Circle, bitcoin che circolano senza pedaggi

Approfittando della crisi di fiducia nei confronti degli exchange tradizionali, una nuova startup vuole traghettare la criptovaluta sul mercato mainstream attraverso uno scambio senza costi aggiunti

Roma – Circle vuole raggiungere le persone che non usano Bitcoin con un servizio di conversione semplice senza costi di intermediazione : presentata durante la conferenza Bitcoin 2014 di Amsterdam, si tratta di una nuova startup creata intorno al business legato alla moneta digitale ed ha già raccolto 26 milioni di dollari di investimenti.

L’obiettivo della nuova azienda finanziaria Internet-based è quella di garantire un’interfaccia per depositare dollari e vederli convertiti istantaneamente in bitcoin senza costi aggiuntivi.

Per farlo l’azienda del CEO Jeremy Allaire offre un'”architettura aperta, democratica, distribuita e decentralizzata, posseduta da chiunque” in cui la propria chiave bitcoin è isolata e richiede “firme multiple” per portarla online.

L’idea è quella di rendere Bitcoin più trasversale e diffusa, automatizzando e velocizzando le procedure per aderire alle normative statunitensi anti-riciclaggio e di garantire al 100 per cento i depositi .

Certo, la concorrenza di carte di credito e di debito a stelle e strisce è dura, dal momento che i costi di transazione sono quasi nulli e le procedure molto semplici: fuori dagli Stati Uniti, tuttavia, il servizio di Circle potrebbe risultare appetibile.

Per il momento Circle ha aperto il suo servizio ad una ristretta cerchia di utenti e non ha rivelato nulla del modello di business: tuttavia è logico supporre che guadagnerà grazie al tasso di cambio Dollaro-Bitcoin e viceversa, nonché sfruttando la mancanza di fiducia che ha investito recentemente Mt. Gox e gli altri exchange della criptovaluta, coinvolti dai problemi legati ad una vulnerabilità nelle proprie strutture.

Claudio Tamburrino

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Funz scrive:
    Formato .dwg
    Un altro odioso "standard di fatto" che obbliga in pratica a usare i prodotti Autodesk mettendo ostacoli a chi cerca di sviluppare e usare prodotti alternativi.I formati di disegno 2D e 3D sono una giungla che in confronto quelli Office fanno ridere...Adesso vogliono imporre il loro nuovo formato per la prototipazione rapida? Cos'ha che non va il STL? Che è troppo aperto?
    • king volution scrive:
      Re: Formato .dwg
      - Scritto da: Funz
      Un altro odioso "standard di fatto" che obbliga
      in pratica a usare i prodotti Autodesk mettendo
      ostacoli a chi cerca di sviluppare e usare
      prodotti
      alternativi.
      I formati di disegno 2D e 3D sono una giungla che
      in confronto quelli Office fanno
      ridere...
      Adesso vogliono imporre il loro nuovo formato per
      la prototipazione rapida? Cos'ha che non va il
      STL? Che è troppo aperto?quoto in pieno!NON ACQUISTATE DA AUTODESK!! MAI E POI MAI!
      • Funz scrive:
        Re: Formato .dwg
        - Scritto da: king volution
        quoto in pieno!

        NON ACQUISTATE DA AUTODESK!! MAI E POI MAI!...peccato che in ambito industriale per il 2D è AutoCAD o niente, e per il 3D se la tua ditta prende Inventor te lo tieni pure quello ;)
  • Qualcuno scrive:
    Ignoranza
    Il 90% degli articoli che leggo sulla stampa 3D ignorano le difficoltà che ci sono dietro questa categoria di processi. La stampa 3D non sarà MAI semplice come la stampa 2D.Le considerazioni da fare sono tantissime: costi di spedizione, precisione richiesta al pezzo, processi di finitura, resistenza meccanica, numero di pezzi da produrre, ecc...Io credo che l'utilizzo domestico, diverso da una pura curiosità, sia ancora molto lontano. Soprattutto se pretendiamo di crearci da noi i nostri prodotti.
    • Funz scrive:
      Re: Ignoranza
      - Scritto da: Qualcuno
      Il 90% degli articoli che leggo sulla stampa 3D
      ignorano le difficoltà che ci sono dietro questa
      categoria di processi. La stampa 3D non sarà MAI
      semplice come la stampa
      2D.

      Le considerazioni da fare sono tantissime: costi
      di spedizione, precisione richiesta al pezzo,
      processi di finitura, resistenza meccanica,
      numero di pezzi da produrre,
      ecc...qui si parla al limite di prototipazione rapida, non certo (ancora) di produzione se non di pezzi senza esigenze di precisione e in serie limitatissima.
    • krane scrive:
      Re: Ignoranza
      - Scritto da: Qualcuno
      La stampa 3D non sarà MAI
      semplice come la stampa 2D.Ma va ?! Pensa che lo si capiva gia' dal nome: c'e' una dimensione in piu' !!!
  • ... scrive:
    comprate italiano: www.sharebot.it
    come da titolo.
  • ... scrive:
    no spesa affrontabile da un privato
    balle! basta metterci sopra una mela e puff! ne venderanno a vagonate.A: MA costa 5000 dollari!!!B: fa niente, c'e' su una mela, quindi vale la spesa (*)(*) lo e' una XXXXXXX colossale, ma qui c'e' almeno una "testa di dinosauro" che la pensa cosi'.
  • ... scrive:
    Luca, che succede?
    ma e' un articolo da botta', al massimo tamburrino.Come mai ti sei scomodato tu? hai finito i tirapiedi?
  • Leguleio scrive:
    Ahi ahi ahi
    " Oggi il mercato della stampa 3D è ai primordi, le plastiche utilizzate nelle apparecchiature dei diversi produttori non sono quasi mai compatibili (e gli utenti devono rivolgersi a chi gli ha venduto la stampante per approvvigionarsi) ". Come gli inchiostri per le stampanti all'inizio, insomma: facevano i prezzi che volevano loro. Anche quando la stampante era a prezzi modici si spendeva una capitale per le cartucce.
Chiudi i commenti