Contrappunti/ Silicon Valley contro l'invecchiamento

di M. Mantellini - Non ci sono formule magiche, pillole, teorie della relatività ristretta che tengano. Il tempo passa inesorabile e cambia tutto: anche le startup della Mecca della tecnologia. Come è accaduto a Google

La prima regola quando si sta per annunciare una notizia imbarazzante? Fischiettare. Così Eric Schmidt, nell’ultimo decennio amministratore delegato di Google, ha fischiettato, anzi ha cinguettato su Twitter, la sua sostituzione al vertice dell’azienda californiana scrivendo che ora “non è più necessaria la supervisione giorno per giorno di un adulto”. Si riferiva alla sua funzione di padre putativo di Larry Page e Sergey Brin, inventori del motore di ricerca, un ruolo per certi versi divenuto indispensabile al momento della quotazione borsistica nel 2004.

Al di là delle ampie discussioni di questi giorni sul significato strategico da dare al cambio della guardia che ha portato Larry Page al vertice dirigenziale di Google, un tema interessante, che nel caso di Google è ormai giunto alla prova dei fatti ma che probabilmente riguarderà nel giro di poco tempo anche Facebook, è quello di quale vada considerata la maggior età aziendale dei fondatori di queste grandi società tecnologiche.

Si tratta di un tema quasi esclusivamente statunitense e quasi esclusivamente riservato alle aziende che hanno mostrato, nel tempo accelerato della rete Internet, capacità di crescita molto elevate. Possono aziende che capitalizzano miliardi di dollari essere guidate da talentuosi ventenni completamente digiuni delle complessità e dei tranelli dell’alta finanza e senza il tempo necessario per orientarsi, poco alla volta, dentro le grandi complessità dei mercati?

Esiste una distanza evidente ed intuitiva fra la capacità di immaginare applicazioni o servizi di Rete e quella di gestirne poi la crescita in termini di attenzione dei mercati, analisi dei differenti scenari internazionali, numero di dipendenti, filiali in tutto il mondo.

Ricordo al proposito un episodio che mi colpì qualche anno fa. Ai tempi dei primi screzi fra Google e le autorità cinesi su temi di grande complessità ed importanza come la libertà di espressione in Rete e i rapporti commerciali e diplomatici bilaterali, cosa fecero Page e Brin totalmente digiuni di qualsiasi informazione al riguardo del pianeta giallo? Uscirono dai loro uffici californiani per acquistare alla libreria dell’angolo un po’ di libri sulla Cina, così da potersi informare.

Oppure, in altri recenti contesti, a quale titolo e con quali proprie competenze Mark Zuckerberg, ventenne in ciabatte di plastica e t-shirt grigia, fortemente portato all’introspezione (per non dire peggio), si presenta al cospetto dei vecchi volponi dei mercati finanziari interessati a spargere dentro il social network più utilizzato al mondo le carrettate di dollari dei loro investitori?

È piuttosto evidente che, nei rari casi di aziende tecnologiche che diventano internazionalmente importantissime come Google o Facebook, sta nell’intelligenza dei fondatori eleggere rapidamente uno o più tutori in grado di dare indicazioni sulle possibili scelte che di volta in volta si concretizzeranno; eppure questa scelta, nel caso di Google, ha significato un progressivo ed inevitabile scollamento fra le ragioni stesse di successo della startup Google e la nuova natura aziendale ed ordinata imposta da Schmidt ad una azienda con migliaia di dipendenti, quotazioni azionarie da difendere, sedi e problemi diversi in tutto il mondo.

Se, come molti hanno scritto in questi giorni, la salita a cavallo di Larry Page è un tentativo di ridurre la catena di comando che si stava facendo eccessivamente lunga ed arzigogolata, per riavvicinare Google 2011 allo spirito degli esordi, allora è probabile che si tratti di un tentativo destinato all’insuccesso. Non è possibile invertire il corso del tempo e la startup dalle idee fulminanti e controcorrente, del don’t be evil come religione laica e della leggerezza caustica e colorata come mantra quotidiano, non potrà tornare, esattamente come non è possibile mettere oggi Francesco de Gregori seduto di fronte ad un pianoforte per fargli riscrivere Atlantide .

Ma, oltre a questo, mi pare emerga un problema di fondo connaturato alle nuove aziende digitali che esplodono come supernove nel giro di intervalli di tempo molto brevi. Quello di una loro fragilità che dipende dalla oggettiva impossibilità di governarne crescita e consolidamento seguendo un percorso lineare ed armonico. Molte delle bolle speculative verificatesi in questo decennio, scoppiate quando il denaro ha incontrato il talento, sono la conseguenza di questa divaricazione fra una brillante idea di partenza (quelle di Google ma anche quella di Facebook) e la sua successiva messa in pratica secondo i canoni del mercato.

Si diventa grandi e si cambia, mentre tutti quanti là fuori restano innamorati del piccolo bambino che non si è più. È l’economia delle attese disilluse, dove nessuna buona premessa ha spazio per rimanere tale.

Massimo Mantellini
Manteblog

Tutti gli editoriali di M.M. sono disponibili a questo indirizzo

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  • Invidiosi scrive:
    per deactive
    - Scritto da: deactive
    Sara' pure, ma te di politica te ne intendi gran poco e ribatti a cliche'
    triti e ritriti che fan ridere i polli.
    In sintesi, piantala vahIlluminami dall'alto della tua grande conoscenza Politica, invece di dare una risposta tipica di chi non ha nulla da dire.
    • upr scrive:
      Re: per deactive
      lascia stare.Non è piu politica...se è per quello allora spostiamo il parlamento nel red light district ad amsterdam.Pannella andrebbe in altri locali lo sappiamo ;-)
  • il solito bene informato scrive:
    Queste leggi inutili...
    Che pensino piuttosto ai VERI problemi del paese!tipo ri abbassare a 16 anni il consenso per il sesso mercenario!
    • upr scrive:
      Re: Queste leggi inutili...
      è piu facile che abbassino la maggiore età a 13 anni..almeno preti e bungHi bungHi fanno festa.Maledetti!!!
  • valeriolombardi scrive:
    La TV è morta, è il passato
    E' vero il web non è una TV, anche perchè la TV è roba vecchia, come è vecchia chi ci lavora, chi continua a spenderci soldi per fare contenuti offensivi all'essere umano, e chi la guarda spendendo canoni, abbonamenti, decoder e satelliti.Il Web non è una TV, è nata per essere libera, e vivrà libera; logicamente bisogna non violare i contenuti protetti da copyright, ma questa è un'altra storia che farà storia, vittime e vincitori ;-)
  • ruppolo scrive:
    Sorrido
    Le formichine corrono all'impazzata dopo che Internet ha scompigliato il formicaio. Fanno tenerezza.
    • spacevideo scrive:
      Re: Sorrido
      sentono l'arrivo del formichiere ....
      • panda rossa scrive:
        Re: Sorrido
        - Scritto da: spacevideo
        sentono l'arrivo del formichiere ....Gia'... queste non vedono l'ora che arrivi il formichiere.[yt]R3Mt2E1M6dU[/yt]
        • angros scrive:
          Re: Sorrido
          Una volta avevo visto dal vivo una scena molto simile (con una lucertola); le formiche l'avevano fatta a pezzi nello stesso modo, e avevano addirittura "smontato" la colonna vertebrale, una vertebra alla volta: dopo un giorno non era rimasto assolutamente nulla.
  • asd scrive:
    ma siamo pazzi?
    ..... allora tra un po' bisognera' pagare pure per i siti grautisti, perche' mostrano a video immagini..... mio dio sparatevi!!!
  • Emilio Fede scrive:
    Il web non è una TV
    Il web non è una TV, le TV sono fatte da gente seria, capito? :@E chi non è d'accordo va menato. :@Parola di Emilio Fede
  • freebit scrive:
    straquoto Funz
    Il Web non è la TV : Il pdl è tutto fuorchè liberale !-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 24 gennaio 2011 18.14-----------------------------------------------------------
  • cognome nome scrive:
    TV or not TV
    Se guardo il PC non guardo la tivù... e questo a Mr. BungaBunga immagino non piaccia. Tutto qua, inutile perdere tempo e cercare altre spiegazioni.
    • Guybrush Fuorisede scrive:
      Re: TV or not TV
      - Scritto da: cognome nome
      Se guardo il PC non guardo la tivù... e questo a
      Mr. BungaBunga immagino non piaccia. Tutto qua,
      inutile perdere tempo e cercare altre
      spiegazioni.A mister BB non piace che tu abbia altri interessi al di fuori della sua sfera di influenza.GTFS
      • upr scrive:
        Re: TV or not TV
        Per comcludere..mister BB deve levarsi dai c....
        • Invidiosi scrive:
          Re: TV or not TV
          - Scritto da: upr
          Per comcludere..
          mister BB deve levarsi dai c....Vi rode così tanto non governare?Avete rotto con questa aria di superiorità, gli incompetenti ci sono anche a sinistra e lo sapete benissimo, non avete un programma, non avete un candidato, non avete idee quindi tutto quello che siete capaci di fare è attaccare gli avversari sul personale, siete patetici quando vi scandalizzate per quello che avviene ad Arcore e poi elogiate Vendola e il suo orecchino o glissate su Marrazzo e i festini fatti a base di coca e Trans, come sempre la moralità dei sinistrorsi è a senso unico.
        • deactive scrive:
          Re: TV or not TV
          beh e' da 20 anni che ci si prova...finche' la gente lo vota, beh ce lo meritiamo tutto quel manigoldo..
          • Invidiosi scrive:
            Re: TV or not TV
            Proponete qualcosa di diverso e si voterà se merita, fino ad ora dall'altra parte c'è il nulla per cui inutile che vi lamentiate
          • Regur Mortis scrive:
            Re: TV or not TV
            Il vero problema è che controlla l'informazione per questo la gente lo vota, almeno chi non ha internet (la maggior parte in Italia) e non è in grado di informarsi da solo.Queste leggi servono solo a controllare l'informazione e rendere più difficile la vita ai nuovi imprenditori, e anche per far si che la TV resti ancora il media preferito dagli italiani, con le loro cagatine ondemand che in confronto a internet fanno ridere.
          • Invidiosi scrive:
            Re: TV or not TV
            - Scritto da: Regur Mortis
            Il vero problema è che controlla l'informazione
            per questo la gente lo vota, almeno chi non ha
            internet (la maggior parte in Italia) e non è in
            grado di informarsi da
            solo.Smettiamola di dire stupidaggini, Santoro, Lerner, Fazio, Floris, Annunziata, Gruber, Tramaglio e si potrebbe continuare ancora a lungo, non mi sembra che l'informazione si così sbilanciata a senso unico, L'idea che gli elettori di destra siano disinformati e stupidi r quelli di sinistra siano gli illuminati esiste solo nell'immaginario di quelli di sinistra.
            Queste leggi servono solo a controllare
            l'informazione e rendere più difficile la vita ai
            nuovi imprenditori, e anche per far si che la TV
            resti ancora il media preferito dagli italiani,
            con le loro cagatine ondemand che in confronto a
            internet fanno
            ridere.Che poi si consideri Internet come il depositario di tutte le verità anche questa è una bufala, sul web ci sono tante notizie molte vere e molte altre false o difficilmente verificabili, il prendere per oro colato tutto quello che si legge su internet come quello che si vede in televisione non è una dimostrazione di intelligenza
          • upr scrive:
            Re: TV or not TV
            ma taci, che è mattino.Non prendere le difese di nessuno, non è il caso, ora basta!!!Bunga bunga deve dimettersi come in tutti i paesi civili, persino in albania e tunisia il popolo si è incz. Mentre noi italiani ce ne stiamo zitti.Fà tristezza sentire gente come voi (santanche docet) che lo difende e continua per la sua strada.Bisogna riconoscere sempre le proprie colpe....svegliatiIIIII!! prima che sia troppo tardi.
          • Invidiosi scrive:
            Re: TV or not TV
            - Scritto da: upr
            ma taci, che è mattino.
            Non prendere le difese di nessuno, non è il caso,
            ora
            basta!!!

            Bunga bunga deve dimettersi come in tutti i paesi
            civili, persino in albania e tunisia il popolo si
            è incz. Mentre noi italiani ce ne stiamo
            zitti.Parli di paese civile e mi dici di stare Zitto?La tua si che è vera democrazia.
            Fà tristezza sentire gente come voi (santanche
            docet) che lo difende e continua per la sua
            strada.Fa tristezza non essere un alternativa convincente per l'elettorato.
            Bisogna riconoscere sempre le proprie
            colpe....svegliatiIIIII!! prima che sia troppo
            tardi.Marcegaglia e festini da Briatore nonché case in comodato gratuito e Party di Marrazzo a base di sappiamo cosa docet, sei un ipocrita.
          • deactive scrive:
            Re: TV or not TV
            lascia perdere, spera che rimanga qualche XXXXXXX anche per lui.
          • deactive scrive:
            Re: TV or not TV
            Sara' pure, ma te di politica te ne intendi gran poco e ribatti a cliche' triti e ritriti che fan ridere i polli. In sintesi, piantala vah.
          • deactive scrive:
            Re: TV or not TV
            non e' una questione di alternative. Berlusconi e' un bandito, che modifica la legge a proprio piacimento.Se questo a te piace ...PS. magari fai login qualche volta, bello cazeggiare sempre da anonimi eh?
  • master scrive:
    Vabbe'....
    Quando qualcuno fara' un po' di luce sara' meglio.Per ora guardiamo dalla finestra cio' che accade.
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