Craccato il database finanziario di Playboy.com

Qualcuno è entrato nei sistemi internet di uno dei siti più cliccati della rete e ha copiato numeri di carte di credito e dati degli utenti. E ha rivendicato la cosa in una email inviata ai clienti Playboy. Il primo crack nel 1998
Qualcuno è entrato nei sistemi internet di uno dei siti più cliccati della rete e ha copiato numeri di carte di credito e dati degli utenti. E ha rivendicato la cosa in una email inviata ai clienti Playboy. Il primo crack nel 1998

Web – In un comunicato destinato certamente a non aumentare la fiducia dei consumatori per l’uso della carta di credito online, Playboy.com ha ammesso di aver subito l’attacco di un cracker che ha sottratto importanti informazioni finanziarie sui suoi clienti.

L’azienda che gestisce il sito, da sempre uno dei “più cliccati” della rete, ha affermato che gli investigatori sono al lavoro per trovare le tracce del cracker che è penetrato nei sistemi internet di Playboy.com e ha sottratto numeri di carte di credito e altri dati dei clienti web.

Copertina Playboy 1963 Quanto accaduto sarebbe emerso questo week-end, quando l’azienda è stata informata dai propri tecnici di una serie di attività inusuali sul server. Al momento si sta procedendo ad una “stima dei danni”, per capire quali sono state le tecniche di cracking utilizzate e soprattutto quali informazioni e di chi sono state sottratte. Per far fronte alla situazione, Larry Lux, il presidente di Playboy.com, ha chiesto ai propri clienti di contattare immediatamente chi ha rilasciato loro la carta di credito per accertarsi se siano stati eseguiti acquisti non autorizzati.

Non si sa ancora quale peso venga dato ad una lettera inviata ai clienti del sito da un team che si definisce “ingreslock 1524” e che con l’alias “martyn luther ping” ha rivendicato l’azione e ha fornito nome e numeri di carte di credito ai clienti come prova. Secondo quanto affermato dai cracker, fin dal 1998 il gruppo avrebbe avuto accesso ai server di Playboy.

“Noi – rivendica la lettera – abbiamo fatto grandi progetti su come utilizzare dati di centinaia di migliaia di clienti (per acquisti online, ndr) che hanno portato a 10 milioni le frodi denunciate dalle aziende delle carte di credito e del mondo delle società di assicurazione”. Parole che, se confermate, potrebbero indurre a ritenere l’azione un attacco deliberato non solo a Playboy.com ma al commercio elettronico nel suo complesso. Tanto che la lettera include una serie di avvertimenti per chi compra online: “Non dare fiducia alle aziende che mettono online le tue informazioni”.

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21 11 2001
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