Criptovaluta: nome comune femminile

Criptovaluta: nome comune femminile

Un sondaggio mette in luce la propensione degli investimenti femminili nei confronti delle criptovalute in vari Paesi europei: i dati sull'Italia.
Un sondaggio mette in luce la propensione degli investimenti femminili nei confronti delle criptovalute in vari Paesi europei: i dati sull'Italia.

Una ricerca condotta nei mesi scorsi ha consentito di mettere in luce l’approccio delle donne europee al mondo degli investimenti, evidenziando come i favori nei confronti delle criptovalute stiano crescendo con costanza. I dati lasciano emergere discrepanze tra i vari Paesi europei, ma un trend comune sembra allineare il “sentiment” trasversale: dal timore si è passati alla curiosità e poco alla volta stanno sbocciando investimenti sul sostrato della fiducia.

Donne e crypto

La ricerca, inizialmente condotta da N26 (brand che proprio sulla fiducia si è giocata qualche fiche a seguito del recente blocco precauzionale sul quale il brand sta ora lavorando), racconta ad esempio che in Spagna due donne su cinque vedono con estremo favore gli investimenti in crypto e il 76% di coloro che hanno già investito sarebbero ben disposte a raddoppiare la cifra fin qui impegnata. In Germania, invece, gli investimenti in rosa sono orientati soprattutto a criptovalute e asset real estate. In Francia, per contro, sono soprattutto gli uomini a preferire le criptovalute (29%) contro una percentuale minore di donne (17%).

E in Italia? I dati erano già a suo tempo emersi:

  • Il 72% di chi già investe afferma che nel 2022 prevede di aumentare la propria somma mensile;
  • Il 60% delle donne tra 35 e 44 anni che non hanno mai investito ha già valutato la possibilità di iniziare;
  • Il 40% delle donne che investono lo fa per massimizzare la propria disponibilità economica e per raggiungere una maggiore solidità;
  • Il 30% delle donne investitrici sceglie principalmente le nuove forme di investimento, quali le criptovalute;
  • Real Estate al secondo posto tra i comparti indicati dalle donne non investitrici per i loro futuri investimenti (29%);
  • Una formazione adeguata e conversazioni più aperte sui temi finanziari come incentivi all’investimento per il 51% delle donne non investitrici;
  • Le professioni influenzano gli strumenti preferiti per l’investimento: prodotti bancari per PA, sanità e professioni mediche; prodotti assicurativi per commercio, artigianato e legal; criptovalute per il Tech

Gli investimenti al femminile, insomma, sono già fortemente improntati alle criptovalute. Ci sono ancora frizioni da risolvere e attriti da superare, ma tra le parti il feeling sembra essere in aumento, avviandosi verso una fase di maggior maturazione e di investimenti supportati da sempre maggior consapevolezza.

Per le donne che non investono ancora la scarsa conoscenza (32%) e la mancanza di fiducia nei prodotti di investimento (15%) rappresentano barriere significative. Alla domanda su cosa le incoraggerebbe a iniziare a investire, oltre un quarto del campione femminile (28%) ha messo al primo posto un’adeguata formazione sul tema, mentre il 23% desidera conversazioni più aperte e semplici sui vantaggi e sui rischi legati all’investimento.

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Fonte: N26
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Pubblicato il 7 apr 2022
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