Chrome OS è qui per restare. Almeno un po'

Il management di Google torna sulla questione della fusione tra Android e Chrome OS, un'operazione che al momento non è nei piani della corporation. Tutto risolto? Neanche per sogno: alla fine ne resterà soltanto uno, conferma Schmidt

Roma – In seguito alla discussione scaturita dalle indicrezioni pubblicate dal Wall Street Journal , Google ha deciso di intervenire direttamente sulla presunta “liquidazione” di Chrome OS e la sua integrazione nel codice di Android : la corporation incensa il suo browser-OS Internet-dipendente e dice di voler continuare a supportarlo anche nel prossimo futuro. Ma non tutto è risolto, anzi: i rumors acquisiscono concretezza grazie all’intervento di Eric Schmidt, co-fondatore di Google e ora CEO di Alphabet.

Chrome OS è qui per restare, scrive il vice-presidente senior della divisione Android e Chrome OS di Google Hiroshi Lockheimer, non esistono piani per abbandonare Chrome OS anche se la corporation è al lavoro per far convergere il meglio dei due mondi.

Dopo sei anni di disponibilità sul mercato, continua Lockheimer, Chrome OS continua la sua “mission” di rendere i computer più veloci, semplici e sicuri (oltre che assolutamente inutili in assenza di una connessione a Internet stabile e veloce) ed è particolarmente apprezzato in ambito educativo: ogni giorno 30.000 nuovi Chromebook vengono attivati nelle aule statunitensi, dice il manager, gli amministratori IT possono gestire decine di migliaia di client da una singola console Web e Chrome OS è talmente sicuro da non necessitare di alcun tipo di software antivirale.

I Chromebook sono sempre più economici e convenienti, spiega Google, il numero di dispositivi basati su Chrome OS aumenta e gli aggiornamenti automatici sono garantiti per almeno cinque anni. Il futuro sorride al thin-client di Mountain View, insomma, anche se in realtà potrebbe anche trattarsi di un futuro a scadenza.

Nessuna delle “conferme” fornite da Google smentisce le indiscrezioni del Wall Street Journal , infatti, perché le voci di corridoio parlavano della trasformazione di Chrome OS in un progetto secondario gestito come repository open source e della commercializzazione di laptop basati su Android. Chrome OS potrebbe anche non sparire del tutto, insomma, ma un ridimensionamento delle risorse investite nella sua promozione non è da escludere.

Una conferma autorevole del fatto che Chrome OS abbia un futuro a scadenza arriva dai massimi vertici di Google-Alphabet, con l’amministratore del nuovo mega-conglomerato Eric Schmidt che parla, seppure in termini piuttosto vaghi , di un abbandono della distinzione tra concetti fin qui indipendenti come software per PC, Android, Chrome OS o anche HTLM5 e una loro felice fusione in un unico blocco.

Alfonso Maruccia

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