Coinbase Tracer, il governo USA e i dati degli utenti

Coinbase Tracer, il governo USA e i dati degli utenti

L'exchange crypto smentisce l'accusa di aver ceduto i dati degli utenti al governo USA: sotto la lente d'ingrandimento Coinbase Tracer.
L'exchange crypto smentisce l'accusa di aver ceduto i dati degli utenti al governo USA: sotto la lente d'ingrandimento Coinbase Tracer.

Nella giornata di ieri, è stato pubblicato un report secondo cui Coinbase venderebbe i dati degli utenti all’agenzia ICE (Immigrations and Customs Enforcement) del governo USA. A renderlo noto i dettagli contenuti in un contratto visionato da Jack Poulson, direttore di Tech Inquiry (via The Intercept). La replica dell’exchange non si è fatta attendere.

I rapporti tra il governo USA e Coinbase

Attraverso un thread su Twitter, dai vertici della piattaforma è giunta la secca smentita a quanto sostenuto. Riportiamo qui il primo post in forma tradotta.

Vogliamo che sia estremamente chiaro: Coinbase non vende i dati proprietari dei clienti. La nostra prima preoccupazione è sempre stata e sempre sarà quella di fornire l’esperienza crypto più sicura e protetta ai nostri utenti.

Nel suo articolo, Tech Inquiry ha fatto riferimento allo strumento Tracer (ex Analytics) messo a punto dalla società italiana Neutrino inglobata nel 2019 per 13,5 milioni di dollari. È pensato per condurre attività di intelligence legate alle blockchain. Un’acquisizione che, per stessa ammissione del CEO Brian Armstrong, si è rivelata un errore, a causa dei legami della società con Hacking Team. Rimandiamo chi non conosce la vicenda a un articolo dell’epoca.

Il nostro tool Coinbase Tracer è progettato per supportare la conformità e aiutare le indagini sui crimini finanziari, come il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Coinbase Tracer raccoglie le informazioni da fonti pubbliche e non utilizza i dati degli utenti Coinbase. Mai.

Per completezza d’informazione, va ricordato che nel settembre scorso  Coinbase ha siglato un contratto da 455.000 dollari annuali (rinnovabile per un massimo di tre anni) con l’agenzia Immigration and Customs Enforcement, per un’iniziativa riconducibile allo sviluppo di software as-a-service. Un altro contratto da circa 140.000 dollari (rinnovabile fino al 2024) è stato sottoscritto nel maggio 2020 con il Dipartimento di Sicurezza Interna.

Proprio in questi giorni, l’exchange di criptovalute conferma la volontà di espandere il proprio raggio d’azione, impegnandosi per l’ottenimento di nuove licenze in paesi dove ancora non ne detiene. Tra questi c’è anche l’Italia.

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Pubblicato il 1 lug 2022
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