e' la tua opinione, caro Tombolini (ex Esperya?), davvero poco argomentata. Rimango in attesa di un qualsiasi approfondimento, viste le battutine sul sottoscritto e persino su chi ha osato tanto da commentare il mio commento.CiaoCiao
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma complimenti!
        L'articolo ha il pregio di illustrare l'aspetto in ombra del progresso tecnologico, l'esigenza di comunicare a distanza e mediati dalla tecnica a tutti i costi, "l'ipercomunicazione", come ben definito dall'autore. Ipercomunicazione che spesso si rivela ipocomunicazione: si perde il senso stesso della comunicazioni, si comunica tanto per comunicare, senza spirito critico per quello che si fa, insomma. E' lo stesso inquinato principio che anima il Grande Fratello: la chiacchiera, come la definiva Heidegger. Il parlare acritico. Però nell'articolo non vedo esaminato un rovescio della questione, invece messa in luce da alcuni commentatori. La proibizione a usare la e-mail un giorno alla settimana non ha tanto il sapore di "post tecnologica" (come invece detto da Luddist), quando di reazione. Di ritorno indietro, appunto perché la tecnologia è bandita, negata con provvedimenti dall'alto, censurata. Spero in una terza via tra i Paesi dove i nuovi medium sono spesso fruiti acriticamente (USA) e quelli dove vengono negati a priori (Corea del Nord).
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma complimenti!
          - Scritto da: alessandro longo
          L'articolo ha il pregio di illustrare
          l'aspetto in ombra del progresso
          tecnologico (...) E' lo
          stesso inquinato principio che anima il
          Grande Fratello: la chiacchiera, come la
          definiva Heidegger. Il parlare acritico.Alessandro, magari avra' il pregio che tu dici. Ma che per mettere in luce queste cose (attorno alle quali si potrebbe utilmente discutere a lungo) si debba lodare una misura palesemente censoria e proibizionista... Questo e' il punto! Cazzarola, fumare fa male, lo sanno tutti, ma mi metterei a fare la guerra se un giorno dovessero fare una legge che proibisce di fumare un giorno a settimana!
          reazione. Di ritorno indietro, appunto
          perché la tecnologia è bandita, negata con
          provvedimenti dall'alto, censurata.Veramente a essere negata con quei provvedimenti non e' la tecnologia. A essere bandita, negata, censurata e' semplicemente la *liberta'*: per questo e' un BRUTTISSIMO segno!
          ... Spero in
          una terza via tra i Paesi dove i nuovi
          medium sono spesso fruiti acriticamente
          (USA) e quelli dove vengono negati a priori
          (Corea del Nord).Permettimi: non auspico nessuna terza via. Le vie sono due: o quella delle proibizioni (e alla corea del nord dovresti aggiungere molti altri paesi) o quella della liberta'. Dopodiche' lascia ad ognuno la SUA personale scelta, che NESSUN POTERE ("buono" o "cattivo", che' il potere per se' e' sempre buono!) deve poter invadere, di usare criticamente o acriticamente. E' un problema semmai di formazione e di informazione, di crescita culturale, di un sacco di cose che non si fanno - e non si devono fare! - per legge e per decreto.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma complimenti!
        - Scritto da: Luddist

        Proprio qui, nel tempio della
        consapevolezza

        telematica, della rete dura e pura,

        Io ringrazio PI che ospita i miei commenti..
        O ti sorprendi che sul Corriere qualche
        volta appaia un articolo di Bertinotti?No, hai ragione: complimenti agli amici di PI: effettivamente, visto cosi', il tuo intervento fa il suo bell'effetto, lo devo riconoscere.

        e qui, a tessere le lodi di una misura di

        censura e proibizionista della peggiore

        specie. Ed e' un brutto segno.

        Questa e' la tua opinione, caro Tombolini
        (ex Esperya?), davvero poco argomentata.Come sarebbe a dire "poco argomentata"? L'hai argomentato tu, il fatto: e il tuo intervento, che ho sintetizzato nell'espressione che ribadisco qui "tessere le lodi di una misura di censura e proibizionista" e' tutto l'argomento, non c'e' molto da dire!
        Rimango in attesa di un qualsiasi
        approfondimento, viste le battutine sul
        sottoscritto e persino su chi ha osato tanto
        da commentare il mio commento.Non ho fatto battutine: infatti non ne ho trovata traccia ne' su di te, ne' sugli altri. Dico invece quel che penso. Su di te e sugli altri. Anzi, per meglio dire: su cio' che hai detto tu e su cio' che hai detto gli altri, che mi guardo bene dal giudicare le persone e dall'"impiccarle" a una cosa detta.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma complimenti!
      - Scritto da: Antonio Tombolini(cut)
      E i commenti? Meravigliosi anche quelli! A
      parte il primo (che verra' tacciato di
      oscurantismo dai luddisti telematico-chic e
      moderno), gli altri sono uno splendido inno
      alla "saggezza", al "grano salis"... oh, ma
      quanto perbenismo incipriato di
      modernita'...A parte lei, signor Tombolini, a questa affermazione non penso credano altri.Per tanto ... lascia il tempo che trova, a mio avviso.L'uso moderato di QUALSIASI cosa è benvenuto.Se l'utilità dell'uso dell'e-mail in un ufficio pubblico (o in un ufficio tout-court) è minore della perdita di tempo che l'esagerato (o errato) uso al quale questa tecnologia ha portato, è bene che qualcuno, che probabilmetne deve badare al RISULTATO, tenga un po' le redini.Forse lo stesso qualcuno che un po' prima aveva tentato la strada della modernizzazione ... accorgendosi poi che si può anche modernizzare l'ufficio ... ma gli idioti non si modernizzano e continuano a perdere tempo o usare i beni aziendali per fare gli affari propri.Quindi meglio tagliare corto e non dimenticarsi come si tiene la penna in mano ... anche per dimostrare che effettivamente si aveva davvero qualcosa da scrivere, al tal collega o al tal ufficio ... e non che si doveva inviare tettona.exe o cazzate.pps
      No, non avrei mai pensato che si arrivasse,
      e qui, a tessere le lodi di una misura di
      censura e proibizionista della peggiore
      specie. Ed e' un brutto segno.Un brutto segno è che ci sia gente pronta a travisare l'intelligenza e la moderazione tipica di una BUONA anarchia, tra l'altro senza alcuna argomentazione.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma complimenti!
        - Scritto da: Cavallo GolOso
        L'uso moderato di QUALSIASI cosa è benvenuto.Gia'. E magari e' benvenuto anche un Qualcuno (con la Q maiuscola naturalmente!) che decida lui e stabilisca per legge qual e' la "giusta dose", vero? Perche' il singolo individuo, poveretto, non sarebbe in grado lui di regolarsi "con moderazione": gli ci vuole uno che dica "fino a qui si', piu' in la' no, e' vietato!". Questa si chiama tirannia. Si chiama rinuncia alla liberta'. Sara' pure su una cavolata (cavolata? Perche' non provate a proporre una LEGGE che VIETI la televisione un giorno a settimana? Magari tu saresti felice anche di questo, vero?).
        Se l'utilità dell'uso dell'e-mail in un
        ufficio pubblico (o in un ufficio
        tout-court) è minore della perdita di tempo
        che l'esagerato (o errato) uso al quale
        questa tecnologia ha portato, è bene che
        qualcuno, che probabilmetne deve badare al
        RISULTATO, tenga un po' le redini.Ma si', e gia' che ci siamo, se le redini non bastano (perche' prima o poi non basteranno), a questo Qualcuno (che tanto bada al RISULTATO) oltre alla redini diamogli pure la frusta... e se poi non dovesse bastare neanche quella... Gran bel paragone quello tra chi lavora e le bestie da soma e il capoufficio alle redini, complimenti ancora!
        Forse lo stesso qualcuno che un po' prima
        aveva tentato la strada della
        modernizzazione ... accorgendosi poi che si
        può anche modernizzare l'ufficio ... ma gli
        idioti non si modernizzano e continuano a
        perdere tempo o usare i beni aziendali per
        fare gli affari propri.Gia', gli idioti. Lo sai qual e' la verita'? Che in posti di lavoro alienati e alienanti chiunque ha sempre cercato di fare i cazzi propri e di squagliarsela al piu' presto possibile. Solo che adesso "chi ha le redini", con internet, se ne accorge. Prima, si illudeva che fossero li' tutti buonini buonini.
        Un brutto segno è che ci sia gente pronta a
        travisare l'intelligenza e la moderazione
        tipica di una BUONA anarchia, tra l'altro
        senza alcuna argomentazione.Prego? Dove sarebbe la "BUONA anarchia"? Di cosa stai parlando?!? Qui parliamo di una NORMA che VIETA l'utilizzo di uno strumento per un giorno a settimana. E questo lo trovo un brutto, anzi, PESSIMO segno. Altro che buona anarchia...
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma complimenti!

          Qui parliamo di una
          NORMA che VIETA l'utilizzo di uno strumento
          per un giorno a settimana. E questo lo trovo
          un brutto, anzi, PESSIMO segno. Altro che
          buona anarchia...Mi pare pure che non parliamo di gente censurata ma di dipendenti mentre lavorano sul posto di lavoro.....
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma complimenti!
          - Scritto da: Antonio Tombolini
          Qui parliamo di una
          NORMA che VIETA l'utilizzo di uno strumento
          per un giorno a settimana. Forse ti è sfuggito che la norma si applica ai dipendenti degli uffici pubblici! Ma dove sta il datore di lavoro con la frusta? Eh? Me lo sai dire? E' un giorno a settimana, non tutti i giorni. Ti pesa il sedere per andare di persona dal collega a dirgli la barzelletta? Ma fammi il piacere.
  • Anonimo scrive:
    PER ME E' UNA CAVOLATA
    ... e uno spreco di soldi e di tempo. E' una cosa molto diversa dalle giornate senza traffico in città, ad esempio... con quelle almeno respiri aria più pulita, hai più silenzio e più pace. Spiegami invece che differenza c'è a comporre una lettera con la penna o la tastiera. L'impegno è lo stesso, anzi è maggiore nello scriverla a mano.Spero che queste iniziative non si diffondano, anche perchè se mi venisse imposta una cosa del genere (non una mia libera scelta) mi altererei non poco.Cordiali saluti.
    • Anonimo scrive:
      Re: PER ME E' UNA CAVOLATA
      - Scritto da: wafer
      ... e uno spreco di soldi e di tempo.io credo che invece serva proprio a dimostrare quanto tempo ( e di conseguenza soldi ) perdano gli impiegati a scambiarsi stronzate invece di usare la posta come elemento produttivo o di risparmio (sempre di tempo e soldi). E' una
      cosa molto diversa dalle giornate senza
      traffico in città, ad esempio... con quelle
      almeno respiri aria più pulita, hai più
      silenzio e più pace. Non mi pare che nessuno abbia mai inteso fare questo paragone ... per tanto mi pare oltremodo fuori luogo.
      Spiegami invece che
      differenza c'è a comporre una lettera con la
      penna o la tastiera. L'impegno è lo stesso,
      anzi è maggiore nello scriverla a mano.QUindi la differenza l'hai già detta.Inoltre voglio vedere se hai il coraggio di mandare un ciclostilato di donne nude in circolare per 30 uffici ... come faresti invece con un file di powerpoint (come accade spesso)o se hai mai visto, prima dell'avvento della posta elettronica, arrivare (con la stessa affluenza) circolari, missive affrancate e fax con barzellette, inviti a cena, catene di s.antonio, roba che ti rovina il resto delle carte (virus cartacei?) , consigli di vita vari, faccette che "ti tirano su" ... il tutto spedito in ufficio usando la cancelleria pagata dall'azienda.Capisco un fax di auguri ... ogni tanto.Capisco un fax di indignazione e/o notizie ... una volta ogni 2 mesi ... ma stronzate varie e raccontini e cazzi propri ogni giorno ... anche a cui semplcemente rispondere "ma non hai da lavorare?"
      Spero che queste iniziative non si
      diffondano, anche perchè se mi venisse
      imposta una cosa del genere (non una mia
      libera scelta) mi altererei non poco.E come mai?Forse perchè dovresti riuscire a far quadrare come mai adesso che ti tocca scrivere a mano (ma la velocità è la stesa: un word processor e una stampante laser...) , non scrivi tante missive quante ne mandavi prima via e-mail?Forse perché la metà erano cazzate inutili.Prima di mandare una circolare cartacea e pensare bene dove mettere la tua firma sotto, ad un documento ufficiale, ci pensavi un attimo, prima.Salve.
      • MaxCarli scrive:
        Re: PER ME E' UNA CAVOLATA
        Se posso dire la mia, per me questa censura operativa pare un'idiozia:1. bloccare l'uso dell'email un giorno a settimana non migliorera' la produttivita' dei dipendenti2. non eliminera' il problema3. riufficializzera' l'uso improprio dell'email durante gli altri giorni della settimana (sotto il punto di vista aziendale)e poi, diciamocelo, questo mondo prima o poi dovra' diventare realmente meritocratico anche nel settore pubblico (me lo auguro, almeno): i dipendenti che giocano o perdono tempo sul proprio posto di lavoro meritano di starsene a casa. Com'e' giusto che sai.Le ciacole altrove o nei giusti momenti che non intralciano l'operativita' quotidiana.E poi, signori, cosa faranno a Liverpool con i cellulari e gli sms? Una gabbia di Faraday un altro giorno a settimana?Al dila' del mandare a casa i dipendenti che perdono tempo in modo esagerato sul posto di lavoro, cosa che comunque non e' azzardata perche' credo piu' o meno valga nelle fabbriche dove la gente si fa un mazzo tanto per un lavoro che non credo dia molto (sopratutto a livello psicologico), personalmente tendo a correggere i problemi alla radice, lavorando sulle cause e non sugli effetti (vedi la "cavolata").Comunque una via di mezzo c'e': implementare la posta elettronica per uso lavorativo con un websoftware dedicato all'uopo, non necessariamente compatibile con i mezzi convenzionali.Se serve.... ;
        best regs,Massimiliano
  • Anonimo scrive:
    Regolamenti interni
    Salve.Mi viene da pensare... ma il gestore tecnicodi questi 6.000 utenti non può applicare una sort di regolamento interno ? Qui in aziendaabbiamo appositi sistemi di antispam che "segano" automaticamente indirizzi non consonio mail con parole o allegati "particolari"(leggi i soliti giochini, screensaver, efilmatoni porno....).E, per quel che riguarda la storia dell'interazione sociale "soffocata" dalle tecnologie:mah, credo che più che "coatta", questo bisognodi legami "normali" dovrebbe essere un istintospontaneo. Per quel che mi riguarda, vedo la "socialità elettronica" solo come un (debole) complemento di quella tradizionale.
    • Anonimo scrive:
      Re: Regolamenti interni
      - Scritto da: Geronimo
      Salve.

      Mi viene da pensare... ma il gestore tecnico
      di questi 6.000 utenti non può applicare una
      sort di regolamento interno ? Qui in azienda
      abbiamo appositi sistemi di antispam che
      "segano" automaticamente indirizzi non
      consoni
      o mail con parole o allegati "particolari"
      (leggi i soliti giochini, screensaver, e
      filmatoni porno....).

      E, per quel che riguarda la storia dell'
      interazione sociale "soffocata" dalle
      tecnologie:
      mah, credo che più che "coatta", questo
      bisogno
      di legami "normali" dovrebbe essere un
      istinto
      spontaneo. Per quel che mi riguarda,
      vedo la "socialità elettronica" solo come un
      (debole) complemento di quella tradizionale.Mi trovo d'accordo sia con l'articolo, sia con questo commento.Sono tutti e due validissimi.
  • Anonimo scrive:
    Cum Grano Salis
    come qualsiasi altra cosa, tutto va preso con un pizzico di intelligenza
  • Anonimo scrive:
    MERCOLEDI GRASSO
    io mercoledi me ne vado al mare altro che email...Il tuo indirizzo IP è 164.41.2.21 si come no :) cio na rulet russa de ip:) e mo me ne vado a russa io
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