Perché Coinbase non è FTX

Perché Coinbase non è FTX

Il caso FTX ha generato diffidenza tra gli investitori in criptovalute, ecco perché Coinbase ha deciso di fare chiarezza su queste sfide.
Il caso FTX ha generato diffidenza tra gli investitori in criptovalute, ecco perché Coinbase ha deciso di fare chiarezza su queste sfide.

Diversi investitori, dopo il recente crollo di FTX, hanno iniziato a mostrare una certa diffidenza nel mercato delle criptovalute. Non c’è dubbio che il settore sta affrontando difficoltà di liquidità, ma è altrettanto vero che non possiamo sempre fare di tutta un’erba un fascio e Coinbase lo ha voluto sottolineare con una nota ufficiale agli utenti.

Esistono quindi exchange ed exchange, tanto che quelli accreditati con regolarità trovano i momenti più opportuni per fornire chiarezza su queste sfide. Ciò permette ai clienti di queste piattaforme di sentirsi al sicuro e di accertarsi come il sistema sia conforme alle normative vigenti.

In qualità di società quotata in borsa negli Stati Uniti – ha specificato Coinbase – abbiamo costruito la nostra attività in modo tale da consentirci di essere trasparenti sul nostro track record, sulla solidità del bilancio e di gestire in modo efficace e prudente il rischio per i nostri clienti e per noi stessi.

Tutti possono aprire un conto su questo exchange. Iscriversi non costa nulla e si ha la possibilità di dare un primo sguardo al suo ecosistema. Le criptovalute elencate per l’investimento sono davvero tante e recentemente sono anche stati aggiunti derivati e collezioni NFT per ampliare la proposta di acquisto.

Coinbase non sta soffrendo il crollo di FTX

Coinbase ha assicurato a tutti i suoi clienti di non essere in difficoltà a causa del fallimento di FTX. Nella fase più concitata di questo episodio l’exchange aveva già specificato di essere poco esposto a FTX in una articolo pubblicato sul suo blog l’8 novembre 2022:

Abbiamo $ 15 milioni di depositi su FTX per facilitare le operazioni commerciali e le negoziazioni dei clienti. Non abbiamo esposizione ad Alameda Research e non abbiamo prestiti a FTX.

Inoltre, l’exchange Coinbase è particolarmente prudente nella gestione del rischio. Lo abbiamo visto ogni qualvolta vuole aggiungere criptovalute nell’elenco di quelle già quotate. A luglio 2022 la società a guida della famosa piattaforma di scambio aveva spiegato:

La gestione del rischio è un primo principio nella progettazione del nostro prodotto. Deteniamo i beni dei clienti 1:1. Qualsiasi attività di prestito istituzionale presso Coinbase è a discrezione del cliente e supportata da garanzie collaterali, che fungono da primo livello di protezione contro il potenziale contagio da default. La nostra prassi standard prevede la richiesta di oltre il 100% di garanzie collaterali e misuriamo sempre il rischio rispetto a un movimento di prezzo stressato sostanzialmente più elevato.

L’azienda ha un team di rischio esperto e dedicato. I membri di questo suo team contano decenni di esperienza nella gestione delle attività commerciali e creditizie. Infine, l’idea chiara che Coinbase ha da sempre avuto e che ora si sta rafforzando riguarda la necessità di avere “standard normativi forti e chiari“.

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Pubblicato il 9 dic 2022
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